Intervista all'ex ministro
"Ho il dovere di parlare"


ROMA - Quel che racconta, presidente, è la dimostrazione che, nelle cose giudiziarie, Berlusconi è condizionato da Cesare Previti?
"E' tutto vero, sul mio onore. Il condizionamento è il mezzo, il ricatto è l'effetto antigiuridico".
E' un[b4]affermazione gravissima. Non può essere frutto del suo risentimento per non essere stato eletto alla Corte Costituzionale?
"Contro quell'operazione che io ancora oggi giudico disdicevole, c'è stato sicuramente del risentimento che ha determinato il mio allontanamento da Forza Italia. Ma l'attuale presa di posizione sui rapporti Berlusconi/Previti ha a che fare solo con la constatazione di quanto quel rapporto incide sulla regolarità della vita delle istituzioni e della stessa società civile".

Cosa l'ha deciso a scoprire le sue carte o una parte delle sue carte?
"Il sopraggiungere della legge Cirami mi ha dato la pressante ingiunzione morale e politica per farne un'occasione propizia al riordino dei rapporti parlamentari e della vita politica del Paese".
La sua bocciatura alla Corte Costituzionale è il frutto di quel rapporto tra Berlusconi e Previti?
"Sì. Era già tutto stabilito da tempo. Era da tempo nell'interesse di Previti portare alla Consulta un suo sodale professionale (il prof. Romano Vaccarella) molto intimo".

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Però alla fine è Berlusconi che accetta e sostiene la candidatura di Vaccarella.
"Sì, Berlusconi ha partecipato alla mia liquidazione con il pretesto che fosse conseguenza del rifiuto del centro-sinistra a votarmi".
Be', magari era vero. Magari può accusarlo soltanto di scarsa risolutezza. O no?
"Nella non pregevole maratona della Cirami si è visto al contrario di quanta risolutezza e costanza sia capace Berlusconi quando un fine, anche se disdicevole, gli sta umanamente a cuore".

Ma Previti che cosa c'entra?
"C'entra. Nel mio caso, come oggi per la Cirami, quel che ha fatto aggio è stata proprio la pressante richiesta di Previti".
Lo sa che le daranno del matto. Come "lepre marzolina" entrerà nel teatrino politico italiano accanto a Cossiga.
"Metto nel conto di questa mia iniziativa qualsiasi eventuale effetto contrario. Come misi in calcolo, quando ero ministro di Giustizia, la verificabilità delle conseguenze non favorevoli della mia azione...".
Pensa che la sua denuncia potrà mutare il corso delle cose?
"Lo spero, sì. Naturalmente quel che dico e denuncio può essere nascosto e travisato. Però la verità, anche delle piccole storie degli uomini modesti, può essere morosa, ma alla fine è sempre adempiente".