Berlusconi: "Il governo non cadrà"
Il premier: "Basta catastrofismo, lavoreremo per 4 anni". Poi annuncia: "Opere pubbliche, lavorerò con Lunardi". All'opposizione: "Diamoci una mano, tutti insieme".
ROMA - "Le elezioni sono lontane, diamoci una mano tutti insieme: calmiamoci tutti, il disfattismo nazionale
mettiamolo da parte, lavoriamo insieme per quattro anni puntando alla concordia". Il primo appello di Silvio Berlusconi dopo la presa d'atto del difficile momento per l'economia è destinato all'opposizione, e l'occasione per lanciarlo viene dall'inaugurazione di una nuova condotta idrica a Scillato, in Sicilia. "Tutto questo catostrofismo - continua il premier riferendosi alle voci critiche del centrosinistra ma anche a quelle interne alla coalizione di governo e alle lamentele dei sindacati e di Confindustria - lasciamolo da parte per lavorare bene, come vogliono i cittadini. Il governo tanto non cadrà, io non lo permetterò. L'Italia ha avuto 57 governi in 50 anni. Io resterò a fare il mio dovere per tutti i 5 anni. Nessuno nasce presidente del Consiglio. Io non ho mai studiato per farlo".
All'opposizione il premier indirizza anche un duro rimprovero: "Non si può essere contenti di ciò che sta accadendo solo per dare la colpa al governo", ha detto lamentandosi di "tutte le menzogne sull'art. 18, sul decreto in materia fiscale e sul bonus per i nuovi assunti". "Io dico - ha insistito - che bisogna andare avanti con pragmatismo. I cittadini sapranno valutare chi ha lavorato bene e chi no. Non mi lascerei preoccupare dai catastrofismi di una sinistra che segue sempre gli estremismi. Io avevo previsto un incremento dei prezzi al dettaglio con l'entrata in vigore dell'euro''.
E proprio sull'euro non manca un aneddoto familiare: "Al Teatro Manzoni di Milano, di mia zia - ricorda il premier - è stato arrotondato il prezzo delle poltrone. Se per esempio il costo di una poltrona era di 5,7 euro mia zia lo ha arrotondato a 6. Ciò nonostante la mia raccomandazione di lasciare a 5,7 il prezzo".