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Discussione: "Questi Sindacati"

  1. #11
    Le fondamenta di POL
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    Infatti se leggi bene Maroni non dice che non esiste la legge. Se vuoi discutere sulle sue affermazioni, va benissimo, ma se devi dare del bugiardo ad una persona senza che tu legga le parole che contesti, allora per te sarebbe meglio farti un giro all'aria aperta. Ne guadagneresti tu stesso...

  2. #12
    Le fondamenta di POL
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    Originally posted by bom-bim-bom
    Ma si Osterreicher ci hai convinto.
    Mettiamoli fuorilegge sti sindacati.

    Nella spazzatura insieme ai magistrati, per una scelta di libertà, di democrazia.

    Si avvicina l'autunno caldo, si odono i primi rombi di cannone...
    Non capisco questo tuo commento. Non si sta mica chiedendo l'abolizione dei sindacati, ma non vedo nemmeno per quale ragione se queste cose esistono (e non mi pare che siate in grado di contestarle) non possano essere denunciate e soprattutto cambiate.

    Misteri dei nuovi democratici e giustizialisti....

  3. #13
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Quando i lavoratori non sono degni dell'aiuto della Cgil

    Spesso alcuni sindacalisti si presentano come una sorta di missionari, profeti venuti in soccorso dei lavoratori afflitti e minacciati dal "padrone" nemico. Ma purtroppo non tutti i lavoratori sono uguali e non tutti meritano di essere difesi, soprattutto se non hanno una tessera di partito o sindacato adeguata. Ci si ritrova così che un dipendente di una struttura sanitaria di Ploaghe, in provincia di Sassari, la Fondazione San Giovanni Battista, Stefano Sobani, dopo aver sollevato un caso "ambientale" denunciando la presenza di una copertura di amianto nella struttura, si sia visto prima sospeso con l'accusa di aver favorito l'introduzione di persone estranee in azienda dopo che alcuni operatori di una tv locale hanno filmato i tetti in eternit suscitando grandi polemiche, quindi licenziato ed infine abbandonato dal sindacato per eccellenza, la Cgil. Proprio Sobani ha spiegato l'accaduto: "Dopo il mio licenziamento avvenuto il 19 giugno 2001 sono entrati in ballo i sindacati. Cgil, Cisl e Uil discutono del caso ma non trovano una linea comune perché secondo la Cgil io avrei dovuto inginocchiarmi riconoscendo le mie colpe. Ora io posso dire con certezza che quando un lavoratore non è iscritto ad un partito di sinistra viene abbandonato al proprio destino. Io, per difendermi, ho dovuto ricorrere ad un avvocato non politicizzato e all'attenzione della Cisl".

    I primi di settembre , nel tribunale di Sassari, si è tenuta la seconda udienza sul suo possibile reintegro. Un passaggio decisivo per decidere il destino di Sobani, ma in quell'aula la Cgil non c'era.

  4. #14
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    Suggerisci al "Giornale" di controllare anche le vite private dei sindacalisti, tra tutti chissà che storiacce infamanti si troveranno.

    Domani sciopero.

  5. #15
    Le fondamenta di POL
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    Originally posted by bom-bim-bom
    Suggerisci al "Giornale" di controllare anche le vite private dei sindacalisti, tra tutti chissà che storiacce infamanti si troveranno.

    Domani sciopero.
    Delle loro vite private non me ne può fregar di meno.

  6. #16
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Scioperano, ma non sanno per cosa o per chi.

