Riflessione Paolo Molaro:
"La passione per l'astronomia era tale - prosegue Paolo Molaro, direttore dell'Osservatorio Astronomico di Trieste, raccontando la storia dell'eclissi di sole dovuta al passaggio di Venere, evento che si ripete solo ogni 122 anni- che coinvolgeva un po' tutti. James Cook condusse una spedizione a Tahiti, scoprendo così le Isole dell'Ammiragliato. Giacomo Leopardi parla dell'eclissi e di Venere nella sua Storia dell'Astronomia. Si perfezionarono i calcoli e si arrivò così a portare la distanza del sole dalla terra a 125 milioni di chilometri contro i quasi 150 milioni a cui sono arrivati i calcoli odierni". "Gli eventi del 1874 e del 1882, gli ultimi prima di quello dell'8 giugno prossimo- ricorda Molaro-, furono così importanti che il Congresso degli Stati Uniti stanziò per la ricerca 177.000$, l'equivalente di due milioni di dollari odierni. La ricerca sul fenomeno permise di arrivare alle dimensioni del sole, determinanti per misurare la distanza dalle stelle. Hanno aperto insomma la strada per calcolare le dimensioni del nostro sistema planetario, studiare il Sistema solare, la distanza tra il Sole e la Terra".
"La scienza va avanti, in modo sempre più sofisticato e accurato - conclude Molaro -, e non manca la passione. Ma è una passione che va diffusa e comunicata soprattutto ai giovani. In Italia purtroppo l'astronomia non viene insegnata. Da ciò le nostre iniziative, con un'avvertenza essenziale per tutti. L'eclissi deve essere guardata assolutamente e solo con vetri protettivi specifici usati per le eclissi di Sole, cioè filtri solari di densità 5, oppure vetri da saldatore di gradazione 13 o 14. Basta infatti anche un solo sguardo rivolto al sole per procurare danni irreversibili per la vista".
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Saluti
Hieronimus




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