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Risultati da 111 a 120 di 263

Discussione: Religione?

  1. #111
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    Predefinito Rif: Religione?

    Citazione Originariamente Scritto da Poisson Visualizza Messaggio
    e infatti il punto di aprtenza era l'indimostrabilità dell'esistenza di Dio
    o ti era sfuggito anche questo?
    Eppure l'amore è dimostrabile mentre Dio (lo dici anche tu, non vorrei che mi sfugga) no.
    Ma se un qualcosa non è dimostrabile, non lascia tracce evidenti di sè, non può essere osservato, non comunica in maniera inequivocabile e con elementi incontrovertibili... allora non esiste.
    Di solito in natura la spiegazione più semplice è la migliore.

  2. #112
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    Predefinito Rif: Religione?

    Temo che i buoni auspici di eq.., relativamente alla possibilità di conciliare la dottrina Cattolica con i principi del liberalismo e alla capacità del cristianesimo, della politica e dell'uomo di poter guidare e sovrastare la tecnica, poggino su vane speranze.
    La Chiesa condanna le devastazioni che gli individui operano contro la natura e sè stessi, confidando nel valore dell'etica affinchè l'agire sia inscritto in un'ordinamento immutabile: la violenza oltrepassa i limiti che non devono essere oltrepassati, essi non devono esserlo eppure di fatto lo sono, generalmente si fatica a capire che se un limite si lascia valicare vengano meno i motivi per cui non debba esserlo. La tradizione biblico-cristiana ci dice che essi non vanno valicati perchè da ultimo è impossibile farlo, stante che superandoli si verrà poi raggiunti dal giudizio e dalla punizione divina: ciò significa che è solo apparente, illusione l'oltrepassamento, cioè in ultima analisi la violenza non riesce davvero..sicchè la potenza di Dio fallisce proprio in quanto finirebbe per negare ciò che appare..d'altra parte, se si riesce a violare ciò che si lascia violare non si sta effettuando alcuna violenza: se violare significa superare un limite allora una coscienza e un Dio che si lasciano violare indicano che è la loro stessa natura che richiede la "violenza"..la violenza non ne altera la natura e l'essenza ma le asseconda, stante che esse si definiscono nell'esser disposte a farsi negare, sicchè non si compie alcuna violenza. Se la volontà riesce nel suo intento allora la violazione è solo il punto di vista della volontà perdente, punto di vista essenzialmente privo di legittimità..se i danni provocati dall'uomo accadono, riescono, allora la vera violenza è quella dell'anima cristiana, che misconosce la natura di ciò che è violato reputandolo inviolabile e in tal senso è solo essa ad errare, nella misura in cui attribuisce santità e conferisce incontrovertibilità a leggi che non le possiedono.
    Uccidere significa "violare"? Ma violare significa oltrepassare l'inoltrepassabile, cioè violare l'impossibile, eppure il limite è di fatto oltrepassabile, così la volontà che vuole il possibile non opera alcuna violenza..
    Il liberalismo, come ogni ideologia, verte necessariamente verso la Tecnica: già si ritiene che essa sola abbia le carte in regola per sistemare i danni che produce, nel futuro darà all'uomo ciò che il cristianesimo e il marxismo han solo promesso, benessere distribuito, bisogni primari appagati, corpi artificiali, immortalità, potenza senza limiti..realizzando concretamente il "superuomo"..conferendo all'individuo le proprietà che la tradizione relegava all'archè immutabile, al theòs..
    Il cristianesimo si illude di potersi arrestare ad uno stadio intermedio del percorso, utilizzando questa come mezzo per appagare la propria visione del mondo..non è ancora disposto a riconoscere la potenza come criterio di verità..e volendo la potenza sulle cose la paga a caro prezzo, volendola l'uomo vuole la morte, giacchè evocare la prima significa evocare il divenir altro..che è poi la radice di ogni violenza..e solo condannando il quale si potrà negare con Verità ogni sopraffazione..ogni sopraffazione non esisiste perchè è già da sempre negata dal destino, ma gli abitatori del tempo vogliono negare la "distruzione" rimanendo all'interno della dimensione della distruzione, opponendo ad una violenza un'altra violenza..
    Ultima modifica di Platone; 15-09-09 alle 13:50
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  3. #113
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    Predefinito Rif: Religione?

