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Discussione: 11 Settembre

  1. #21
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    Dal sito www.disinformazione.it

    Spie israeliane arrestate sul tetto a Manhattan
    di Sbancor - tratto da http://www.rekombinant.org

    Sbancor aveva avvisato: quando si iniziano a delirare razze e religioni si aprono le porte dell'orrore. Le rivelazioni vengono da Fox News e Associated Press. Ci sono forze istituzionali USA impegnate a bloccare la corsa alla guerra in Medio Oriente? Rekombinant counter-intelligence per tutti.

    [NdR. Anti-boatos system: la fonte e questo articolo vanno citati correttamente]

    Mentre l'intero Occidente č ridotto a una platea di idioti teledipendenti che da casa tifano, chi per gli ebrei, chi per Arafat, con gran spreco di neuroni e adrenalina elettrotelevisiva, iniziano a filtrare notizie inquietanti. Ricordando a tutti i lettori che, nella societŕ dello spettacolo integrale, "il vero č un momento del falso" le rispedisco cosě come le ho avute.

    Da E.I.R (Executive Intelligence Revue) anno 10, n.51 20 dicembre 2001.

    (...)

    "Ora, a tre mesi di distanza, Sharon e i militari israeliani procedono a passo spedito verso la guerra. In questo contesto si collocano alcune rivelazioni esplosive sul conto delle unitŕ dello spionaggio israeliano attive negli USA alla vigilia dei misfatti dell'11 settembre. Poiché le rivelazioni provengono da una rete televisiva affermata come la Fox News, e sono poi state riprese dalla Associated Press e da CHANNEL 11 di Houston ed altri, va ritenuto che dietro vi siano forze abbastanza istituzionali impegnate a bloccare la corsa verso la guerra in Medio Oriente.

    In quel fatidico 11 settembre furono arrestate cinque spie israeliane, poi estradate. Stavano tutt'e cinque su di un tetto di Hoboken, e guardavano oltre il fiume Hudson, in direzione delle Torri Gemelle. Qualcuno ha chiamato la polizia ed č risultato che i cinque facevano parte delle forze armate israeliane e che avevano lavorato per una impresa di trasporti. I cinque, i cui visti erano scaduti, si sono rifiutati di dire di piů.

    Gli israeliani arrestati nelle retate successive all'11 settembre sono in tutto una sessantina. La Fox News riferiva l'11 dicembre che, sottoposti al test della "macchina della veritŕ", alcuni di questi arrestati hanno mentito.

    "Non ci sono indizi di una partecipazione israeliana negli attacchi dell'11 settembre; purtuttavia, gli investigatori sospettano che essi abbiano raccolto informazioni in anticipo attinenti a quei fatti, ma non le hanno riferite" alle autoritŕ USA, ha detto Carl Cameron della Fox News. Le autoritŕ americane hanno detto a Cameron che il silenzio č d'obbligo in questa fase dell'inchiesta, mentre i portavoce dell'ambasciata israeliana non ammettono niente di niente in merito allo spionaggio negli USA. Cameron ha continuato:

    "Ma Fox News ha appreso che un gruppo di israeliani da poco individuato nel North Carolina si serviva di un appartamento in California per spiare un gruppo di arabi che le autoritŕ statunitensi tengono sotto osservazione perché sospettati di collegamenti con il terrorismo.

    "La Fox News ha raccolto documenti che indicano come anche prima dell'11 settembre almeno 140 altri israeliani siano stati arrestati nel corso di complesse indagini molto riservate sullo spionaggio israeliano negli USA."

    I sospetti si appuntano su studenti dell'Universitŕ di Gerusalemme o dell'Accademia Bezalel: "I documenti mostrano che [gli israeliani] si sono concentrati nella penetrazione di basi militari, degli uffici della DEA, della FBI, e di diversi uffici governativi e ci sono riusciti, entrando persino in uffici segreti e abitazioni private appositamente non registrate, assegnate al personale che svolge attivitŕ speciali".

    Un'altra parte dell'inchiesta riguarda l'arresto di decine di spie israeliane che operavano in strada, come venditori ambulanti. Cameron fa inoltre riferimento ad altre indagini condotte dalla Corte dei Conti e dai servizi militari (DIA) che definiscono le attivitŕ spionistiche israeliane negli USA rispettivamente "aggressive" e "voraci".

