PATRIA DOLCE E DURA 453
Scrivo queste rapide righe a soli tre giorni dai fatti inqualificabili che hanno portato alla morte il mio grande compagno, il presidente Allende. Sul suo assassinio si è voluto fare silenzio; è stato sepolto segretamente; soltanto alla sua vedova è stato concesso di accompagnare quell'immortale cadavere. La versione degli aggressori è che hanno trovato il suo corpo inerte, con visibili segni di suicidio. La versione che è stata resa pubblica al'estero è diversa. Immediatamente dopo il bombardamento aereo entrarono in azione i carri armati, molti carri armati, a lottare intrepidamente contro un solo uomo: il presidente della repubblica del Cile, Salvador Allende, che li aspettava nel suo ufficio, senz'altra compagnia che il suo grande cuore, avvolto dal fumo e dalle fiamme.
Dovevano approfittare di un'occasione cosí bella, Bisognava mitragliarlo perché non si sarebbe mai dimesso dalla sua carica. Quel corpo è stato sepolto segretamente in un posto qualsiasi. Quel cadavere che andò verso la sepoltura accompagnato da una sola donna, che portava in sé tutto il dolore del mondo, quella gloriosa figura morta era crivellata e frantumata dai colpi delle mitragliatrici dei soldati del Cile, che ancora una volta vevano tradito il Cile.
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Nobis ardua 