    Nuovo sciopero generale, la CGIL torna nelle piazze per riaffermare la sua lotta contro il governo Berlusconi e la sua politica in materia di lavoro. Stavolta si è aggiunta anche la protesta contro la Finanziaria, che peraltro deve ancora essere varata dal Parlamento.
    Imponente l’organizzazione messa su e per riempire le strade di contestatori la CGIL è dovuta ricorrere inevitabilmente al sostegno di “esterni”, come i no global ed i girotondini, a conferma della radicalizzazione che ormai il sindacato sta sempre più approntando. Lotta dura, ma per cosa? Spesso ci sorge il ragionevole dubbio che non sempre i promotori di queste proteste siano a conoscenza loro stessi dei diritti reclamati. O che non sempre ne siano stati a conoscenza ed in quel caso sentirsi presi in giro da costoro è una reazione del tutto naturale. Ad esempio la CGIL ed i suoi leader, con Cofferati (il vecchio) ed Epifani (il nuovo) in testa, dovrebbero spiegarci dov’erano appena pochi mesi fa, quando con al governo Amato, il centrosinistra andò a toccare proprio l’articolo 18 per tutti i lavoratori delle Coop, escludendoli dalla sua tutela senza neppure riconoscere quell’aumento di indennizzo che oggi propone il Governo Berlusconi. Possibile che fossero così distratti dal non protestare, lanciare un piccolo grido di dolore? Forse ritengono quei lavoratori di serie B e non degni del supporto e delle lotte del sindacato? E come è possibile che all’epoca chiusero occhi ed orecchie ed oggi diventano così intransigenti dal non potersi nemmeno sedere ad un tavolo di trattative con il Governo quando si parla di articolo 18? E dovrebbero spiegarci anche con che faccia abbiano predisposto dei banchetti per la raccolta di firme per un referendum contro le modifiche dell’articolo 18, quando per primo il sindacato gode di una deroga all’articolo 18 potendo licenziare i suoi dipendenti senza giusta causa. Cofferati, messo alle strette qualche tempo fa, affermò che mai il sindacato aveva sfruttato quella deroga. Infatti il sindacalista abruzzese Luigi Castiglione, fu liquidato dalla CGIL con sei mensilità proprio invocando la deroga prevista dalla Legge 108/90 art.4, dopo che il Tribunale stabilì l’insussistenza della giusta causa per il suo licenziamento e chiesto il reintegro. Insomma, oltre alla demagogia si aggiunge anche una grossa dose di falsità e menzogne. Difficile ritenere simili personaggi seri interlocutori, eppure oggi si propongono come gli unici rappresentanti dell’opposizione, avendo scalzato nelle cronache i vari leader di quello che resta dell’Ulivo.
    In piena confusione, i vertici della Cgil hanno deciso uno sciopero contro il Governo ma per ragioni non ancora ben chiare. Proclamato tempo fa, quando alla guida c’era ancora il novello Robin Hood Cofferati, oggi nelle trasmissioni e nei dibattiti apprendiamo che la Cgil scende in piazza contro la Finanziaria (che deve essere ancora approvata....), per la difesa del lavoro degli operai FIAT (ma il piano di ristrutturazione non è ancora definitivo ed il Governo si sta movendo con grande solerzia e decisione per difendere 8.000 posti di lavoro). Simili deliri non fanno che palesare la gran accozzaglia che volutamente la CGIL vuole produrre pur di riempire le piazze. Questo è grave, pericoloso e non dona certo dignità all’azione di protesta messa in atto in questi mesi.

  7. #17
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    guarda...che ora abbiate la pretesa di insegnare al sindacato a fare il sindacato e' veramente ridicolo..e patetico.
    e anzi..le vostre reazioni stizzite mi fanno pensare che cofferati avesse visto giusto quando decise di proclamare lo sciopero...
    e' risaputa la vostra innata sensibilita' nei confronti dei diritti dei lavoratori e non ho sentito neanche un vostro grido di dolore, se non postumo, interessato e strumentale per quanti sono ancora esclusi dalle tutele previste dall'articolo 18...
    chiaro..se foste coerenti non mirereste a ridurle ma ad ampliarle e invece, appunto, ve la prendete col sindacato responsabile di non assecondare l'estensione della lesione dei diritti che voi propugnate...
    di grave e pericoloso c'e l'attuale governo di evasori, e "corruttori" (in senso lato..) in cerca di impunita' con condoni fiscali e/o edlizi, e pubblicitari maestri del wishful thinking....che beneficio mai potra' trarre questo PAese da quest'accozzaglia di gente..e' questa la domanda che dovremmo porci..
    Antonio

  8. #18
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    da www.iltempo.it