    Il 12 e 13 dicembre Cameron č tornato sull'argomento con la storia della AMDOCS, impresa privata israeliana che opera nelle telecomunicazioni ed č appaltatrice presso le venticinque principali imprese telefoniche americane. Il tipo di servizio prestato le da accesso in tempo reale a gran parte delle linee telefoniche del paese, con la possibilitŕ di fare tutte le intercettazioni telefoniche che vuole. Secondo la Fox TV, la AMDOCS č finita piů volte sotto inchiesta: FBI e altre forze di polizia l'hanno ripetutamente sospettata di collegamenti con la mafia e di spionaggio.

    Ci sarebbe poi un documento top secret della National Security Agency (NSA) che nel 1999 spiegava come tutte le telefonate in America fossero registrabili da parte di governi stranieri, in pratica quello israeliano. Quando nel 1997 scoppiň lo scandalo "MEGA", riguardante la talpa israeliana nell'amministrazione USA, AMDOCS fu accusata di aver intercettato le telefonate tra il Presidente Clinton e Monica Lewinsky. La Fox TV aggiungeva che il pericolo tutt'altro che remoto č che le informazioni riservate siano anche accessibili al crimine organizzato israeliano: "Non sarebbe la prima volta: nel 1997 si presentň un bel grattacapo quando le comunicazioni di FBI, Servizi segreti, DEA e LAPD furono completamente compromesse dal crimine organizzato israeliano che utilizzava i dati di cui dispone la AMDOCS".

    Il 13 dicembre la Fox ha parlato della Converse Infosys, un'altra impresa high tech, sussidiaria di un'impresa israeliana, che con uffici in tutto il territorio americano "fornisce attrezzature per le registrazioni telefoniche alle forze dell'ordine". Gli enti preposti utilizzano il software della Converse nei propri computer per individuare le telefonate da intercettare e per lo smistamento delle registrazioni a seconda delle competenze. La casa madre della Converse, che ha accesso a questi dati, č tanto vicina al ministero dell'Industria e Commercio (di cui č stato titolare Sharon) che il 50% delle sue spese di R&D sono a carico del ministero.

    Rompendo la prassi delle sue conferenze stampa, il 13 dicembre il Segretario di Stato Powell ha concesso la prima domanda al corrispondente dell'EIR. Interrogato in merito allo spionaggio israeliano negli USA, Powell ha risposto di essere al corrente della storia degli arresti -- quindi confermandone la notizia -- ma di occuparsi solo dell'aspetto diplomatico della questione, mentre per quanto riguarda l'aspetto spionistico, ha detto, "la domanda deve essere rivolta al ministero di Giustizia ed alla FBI" .

  2. #22
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    Spie israeliane arrestate sul tetto a Manhattan
    di Sbancor - tratto da http://www.rekombinant.org

    Sbancor aveva avvisato: quando si iniziano a delirare razze e religioni si aprono le porte dell'orrore. Le rivelazioni vengono da Fox News e Associated Press. Ci sono forze istituzionali USA impegnate a bloccare la corsa alla guerra in Medio Oriente? Rekombinant counter-intelligence per tutti.

    [NdR. Anti-boatos system: la fonte e questo articolo vanno citati correttamente]

    Mentre l'intero Occidente č ridotto a una platea di idioti teledipendenti che da casa tifano, chi per gli ebrei, chi per Arafat, con gran spreco di neuroni e adrenalina elettrotelevisiva, iniziano a filtrare notizie inquietanti. Ricordando a tutti i lettori che, nella societŕ dello spettacolo integrale, "il vero č un momento del falso" le rispedisco cosě come le ho avute.

    Da E.I.R (Executive Intelligence Revue) anno 10, n.51 20 dicembre 2001.

    (...)

