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    Predefinito Eclissi di Luna: stanotte sveglia puntata all'1:42!

    Sarà l'eclissi di Luna degli insonni, quella di stanotte. Un'eclissi totale spettacolare, nel corso della quale sarà possibile vedere il bianco disco della Luna oscurarsi lentamente, inghiottito dal cono d'ombra della Terra. Inizierà all'1:42 e avrà una durata di circa cinque ore, ma la famosa Luna rossa sarà visibile solo a partire dalle 4. Un evento davvero da non perdere, anche perché non accadrà più fino al 2015.

    Diretta sul sito del Corriere.

  2. #12
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    Predefinito Re: Le eclissi tra miti e scoperte

    All'improvviso il buio: un evento ciclico che, nel corso dei millenni, ha terrorizzato gente comune, imperatori e condottieri. E che ha trovato spazio anche nella letteratura. Dalla prima memoria del fenomeno ai riti antichi per scacciare la sfortuna, ecco gli aneddoti più curiosi legati alla notte in pieno giorno...



    Matteo Marini

    ECLISSI: PAURE, SUGGESTIONI E LEGGENDE LEGATE AL SOLE CHE SCOMPARE




    Osservazione di una eclissi solare nel 1673




    IL GIORNO che si tinge di nero. Le tenebre che divorano la luce. Le stelle a mezzogiorno. Le eclissi solari hanno accompagnato tutto il corso della storia umana. E per millenni sono state un fenomeno che ha terrorizzato gente comune e sovrani, eserciti e generali: un funesto presagio perché rovesciamento del quotidiano e del senso comune.

    Gli astronomi ubriachi. La memoria più antica di un'eclissi ha viaggiato fino a noi sul filo della leggenda. Siamo in Cina, più di 4mila anni fa. In previsione di un'eclissi, tamburi e arcieri reali dovevano essere pronti per spaventare e combattere il drago che divorava il Sole. La sua scomparsa, seppure per pochi minuti, era infatti un pessimo presagio per la sorte dello stesso re, legittimato dal volere celeste.
    I cinesi, dunque, erano in grado di fare previsioni già 2mila anni prima di Cristo. La storia narra che Hsi e Ho, i due astronomi di corte, mancarono però la previsione, non per imperizia, ma perché erano ubriachi. Non si riuscì a mettere mano in tempo alle mazze e agli archi, ponendo così a rischio la vita dell'imperatore. Per punizione, Ho e Hsi furono giustiziati, ma la loro vicenda ci ha consegnato forse la testimonianza più remota di un'eclissi nella storia della civiltà: quella del 22 ottobre 2137 avanti Cristo.

    Il primo documento scritto relativo a un'eclissi di Sole è invece quello rappresentato dalla tavoletta ritrovata nel 1948 a Ugarit, nell'attuale Siria, incisa in scrittura cuneiforme. Riporta la descrizione dell'oscuramento e la comparsa di Marte in pieno giorno. Gli studiosi, proprio sulla base della posizione di Marte e della datazione della tavoletta, hanno ipotizzato che si tratti del fenomeno accaduto il 5 marzo 1223 avanti Cristo.

    Il re contadino. Quasi come un macabro carnevale, le eclissi hanno avuto il potere di ribaltare i ruoli e trasformare re in contadini e prigionieri in re, da sacrificare però per salvare i primi. Accadeva nel regno assiro. La cerimonia dello sar puhi è ben raccontata in un capitolo del libro "Notte di stelle", scritto da Margherita Hack e Viviano Domenici. Sotto i regni di Esarhaddon e poi di Assurbanipal (dal 681 al 631 a.C. circa), all'approssimarsi di un'eclissi di luna o di sole sul trono veniva posto un "parafulmine" umano: al posto di re e regina salivano un criminale, un prigioniero di guerra oppure una persona qualsiasi assieme alla provvisoria consorte. I nuovi incoronati venivano così segnati, secondo la credenza, con le maledizioni che l'infausto evento portava con sé. Il sovrano nel frattempo si rifugiava in campagna e diventava un "fattore" sotto mentite spoglie. Al termine del regno dello sar puhi, cioè del "re sostituto", che durava un centinaio di giorni, i due finti reali venivano giustiziati e sepolti con una cerimonia funebre regale, per essere sicuri che l'inganno giocato alle divinità fosse credibile.

