Quali che siano le motivazioni, una delle due, o la Corte d'Appello che aveva condannato Andreotti o quella di Cassazione che lo ha assolto, ha, a mio avviso, sbagliato.
Data la grande importanza dell'imputato sia di per se che nei riguardi del mondo politico, nessuna delle due Corti poteva
in teoria commettere un enorme errore. Una condanna a 24 anni poteva e doveva ancor di piu' basarsi solo su prove CERTE e INCONTESTABILI, e cosi' anche l'assoluzione.
E' vero che l'appello a una Corte superiore e' previsto per una maggiore garanzia di giustizia ma in questo caso mi sembra che il passaggio da una condanna pesante ad una assoluzione (per non aver commesso il fatto) sia sintomatico di un sistema che non funziona.
Forse quanto e' avvenuto e' giustificato da fatti che non conosco.
Gradirei quindi conoscere altri pareri.
Saluti.




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