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Discussione: Antifascismo. Sempre.

  1. #1
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    Predefinito Antifascismo. Sempre.

    Riprendo, su invito del compagno Pietro, una discussione che era iniziata sul forum medio orientale: fascismo e neo fascismo oggi.

    Il mio parere è che i valori della Resistenza siamo più validi che mai, e che questo sia un periodo dove non bisogna abbassare la guardia.

    La Seconda Guerra Mondiale ci ha consegnato al dominio capitalistico e americano, questo è innegabile (ma non dimentichiamoci le responsabilità di Stalin in questo che di buon animo si spartì la torta), ma sebbene anche gente come liberali, centristi, monarchici fossero antifascisti, si tende sempre (logico, no?) a sminuire le componenti dei comunisti e degli anarchici.

    Secondo me l’ antifascismo è valore fondante del comunismo, in primis come rinnegamento di un’ ideologia congenitamente liberticida, reazionaria, padronale, razzista.

    Il nazifascismo è a mio avviso tutt’ altro che morto in tutta Europa, e ciò è testimoniato a mio avviso da un certo fascismo latente dei partiti di destra, in tratti come la corporazione sindacale, il cattolicesimo fondamentalista, la concentrazione governativa dei capitali, la censura mediatica.

    Ed è sempre vivo come testimonia la pericolosa ascesa dei partiti dell’ ultradestra xenofoba e reazionaria che si richiamano a simbologie e ideologie spesso naziste e fasciste.

    Un comunista, a mio avviso, potrà soltanto concordare su singole questioni con un nazi fascio (esempio: l’ anti imperialismo), ma le ragioni di fondo sono talmente diverse che un’ alleanza sarà impossibile.

    Esempio pratico (e da cui è partita la discussione): la questione palestinese.

    E’ facilmente dimostrabile come l’ appoggio di un fascio ai palestinesi non derivi certo dalla volontà di riparare a ingiustizie e di vedere i popoli vivere civilmente accanto integrati e pacifici, ma dall’ antisemitismo.

    Tra l’ altro, un fascio appoggerà gli arabi pur ritenendoli inferiori, tanta è l’ avversione verso gli ebrei.

    Credo infine che teorie come il revisionismo, una certa apertura ai fasci delle “destre moderate” insieme all’ anticomunismo (si pensi alla polemica sui libri di storia), il razzismo possano portare il fascismo a godere di nuovo di un alone di rispettabilità.

    E non mi rassegnerò a questo.

  2. #2
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    Predefinito

    Ringrazio il compagno Insurgente per aver accolto il mio invito a proseguire una interessante discussione iniziata sul Forum mediorientale e che ritengo importante visto che se ne parla su molti Forum di POl .Io penso che se un Forum abbia una ragione di esistere sia perche' possa dare a tutti l'opprtunita' di intervenire su temi anche "scottanti" per dire la propria.

    Ho riflettuto sul fatto di aprire un 3d in questo senso e penso che sia giusto farlo.vorrei solo invitare chi partecipera' a rispettare due regole molto semplici : attenersi a dati di fatto per corroborare le proprie tesi senza scendere in offese o anatemi reciproci, perche' altrimenti lo scopo della discussione ne verrebbe mortificato e ci perderemmo tutti .

    Cercare per quanto possibile di dare un giudizio su cosa vuol dire l'antifascismo OGGI senza dover riaprire dibattiti storiografici senz'altro interessanti, ma poco produttivi.Io esprimero' la mia opinione piu' avanti nella discussione, man mano che si andra' avanti nel dibattito.

    saluti

  3. #3
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    Predefinito Re: Antifascismo. Sempre.

