Ricevo dal forum Difendiamo la Vita:
Lunedì scorso 16 settembre sulla prima pagina del "Gazzettino" è apparso il seguente articolo sulla Norlevo.
PRO E CONTRO LA "PILLOLA DEL GIORNO DOPO" NELLE FARMACIE
"Aiuto! Ho paura di essere rimasta incinta" Dopo l'attimo di passione, scatta la consapevolezza di un rischio incombente, di un concepimento non desiderato. Certo, bisognerebbe pensarci -tutti e due ! - prima. Certo, la prevenzione con una contraccezione efficace e adeguata sarebbe essenziale. Tuttavia, il problema reale dei concepimenti indesiderati esiste ed è drammatico per le conseguenze che comporta. Un dato agghiacciante sulla casualità dei concepimenti nell'anno di grazia 2002 è stata appena pubblicata in questi giorni (New England Journal of Medicine del 12 settembre 2002), riferendo l'elaborazione dei dati nazionali USA raccolti nel 1994. In quel Paese circa la metà (!) di tutte le gravidanze documentate risulta non desiderata ("unintended", non intenzionale), e, di queste, la metà (1.400.000!) finisce in aborto. Sarà meglio da noi? Non so. Di certo, secondo i nostri dati Istat, le nostre adolescenti sono l'unica fascia di età a mostrare un incremento di interruzioni documentate di gravidanza, contro una generale tendenza di riduzione dall'approvazione della legge 194 del 1978 a oggi, interruzioni i cui numeri assoluti restano comunque alti.
Interessa quindi anche noi l'acceso dibattito in corso in molti Paesi, sull'opportunità che la famosa "pillola del giorno dopo" possa essere acquistata direttamente in farmacia ("over the counter") senza la prescrizione medica.
Una prassi già approvata in Gran Bretagna, Francia, Belgio, Danimarca, Finlandia, Israele, Norvegia, Portogallo, Marocco, Sud Africa, Albania e parte del Canada. Cos'è la pillola del giorno dopo? Un farmaco - il levonorgestrel, un progestinico di cui una pillola va assunta subito dopo il rapporto e una dopo 12 ore, la più facile da usare, oppure una combinazione di estroprogestinici -capace di interferire con la fecondazione, il trasferimento dell'uovo fecondato in utero, prima dell'annidamento.
Quali le motivazioni a favore dell'acquisto diretto del farmaco dal farmacista?
1) Più precoce è l'assunzione del farmaco, maggiore la probabilità che esso sia efficace. In particolare se l'assunzione avviene nelle prime di quelle 72 ore che intercorrono tra fecondazione - nel terzo della tuba - e l'annidamento in utero, l'efficacia è altissima (99%). Ed è chiaro che se è facile trovare una farmacia di turno anche di notte - quando in genere questi guai succedono - per trovare il proprio medico bisogna aspettare il giorno dopo, a meno di non rivolgersi ad un pronto soccorso.
2) L'autoprescrizione di questo farmaco è facile e sicura: l'85% delle donne nei test effettuati capisce correttamente le istruzioni scritte sul foglietto illustrativo (onestamente avrei sperato di più..) E gli effetti collaterali sono modesti e di minima gravità: 23% di nausea per il levonorgestrel contro 51% con le combinazioni estroprogestiniche; e, rispettivamente, 6% e 19% di vomito.
3) Un eccesso di assunzione, intenzionale o meno, provoca al massimo un'irregolarità mestruale.
4) La contraccezione ormonale d'emergenza non ha controindicazioni mediche documentate.
5) Non è necessario un intermediario medico per una decisione che spetta comunque alla donna, anche secondo la nostra legislazione. E siccome la stessa dose va bene per tutte le donne, non è nemmeno necessaria una personalizzazione del dosaggio.
Le motivazioni contro questa possibilità sono così riassumibili:
1) Se le donne hanno libero accesso al farmaco, non chiederanno più una seria consulenza contraccettiva (tuttavia non esistono studi che confermino l'efficacia di queste consulenze dopo un intervento d'emergenza e del resto ogni donna può poi chiedere un consiglio in questo senso).
2) Questa contraccezione d'emergenza, di fatto, è un aborto: così sostengono in molti. Sull'annosa questione su "quando" cominci la gravidanza, e la vita, esistono in verità posizioni inconciliabili. Per i cattolici la vita inizia al momento del concepimento: su questa linea, di aborto, ancorché precocissimo, si tratta. Per la maggior parte delle Associazioni Mediche, tuttavia, la gravidanza inizia nel momento in cui l'uovo fecondato si annida in utero, ossia circa 6 giorni dopo il concepimento. La pillola del giorno dopo agirebbe quindi nella "zona franca" delle prime 72 ore in cui l'uovo fecondato vieno i e trasportato dalla tuba all'utero, dove resta sospseso nel liquido uterino prima di annidarsi dopo altri tre giorni;
3) Donne già gravide, ossia con gravidanza già annidata in utero per un precedente concepimento, potrebbero assumere il farmaco: per fortuna questo non ha provocato danni all'embrione, negli studi finora effettuati su assunzioni accidentali.
4) La contraccezione d'emergenza potrebbe diventare un'abitudine: possibile, anche se indaginoso. La conseguenza più probabile è l'irregolarità delle mestruzaioni successive.
