Riprendo, su invito del compagno Pietro, una discussione che era iniziata sul forum medio orientale: fascismo e neo fascismo oggi.
Il mio parere è che i valori della Resistenza siamo più validi che mai, e che questo sia un periodo dove non bisogna abbassare la guardia.
La Seconda Guerra Mondiale ci ha consegnato al dominio capitalistico e americano, questo è innegabile (ma non dimentichiamoci le responsabilità di Stalin in questo che di buon animo si spartì la torta), ma sebbene anche gente come liberali, centristi, monarchici fossero antifascisti, si tende sempre (logico, no?) a sminuire le componenti dei comunisti e degli anarchici.
Secondo me l’ antifascismo è valore fondante del comunismo, in primis come rinnegamento di un’ ideologia congenitamente liberticida, reazionaria, padronale, razzista.
Il nazifascismo è a mio avviso tutt’ altro che morto in tutta Europa, e ciò è testimoniato a mio avviso da un certo fascismo latente dei partiti di destra, in tratti come la corporazione sindacale, il cattolicesimo fondamentalista, la concentrazione governativa dei capitali, la censura mediatica.
Ed è sempre vivo come testimonia la pericolosa ascesa dei partiti dell’ ultradestra xenofoba e reazionaria che si richiamano a simbologie e ideologie spesso naziste e fasciste.
Un comunista, a mio avviso, potrà soltanto concordare su singole questioni con un nazi fascio (esempio: l’ anti imperialismo), ma le ragioni di fondo sono talmente diverse che un’ alleanza sarà impossibile.
Esempio pratico (e da cui è partita la discussione): la questione palestinese.
E’ facilmente dimostrabile come l’ appoggio di un fascio ai palestinesi non derivi certo dalla volontà di riparare a ingiustizie e di vedere i popoli vivere civilmente accanto integrati e pacifici, ma dall’ antisemitismo.
Tra l’ altro, un fascio appoggerà gli arabi pur ritenendoli inferiori, tanta è l’ avversione verso gli ebrei.
Credo infine che teorie come il revisionismo, una certa apertura ai fasci delle “destre moderate” insieme all’ anticomunismo (si pensi alla polemica sui libri di storia), il razzismo possano portare il fascismo a godere di nuovo di un alone di rispettabilità.
E non mi rassegnerò a questo.




Rispondi Citando
Vorrei chiarire che la mia avversione nei confronti del neofascismo è completa,oltre ai motivi che tu hai addotto ne metterei degli altri , ma non è questo il punto.Tu hai domandato perche' un comunista puo' essere un neocomunista ed un fascista no.Rispondo perche' mentre il Comunismo, con tutti i suoi fallimenti, rappresenta pur sempre ed anche prima delle teorizzazioni marxiste l'aspirazione ad un'emancipazione dell'Uomo , il fascismo per me è stato un fenomeno politico transeunte esauritosi con la sua caduta .Il neofascismo di cui tu parli , quello che va da Fini agli skin, è una parodia del fascismo non la sua continuazione.....Io ho sempre detto anche su altri Forum che "alleanze" sul terreno antiimperialista con gruppi che continuano ad avere una visione reazionaria dell'esistente non è possibile ne' auspicabile.Infatti, quello che divide è il concetto di Societa' che si va a costruire : comunitarista, libera e democratica per noi, organica, gerarchizzata e reazionaria per altri.Su questo punto vorrei aggiungere due considerazioni : molti giovani che si dichiarano "fascisti" lo sono per molti motivi, il piu' delle volte esistenziali e dettati da una visione romantica, cose da non disprezzare , ma non proprio definibili politiche.Ora, io dico che con questi giovani si puo' e si deve dialogare per far loro capire che certe posizioni come la'nticapitalismo e l'antiimperialismo necessitano anche di fuoruscire da certi schematismi mentali dovuti ad una formazione culturale di un certo tipo.
2010:
