Sì del Senato e della Camera ma l'opposizione si lacera sull'intervento dei militari italiani in Afghanistan.

Roma, 3 ottobre 2002 - Il Senato e la Camera hanno dato il via libera all'invio degli alpini in Afghanistan. Esito positivo dunque per la mozione della Casa delle Libertà e, come richiesto dal ministro della Difesa Martino, anche per quella dell'Udeur. I rappresentanti della Margherita hanno abbandonato l'aula al momento del voto. Ultimo atto questo di una giornata convulsa per l'opposizione, che per l'ennesima volta, ha dato testimonianza di non trovare alcuna via di accordo e mediazione in politica estera.

Ulivo in pezzi
"Guardiamo con grande preoccupazione e sincero rispetto alle divisioni, alle difficoltà, che l'opposizione si trova a dover affrontare e non le consideriamo affatto un elemento positivo, ma di preoccupazione anche per noi", ha detto il ministro Antonio Martino nel corso del suo intervento di replica stamani al Senato, in cui tra l'altro ha aggiunto: "Chi vota contro, vota contro l'affidabilità internazionale dell'Italia".

Martino ha proseguito ricordando che "queste decisioni non si prendono mai a cuor leggero ma quando è in gioco l'onore dell'Italia, la sua affidabilità sul piano internazionale, il vero patriota non può avere né dubbi né esitazioni perché è in gioco un valore che non gli appartiene, un valore indisponibile e deve fare quello che è un suo preciso dovere: tutelare l'immagine, la credibilità, l'onore del suo Paese. Per questo non solo il Governo e la maggioranza ma l'Italia tutta deve essere grata a quanti nell'opposizione di sinistra sapranno dimenticare le ragioni di parte per contribuire a realizzare l'interesse dell'Italia".

Divisi su tutto
Rifondazione, Verdi e Pdci hanno rispedito al ministro le sue raccomandazioni e hanno detto no ad ogni invio di soldati, I Ds dal canto loro si sono detti favorevoli a continuare operazioni che garantiscano la sicurezza in Afghanistan ma contrari ad inviare reparti combattenti. In tutto nel corso della mattinata sono state presentate 6 mozioni differenti, una della maggioranza, 5 dell'opposizione

La mozione Ds, illustrata dal senatore Massimo Brutti si pronunciava contro un incremento della presenza italiana in Enduring Freedom. "Siamo di fronte - ha affermato Brutti - ad una esplicita teorizzazione e proclamazione da parte di settori autorevoli dell'amministrazione Usa del diritto a valersi della propria superiorità militare con scelte di tipo bellico compiute in forma unilaterale. Come si può escludere una stretta connessione tra lo schieramento di forza a guida americana in Afghanistan e la preparazione di un intervento militare in Iraq?".

Franco Danieli della Margherita ha spiegato che la mozione del suo partito prevedeva sostanzialmente il via libera alla partenza degli alpini sottintendendo però la decisa contrarietà al concetto della 'guerra preventiva' in Iraq, "che indebolisce la coalizione internazionale che lotta contro il terrorismo. Dobbiamo avere un ruolo più attivo ed autorevole, siamo alleati strategici e non camerieri", ha spiegato Danieli.


In pratica, in questa giornata convulsa per il centro sinistra, l'Udeur ha votato con la maggioranza, alcuni dissidenti dei Ds hanno votato la mozione della Margherita ma non quella del loro partito, e la stessa Margherita si è astenuta pur di non votare contro la mozione della Casa delle libertà. E d'altronde quest'ultima ha a sua volta detto un sì netto a una parte significativa del testo della Margherita.

da Partito Radicale

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