    " L’ULTIMO REGALO A COFFERATI


    di GIULIANO CAZZOLA

    SE A UN importante manager viene riconosciuta - quale benservito - la proprietà di un'azienda, l'uscita di un autorevole sindacalista, come Sergio Cofferati, può ben essere «liquidata» con uno sciopero generale. Se stiamo alle motivazioni e alle parole d'ordine, l'iniziativa di lotta della Cgil, infatti, si spiega soltanto in un modo: si tratta di un atto dovuto nei confronti dell'ex leader, il quale, prima di passare la mano, ha voluto blindare la linea politica della confederazione.
    La decisione di scioperare è stata presa dal sindacato «rosso» prima della pausa estiva. Da allora sono trascorsi pochi mesi; ma quello scenario sembra lontano di anni. Che senso ha, dunque, confermare e svolgere in un contesto completamente cambiato lo sciopero generale della sola Cgil? Cosa è rimasto della piattaforma che indusse quella confederazione a programmare la giornata di lotta che si consuma oggi? La revisione dell'articolo 18 dello Statuto - anche nella sua versione ridotta allo scopo di salvare la faccia al Governo - è affidata a un disegno di legge fermo su di un binario morto e destinato a fare la fine di quella riduzione dell'orario settimanale di lavoro a 35 ore che Prodi, nella passata legislatura, concesse a Bertinotti. Il patto per l'Italia è un'icona appesa al muro. La situazione dei conti pubblici non consente al Governo di dare attuazione ad impegni che entrano in conflitto con qualunque prospettiva di risanamento, poiché non sarà mai possibile ridurre le tasse lasciando invariata la spesa sociale. La Confindustria - la principale protagonista di quell'intesa - è passata all'opposizione, quando si è accorta che il Governo, dovendo gettare dalla mongolfiera uno dei suoi partner, ha preferito continuare il viaggio con Cisl e Uil. Anche sul piano politico, lo sciopero della Cgil ha creato problemi. E lo ha fatto, non tanto alla maggioranza (un Annibale alle porte è sempre un buon tonico), quanto piuttosto al Centro-sinistra e agli stessi Ds. Un grande sindacato che diventa il collante dei «movimenti» (dai no global, ai pacifisti, ai girotondini) non serve a nessuno, tanto meno a una sinistra che vuole tornare al potere. Se non fossero sufficienti le analisi politiche basterebbe il caso Fiat a svelare che il re è nudo, che questo Paese ha necessità di «governo» e non di «movimento».
    Invece, per motivi suoi, la Cgil continua a sbagliare analisi, a criticare un'impostazione della legge finanziaria che esiste solo nella sua propaganda. Questo povero Paese non è sul punto di vedere apparire all'orizzonte una signora Thatcher made in Italy. Il rischio vero che corre è quello di diventare l'Argentina dell'Europa. Lo Stato sociale non è in pericolo perché questo Governo lo vuole abbattere al fine di aprire le porte all'iniziativa privata. Il sistema di sicurezza sociale può andare in crisi, invece, non per troppi tagli (dove sono di grazia?) ma per mancanza di interventi risanatori.
    Riferendosi al Governo e alla sua politica, Guglielmo Epifani ha escogitato l'aggettivo giusto: «populista». Populista al punto di non avere scrupoli neppure a ripercorrere la via delle partecipazioni statali per far fronte all'8 settembre (sì, quello del 1943) della Fiat.
    Ma se questa è la condizione dell'Italia, è pronta la Cgil a sollevare dal fango quelle bandiere del rigore che la maggioranza ha lasciato cadere? Se così fosse, il nuovo gruppo dirigente, dopo la stagione dei veti a cui ci aveva abituati quello precedente, dovrebbe mandare dei forti segnali di cambiamento.

    venerdì 18 ottobre 2002
    "


    Cordiali saluti

  9. #19
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    Originally posted by tony
    guarda...che ora abbiate la pretesa di insegnare al sindacato a fare il sindacato e' veramente ridicolo..e patetico.
    e anzi..le vostre reazioni stizzite mi fanno pensare che cofferati avesse visto giusto quando decise di proclamare lo sciopero...
    e' risaputa la vostra innata sensibilita' nei confronti dei diritti dei lavoratori e non ho sentito neanche un vostro grido di dolore, se non postumo, interessato e strumentale per quanti sono ancora esclusi dalle tutele previste dall'articolo 18...
    chiaro..se foste coerenti non mirereste a ridurle ma ad ampliarle e invece, appunto, ve la prendete col sindacato responsabile di non assecondare l'estensione della lesione dei diritti che voi propugnate...
    di grave e pericoloso c'e l'attuale governo di evasori, e "corruttori" (in senso lato..) in cerca di impunita' con condoni fiscali e/o edlizi, e pubblicitari maestri del wishful thinking....che beneficio mai potra' trarre questo PAese da quest'accozzaglia di gente..e' questa la domanda che dovremmo porci..
    Il mio non era un grido di dolore, ma diffido di chi urla, strepita e manifesta a comando, rifiutando di sedersi solo ad un tavolo perché si parlava dell'articolo 18, mentre pochi mesi prima non ha mosso un dito quando l'articolo 18 è stato preso di peso!!! Ecco, queste persone mi fanno sinceramente schifo, perché le trovo meschine e false. Se poi si dice che si è trattato semplicemente di uno sciopero politico e che ben poco c'entrino i diritti dei lavoratori, non credo che possiate muovere obiezioni.

  10. #20
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    a Casandrino hanno preso pure le carrozzelle per i portatori di handicap per distribuire i volantini ed invitare la gente a votare per i referendum. Ma a fine serata, quando lo sfigato entrava nel palazzo da quella carrozzella si alzava in piedi perchè cammina benissimo!!! Fanno proprio pena.

 

 
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