    Ci ho ripensato ed intendo mettere sul tappeto alcune osservazioni : si era partiti con Insurgente dal fatto che mentre per me bisogna definire l'antifascismo come categoria da applicare ad un determinato periodo storico esauritosi con la caduta del fascismo e del nazismo ( per Ugo Spirito ilfascismo fini' quando termino l'attualismo gentiliano...)e che i fenomeni attuali di estrema destra ( che vanno combattuti egualmente)o peggio riconducibili a logiche interne di Stati formalmente "democratici" una certa sinistra tende a fare dell"antifacsimo" una categoria atemporale e astorica, valida come categoria antropologica .Un'esempio di questa scuola è Umberto Eco.Ora io non condivido questo pensiero principalmente perche' non coglie bene l'essenza del problema : Haider, Le Pen ed i movimenti che si rifanno anche a "simbologie" quindi riti "esteriori" ed anche qui si dovrebbe discutere non sono fascisti , perche' se andiamo a vedere i contenuti di quei partiti troveremo la degenerazione occidentale xenofoba e ben poco del fenomeno fascista in se' .E' importante, secondo me , fare proprio da un punto di vista marxista una seria e scientifica analisi su questi fenomeni non accontentandosi dell"antifascismo " come categoria "universale" ma sapendo collocare bene i fenomeni cosi' come li vediamo.

    per ora mi fermo qui.

    Originally posted by insurgente
    Riprendo, su invito del compagno Pietro, una discussione che era iniziata sul forum medio orientale: fascismo e neo fascismo oggi.

    Il mio parere è che i valori della Resistenza siamo più validi che mai, e che questo sia un periodo dove non bisogna abbassare la guardia.

    La Seconda Guerra Mondiale ci ha consegnato al dominio capitalistico e americano, questo è innegabile (ma non dimentichiamoci le responsabilità di Stalin in questo che di buon animo si spartì la torta), ma sebbene anche gente come liberali, centristi, monarchici fossero antifascisti, si tende sempre (logico, no?) a sminuire le componenti dei comunisti e degli anarchici.

    Secondo me l’ antifascismo è valore fondante del comunismo, in primis come rinnegamento di un’ ideologia congenitamente liberticida, reazionaria, padronale, razzista.

    Il nazifascismo è a mio avviso tutt’ altro che morto in tutta Europa, e ciò è testimoniato a mio avviso da un certo fascismo latente dei partiti di destra, in tratti come la corporazione sindacale, il cattolicesimo fondamentalista, la concentrazione governativa dei capitali, la censura mediatica.

    Ed è sempre vivo come testimonia la pericolosa ascesa dei partiti dell’ ultradestra xenofoba e reazionaria che si richiamano a simbologie e ideologie spesso naziste e fasciste.

    Un comunista, a mio avviso, potrà soltanto concordare su singole questioni con un nazi fascio (esempio: l’ anti imperialismo), ma le ragioni di fondo sono talmente diverse che un’ alleanza sarà impossibile.

    Esempio pratico (e da cui è partita la discussione): la questione palestinese.

    E’ facilmente dimostrabile come l’ appoggio di un fascio ai palestinesi non derivi certo dalla volontà di riparare a ingiustizie e di vedere i popoli vivere civilmente accanto integrati e pacifici, ma dall’ antisemitismo.

    Tra l’ altro, un fascio appoggerà gli arabi pur ritenendoli inferiori, tanta è l’ avversione verso gli ebrei.

    Credo infine che teorie come il revisionismo, una certa apertura ai fasci delle “destre moderate” insieme all’ anticomunismo (si pensi alla polemica sui libri di storia), il razzismo possano portare il fascismo a godere di nuovo di un alone di rispettabilità.

    E non mi rassegnerò a questo.

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Antifascismo. Sempre.

