Legittimo sospetto, l’ex sindaco non vuole il giudizio nella «sua» Agrigento
L’ambientalista Arnone ha pubblicato un volume dal titolo «Ladri»
Ad Agrigento, più precisamente a Raffadali, è nato Melchiorre Cirami, padre del «legittimo sospetto» ed ex pretore. Ad Agrigento sono state depositate ieri mattina una raffica di richieste di remissione del processo. Una coincidenza. Ma non è l’unica: a chiedere il trasferimento in una sede giudiziaria «più serena», tra gli altri, è un amico di lungo corso e collega di Biancofiore (Udc) di Cirami, quel Calogero Sodano che di Agrigento è stato sindaco e che in questo collegio è stato eletto senatore. Negli ultimi tempi, a carico di Sodano si sono accumulati un certo numero di procedimenti giudiziari, quasi tutti relativi allo scempio causato dall’abusivismo nella Valle dei Templi. E così ieri mattina, il senatore ha deciso di depositare due istanze: una per un processo relativo a una villa abusiva che sarebbe intestata alla suocera di Sodano (successivamente donata alla moglie) e un altro che riguarda una vicenda di appalti per un depuratore. Motivo dell’istanza: la pubblicazione di un libro, «Ladri», scritto da Giuseppe Arnone, ambientalista e strenuo oppositore dell’abusivismo. Sarebbe proprio il libro - esaurito nell’Agrigentino, tremila copie vendute - a provocare «condizioni di pregiudizio per il sereno ulteriore svolgimento del processo». La prosa avvocatizia non lesina iperboli e aggettivi: «L’opera scandalosa e perniciosa di diffamazione, scherno, linciaggio morale... ha determinato una palpabile, obiettiva condizione di grave turbamento sociale dell’ambiente, che pregiudica ogni giorno di più, in modo irreparabile, quel clima di serenità che esisteva». Di più: l’agile volumetto - il titolo completo è «Ladri. Le grottesche avventure di chi voleva rubarci il futuro» -, dalla cui copertina occhieggiano Gambadilegno, la Banda Bassotti e Superpippo, fa «paventare rischiosi e nefasti sommovimenti e possibili reazioni» e fa crescere il «rischio di fatti deprecabili».
In realtà, l’attacco frontale di Sodano alla procura guidata da Ignazio De Francisci dura da diverso tempo. Tanto che, nel settembre del 2001, il senatore agrigentino presentò una interrogazione al ministro Castelli chiedendo di mandare gli ispettori alla procura, considerata «asservita» a Legambiente. E proprio Legambiente, con l’avvocato Giuseppe Arnone, è tra gli oppositori storici di Sodano. Il primo capitolo del libro, quello che ha fatto arrabbiare di più l’ex sindaco, è intitolato: «Ville, faville, splendori, scintille. L’irripetibile era del regno dei Sodani: ovvero dal palazzo municipale al palazzo del tribunale». Sodano, già condannato una volta in primo grado per una vicenda di abusivismo, rilancia le accuse: «Al tribunale di Agrigento stanno succedendo cose gravissime, altro che legge Cirami».
I due processi per i quali è stata chiesta la rimessione andranno avanti, in attesa che la Corte di Cassazione esamini le due istanze. Che probabilmente diventeranno tre questa mattina, quando si aprirà l’udienza di un’altra causa contro Sodano. Il quale, intanto, si prepara a fare il relatore in un convegno dal titolo: «La responsabilità civile e penale dei magistrati». Invitati: l’avvocato Carlo Taormina, Lino Jannuzzi, Jole Santelli (sottosegretario alla Giustizia, ex praticante nello studio Previti), Mauro Mellini. E Melchiorre Cirami.
Alessandro Trocino
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