LA GUERRA E IL DOVERE DELLA VERITÀ
I passi che seguono sono stralciati dalla lettera che il poeta americano Ezra Pound, accusato di tradimento per i suoi
discorsi da Radio Roma durante il conflitto che vedeva il suo Paese natale e l’Italia nemici, inviò nell’agosto del 1943 al
Procuratore Generale degli Stati Uniti. Li pubblichiamo senza alcun commento, certi che i lettori sapranno coglierne
l’attualità. Il testo integrale della lettera fu pubblicato nel numero speciale Omaggio a Pound del mensile «La Destra»,
nov.-dic- 1972.
[…] Non ho detto nulla che si riferisca a questa guerra, ma ho parlato per denunciare un
sistema che provoca una guerra dopo l’altra, sistematicamente e in serie. Non mi sono rivolto ai combattenti, non ho suggerito che si ammutinino o si ribellino.
Il governo democratico, per la maggior parte, poggia sul principio che i cittadini devono
essere informati dei fatti. Io non ho preteso di conoscerli tutti, ma ho preteso di conoscerne alcuni che sono una parte essenziale di ciò che il popolo dovrebbe sapere.
[…] La libertà di stampa non è più che una farsa, poiché tutti sanno che la stampa è
controllata
[…] Che ci si arroghi il diritto di punire e di vendicarsi senza prendere in considerazione il proprio territorio di giurisdizione è pericoloso, più che pericoloso, è un pericolo per la nazione.
Sono ritornato in America prima della guerra per protestare contro ben precise influenze che
operavano per scatenare la guerra, nella sicurezza che gli Stati Uniti vi sarebbero stati coinvolti.
[…] In ogni modo, i doveri di un uomo si moltiplicano via via che aumenta la sua
conoscenza.
[…] La pace senza la giustizia non è la pace ma un preludio a guerre future. Certi uomini devono tenerne conto. Avendolo fatto, devono agire secondo ciò che hanno appreso,considerando che non sanno tutto e che il loro giudizio non è infallibile.




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). In realtà ci trovi di tutto lì dentro dalle prime poesie, agli ideogrammi cinesi a scritti come Tossicologia della moneta.