    Originally posted by pietro
    Ci ho ripensato ed intendo mettere sul tappeto alcune osservazioni : si era partiti con Insurgente dal fatto che mentre per me bisogna definire l'antifascismo come categoria da applicare ad un determinato periodo storico esauritosi con la caduta del fascismo e del nazismo ( per Ugo Spirito ilfascismo fini' quando termino l'attualismo gentiliano...)e che i fenomeni attuali di estrema destra ( che vanno combattuti egualmente)o peggio riconducibili a logiche interne di Stati formalmente "democratici" una certa sinistra tende a fare dell"antifacsimo" una categoria atemporale e astorica, valida come categoria antropologica .Un'esempio di questa scuola è Umberto Eco.Ora io non condivido questo pensiero principalmente perche' non coglie bene l'essenza del problema : Haider, Le Pen ed i movimenti che si rifanno anche a "simbologie" quindi riti "esteriori" ed anche qui si dovrebbe discutere non sono fascisti , perche' se andiamo a vedere i contenuti di quei partiti troveremo la degenerazione occidentale xenofoba e ben poco del fenomeno fascista in se' .E' importante, secondo me , fare proprio da un punto di vista marxista una seria e scientifica analisi su questi fenomeni non accontentandosi dell"antifascismo " come categoria "universale" ma sapendo collocare bene i fenomeni cosi' come li vediamo.

    per ora mi fermo qui.

    condivido in larga misura la tua analisi. C'è da aggiungere che l'antifascismo astratto dal contesto storico, diventa una categoria strumentale ad interessi borghesi capitalisti ben precisi: si tratta oggi di riesumare il vecchio discorso antifascista per attaccare e delegittimare movimenti popolari di difesa etnica ed identitaria. Conviene dunque smettere questo "antifascismo" anacronistico per non farsi ingannare dal Sistema e per mantenere aperto il canale di comunicazione con l'area nazionalpopolare, ricca di tematiche e principi comuni ai vostri.

