favorevoli o contrari alla separazione delle carriere tra giudici e pm?
Si, la separazione delle carriere è una conquista di civiltà.
No, è l'anticamera del fascismo e del piano segreto della P2.
No, ma sono favorevole ad una distinzione delle funzioni.
Non mi interessa. Ci sono questioni più importanti.
Cosa? Non capisco.
Altro.


favorevoli o contrari alla separazione delle carriere tra giudici e pm?
Dissidente Politico in Regime Totalitario


Sì, sono favorevole a una separazione netta e definitiva tra la magistratura inquirente e la magistratura giudicante.
Due CSM e due carriere, anche composti solo da magistrati eletti internamente, con a capo il Presidente della Repubblica.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.




Pisapia: per la riforma propongo una "Bicamerale"
di Giuliano Pisapia
Liberazione, 7 gennaio 2009
http://www.carceriemiliaromagna.it/w...izie/pisap.htm
Che la Giustizia sia in uno stato disastroso è innegabile. E, purtroppo, ogni seria proposta di riforma si scontra con reazioni che, quasi sempre, nulla hanno a che vedere con il merito della proposta e finisce per aumentare le polemiche e affievolire la possibilità di un dialogo e di un confronto serio e propositivo.
Le divergenze sono soprattutto tra chi ritiene prioritari interventi tesi ad incidere sui tempi dei processi e sulla macchina giudiziaria e chi, invece, considera indifferibili riforme per rafforzare la parità delle parti e la terzietà dei giudici nonché alcune limitate, ma rilevanti, riforme costituzionali (modifica del C.S.M.).
Problemi tutti reali e interventi tutti necessari, che, però - a differenza di quanto alcuni sostengono - non si contrappongono, ma anzi si rafforzano se affrontati contemporaneamente, possibilmente in una apposita sessione che occupi i due rami del Parlamento. E che debbono avere come obiettivo anche quello di ripristinare l’equilibrio tra poteri dello Stato, in modo da salvaguardare sia l’autonomia della magistratura che l’autonomia del Parlamento, in un clima di leale collaborazione che è esattamente l’opposto di quelle ingerenze tra poteri dello Stato, purtroppo non rare negli ultimi decenni.
Entrando nel merito di alcune proposte concrete (e concretamente praticabili), in grado di trovare ampio consenso, si può partire dagli attuali, irragionevoli, tempi di durata dei processi. Sarebbe sufficiente istituire le notifiche per via telematica (quasi metà dei processi vengono rinviati per omessa notifica); sospendere i processi, e la prescrizione, in caso di imputati irreperibili; razionalizzare il processo penale, devastato dalla legislazione d’emergenza e da interventi estemporanei e spesso schizofrenici; introdurre nel codice penale istituti deflattivi (non punibilità per irrilevanza del fatto e tenuità dell’offesa o in presenza di attività riparatorie e/o risarcitorie), per dimezzare la durata dei diversi gradi di giudizio e per evitare, con una modifica della prescrizione, le impugnazioni meramente dilatorie.
Per quanto concerne le garanzie - es. libertà personale e privacy - ampio è il consenso sulla proposta che, a decidere sulle richieste di custodia cautelare (e, aggiungerei, sulle proroghe delle intercettazioni telefoniche), siano tre giudici: i paventati problemi di incompatibilità, soprattutto nei piccoli Tribunali, possono essere superati demandando tali decisioni alle Corti d’Appello. Le altre norme sulle intercettazioni non necessitano di modifiche; già oggi è possibile autorizzare le intercettazioni solo se "assolutamente indispensabili per la prosecuzione delle indagini". Il problema è quello di evitare gli abusi e di impedire, con immediate sanzioni (pecuniarie o interdittive, non certo carcerarie) la loro pubblicazione, già oggi vietata (ma mai punita) fino alla conclusione delle indagini preliminari.
Obbligatorietà dell’azione penale: valore intangibile e garanzia di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, purtroppo quotidianamente violato, tanto da poter parlare di discrezionalità di fatto (e, non raramente, di arbitrio). Il problema, però, non si può risolvere cancellando un principio sacrosanto, ma creando le condizioni affinché diventi realtà. Sarebbe certamente auspicabile una ampia depenalizzazione, ma è inutile illudersi; sarebbe già positivo se si riuscisse ad evitare che, come avvenuto nelle ultime legislature, si pensasse di risolvere ogni problema con l’introduzione di nuove pene e di nuovi reati (basti pensare al reato di immigrazione clandestina).
Sulla separazione della carriere bisogna sgombrare il campo da equivoci e strumentalizzazioni. Ogni posizione è legittima, ma è assolutamente falso che la separazione delle carriere incida sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura, Chi è favorevole a distinguere nettamente P.M. e Giudici è totalmente contrario alla dipendenza dei P.M. dall’esecutivo. Del resto, la separazione delle carriere ha avuto autorevoli sostenitori nei lavori della Costituente ed è stata condivisa, in tempi non sospetti, da illustri giuristi che hanno illuminato il cammino della democrazia, non solo nel nostro Paese (si sono recentemente pronunciati a favore, ad esempio, il prof. Vassalli, Presidente emerito della Corte Costituzionale, e il dr. Vigna, già Procuratore Nazionale Antimafia). Montesqueieu considerava un "abuso" gravissimo il fatto che gli stessi soggetti potessero essere "juge et accusateur"; Calamandrei, in vari interventi, si è dichiarato favorevole alla separazione "tra magistrati inquirenti e magistrati giudicanti".
Sul C.S.M. il discorso è delicato, anche in quanto, se si leggono i lavori della Costituente, emerge che non è organo di "autogoverno" della Magistratura: il che trova conferma sia dagli artt. 104 e 105 Cost., che dalla presenza di laici eletti dal Parlamento. Una soluzione potrebbe essere quella di prevedere che il 50% dei suoi componenti sia eletto dai magistrati e gli altri eletti dal Parlamento e nominati dal Presidente della Repubblica tra professori universitari o alte personalità. Se si considera che sono membri di diritto il Procuratore Generale e il Presidente della Cassazione, si avrebbe ancora una maggioranza di magistrati ma, anche, una significativa presenza di laici (per lo più non politici), tale da impedire sia difese corporative sia una politicizzazione che sarebbe dannosa sotto ogni profilo.
Solo con un confronto serrato ma costruttivo, senza steccati ma anche senza pericolosi salti nel buio, sarà possibile bloccare chi, all’interno della maggioranza parlamentare, vuole stravolgere principi fondanti della nostra democrazia e chi, all’opposizione, cerca di impedire ogni cambiamento in grado di ridare fiducia a chi vuole credere in una giustizia realmente al servizio dei cittadini.
Dissidente Politico in Regime Totalitario


Sono contrarissimo. In primo luogo perchè uno dei due CSM dovrebbe dipendere dal Ministero, e visti gli ultimi Ministri della Giustizia è molto meglio che i magistrati si governino da soli. In secondo luogo una distinzione delle funzioni è già presente adesso. In terzo luogo non mi fido di chi propone queste riforme della giustizia (mi puzza tanto di ladri che vogliono giudicare i magistrati). In quarto luogo l'autonomia della Magistratura è un principio che molti in Europa e nel mondo ci invidiano. E qualcuno vuole farlo fuori.




No, è l'anticamera del fascismo e del piano segreto della P2.




UP :gluglu:
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.