    "Ora, a tre mesi di distanza, Sharon e i militari israeliani procedono a passo spedito verso la guerra. In questo contesto si collocano alcune rivelazioni esplosive sul conto delle unitŕ dello spionaggio israeliano attive negli USA alla vigilia dei misfatti dell'11 settembre. Poiché le rivelazioni provengono da una rete televisiva affermata come la Fox News, e sono poi state riprese dalla Associated Press e da CHANNEL 11 di Houston ed altri, va ritenuto che dietro vi siano forze abbastanza istituzionali impegnate a bloccare la corsa verso la guerra in Medio Oriente.

    In quel fatidico 11 settembre furono arrestate cinque spie israeliane, poi estradate. Stavano tutt'e cinque su di un tetto di Hoboken, e guardavano oltre il fiume Hudson, in direzione delle Torri Gemelle. Qualcuno ha chiamato la polizia ed č risultato che i cinque facevano parte delle forze armate israeliane e che avevano lavorato per una impresa di trasporti. I cinque, i cui visti erano scaduti, si sono rifiutati di dire di piů.

    Gli israeliani arrestati nelle retate successive all'11 settembre sono in tutto una sessantina. La Fox News riferiva l'11 dicembre che, sottoposti al test della "macchina della veritŕ", alcuni di questi arrestati hanno mentito.

    "Non ci sono indizi di una partecipazione israeliana negli attacchi dell'11 settembre; purtuttavia, gli investigatori sospettano che essi abbiano raccolto informazioni in anticipo attinenti a quei fatti, ma non le hanno riferite" alle autoritŕ USA, ha detto Carl Cameron della Fox News. Le autoritŕ americane hanno detto a Cameron che il silenzio č d'obbligo in questa fase dell'inchiesta, mentre i portavoce dell'ambasciata israeliana non ammettono niente di niente in merito allo spionaggio negli USA. Cameron ha continuato:

    "Ma Fox News ha appreso che un gruppo di israeliani da poco individuato nel North Carolina si serviva di un appartamento in California per spiare un gruppo di arabi che le autoritŕ statunitensi tengono sotto osservazione perché sospettati di collegamenti con il terrorismo.

    "La Fox News ha raccolto documenti che indicano come anche prima dell'11 settembre almeno 140 altri israeliani siano stati arrestati nel corso di complesse indagini molto riservate sullo spionaggio israeliano negli USA."

    I sospetti si appuntano su studenti dell'Universitŕ di Gerusalemme o dell'Accademia Bezalel: "I documenti mostrano che [gli israeliani] si sono concentrati nella penetrazione di basi militari, degli uffici della DEA, della FBI, e di diversi uffici governativi e ci sono riusciti, entrando persino in uffici segreti e abitazioni private appositamente non registrate, assegnate al personale che svolge attivitŕ speciali".

    Un'altra parte dell'inchiesta riguarda l'arresto di decine di spie israeliane che operavano in strada, come venditori ambulanti. Cameron fa inoltre riferimento ad altre indagini condotte dalla Corte dei Conti e dai servizi militari (DIA) che definiscono le attivitŕ spionistiche israeliane negli USA rispettivamente "aggressive" e "voraci".

    Il 12 e 13 dicembre Cameron č tornato sull'argomento con la storia della AMDOCS, impresa privata israeliana che opera nelle telecomunicazioni ed č appaltatrice presso le venticinque principali imprese telefoniche americane. Il tipo di servizio prestato le da accesso in tempo reale a gran parte delle linee telefoniche del paese, con la possibilitŕ di fare tutte le intercettazioni telefoniche che vuole. Secondo la Fox TV, la AMDOCS č finita piů volte sotto inchiesta: FBI e altre forze di polizia l'hanno ripetutamente sospettata di collegamenti con la mafia e di spionaggio.

    Ci sarebbe poi un documento top secret della National Security Agency (NSA) che nel 1999 spiegava come tutte le telefonate in America fossero registrabili da parte di governi stranieri, in pratica quello israeliano. Quando nel 1997 scoppiň lo scandalo "MEGA", riguardante la talpa israeliana nell'amministrazione USA, AMDOCS fu accusata di aver intercettato le telefonate tra il Presidente Clinton e Monica Lewinsky. La Fox TV aggiungeva che il pericolo tutt'altro che remoto č che le informazioni riservate siano anche accessibili al crimine organizzato israeliano: "Non sarebbe la prima volta: nel 1997 si presentň un bel grattacapo quando le comunicazioni di FBI, Servizi segreti, DEA e LAPD furono completamente compromesse dal crimine organizzato israeliano che utilizzava i dati di cui dispone la AMDOCS".