    saluti

  5. #5
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    Predefinito

    Dunque secondo la tua analisi, compagno Pietro, il fascismo non esiste più e secondo te i neo fascisti italiani non sono fascisti?
    Tu dici questo, e un secondo dopo un neo fascista (o sostenitore dell’ ultradestra, se preferisci) è subito pronto a lanciare un appello all’ unità ai compagni comunitaristi in nome dell’ anticapitalismo gridando al complotto borghese.
    E questa è già una prima conseguenza pratica che proprio non mi va.
    Nel merito:
    io sono d’ accordo con te sul fatto che il neofascismo non è identico al fascismo che abbiamo conosciuto in Italia fino al 1945, e che si è arricchito di nuovi contenuti, rielaborati anche secondo aspetti tipici della cultura occidentale.
    Ma, mia opinione personale, questo è naturale e si può dire anche per categorie come comunismo o imperialismo.
    Io non sono un “innovatore a tutti costi” come molti in questo periodo, ma trovo eccessivo d’ altronde pretendere di traspositare senza la minima rielaborazione teorie formulate oltre cinquant’ anni fa.
    Non capisco dunque perché se un comunista secondo te resta comunista nonostante l’ elaborazione delle teorie un fascista no.
    Se invece sei un “continuista ultra- ortodosso” perché i comunisti dovrebbero essere gli stessi di molti anni fa e i fascisti no?
    I fenomeni riconducibili a logiche interne degli stati “democratici” di destra sono per me diversi dal fascismo, e ci sono anche quelli, fenomeni legati in prevalenza all’ ultraliberismo.
    Ma a questo si possono aggiungere fenomeni simili a ciò che è stato il fascismo “storico”: la corporazione sindacale, la censura, il monopolio governativo dei capitali, la xenofobia e il razzismo.
    Tra l’ altro queste sono a mio personale avviso discriminanti importanti per capire la differenza tra destra e sinistra liberista (per intendersi), in quanto i liberalsinistroidi non hanno certi atteggiamenti.
    Ecco che dunque io condanno eccome l’ apertura dei centri di detenzione fatta con la “Turco- Napolitano”, ma non la chiamo fascista. Quello è razzismo liberista.
    Ma i comizi di Borghezio, le sparate leghiste (Gentilini) sui vagoni piombati e gli extracomunitari leprotti sono ben riconducibili a quelle forme, naziste più che fasciste.
    O Fini che in Parlamento si permise di accusare le opposizioni parlamentari di essere conniventi con i “violenti di Genova”…. tipicamente mussoliniano.
    La marcia su Roma che il suddetto fino a pochi anni fa celebrava coi naziskin? (Chissà, forse anche gli odierni neofasci si son trovati gomito a gomito con quello che a quei tempi era il loro amato segretario….). Pensiamo poi a tanti altri politici del partito AN, o alle continue rivalutazioni del fascismo che ci propongono, dai libri di storia “comunisti” al tentativo totalitario di imbrigliare la magistratura, al Mussolini “grande statista”, alla negazione dell’ Olocausto….
    io coi nuovi nazi e fasci concordo sul fatto che AN stia disperatamente cercando di rinnegare la sua natura fascista, ma al contrario di ciò che pensano loro non basta raccattare un po’ di democristiani e bere un po’ d’ acqua minerale….
    Quanto alle ultradestre come Forza Nuova, Le Pen, Haider o Fortuyn…. tutti diversi tra loro, tutti con loro caratteristiche. Fin qui ci siamo. Con elementi tipicamente appartenenti alla sottocultura razzista occidentale, d’ accordo. Ma con richiami non soltanto simbolici a quei “bei tempi andati”… Da tenere presente è la rilettura della storia che tutti propongono, il loro accanirsi con le razze “inferiori”, il richiamo fortissimo all’ identità culturale europea, lo statalismo corporativo, l’ antigiudaismo, il fondamentalismo religioso, la retorica patriottica….
    tutti aspetti presenti, con gradazioni diverse.
    Certo, diverso dal ricalco preciso del fascismo o del nazismo, ma non vedo perché dovremmo chiamarli neofascisti, neonazisti…. credo che quel neo sia improprio, così come per me sarebbe improprio il neocomunista….
    le teorie e i modelli politici non si ripetono uguali a se stessi.
    Tu mi avevi detto che alcuni aspetti nazifascisti li vedi negli USA…. io ti ho risposto anche in Israele, e in molti altri, troppi stati…. ma “alcuni aspetti” è un conto, rielaborare gli stessi e riproporli è un altro…..
    Infine sull’ antifascismo: concordo con te sul fatto che si tende a universalizzare il termine, ma io non mi trovo in disaccordo con questo: è che il fascismo e il nazismo sono stati così perfetti nell’ applicazione dei loro principi liberticidi che ormai si è diffusa questa convenzione… convenzione per me utilissima se serve a riconoscere e respingere tratti fascisti e nazisti.
    Questa è la visione antropologica del termine, e io in un certo senso la trovo se non correttissima logicamente molto utile politicamente.
    Altra valenza, quella utilitaristica denunciata da Felix, retorica e un po’ banale: sono d’ accordo con lui sulla sua esistenza, ma la attribuisco a chi cerca di coprire le proprie pecche accusando gli altri di nazismo…
    aveva infatti ragione il ministro tedesco;in casa nostra ricordo la faccia tosta di Violante, che paragonò la guerra in Afghanistan alla Resistenza italiana, o il buon Berluska, che dando dell’ Hitler a Saddam, si è dimenticato che questi niente ha a che vedere con la cultura nazista ed è invece un tipico dittatore arabo, laico e socialisteggiante, alla Gheddafi per intendersi…. altra cosa dal nazismo, insomma, tipicamente europeo e quindi, anche per la presenza delle componenti che ho detto prima, molto più vicino al Nanetto che al Rais.
    Ma questo è ben diverso che definire fascista chi lo è, come appunto i movimenti xenofobi europei.
    Ultima valenza, quella storica e storiografica di antifascismo. Altra rispetto alle altre due.
    E dico un’ ultima cosa: compagni, non fatevi fregare.
    Il capitalismo è da combattere. Sono d’ accordo, è logico. Il sionismo idem. Ma non prestatevi al gioco di chi cerca di riproporre schemi PER FORTUNA vinti qualche anno fa, da chi si dice anticapitalista e si rifà ad una dottrina che vide lo stato impossessarsi del capitale e spartirselo tra le alte sfere, non certo tra il popolo. Chi si dice per la libertà degli arabi e cerca di nascondere le proprie idee dietro la difesa dell’ identità, e tra l’ altro ritiene gli arabi inferiori in quanto non ariani. Chi si dichiara popolare solo per schiacciare il popolo sotto il tallone, chi si dichiara anti imperialista e appoggia un progetto imperialistico di dimensioni tali che solo l’ odierno imperialismo USA può essere visto come concorrenziale quanto a vastità.