    Citazione Originariamente Scritto da Viaggiante Visualizza Messaggio
    Io non posso dimostrare l'inesistenza di babbo natale, la befana
    Oggi mi sento ispirato:
    Babbo Natale non esiste
    Una dimostrazione scientifica


    Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto.

    Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:

    * trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta);
    * saltare giù dalla slitta;
    * scendere dal camino;
    * riempire le calze;
    * distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;
    * mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
    * risalire dal camino;
    * saltare sulla slitta;
    * decollare per la successiva destinazione.

    Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono.

    Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h. Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso). Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II.

    Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto (bang) soniche. L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.

    In conclusione, Babbo Natale non esiste, e se anche fosse esistito, dev'essere morto.


    Per dimostrare l'inesistenza della Befana si procede per analogia.
    .
    Qui vige l'uguaglianza: non conta un cazzo nessuno.

  4. #114
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    Predefinito Rif: Religione?

    Citazione Originariamente Scritto da teo Visualizza Messaggio
    Oggi mi sento ispirato:
    Babbo Natale non esiste
    Una dimostrazione scientifica


    Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto.

    Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:

    * trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta);
    * saltare giù dalla slitta;
    * scendere dal camino;
    * riempire le calze;
    * distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;
    * mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
    * risalire dal camino;
    * saltare sulla slitta;
    * decollare per la successiva destinazione.

    Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono.

    Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h. Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso). Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II.

    Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto (bang) soniche. L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.

    In conclusione, Babbo Natale non esiste, e se anche fosse esistito, dev'essere morto.


    Per dimostrare l'inesistenza della Befana si procede per analogia.

    bellissimo.
    Vogliamo cominciare ad impostare i calcoli per qualcuno che avrebbe avuto il compito di creare l'intero universo?

  5. #115
    .
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    Predefinito Rif: Religione?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    e volendo la potenza sulle cose la paga a caro prezzo, volendola l'uomo vuole la morte, giacchè evocare la prima significa evocare il divenir altro..che è poi la radice di ogni violenza..e solo condannando il quale si potrà negare con Verità ogni sopraffazione..ogni sopraffazione non esisiste perchè è già da sempre negata dal destino, ma gli abitatori del tempo vogliono negare la "distruzione" rimanendo all'interno della dimensione della distruzione, opponendo ad una violenza un'altra violenza..
    E chi non vuole la potenza non muore?

    No così, per capirci.

  6. #116
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    Predefinito Rif: Religione?

    Citazione Originariamente Scritto da teo Visualizza Messaggio
    Oggi mi sento ispirato:
    Babbo Natale non esiste
    Una dimostrazione scientifica


    Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto.

    Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:

    * trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta);
    * saltare giù dalla slitta;
    * scendere dal camino;
    * riempire le calze;
    * distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;
    * mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
    * risalire dal camino;
    * saltare sulla slitta;
    * decollare per la successiva destinazione.

    Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono.

    Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h. Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso). Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II.

    Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto (bang) soniche. L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.

    In conclusione, Babbo Natale non esiste, e se anche fosse esistito, dev'essere morto.


    Per dimostrare l'inesistenza della Befana si procede per analogia.
    Sì l'avevo già letto, davvero carino.
    Bon, babbo natale è andato.
    Che mi dici di Obi-Wan Kenobi?

  7. #117
    Mi perdoni?
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    Predefinito Rif: Religione?

    "Ebbene, c'è il male, c'è la sofferenza, ma c'è anche Dio; che è somma bontà e somma intelligenza.
    Come risolve la teodicea questo annoso problema? Come è compossibile l'esistenza di Dio sommo bene e del male? L'uno non è la negazione dell'altro? Dunque, se esiste Dio non può esistere il male; oppure se esiste il male, non è vero che esiste Dio.
    Dato che è incontestabilmente vero che esiste il male, allora vien da concludere che Dio non esiste.
    Se uno dei contrari è infinito - e Dio è Bene infinito -, l'altro -cioè il male - viene distrutto. Ma il male c'è, dunque non esiste Dio!
    Ma la teodicea risolve in un altro modo il problema, superando l'obiezione.
    Alla bontà infinita di Dio, proprio perché infinita, compete il trarre il bene anche dal male che essa permette.
    Si potrebbe anche dire che Dio permette un male per trarne un bene maggiore. Dio lo può.
    Obiezione vostro onore: chi ha mai visto questo bene maggiore che consegue alla permissione di un male?
    Chi ha mai visto il bene maggiore che è stato tratto dalla permissione dell'Olocausto degli Ebrei, durante la seconda guerra mondiale?
    Chi ha mai visto il bene maggiore tratto dalla permissione della morte per leucemia di un bambino innocente?
    Chi ha mai visto... va bene, adesso basta, perché le obiezioni di questo tenore le conosciamo tutte: e non possono non essere accolte.
    E poi, Giuseppe, ricordati che stai ragionando nella fede! Quindi devi mantenere fermo che esiste Dio e che è sommo bene; anzi devi anche aggiungere - e questo è proprio tipico della fede cristiana - che la Bontà di Dio è misericordiosa, pietosa, redentrice. Dio si incarna, muore e risorge per la salvezza dell'uomo.
    Sì, va bene; ma insisto: tutto questo ha forse tolto il male e la sofferenza dal mondo? No!
    E se tutto questo è in funzione del dono della grazia all'uomo: chi è in possesso della grazia di Dio forse non patisce più? Oppure per lui il male non esiste più? Non può più morire bimbo innocente per leucemia o in un campo di sterminio... ?
    Che trottola!
    Questa grazia divina non è mica miracolosa!
    Questo deve essere chiaro: la grazia di cui si sta parlando non è la grazia nel senso del miracolo ! Altrimenti chi la possiede dovrebbe essere sempre miracolato: dovrebbe essere in uno stato permanente di miracolo. Ma uno stato permanente di miracolo non è più miracoloso.
    Il miracolo è straordinario; lo stato permanente è ordinario: se lo straordinario diventa ordinario, non è più straordinario, no?
    D'altra parte, se questa grazia fosse il miracolo, quelli che non sono beneficiati dal miracolo, quelli che non fossero esauditi nella loro richiesta di un miracolo, non avrebbero la grazia.
    Perché?
    Subito nella mente si scatenano gli interrogativi più angosciami e tormentosi: "chissà che cosa ha fatto per non trovare ascolto presso Dio".,. Oppure: "se non è colpa sua, sarà per colpa di qualcuno dei suoi"...
    Ma è lo stesso Vangelo che bacchetta questo tipo di inquisizione straziante: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco? Rispose Gesù: Ne lui ha peccato, ne i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio» (Gv 9, 3).
    Rimane comunque poi il dato di fatto che il miracolo, in questi casi - a differenza dell'episodio evangelico che segue alla sentenza di Gesù appena citata -, non avviene.
    Dunque, occorre pensare in un altro modo la "manifestazione dell'opera di Dio".
    Dire che una cosa è manifesta, vuoi dire che una cosa è visibile. Quindi si ritorna daccapo: chi vede il bene migliore che è tratto dalla permissione del male?
    Se non è visibile a noi, certo non può non essere visibile a Dio! Dunque, chi lo vede è Dio. Il bene migliore che nasce dalla permissione del male cade infallibilmente sotto lo sguardo di Dio.
    La conclusione logica non può essere che questa: per poterlo vedere, occorre avere lo stesso sguardo di Dio!
    La grazia divina, donando la partecipazione alla stessa vita di Dio, dona anche lo sguardo di Dio.
    Certo che mettersi dal punto di vista di Dio per vedere le cose, restando comunque uomini, non è affare di poca consistenza. Ma le cose non possono non essere che così.
    Tutto il segreto cristiano è chiuso in questa formula: vedere le cose dal punto di vista di Dio!"


