Gerarchia
La gerarchia è uno di quei principi indissolubilmente legati all'uomo della tradizione, poiché conformarsi ad un ordine gerarchico significa entrare in armonia con l'Ordine cosmico. Il rispetto delle "determinazioni" della natura nelle sue manifestazioni infatti è la prima e più importante opposizione al caos dilagante, a quella devastante forza sovvertitrice che è l'egualitarismo incondizionato, principale caposaldo del mondo antitradizionale, al punto tale che ormai la gerarchia è comunemente considerata come un valore negativo, da contrastare. Si è perso ormai di vista il concetto di Libertà che proviene da una libera subordinazione gerarchica, a vantaggio di una libertà falsa, riconducibile a tesi liberali che, per farla vivere nei suoi molteplici aspetti, negano la vera Libertà, imponendo, con compromessi ed in ragione di un criterio puramente quantitativo e materialistico, a volte addirittura con la coercizione, una determinata volontà.
Gli uomini danno oramai per scontato che il potere scaturisca dal basso verso l'alto, tanto hanno dimenticato l’eterna Tradizione che ci ha insegnato l'esatto contrario: non si rendono conto che questa invasione comporta un vertice nel quale non c’è un essere libero ma il primo dei servitori, non uno spirito guida ma nient'altro che il portavoce della massa. Lo stesso Platone ci dice:
“Da nessun altro reggimento politico la tirannide sorge e prende piede se non dalla democrazia, e cioè dall'estrema libertà la servitù più piena ed aspra”.
Riferendoci a questa ricordiamo che è colui che è in qualche modo incompleto che ha bisogno per la sua realizzazione di chi gli è superiore: l'ordine divino ha stabilito delle priorità di natura spirituale, intellettuale e fisica, ed è solo rispettando queste che si tende all'elevazione poiché si asseconda l'armonia delle "forme", mentre i vari tentativi di appiattimento conducono inevitabilmente all'informe, alla confusione. Si pensi a quale frustrazione vanno incontro tutti coloro, ed in particolare i giovani, ai quali fin dalla nascita viene inculcato il principio dell'uguaglianza inteso come medesima capacità e possibilità di realizzazione sociale qualora si parta dalle stesse condizioni: è la triste falsità alla quale seguono gli stereotipi dell'uomo di successo, completamente basati su elementi materialistici, arrivistici, inevitabilmente legati al reddito.
Alla constatazione della vacuità di tutto ciò è inevitabile che sopravvenga un senso di smarrimento che può portare al quel fenomeno prettamente moderno della depressione; ma si è troppo lontani dal Centro perché si possa adeguatamente constatare questa tendenza. Si deve far si quindi, in ogni modo, che ognuno occupi il proprio posto, quello che per capacità, qualità e dimensione spirituale gli appartiene ; ci si deve porre come meta la massima esaltazione del proprio ruolo e non la rincorsa di patetiche "scalate sociali".
Queste poche righe non possono esaurire un discorso così profondo ed importante, vogliamo solo essere un richiamo affinché nel nostro ambiente si torni nel "Solco della Tradizione".
“Chi ha bisogno di essere guidato bussa alla porta di chi sa guidare, non già chi guida ed è tale che da lui possa attendersi del bene prega i guidati di lasciarsi guidare”.
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