  6. #6
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    K.K:

    Io farei una bella differenza tra resistenze.

    E la resistenza italiana sai dove me la attacco, con i suo Sogno, Pacciardi, Badogliani etc? Duecentomila, su "8 milioni di bufffoni" e alla alba del 25 aprile! Con gente come Secchia che di giorno sparava ai tedeschi e di notte ai compagni di Stella Rossa mentre Ercoli leccava un chiappo al re e l_altro a Badoglio! Gli unici movimenti di resistenza europei che rispetto sono quello yugoslavo e quello greco. Poi ci sono i movimenti di resistenza extraeuropei, Viet Minh|Viet Cong, quello indonesiano (con tua buona pace Sukarno aveva fatto un mezzo patto di non aggressione coi Japs purche si potessero cacciare gli assassini hollandesi), quello algerino, quello communista cinese etc.

    Re:

    Non entro nel merito dei giudizi su Resistenze varie che elenchi, ma ti comunico che la Resistenza italiana è stata in larga parte comunista e anarchica.
    Non si può pretendere di confonderlo col fatto che tutta fosse di quella matrice, ma credo illogico dimenticarlo.
    E' quello inoltre che la DC e adesso i suoi eredi hanno invece sempre cercato di ottenere.

    K.K.:

    Questa asserzione rasenta pericolosamente le argomentazioni della prova ontologica della esistenza di dio. Se pensi dio, lo pensi come un ente perfetto, un essere perfetto non puo' mancare della qualitas della esistenza, dunque dio esiste proprio perche' lo pensi. Anselmo aveva ragione tranne che per un punto, cioe' che dio esiste solo perche e' pensato dall uomo.
    Anche tu fai una riduzione simile, perche' se lo antifascismo e' il valore fondante del comunismo, dobbiamo ringraziare Mussolini e non Marx se esiste una theoria communista: come dire: niente fascismo, niente antifascismo, niente antifascismo niente communismo.

    Re:

    Niente di tutto questo, e un po' di colpa è mia che ho usato un termine improprio come "fondante", ma volevo usare il termine nel senso di "fondamentale".
    Ritengo però illogico, da dopo la nascita del fascismo, che un comunista non sia antifascista.
    E' un controsenso, come che non sia anticapitalista.

    K.K.:
    3. La censura e' un atto totalitario precedente al fascismo e, inoltre, anche metafascista (nel senso che va "al di la" del fascismo.. Come la chiami la Fabius/Gayssot? Eppure il primo e' del PS e il secondo del PCF.

    Re:

    Senz' altro, ma io non volevo dire che non si dà censura senza il fascismo, ma che non si dà fascismo senza censura.
    Fatta da postfascisti, mi sa un po' di nostalgico...
    Comunque su questo ho espresso qualche osservazione sopra...


    K.K.:
    Dato che e' facilmente dimostrabile, ci spieghi come si fa a essere antisemiti e appoggiare la lotta dei semiti? O forze volevi dire "antigiudaismo"? Ma lo antigiudaismo non e' ne' puo' essere antisemita e cmq non e' piu' razzista di quanto lo sia una becera tradizione di sinistra (penso a quel rinco di Ingrao) germanofoba.

    Re:
    No no, volevo dire antisemita.
    Infatti per me è un paradossso che chi parla di superiorità della razza ariana possa solidarizzare con gli arabi se non per utilitarismo o chissà quale altra ragione....
    Sulla germanofobia proprio non trovo riscontri, un conto è essere antinazisti un altro antitedeschi...
    Proprio come un conto è essere antisionisti, un altro antigiudei.