    La fine della guerra. Il conflitto tra Lidi e Medi durava già da sei anni quando i due eserciti si affrontarono sulle sponde del fiume Halys, nell'attuale Turchia, il 28 maggio del 585 avanti Cristo. In quella data "improvvisamente il giorno si fece notte". A raccontarlo è Erodoto, nelle Storie, il quale sostiene che proprio quella eclissi fu predetta da Talete di Mileto. Lidi e Medi però non ne avevano notizia.
    I due eserciti, terrorizzati dall'evento, lasciarono cadere le armi e, poco dopo, i sovrani Aliatte e Ciassarre si affrettarono a stipulare una tregua che pose fine alla guerra tra i due popoli.
    Erodoto racconta come anche il re persiano Serse fu spaventato da un'eclissi di Sole, poco prima di attaccare i Greci alle Termopili nel 480 avanti Cristo. Ma fu rassicurato dai propri sacerdoti. I magi sostennero che la Luna che eclissava le città elleniche fosse un buon presagio per i persiani. Qui è la storia che, finalmente, incontra la scienza. Le parole di Erodoto dimostrano come la spiegazione naturale al fenomeno fosse già conosciuta anche prima delle osservazioni del filosofo greco Anassagora.

    Il ritorno di Ulisse. I riferimenti alle eclissi nella storiografia e nella letteratura antiche sono naturalmente diversi, dall'Antico testamento al poeta greco Archiloco. Anche Omero ne parla nell'Odissea: il ritorno a Itaca di Ulisse è preceduto proprio dall'oscuramento del Sole. In questo caso la sventura portata dall'eclissi si abbattè sui Proci. Era il 16 aprile 1178 a.C. quando il Sole fu "tolto dal cielo e un'oscurità sinistra invade la terra". La data è risultato dello studio di questi versi e dei dettagli astronomici presenti nel poema che hanno permesso di collocare, quindi, anche la caduta e la distruzione di Troia con buona precisione, tra il 1192 e il 1184 prima di Cristo.



    Illustrazione pubblicata nel 1724 da Parker's London News


    La Luna passa regolarmente davanti al Sole. È un calendario cosmico estremamente preciso. Grazie alle proiezioni e ai calcoli possibili oggi, possiamo virtualmente tornare indietro nel tempo e visualizzare quando e dove le eclissi furono visibili con estrema precisione. Questo ci permette di ricostruire e datare episodi remoti della nostra storia, incrociando le informazioni delle testimonianze scritte. Come l'osservazione del 3 agosto del 431 a.C., durante la guerra del Peloponneso. O l'occultazione del 632 dopo Cristo, prossima alla data di nascita di Maometto. La morte del sovrano carolingio Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, seguì di poche settimane l'eclissi del 5 maggio 840: anche questo un "presagio" della fine imminente dell'imperatore. L'abilità e la comprensione scientifiche permettevano, quindi, già nell'antichità di prevedere le eclissi con una discreta precisione. Questo presupponeva, per esempio, la conoscenza di quello che ora chiamiamo "ciclo di Saros". Si tratta di un intervallo di tempo ciclico di circa 18 anni scaduto il quale le eclissi si ripresentano simili. Conoscenze di questo tipo sono un patrimonio che risale a più di 2mila anni fa ed era in possesso dei Caldei, in Mesopotamia. Ma questo tipo di previsione è riportata anche sui calendari dei popoli precolombiani come i Maya.

