ROMA – "E' un provvedimento dannoso per l'economia italiana: in una fase di grave rallentamento, con una produzione industriale che è in forte e continuo calo, una simile stangata sulle imprese non potrà che produrre ulteriore depressione". Il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, lascia da parte la diplomazia e spara ad alzo zero sul governo. Il provvedimento in questione è il decreto fiscale approvato oggi dal governo che modifica Dit e superDit e riduce complessivamente gli sgravi per le imprese. D’Amato che ieri sera aveva incontrato il premier Silvio Berlusconi, accusa: "Sottrarre oggi liquidità per almeno 3 miliardi di euro" a un sistema produttivo in difficoltà " è una scelta demagogica".
E poi rincara la dose, accusando il governo di aver violato il Patto per l’Italia: ''Con pervicacia e senza alcun confronto di merito si è voluto intervenire ugualmente, senza considerare le conseguenze che tale intervento avrà sull'economia, sullo sviluppo e sull'occupazione - spiega il presidente di Confindustria - Di una riforma fiscale in discussione in Parlamento, vaga e incerta, in merito alla quale il mondo delle imprese ha più volte richiesto un confronto di merito, mai avvenuto, si sono volute anticipare le parti che danno gettito fuori da una riforma organica''. Anche sul credito d'imposta per i nuovi assunti, continua D’Amato, ''il provvedimento contrasta con quanto è stato assicurato dal Presidente del Consiglio a Bari. E' stato eliminato per tutto il 2002 e retroattivamente per tutte le assunzioni effettuate dal 7 luglio scorso''. E questo sottolinea D'Amato ''avrà gravi effetti sull'occupazione. Questi interventi contrastano con il patto per l'Italia che prevede una riduzione delle imposte per le imprese. Ci auguriamo dunque che il Parlamento valuti con attenzione le norme proposte dal governo e prenda in considerazione misure alternative''.




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