    K.K.:
    Sul revisionismo se ne puo' discutere solo a condizione di parlarne come una methodologia storiographica e non nel senso di "quel coso", "quella roba la' ". Quindi per discuterne sarebbe opprtuno sapere quale e' la tua concezione di revisionismo (escludiamo dal gioco lo zionista Bernstein).

    Re:
    Non nego di saperne poco, molto meno di te, senz' altro. In compenso però ho prove piuttosto forti in mano dell' esistenza dei campi di sterminio e di concentramento, anche per conoscere chi ci è stato chiuso dentro.
    Sono disposto ad ascoltare con pazienza le eventuali chiarificazioni che vorrai darmi, ma non raccoglierò inviti a comprare libri simili(non è escluso però che tu possa farmi cambiare opinione).
    Ho letto qualche brano, e mi è bastato; sono molte altre le cose che non conosco e voglio conoscere,per cui ora come ora prima di andare alla ricerca di negazione delle cose che già conosco preferirò comprare altri libri.

  7. #7
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    Caro compagno, hai messo molta carne al fuoco e...cerchero' di reggere il tuo passo.... Vorrei chiarire che la mia avversione nei confronti del neofascismo è completa,oltre ai motivi che tu hai addotto ne metterei degli altri , ma non è questo il punto.Tu hai domandato perche' un comunista puo' essere un neocomunista ed un fascista no.Rispondo perche' mentre il Comunismo, con tutti i suoi fallimenti, rappresenta pur sempre ed anche prima delle teorizzazioni marxiste l'aspirazione ad un'emancipazione dell'Uomo , il fascismo per me è stato un fenomeno politico transeunte esauritosi con la sua caduta .Il neofascismo di cui tu parli , quello che va da Fini agli skin, è una parodia del fascismo non la sua continuazione.....Io ho sempre detto anche su altri Forum che "alleanze" sul terreno antiimperialista con gruppi che continuano ad avere una visione reazionaria dell'esistente non è possibile ne' auspicabile.Infatti, quello che divide è il concetto di Societa' che si va a costruire : comunitarista, libera e democratica per noi, organica, gerarchizzata e reazionaria per altri.Su questo punto vorrei aggiungere due considerazioni : molti giovani che si dichiarano "fascisti" lo sono per molti motivi, il piu' delle volte esistenziali e dettati da una visione romantica, cose da non disprezzare , ma non proprio definibili politiche.Ora, io dico che con questi giovani si puo' e si deve dialogare per far loro capire che certe posizioni come la'nticapitalismo e l'antiimperialismo necessitano anche di fuoruscire da certi schematismi mentali dovuti ad una formazione culturale di un certo tipo.
    Non basta di certo avere lo stesso nemico per andare d'accordo, ma c'è bisogno di un superamento da parte di molti giovani di certi condizionamenti mentali.condizionamenti, peraltro, che esistono anche a sinistra se leggi l'ultimo contributo di Preve in rilievo sul Forum ti accorgerai di cosa intendo.Spostamenti da destra a sinistra e viceversa saranno inevitabili in questo momento di transizione e di "crisi" politica e culturale, e le categorie che abbiamo utilizzato sinora come "fascismo" , "antifascismo" o "anticomunismo" secondo me sono destinate a cadere in desuetudine oppure ad avere un altro significato.Non esistono categorie storicamente immanenti all'universo, quello che ieri aveva un significato oggi ne ha per forza un altro.I comunisti di ieri non sono certo quelli di oggi...Non bisogna secondo me avere paura di mettere in discussione certe convinzioni dal carattere "tribale" ( non mi contamino senno' chissa' che mi succede ) qualcosa di simile succede al'estrema destra con gli immigrati....E' ora che si addensano nuvole minacciose con una guerra alle porte....io vorrei misurare su questo come si comporteranno destra e sinistra .Oggi e adesso.

    Saluti compagno!

  8. #8
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    I VALORI DELLA RESISTENZA



    Capacità di ridurre l'intensità del flusso elettrico.
    Alcuni valori in Ohm espressi dalle bande colorate:

    marrone-marrone-marrone = 110
    marrone-rosso-marrone = 120
    arancione-verde-giallo = 350000
    giallo-grigio-rosso = 4700
    rosso-arancione-giallo = 230000
    2010:

  9. #9
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    Originally posted by Ichthys
    I VALORI DELLA RESISTENZA



    Capacità di ridurre l'intensità del flusso elettrico.
    Alcuni valori in Ohm espressi dalle bande colorate:

    marrone-marrone-marrone = 110
    marrone-rosso-marrone = 120
    arancione-verde-giallo = 350000
    giallo-grigio-rosso = 4700
    rosso-arancione-giallo = 230000

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    Sono naturalmente d’ accordo con te, Pietro, sul comunismo come aspirazione all’ emancipazione umana. Ma in questo senso non mi sembra così azzardato allora dire che, ben prima di Mussolini e allora anche dopo, il fascismo rappresenti invece il volto autoritario e totalitario dello stato.
    Sono come giustamente hai sottolineato, visioni “antropologiche” della politica, magari un po’ semplicistiche ma a mio avviso non c’ è motivo di rifiutarle poiché possono anzi chiarificare il discorso e hanno comunque un’ utilità prettamente politica.
    Considerare il neofascismo parodia del fascismo , non la sua continuazione, non è scorretto, anzi… ma secondo me può divenire un’ arma a doppio taglio: se da un lato infatti sottolinea il respiro teorico e la tensione ideale decisamente più ampi delle teorie ugualitarie, dall’ altro proprio perché relega il fascismo in un angolo può a mio avviso far abbassare la guardia e condurre a spiacevoli eventi….
    E mi fa dunque piacere che tu consideri alleanze con gruppi reazionari né possibile né auspicabile, per i diversissimi modelli di società cui ci richiamiamo.
    Sui giovani fascisti “esistenziali” mi trovo in leggero disaccordo con te: la visione “romantica” cui si richiamano certi giovani è dettata solitamente dalla sovrabbondanza del loro ego, per cui si trovano a considerarsi una specie di cavaliere solitario che lotta contro i mali del mondo identificati nell’ altro, “inferiore”, “nemico” e “contaminatore” della nostra identità….
    Ho seri dubbi sull’ utilità di un dialogo politico con chi si richiama a certi miti, ma dirò comunque che io un po’ per scelta un po’ per carattere il dialogo e lo scambio di opinioni non lo nego se non a chi lo nega a me.
    E’ un altro motivo per cui cogli estremisti di destra ben difficilmente avviene, ma non escludo per niente che sia possibile. Però “dialogo” è ben diverso da “alleanza”, non sei d’ accordo?
    Sulla parte finale del tuo discorso concordo (leggerò l’ intervento che mi suggerisci appena potrò) ma sottolineo che a mio avviso il superamento dei condizionamenti e l’ abbandono del pregiudizio non può implicare il completo stravolgimento dei punti di riferimento.
    L’ elaborazione di certi concetti potrà portare ad una nuova forma, ad un’ ibridazione, ma punti fermi dovranno rimanere.
    Così è, secondo me, per “fascismo”, “antifascismo”, “anticomunismo”…. categorie che vengono e verranno arricchite, interpretate, non superate (perlomeno nel breve periodo).
    Un altro discorso può essere secondo me quello di rifiutare alcuni punti perché ritenuti patrimonio esclusivo del campo avverso; questo è a mio avviso un puro e semplice errore logico.
    L’ elaborazione sarà diversa, opposta, può portare anche al superamento in certi casi, ma rifiutarla per preconcetti non è MAI auspicabile.

    P.S.:
    Visto che belle battutine sulla Resistenza?
    Ma quella gente è tutta parente di gerarchi fascisti?
    Che accadeva al tempo, invece di leggersi libriccioli proipagandistici, proprio non se lo sono mai fatti raccontare?
    Comunque, fascistelli, non passerete.

 

 
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