    Antiche paure. Col passare dei secoli e col progredire degli studi di fisica e astronomia, i misteri del "sole nero" sono stati svelati. E con essi è scomparso anche il terrore per un fenomeno "soprannaturale" finalmente spiegabile dalla teoria copernicana e, successivamente, con formule matematiche molto dettagliate. Astronomi e fisici capirono che il transito della Luna di fronte al Sole poteva fornire ulteriori indizi sulla nostra stella ma non solo. Le osservazioni portarono alla scoperta e alla conferma di alcuni "mattoni" che tengono insieme l'universo stesso. Le eclissi solari, però, non hanno smesso del tutto di influenzare la cultura popolare e di alimentare timori. Fino al XIX secolo, per esempio, la Marina militare cinese ha continuato la tradizione di "sparare" a salve contro il drago che voleva ingoiare il Sole. Accadeva 150 anni fa. Sei anni fa, invece, il 22 luglio 2009, le autorità cinesi hanno allertato le forze di polizia lungo tutto il corso dello Yangze per evitare scene di panico durante l'eclissi prevista per quel giorno. E a Chongqing il sindaco vietò l'uso dei telefonini durante l'oscuramento del Sole. Insomma, nonostante il fenomeno sia stato ormai spiegato ampiamente, ritrovarsi ad ammirare le stelle a mezzogiorno non ha mai smesso di inquietare i pur ben informati "spettatori".




  3. #13
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    Predefinito Re: Le eclissi tra miti e scoperte

    Eclissi: dai druidi alle SS, tutti i cultori del “Sole Nero”

    Wewelsburg, Die Schwarze Sonne

    Francesco Meneguzzo

    Roma, 19 mar – L’eclissi di Sole significa anche mito e leggenda. Le culture tradizionali hanno escogitato ogni sorta di spiegazione per fenomeni così straordinari come le eclissi, sia solari che lunari. Con una costante: “Con poche eccezioni, si tratta sempre di una rottura dell’ordine costituito”, spiega E. C. Krupp, direttore del Griffith Observatory di Los Angeles, in California. “L’uomo dipende dal movimento del Sole. È regolare, affidabile, non lo si può manomettere. Poi, all’improvviso, ecco la tragedia: il tempo va fuori sesto, il Sole e la Luna si comportano come non dovrebbero”.

    Il significato di questa rottura dell’ordine cambia da una cultura all’altra, e non tutte vedono le eclissi come eventi negativi, aggiunge Jarita Holbrook, studiosa di cultura dell’astronomia alla University of the Western Cape di Bellville, in Sudafrica. Per alcune l’eclissi è un momento che ispira terrore, per altre un fenomeno naturale che merita rispetto, per altre ancora un momento di riflessione e riconciliazione.
    rahu-indu

    Secondo Krupp una delle storie più affascinanti appartiene alla mitologia induista. Il demone Rahu si travestì da dio per poter rubare un sorso di un elisir che gli avrebbe dato l’immortalità. Ma il sole e la luna lo videro e avvisarono il dio Vishnu, che tagliò la testa al demone un attimo prima che l’elisir gli passasse nella gola. Da allora, solo la testa di Rahu è diventata immortale, e continua a inseguire il sole e la luna nel cielo per vendicarsi. “Ogni tanto li raggiunge e li divora, ed è allora che avviene l’eclissi. Ma siccome Rahu non ha la gola, il sole e la luna ricadono giù dal fondo della testa”.

    “Il mio mito preferito viene dal popolo dei Batammaliba, che abitano in Togo e in Benin”, dice Holbrook. “Per loro, durante l’eclissi il sole e la luna litigano, e la gente li incoraggia a fare pace. Vedono l’eclissi come un momento per tornare a parlarsi e lasciarsi alle spalle litigi e rancori. È una credenza sopravvissuta fino a oggi”.

    Anche i Navajo, sottolinea Maryboy, hanno preservato le loro credenze tradizionali sulle eclissi. Per loro, l’ordine cosmico dell’universo si basa sulla tenuta dell’equilibrio. “Le eclissi rientrano nell’equilibrio naturale: quando accadono ci si ferma per riconoscere che si tratta di eventi particolari e per riflettere sull’ordine del cosmo“.

    Alcuni Navajo, prosegue la studiosa, seguono ancora i precetti tradizionali: durante un’eclissi bisogna stare in casa con la famiglia, intonare canti speciali per l’occasione e astenersi dal cibo, dal bere e dal sonno. “È anche vietato guardare l’eclissi, specie quella solare, pena gravi conseguenze per gli occhi in futuro”, prosegue la studiosa.