    Giuseppe Barzaghi

    Quello che manca è una concezione del male permanente dato dalla dannazione, ma ci stiamo attrezzando, oltre alla dimostrazione della necessità che l'essere possa essere buono e intelligente come noi. :giagia:
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  8. #118
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    Predefinito Rif: Religione?

    Citazione Originariamente Scritto da Prinz Eugen Visualizza Messaggio
    E chi non vuole la potenza non muore?
    La decisione non è un atto umano..nè la volontà di potenza è un mezzo a disposizione dell'individuo..così come non lo è la fede nel divenir altro..non è che l'individuo abbia fede o "voglia", non è il soggetto..ma sono la volontà e la fede ad evocare via via il "primitivo", l'"uomo del clan", il "Dio", "l'individuo moderno", la "chiesa", i "conflitti stato-chiesa", la "rivoluzione francese", "l'organizzazione marxista" e la "contrapposizione proletariato-borghesia", la "tecnica", il "dominio planetario della tecnica" etc..il cerchio dell'apparire accoglie gli eterni della terra..accoglie anche l'eterno che è la stessa fede nella nientità degli eterni, cioè la volontà che de-cide i loro legami, che vuole il loro divenir altro..la volontà non riesce ad ottenere ciò che vuole, non riesce cioè a negare il destino..non riesce a far divenir altro le cose..la contrapposizione tra essa e il destino è un tratto stesso del destino, e tuttavia l'apparire di questa è accompagnata dall'evocazione degli eventi che le corrispondono, trasfigurati rispetto ai lineamenti e ai volti che mostrerebbero al di fuori di essa..
    E' il destino a inviare la fede e gli eterni che rispondono alla sua domanda: l'uomo vuole la propria mortalità perchè il suo volerla è un tratto del destino della necessità dell'apparire degli essenti..la fede nel divenir altro altera i nessi che ogni ente intrattiene con ogni altro..il tramonto della fede (il suo congedarsi dal cerchio dell'apparire) è lo stesso apparire del destino (e degli eterni) non contrastato dalla volontà..cioè dall'interpretazione..giacchè volere, credere, interpretare appartengono all'anima della de-cisione, cioè alla volontà di scindere il legame tra le cose e il loro essere, e il loro starsene con ogni altra cosa..isolamento semantico..ma come appare una cosa (qualsiasi cosa) al di fuori dell'interpretazione e dell'isolamento, al di fuori del credere nella creazione e distruzione (e di vedere tale creazione e distruzione fenomenologicamente)? L'apparire attende il tramonto della volontà interpretante, tramonto che non è la "fine" di un pensiero astratto o di una formulazione teorica, ma è il congedarsi delle opere concrete dei mortali e dello stesso esser mortale, della vita e della morte, della filosofia dell'occidente e dell'oriente, della civiltà della tecnica, dei padroni e dei servi (in senso verticale e orizzontale) e del senso stesso del "dominio"..ed è il sopraggiungere aurorale delle sempre più ampie costellazioni dell'eterno, non più inficiate dalla volontà..al di là del bene e del male..come voleva Nietzsche, giacchè anch'essi sono prodotti dalla volontà di guidare l'oscillazione tra l'essere e il nulla dell'essente secondo ordinamenti immutabili..ma, contrariamente a Nietzsche, anche al di là della volontà di potenza e del Superuomo..
    Ultima modifica di Platone; 15-09-09 alle 14:51
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  9. #119
    .
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    Predefinito Rif: Religione?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    La decisione non è un atto umano..nè la volontà di potenza è un mezzo a disposizione dell'individuo..così come non lo è la fede nel divenir altro..non è che l'individuo abbia fede o "voglia", non è il soggetto..ma sono la volontà e la fede ad evocare via via il "primitivo", l'"uomo del clan", il "Dio", "l'individuo moderno", la "chiesa", i "conflitti stato-chiesa", la "rivoluzione francese", "l'organizzazione marxista" e la "contrapposizione proletariato-borghesia", la "tecnica", il "dominio planetario della tecnica" etc..il cerchio dell'apparire accoglie gli eterni della terra..accoglie anche l'eterno che è la stessa fede nella nientità degli eterni, cioè la volontà che de-cide i loro legami, che vuole il loro divenir altro..la volontà non riesce ad ottenere ciò che vuole, non riesce cioè a negare il destino..non riesce a far divenir altro le cose..la contrapposizione tra essa e il destino è un tratto stesso del destino, e tuttavia l'apparire di questa è accompagnata dall'evocazione degli eventi che le corrispondono, trasfigurati rispetto ai lineamenti e ai volti che mostrerebbero al di fuori di essa..
    E' il destino a inviare la fede e gli eterni che rispondono alla sua domanda: l'uomo vuole la propria mortalità perchè il suo volerla è un tratto del destino della necessità dell'apparire degli essenti..la fede nel divenir altro altera i nessi che ogni ente intrattiene con ogni altro..il tramonto della fede (il suo congedarsi dal cerchio dell'apparire) è lo stesso apparire del destino (e degli eterni) non contrastato dalla volontà..cioè dall'interpretazione..giacchè volere, credere, interpretare appartengono all'anima della de-cisione, cioè alla volontà di scindere il legame tra le cose e il loro essere, e il loro starsene con ogni altra cosa..isolamento semantico..ma come appare una cosa (qualsiasi cosa) al di fuori dell'interpretazione e dell'isolamento, al di fuori del credere nella creazione e distruzione (e di vedere tale creazione e distruzione fenomenologicamente)? L'apparire attende il tramonto della volontà interpretante, tramonto che è tramonto delle opere concrete dei mortali e dello stesso esser mortale, della vita e della morte, della filosofia dell'occidente e dell'oriente, della civiltà della tecnica, dei padroni e dei servi e del senso stesso del "dominio"..ed è il sopraggiungere aurorale delle sempre più ampie costellazioni dell'eterno, non più inficiate dalla volontà..al di là del bene e del male..come voleva Nietzsche, giacchè anch'essi sono prodotti dalla volontà di guidare l'oscillazione tra l'essere e il nulla dell'essente secondo ordinamenti immutabili..ma, contrariamente a Nietzsche, anche al di là della volontà di potenza e del Superuomo..
    Meno male, a leggere quella frase mi era sembrato ci fosse quasi un prezzo da pagare per qualcosa, invece non c'è nessun particolare dover essere, solo l'attesa di qualcosa che non dipende dalla volontà e dalla decisione.
    Ultima modifica di Prinz Eugen; 15-09-09 alle 14:52

