Pdl vecchio contro il nuovo


Le contrapposizioni interne alla maggioranza tra Lega e Gianfranco Fini, e il gioco a centrocampo di Pierferdinando Casini, stanno oscurando quel che avviene nell'opposizione.

Il Pd da settimane e' lontano dai riflettori, che si sono riaccesi solo per vicissitudini non politiche ma giudiziarie. Che pero' un effetto politico rischiano di averlo.

E, come assicura un parlamentare vicino al segretario Dario Franceschini, "grazie alle vicende pugliesi la partita congressuale puo' cambiare segno, piu' in fretta di quanto si pensi".

Ne e' convinto anche Giorgio Tonini, senatore gia' vicinissimo a Walter Veltroni e fieramente anti-dalemiano. E lo ha detto fin troppo chiaramente, nell'intervista di sabato scorso al RIFORMISTA, che aveva il chiaro intento politico di addossare al candidato Pierluigi Bersani e alla sua mozione la corresponsabilita' di un "modello che va cambiato radicalmente", e l'ombra di una questione morale. La componente bersaniana, sottolinea Tonini, e' quella "dei Bassolino, dei Loiero, di quelli che amministrano la Puglia degli scandali".

In realta' non e' stato il primo, Tonini, a mettere in campo questi pesanti argomenti di polemica interna: qualche giorno fa un altro fedelissimo di Veltroni come Walter Verini aveva evocato le stesse questioni e gli stessi personaggi, parlando apertamente di "sottovalutazione da parte di alcuni della questione morale".

Le reazioni durissime all'intervista di Tonini (dalemiani come Nicola Latorre e Anna Finocchiaro hanno addirittura evocato l'"impossibilita' di convivere nello stesso partito" se lo scontro interno diventa piu' giudiziario che politico) hanno costretto sia Veltroni che lo stesso Franceschini a prendere le distanze dalle sue argomentazioni.

Entrambi sono consapevoli che se l'argomento "morale" diventa troppo apertamente un arma di lotta interna, e' l'intero Pd ha rischiare di finirne marchiato, e l'unico a trarne vantaggio, dall'esterno, sara' Antonio Di Pietro.

Ma e' indubbio che serpeggi la tentazione, come denuncia indignata Rosi Bindi (schierata con Bersani) di "lucrare un vantaggio congressuale da vicende giudiziarie".

I primi e parzialissimi risultati delle votazioni congressuali (si stanno gia' svolgendo i congressi di circolo, che si concluderanno a fine settembre) danno in vantaggio la mozione Bersani.

Ma ora l'area Franceschini torna a sperare: dopo la vicenda Tarantini e i suoi risvolti imbarazzanti, il sostegno di Massimo D'Alema puo' diventare un handicap nel voto delle primarie.

Che - magari con toni meno accesi di quelli usati da Tonini, verranno comunque combattute tutte nel segno del "vecchio" contro il "nuovo" dai sostenitori del segretario.


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