Le "priorità" del Paese "anormale" Italia: la legge Cirami!!
Gaetano Pecorella(Avvocato del pluriinquisito condannato per falsa testimonianza S. Berlusconi) ha deciso di astenersi in tutto e per tutto dal prendere decisioni in qualità di presidente della commissione Giustizia e lascerà tutto nelle mani del forzista Donato Bruno, presidente della commissione Affari Costituzionali, che sarà affiancato da Antonio Mormino(Avvocato del pluripregiudicato condannato per mafia e pluriergastolano Leoluca Bagarella). Ma, pur rinunciando al ruolo di presidente, Pecorella non si esime dall’ intervenire su aspetti anche decisivi.
Opinioni "terze":
La vicenda passa i confini italiani: sconcertata l’Onu, con l’ispettore speciale sulla giustizia che mette nero su bianco i suoi legittimi sospetti: teme che «politici di spicco» imputati davanti al tribunale di Milano, traggano vantaggio dalle modifiche legislative e che si allunghino i tempi dei loro processi».
Gli fanno eco autorevoli commentatori della stampa estera: «difficile immaginare una situazione del genere in Gran Bretagna - dice Philip Willan del “Gardian” - Già è difficile ipotizzare un primo ministro processato per fatti gravi, che non si dimetta. Poi che il parlamento sia pieno di membri della sua squadra di avvocati e che questi si mettano a scrivere leggi suscettibili di incidere sulla sua personale situazione processuale...». Idem Bruce Johnson del quotidiano conservatore Daily Telegraph: «Pecorella configura un palese conflitto di interessi». Per David Lane dell’”Economist” «Per motivi di etica non può scrivere leggi chi poi se ne servirà». E Marcelle Padovani, del “Nouvel Observateur” dice che in Francia «un caso simile non sarebbe ipotizzabile, per motivi sia di morale pubblica sia di regolamenti».
Il 21 inizia il processo Sme, in cui difende Berlusconi e per il quale ha fatto istanza di rimessione. Avrebbe dovuto chiedere ai giudici un rinvio delle udienze che coincidono coi giorni in cui era impegnato in commissione, a discutere la legge che serve a far trasferire quello stesso processo. Poi, più veloce di Fregoli, via la toga, su i panni del Presidente, si sarebbe trasferito a Roma per affilare i ferri del mestiere da usare a Milano.




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