    Secondo Krupp, “I Vichinghi immaginavano una coppia di cani celesti che li inseguivano: quando uno dei due ci riusciva, ecco che si verificava l’eclissi. In Vietnam è una rana o un rospo a divorare il Sole o la Luna, mentre secondo i nativi Kwakiutl della costa occidentale del Canada è la bocca del paradiso a consumarli. In cinese, la parola più antica per descrivere l’eclisse è shih, che significa ‘mangiare’”.

    Nell’esoterismo dell’antico sciamanesimo druidico l’eclissi di Sole rivestiva una grande rilevanza, tanto da aver costituito il simbolo esoterico conosciuto con il nome di “Sole Nero”, raffigurato da un disco completamente nero che si sovrappone a un alone di luce che emerge oltre il suo bordo.

    Il Sole Nero simboleggia l’esperienza centrale della mistica sviluppata nell’esperienza della Kemò-vad. In questo simbolo è evidenziato il rapporto interiore tra il praticante di questa antica disciplina e il Mistero che permea l’esistenza e che dà significato all’universo e all’individuo.

    Nel simbolo del Sole Nero l’eclissi rappresenta l’allegoria della Natura che, inderogabilmente, si impone sulle vicende umane con tutta la grandezza del suo fenomeno astronomico, ricordando la relatività delle aspettative umane sottese alla logica imprescindibile dello Shan, il vero piano di esistenza che è vissuto nel corso della vita terrena e prosegue oltre ad essa.

    La stessa lezione di relatività delle cose che suggerisce l’evento della morte che richiama l’individuo all’immanenza del Mistero a cui è sottesa la sua vita.

    Nella Kemò-vad, il significato del Sole Nero simboleggia soprattutto la luce dello spirito che occasionalmente può essere occultata dalla mente, la quale prende il sopravvento sulla sfera dell’individuo per impreparazione di questi o a causa del plagio culturale che viene attuato sul piano sociale. Luce che tuttavia non è destinata a spegnersi poiché la sua dimensione è insopprimibile e eterna.

    Lo Schwarze Sonne, come noto, conoscerà una certa popolarità anche sotto il nazionalsocialismo. Il simbolo presente in un mosaico marmoreo nel vano della ex “Oberguppenführersaal”, un salone rivestito di pietra nella Torre Nord del castello di Wewelsburg, dove in precedenza era posta la cappella privata del Principe-Vescovo. Originariamente, al centro di detto ornamento era collocato un disco d’oro.

    Costruito originariamente tra il 1603 e il 1609, in stile “Weser-Renaissance”, come residenza secondaria del Principe-Vescovo di Paderborn, sul luogo di un precedente maniero sassone, Wewelsburg era stato con gli anni lasciato all’abbandono fino a che, nel 1934, le SS ne avevano preso possesso.

    Nella “Oberguppenführersaal”, Himmler aveva fatto installare una tavola rotonda in stile arturiano con 12 posti a sedere che dovevano accogliere i 12 ufficiali maggiori delle SS. Sotto la sala vi era la “cripta” o “terra dei morti”, una grande sala circolare con dodici colonne di granito e un soffitto adornato da un’altra grande svastica.

    Miti e leggende su Eclissi di Sole | IL PRIMATO NAZIONALE
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 22-03-15 alle 00:26
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  4. #14
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    Predefinito Re: Le eclissi tra miti e scoperte

    Giovanni Gagliardi

    "LA LUNA ROSSA UN SEGNALE DI DIO".
    TRA SCIENZA E SUPERSTIZIONE ECCO PERCHÉ I CATASTROFISTI HANNO TORTO






    "Il Sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno del Signore". Le inquietanti parole del profeta biblico Gioele, continuano a risuonare puntuali ad ogni eclissi di luna, come quella del 21 gennaio, quando all'orizzonte, poco prima dell'alba, in cielo ha dato spettacolo una super luna rossa, per un'eclissi totale che rimarrà l'unica di tutto il 2019.

    Nonostante le verifiche della scienza e le repliche, senza particolari eventi "fine di mondo" che si sono succedute nei millenni, questo spettacolare fenomeno continua ad alimentare fantasie, miti e leggende, per non parlare delle suggestioni veliche o canore. La "Luna rossa", o la "Luna di sangue", in inglese Blood Moon, sembra essere ancora avvolta da un'area di mistero e le eclissi sono state spesso state associate a effetti nefasti sulla vita delle persone.