    Il 13 dicembre la Fox ha parlato della Converse Infosys, un'altra impresa high tech, sussidiaria di un'impresa israeliana, che con uffici in tutto il territorio americano "fornisce attrezzature per le registrazioni telefoniche alle forze dell'ordine". Gli enti preposti utilizzano il software della Converse nei propri computer per individuare le telefonate da intercettare e per lo smistamento delle registrazioni a seconda delle competenze. La casa madre della Converse, che ha accesso a questi dati, č tanto vicina al ministero dell'Industria e Commercio (di cui č stato titolare Sharon) che il 50% delle sue spese di R&D sono a carico del ministero.

    Rompendo la prassi delle sue conferenze stampa, il 13 dicembre il Segretario di Stato Powell ha concesso la prima domanda al corrispondente dell'EIR. Interrogato in merito allo spionaggio israeliano negli USA, Powell ha risposto di essere al corrente della storia degli arresti -- quindi confermandone la notizia -- ma di occuparsi solo dell'aspetto diplomatico della questione, mentre per quanto riguarda l'aspetto spionistico, ha detto, "la domanda deve essere rivolta al ministero di Giustizia ed alla FBI" .

  3. #23
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    LA PACCOTTIGLIA DI OGGI : CACCIA AL DIAVOLO
    (20 settembre 2001)

    E' un momento delicato.

    La gravitŕ della situazione internazionale richiede saldezza di nervi e chiarezza di idee.

    L' opinione pubblica, non meno dei leaders politici, ha bisogno di riflessione misurata al di lŕ delle emozioni forti che tutti provano in questi giorni di tensione.

    Non siamo in un film, c'č in gioco il futuro dell'umanitŕ e, mai come ora, "le parole sono importanti".

    Per fortuna in Italia abbiamo quel modello di equilibrio che č Panorama che dell'uso misurato delle parole, soprattutto nei titoli e nelle copertine, ha fatto uno stile giornalistico.

    A partire dal numero oggi in edicola.



    Se si parla di diavoli, ovviamente si va su Satana in persona, Osama Bin Laden, che inchieste approfondite hanno riconosciuto colpevole della strage dieci minuti dopo la tragedia dell'11 settembre.

    Scacco al diavolo titola il pezzo di copertina, iniziando con un approfondito excursus storico :

    "La gente di qui invoca i demoni e ha una predisposizione per le arti magiche». Cosě dettava nel suo diario di viaggio Marco Polo quando arrivň per la prima volta a Peshawar, da lui battezzata Bascia, ai piedi del famoso Passo del Khyber. Nulla č cambiato 726 anni dopo. Questo concitato avamposto pachistano al confine con l'Afghanistan, abitato da 1 milione di persone, non solo continua ad avere una predisposizione quasi naturale per il diavolo, ma lo coccola, lo nutre, se ne serve, anche tramite i suoi santoni barbuti travestiti da religiosi".

    Se copertina e incipit meritano la paccottiglia di oggi, bisogna ammettere che il resto dell'articolo non č poi cosě malaccio; piů volte č chiaramente sottolineata la connivenza della Cia nella prima fase della vita guerrigliera di Bin Laden.

    Peccato che Panorama neanche in quest'occasione riesca a rinunciare alle sue copertine strillate per acchiappare un lettore in piů. Lettore che in questo numero trova pure allegato al giornale la videocassetta dell'Attacco all'America. Un documento storico, strilla Panorama sulle pagine pubblicitarie comprate su altri giornali, un documento contenente le piů belle immagini della vicenda, commenta Carlo Rossella, il direttore, in tv (testuale !).

    Ma lasciamo queste tristezze e veniamo brevemente ai contenuti del pezzo.

    "A Peshawar, la roccaforte asiatica dei Fratelli musulmani, l'ufficio della Cia č in piena attivitŕ dal 1986, quando, su ordine dell'allora direttore, William Casey, l'agenzia spionistica americana cominciň a fornire consiglieri, armi e soldi ai mujaheddin afghani, fra i quali lo stesso Bin Laden, che aveva abbandonato gli agi della sua Gedda e della sua ricchissima famiglia per combattere gli invasori dell'Armata rossa".