5) Se la pillola del giorno dopo fosse facilmente disponibile, le coppie non utilizzerebbero più i contraccettivi di barriera, come il profilattico, aumentando la probabilità di malattie sessualmente trasmesse. Resta il fatto che si tratta di due prevenzioni diverse.
6) E gli adolescenti? Potranno usarla senza il permesso dei genitori? Di fatto, tuttavia, possono già usare la pillola normale, profilattici e spermicidi senza che i fenitori lo ssappiano. È saggio usare un doppio standard etico?
In conclusione, sarebbe opportuno che anche da noi la pillola del giorno dopo fosse disponibile dal farmacista senza prescrizione medica? Giudichino i lettori e ci facciano sapere,
Alessandra Graziottin
A nome del Movimento per la Vita di Padova ho subito inviato la seguente risposta:
Padova, 17 settembre 2002
Gent.le
Dr.ssa A. Graziottin,
nell'articolo di lunedì 16 settembre 2002 dal titolo "Pro e contro la «Pillola del giorno dopo» nelle farmacie" Lei si è interrogata sull'opportunità o meno di rendere liberamente disponibile la c.d. pillola del giorno dopo" nelle farmacie senza la necessità di una preventiva prescrizione medica. La domanda che ci si deve porre è però più radicale - "è legittima la vendita di tale prodotto nelle farmacie?" - e la risposta è "no".
Con la fecondazione si avvia un processo che, se non interrotto, si conclude con la nascita del bambino. E' la scienza, e non la fede, ad affermare che avvenuto il concepimento nasce un nuovo individuo che ha in se stesso tutto il programma del suo futuro sviluppo (DNA). La pillola del giorno dopo (commercializzata in Italia con il nome "Norlevo") benché presentata come un contraccettivo orale di emergenza non svolge in realtà un'azione contraccettiva, cioè di impedimento dell'incontro tra ovulo e spermatozoo, ma abortiva perché sopprime una nuova vita umana già iniziata. Il Norlevo infatti esplica un meccanismo prevalentemente di tipo "antiannidatorio", cioè impedisce che l'ovulo fecondato, ormai giunto al suo 5° o 6° giorno di sviluppo, si impianti nella parete uterina, mediante un meccanismo di alterazione della parete stessa. Il risultato finale è quello dell'espulsione e della perdita quindi di questo embrione. Nel foglietto illustrativo del Norlevo tutto questo però non veniva detto e, vale la pena di rimarcarlo, per tale motivo il Tar del Lazio ha annullato il decreto ministeriale che nell'autunno del 2000 aveva autorizzato la commercializzazione del prodotto in Italia. Una volta modificato il foglietto illustrativo è tutto risolto? No, perché rimane la questione sostanziale di fondo. Il Norlevo, impedendo lo sviluppo del concepito viola il diritto costituzionalmente garantito all'esistenza della vita umana fin dalla fecondazione e le disposizioni e cautele della legge n. 194/1978 che regola i casi di interruzione della gravidanza. Questa legge prevede infatti che l'aborto si possa effettuare solo presso strutture autorizzate e solo dopo che si sia fatto un serio tentativo per aiutare la donna a superare le difficoltà che la inducono a non proseguire la gravidanza. Poiché non consente di rispettare tale procedura la vendita del Norlevo costituisce una forma illegale di aborto, come del resto già denunciato sulle colonne di questo giornale dal vostro editorialista ed autorevole giurista dr. Ennio Fortuna (v. in particolare un suo articolo del 29 maggio 2001).
Contro l'evidenza di quanto finora riassunto vi è stato chi ha tentato di negare l'effetto abortivo del Norlevo sostenendo che la gravidanza inizierebbe con l'annidamento in utero dell'embrione. Questa affermazione però contrasta innanzitutto con la Scienza, che, come ricordato sopra, indica con chiarezza nel concepimento il momento del sorgere di una nuova vita, non tiene conto di quanto la Corte Costituzionale ha ribadito nella sua sentenza n. 35 del 1997 sulla necessità di assicurare all'embrione tutela fin dal momento del suo concepimento, ed è smentita perfino dalla definizione di gravidanza contenuta in qualsiasi vocabolario della lingua italiana. A titolo d'esempio si può citare il Dizionario Palazzi-Folena, ed. Loescher, che dà della gravidanza la seguente definizione: "la gravidanza è la condizione in cui si trova la donna e ogni altra femmina dei mammiferi dal momento della fecondazione al parto"
E allora perché anche illustri medici hanno recentemente dichiarato che la gravidanza inizia con l'annidamento dell'embrione nell'utero materno? Nasce il sospetto che si voglia far passare l'idea che prima dell'impianto in utero il concepito non valga nulla, per poter avere mano libera con le migliaia di embrioni che giacciono nei congelatori dei Centri per la Procreazione assistita e che fanno gola a molti per l'utilizzo che se ne potrebbe fare a scopo di ricerca. Ma la scienza oggi ci dice quello che ogni uomo di buon senso già dentro di sé in fondo già sapeva: anche se infinitamente piccolo, l'embrione è già un essere umano.
Marco Peraro
Vice Presidente del Movimento per la Vita di Padova
Invito tutti a scrivere al Gazzettino (lettere.al.direttore@gazzettino.it) per dire la Norlevo non deve essere commercializzata nelle farmacie perchè è un abortivo.
Ciao, Marco.




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