    Assiri e babilonesi, durante le eclissi di luna erano soliti suonare il "timpano sacro" e cantare fino a che queste non fossero finite. I Persiani credevano che l'eclissi fosse una punizione divina nei confronti degli uomini. Nell'antica Roma, si credeva che durante le eclissi fosse un mostro a divorare la luna, con lo scopo di attirarla verso la terra. Per questo, nonostante non ce ne sia traccia nei testi letterari, per tutta la durata dell'evento si organizzavano riti per scacciare il demone. Questi continuavano anche dopo il ritorno della luce, perché si aveva paura degli effetti nefasti del passaggio del mostro.

    Anche in Cina c'era la stessa credenza: in questo caso a divorare il nostro satellite era un drago. Durante le eclissi, quindi, si organizzavano cerimonie in cui si faceva moltissimo rumore per scacciarlo e liberare la luna. L'antica civiltà degli Inca interpretava la sfumatura rossa come l'attacco di un giaguaro che divorava la luna. Si credeva che il giaguaro potesse poi rivolgere la sua attenzione alla Terra. Quindi le persone avrebbero dovuto urlare, lanciare frecce verso la luna e far abbaiare i loro cani nella speranza di fare abbastanza rumore da allontanare la bestia feroce.

    Nonostante queste affascinanti (e terribili) storie, le cause delle eclissi lunari furono studiate già nel II a. C.: a Roma, il console Gaio Sulpicio Gallo aveva chiarito che le cause di questo fenomeno erano naturali e tutt'altro che magiche. Anche in Grecia gli studiosi avevano iniziato a interessarsi alle eclissi nel V secolo.

    Ma le superstizioni sono dure a morire. Così i miti che collegano la luna rossa a eventi catastrofici o apocalittici, come un terremoto imminente o addirittura la fine del mondo, si ritrovano in alcune profezie di Nostradamus. In epoca medievale ci si rinchiudeva in casa per restare al riparo da spiriti o creature notturne. O si evitavano battaglie. Secondo alcune tradizioni agli uomini era anche vietato guardarla: si diceva che si potesse rimanerne incantati e diventare preda di creature mostruose.

    Giovanni Keplero, nel suo "Somnium" uscito nel 1634, aveva raccontato di demoni in viaggio verso la Terra per rapire gli essere umani, proprio durante le eclissi. In quegli anni era credenza comune che chi dormiva sotto la luna piena rischiasse la pazzia, la cecità, o di trasformarsi in un lupo mannaro. Ma in tutto questo almeno una buona notizia c'era: nella notte dell'eclissi non si sarebbero liberati spiriti malvagi e non sarebbero comparsi vampiri.

    Ma più di recente il pastore John Hagee della Chiesa Cornerstone a San Antonio, Texas, ha lanciato un nuovo avvertimento: nel suo ultimo libro "Four Blood Moons: Something Is About to Change" (Quattro lune di sangue: qualcosa sta per cambiare) sostiene che "Dio usa il Sole, la Luna e le stelle per inviarci segnali sulla Terra". E questi segnali, secondo le credenze, si colgono in particolare in concomitanza con le serie di quattro eclissi lunari totali consecutive: la tetrade. Durante il ciclo del 1493-1494 in Spagna ci fu la caduta di Granada, l'espulsione degli Ebrei e la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo (eventi che in realtà risalgono al 1492). Nel 1967 subito dopo la tetrade scoppiò la Guerra dei sei giorni.

    Per un discorso di probabilità, è quasi inevitabile che qualcosa di negativo accada subito dopo un'eclissi o la una visita di una cometa, come in qualunque altro momento dell'anno, ma associarlo a tali eventi è pura speculazione. Oppure ci si può preparare per la prossima tetrade che inizierà nella notte del 25 aprile 2032 e fare come Actarus, il protagonista dell'anime Ufo Robot, che si mette ai comandi del suo robot da battaglia Goldrake. Perché con la luna rossa, si sa, i temibili alieni del pianeta Vega attaccano la Terra.



 

 
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