"Giovanardi cattocomunista
se vince lui cade il governo"
di GUIDO PASSALACQUA
MILANO - La premessa di Umberto Bossi, ministro delle Riforme, è tassativa: sull'immigrazione niente sanatorie più o meno mascherate, altrimenti "il governo va a catafascio". Al suo collega di governo Carlo Giovanardi che vorrebbe regolarizzare la situazione di almeno 250mila immigrati che hanno avuto l'espulsione amministrativa risponde furibondo: "Una cosa del genere avrebbe effetti sul governo", e agli imprenditori dice: "Agli immigrati pagate la casa e il biglietto di ritorno".
Ministro Bossi ha letto le dichiarazioni di Giovanardi?
"Io sono contro i cattocomunisti e i buonisti in generale, io non sono un buonista".
Scusi ma nell'ultimo Consiglio dei ministri non avevate trovato una mediazione? Avevate dichiarato di essere soddisfatti.
"Capisco bene che loro, Giovanardi in testa, difendano la loro banda, ma Berlusconi non può andare a dire alla gente che ha scherzato sull'immigrazione, ci rimetterebbe la faccia"
Allora l'immigrazione sta diventando un serio problema politico per la maggioranza?
"Non credo che diventi un problema politico".
Perché?
"Il patto che abbiamo scritto era: fuori dai coglioni. Lo dico brutalmente ma i clandestini devono tornare a casa loro".
Lei non solo è sotto tiro da parte dell'opposizione, la Bindi le dà dello "squadrista", ma anche da parte dei suoi colleghi della maggioranza.
"A Giovanardi e soci dico solo una cosa e se non ci pensano gliela ricordo io: la sinistra sulla questione immigrazione è stata sterminata, meditino, ci pensino".
Allora la sua ricetta...
"Chi ha ricevuto l'avviso di andarsene deve andarsene fuori".
Semplice da dire meno semplice da mettere in atto.
"Il ministro dell'Interno faccia il ministro dell'Interno. Chi non ha il contratto di lavoro deve essere portato fuori dal paese senza tante storie".
Una posizione molto drastica. Giovanardi la critica anche per aver attaccato vescovi e Caritas.
"Io sto con la gente, non sto né con i massoni né con i vescovoni e con la Caritas. I veri razzisti sono i buonisti le associazioni caritatevoli che agiscono per un solo scopo: cambiare il mondo a loro piacere per riempirsi il portafoglio".
Il suo collega Giovanardi dichiara che ci si potrebbe trovare di fronte "a una prevedibile rivolta popolare scatenata da oltre 200mila datori di lavoro che vedrebbero sfumare la regolarizzazione dei loro dipendenti". Un bel guaio per un governo che si rivolge alla piccola e media impresa.
"Ma quello è fuori di testa. La verità è che i datori di lavoro non regolarizzeranno nessuno, anche se lo dovrebbero fare".
Allora?
"Il patto su cui si è costituita la maggioranza, la Cdl, è chiaro. Niente permessi se non a faccia del contratto di lavoro, il resto è caporalato".
Giovanardi le concede che la Lega potrebbe votare contro.
"Una cosa del genere avrebbe riflessi sul governo".
Niente sanatorie?
"L'unica sanatoria che vedo è che il ministro dell'Interno non applichi la legge".
Allora lei cosa risponde alla componente centrista della Casa delle libertà. Quelli che lei chiama sprezzantemente i democristiani?
"Rispondo picche, e aggiungo, tanto per essere diplomatico, che di fronte a queste cose il segretario politico della Lega nord, Umberto Bossi, non è tranquillo. Non sono tranquillo di fronte a chi è entrato nella Cdl su di un patto sottoscritto e oggi pretende di fare il contrario".
Buttiglione dice che lei ogni tanto dimostra di avere un cuore.
"Io sono contrario al buonismo. Ha ragione il sindaco di Treviso Gentilini. Ci manca che diamo la casa a questi qui che non hanno mai lavorato e poi per i nostri le case non ci sono".
Ma gli immigrati sono necessari per fare marciare l'economia...
"Gli imprenditori devono garantire la casa e i soldi del biglietto di ritorno, basta prendere in giro la gente. Io la sanatoria non la darò mai. Su questo si gioca la credibilità del governo Berlusconi. Adesso è il momento dei fatti. I preti hanno finito di sfruttare le colf e le badanti".
(10 settembre 2002)




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