    Proprio a Peshawar (Pakistan), racconta il giornalista Pino Buongiorno, a 500 metri dal consolato americano (zeppo di agenti della Cia) ci sono decine di Internet café di cui gli agenti di Bin Laden sono frequentatori abituali.

    "Per stanarlo dai suoi rifugi la Cia non ha ottenuto soltanto la licenza di uccidere. Questa volta ha la collaborazione dei servizi segreti dell'area, sicuramente piů attrezzati e informati. Innanzitutto c'č un'importante novitŕ a Riyadh, la capitale saudita. Alcune settimane fa, su ordine personale di re Fahd (ed č una cosa rara, visto il suo pessimo stato di salute), č stato rimosso, dopo 25 anni, da capo dell'Istakhabarat, il servizio d'intelligence della monarchia saudita, il principe Turki Bin Faisal. La sua colpa? Fare poco o nulla per catturare Bin Laden (anche perché per anni lo ha finanziato e aiutato per conto della Cia)" (art. cit.).

    Insomma, il diavolo farŕ pure le pentole, ma qualcun altro lo ha di certo aiutato a fare i coperchi.

  4. #24
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    LA PACCOTTIGLIA DI OGGI : CACCIA AL DIAVOLO
    (20 settembre 2001)

    E' un momento delicato.

    La gravitŕ della situazione internazionale richiede saldezza di nervi e chiarezza di idee.

    L' opinione pubblica, non meno dei leaders politici, ha bisogno di riflessione misurata al di lŕ delle emozioni forti che tutti provano in questi giorni di tensione.

    Non siamo in un film, c'č in gioco il futuro dell'umanitŕ e, mai come ora, "le parole sono importanti".

    Per fortuna in Italia abbiamo quel modello di equilibrio che č Panorama che dell'uso misurato delle parole, soprattutto nei titoli e nelle copertine, ha fatto uno stile giornalistico.

    A partire dal numero oggi in edicola.



    Se si parla di diavoli, ovviamente si va su Satana in persona, Osama Bin Laden, che inchieste approfondite hanno riconosciuto colpevole della strage dieci minuti dopo la tragedia dell'11 settembre.

    Scacco al diavolo titola il pezzo di copertina, iniziando con un approfondito excursus storico :

    "La gente di qui invoca i demoni e ha una predisposizione per le arti magiche». Cosě dettava nel suo diario di viaggio Marco Polo quando arrivň per la prima volta a Peshawar, da lui battezzata Bascia, ai piedi del famoso Passo del Khyber. Nulla č cambiato 726 anni dopo. Questo concitato avamposto pachistano al confine con l'Afghanistan, abitato da 1 milione di persone, non solo continua ad avere una predisposizione quasi naturale per il diavolo, ma lo coccola, lo nutre, se ne serve, anche tramite i suoi santoni barbuti travestiti da religiosi".

    Se copertina e incipit meritano la paccottiglia di oggi, bisogna ammettere che il resto dell'articolo non č poi cosě malaccio; piů volte č chiaramente sottolineata la connivenza della Cia nella prima fase della vita guerrigliera di Bin Laden.

    Peccato che Panorama neanche in quest'occasione riesca a rinunciare alle sue copertine strillate per acchiappare un lettore in piů. Lettore che in questo numero trova pure allegato al giornale la videocassetta dell'Attacco all'America. Un documento storico, strilla Panorama sulle pagine pubblicitarie comprate su altri giornali, un documento contenente le piů belle immagini della vicenda, commenta Carlo Rossella, il direttore, in tv (testuale !).

    Ma lasciamo queste tristezze e veniamo brevemente ai contenuti del pezzo.

    "A Peshawar, la roccaforte asiatica dei Fratelli musulmani, l'ufficio della Cia č in piena attivitŕ dal 1986, quando, su ordine dell'allora direttore, William Casey, l'agenzia spionistica americana cominciň a fornire consiglieri, armi e soldi ai mujaheddin afghani, fra i quali lo stesso Bin Laden, che aveva abbandonato gli agi della sua Gedda e della sua ricchissima famiglia per combattere gli invasori dell'Armata rossa".