  10. #120
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    Predefinito Rif: Religione?

    Citazione Originariamente Scritto da Viaggiante Visualizza Messaggio
    Sì l'avevo già letto, davvero carino.
    Ero presente alla sua elaborazione, in un piovoso pomeriggio consacrato alla meccanica razionale, nell'aula studi della Facoltà di Fisica dell'Università di Bologna.. Bei tempi. Vabbé, per stare IT(?), adesso sproloquio io sui massimi sistemi. L'idea di indagare sul conto di Dio, riducendolo sul solo piano della ragione, a me è sempre sembrata sbagliata ontologicamente. Dio, come si dice nei teoremi, è per ipotesi (o per costruzione, volendo) qualcosa che supera le possibilità umane: come possiamo misurarlo o trovarlo con queste? Per me la questione è necessariamente di fede: nessun ragionamento può darci la comprensione di qualcosa che non riusciremmo a contenere (se esistesse). Avrò detto delle bestialità, non lo so, in genere vivo sereno e non mi pongo di questi problemi..



    EDIT: Ah ma c'è Plato! Ciao ing. come butta? Ho scritto qualche stronzata?
    Ultima modifica di teo; 15-09-09 alle 14:55
    .
    Qui vige l'uguaglianza: non conta un cazzo nessuno.

 

 
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