    Proprio a Peshawar (Pakistan), racconta il giornalista Pino Buongiorno, a 500 metri dal consolato americano (zeppo di agenti della Cia) ci sono decine di Internet café di cui gli agenti di Bin Laden sono frequentatori abituali.

    "Per stanarlo dai suoi rifugi la Cia non ha ottenuto soltanto la licenza di uccidere. Questa volta ha la collaborazione dei servizi segreti dell'area, sicuramente piů attrezzati e informati. Innanzitutto c'č un'importante novitŕ a Riyadh, la capitale saudita. Alcune settimane fa, su ordine personale di re Fahd (ed č una cosa rara, visto il suo pessimo stato di salute), č stato rimosso, dopo 25 anni, da capo dell'Istakhabarat, il servizio d'intelligence della monarchia saudita, il principe Turki Bin Faisal. La sua colpa? Fare poco o nulla per catturare Bin Laden (anche perché per anni lo ha finanziato e aiutato per conto della Cia)" (art. cit.).

    Insomma, il diavolo farŕ pure le pentole, ma qualcun altro lo ha di certo aiutato a fare i coperchi.

  5. #25
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    Dal sito http://www.the1phoenix.net/x-files/

    WTC: troppi misteri
    Sintesi dei seguenti articoli di Tom Bosco apparsi su Nexus:

    - Attacco terroristico o colpo di stato?
    - L'insostenibile leggerezza dell'informazione
    - Attacco sě, ma all'informazione
    - La grande truffa dell'antrace e altre storie
    - L'ultimo video di Bin Laden
    - L'enigma Bin Laden e quello di New York
    - Ennesimo disastro a New York
    - Dall'airbus su New York all'autobus verso Kabul
    - L'incredibile farsa dei talebani
    - La fornace mediorientale: una spirale di violenza senza fine
    - Anche in America c'č chi dice no
    - Un mese dopo: chi ha creato le tante facce del terrorismo e come uscirne vivi, di Lyndon LaRouche

    http://www.the1phoenix.net/x-files/wtc2.htm

  6. #26
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    WTC: troppi misteri
    Sintesi dei seguenti articoli di Tom Bosco apparsi su Nexus:

    - Attacco terroristico o colpo di stato?
    - L'insostenibile leggerezza dell'informazione
    - Attacco sě, ma all'informazione
    - La grande truffa dell'antrace e altre storie
    - L'ultimo video di Bin Laden
    - L'enigma Bin Laden e quello di New York
    - Ennesimo disastro a New York
    - Dall'airbus su New York all'autobus verso Kabul
    - L'incredibile farsa dei talebani
    - La fornace mediorientale: una spirale di violenza senza fine
    - Anche in America c'č chi dice no
    - Un mese dopo: chi ha creato le tante facce del terrorismo e come uscirne vivi, di Lyndon LaRouche

    http://www.the1phoenix.net/x-files/wtc2.htm

  7. #27
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    Vedere anche:

    http://www.the1phoenix.net/x-files/WTC.htm (World Trade Center, 11/9/2001)

    http://www.the1phoenix.net/x-files/wtc1.htm (WTC: approfondimenti)

    http://www.the1phoenix.net/x-files/wtc3.htm (WTC: altri pezzi del puzzle)

    http://www.the1phoenix.net/x-files/wtc4.htm (WTC: tiriamo le conclusioni)

  8. #28
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    http://www.the1phoenix.net/x-files/WTC.htm (World Trade Center, 11/9/2001)

    http://www.the1phoenix.net/x-files/wtc1.htm (WTC: approfondimenti)

    http://www.the1phoenix.net/x-files/wtc3.htm (WTC: altri pezzi del puzzle)

    http://www.the1phoenix.net/x-files/wtc4.htm (WTC: tiriamo le conclusioni)

  9. #29
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    Insomma, troppe cose non tornano...

    Prendiamone atto, e non cediamo all'emotivitŕ... Il sonno della ragione genera mostri...

    Saluti.

  10. #30
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    Saluti.

 

 
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