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  1. #1
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    Predefinito "Qualcuno salvi Abele!"

    Zoppolato (lega nord) chiede la pena di morte
    La Lega: colpire i responsabili di delitti contro i minori
    http://www.messaggeroveneto.quotidia.../sec/sec3.html

    TRIESTE – Pena di morte per chi compie delitti contro i minori: la chiede la Lega Nord del Friuli-Venezia Giulia attraverso il suo capogruppo in consiglio regionale Beppino Zoppolato. Anche l’esponente del Carroccio è rimasto, infatti, impressionato dall’escalation delle violenze contro bambini che quest’anno hanno avuto due esempi tristemente significativi nella tragedia di Cogne, in gennaio, e nel recentissimo massacro nel Bresciano. Una situazione che turba l’opinione pubblica, tanto che c’è anche chi sollecita un inasprimento delle pene per i responsabili, come appunto Zoppolato che ha presentato una mozione dal titolo “Qualcuno salvi Abele”, con cui chiede la reintroduzione della pena capitale per i delitti di particolare efferatezza, come lo stupro e l’assassinio di una bambina indifesa.
    Secondo Zoppolato, che in tal senso ha impegnato la giunta regionale a sensibilizzare Palazzo Chigi, «considerato che in questi anni le famiglie di molti bambini uccisi hanno spesso dovuto assistere alla beffa dell’assassino rimesso in libertà dopo breve tempo», e «preso atto del fallimento delle politiche lassiste frutto di una visione catto-comunista della realtà», ritiene «necessario sollecitare il governo ad agire per inasprire le pene per chi si macchia di crimini odiosi nei confronti dei minori». Secondo Zoppolato, infatti, l’introduzione della pena di morte «è non solo opportuna, ma anche socialmente utile».
    L’iniziativa di Zoppolato prende proprio lo spunto dall’impressionante incremento di gravissimi delitti che vedono come vittime bambini indifesi, e mette in evidenza il fallimento delle politiche lassiste che hanno pervaso e condizionato la vita del paese negli ultimi trent’anni, indebolendo e dissacrando i valori fondanti della società cristiana in modo da generare un senso di irresponsabilità e il disprezzo della vita umana.

  2. #2
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    Tralasciando ulteriori riflessioni manifestate in altri thread, per reintrodurre la pena di morte in Italia occorrerebbe modificare la Costituzione in forza di una percentuale di consensi che, realisticamente, non si otterrà mai (o, comunque, non in tempi meno che lunghissimi... )...

    Molto meglio sarebbe impegnarsi per far sbattere costoro in un bel manicomio giudiziario e poi buttare la chiave...

    Saluti.

  3. #3
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    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Tralasciando ulteriori riflessioni manifestate in altri thread, per reintrodurre la pena di morte in Italia occorrerebbe modificare la Costituzione in forza di una percentuale di consensi che, realisticamente, non si otterrà mai (o, comunque, non in tempi meno che lunghissimi... )...

    Molto meglio sarebbe impegnarsi per far sbattere costoro in un bel manicomio giudiziario e poi buttare la chiave...

    Saluti.
    Anch'io non mi dilungo su un'opinione che ho più volte ribadito in altri thread (NO sempre alla pena di morte).
    Vorrei invece sottolineare come l'opinione pubblica non mi sembri poi così indignata di questi delitti. La cronaca dei massacri sta prendendo il posto delle telenovelas, e sembra assai più appassionante. L'altro ieri sera ho avuto il disgusto: il TG5 ha dedicato ben 3/4 di notizie ai fatti del pazzo Rambo, degli assassini di Desiré (prima li si dipinge come dei mostri, poi si comincia ad andare nel profondo: le lettere, i sentimenti, gli affetti ecc).
    Ad un certo punto mi sono convinto che questa roba "tira", altroché "Pena di Morte", qui c'è lavoro per i pornografi che lavorano nei media, e i media vivono di pubblico.
    Ha ragione Henzemberger quando scrive che questa è l'epoca della guerra: non solo quella gigante, ma soprattutto quella civile (serials killer idolatrati, ultras che vanno in giro a regolare i conti con i marocchini, gente che che tiene la pistola in casa e poi decide di chiudere il diverbio con il vicino...).
    Per dirla con Jachim Fest, se un gruppo rock decide di intitolare un album Appetite for distruction o balenghi mentecatti come Marilin Manson vanno per la maggiore un motivo c'è.
    Altroché pena di morte. C'è qualcosa nel sistema che non funziona. Basti dire che gli States, che hanno la pena di morte, sono all'apice di questa pornografia della violenza.
    Prima pensiamo a recuperare il senso della decenza, poi parliamo di pena di morte (per la quale sarei comunque contrario).
    Ciao.

  4. #4
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    Originally posted by ughetto claudio


    Anch'io non mi dilungo su un'opinione che ho più volte ribadito in altri thread (NO sempre alla pena di morte).
    Vorrei invece sottolineare come l'opinione pubblica non mi sembri poi così indignata di questi delitti. La cronaca dei massacri sta prendendo il posto delle telenovelas, e sembra assai più appassionante. L'altro ieri sera ho avuto il disgusto: il TG5 ha dedicato ben 3/4 di notizie ai fatti del pazzo Rambo, degli assassini di Desiré (prima li si dipinge come dei mostri, poi si comincia ad andare nel profondo: le lettere, i sentimenti, gli affetti ecc).
    Ad un certo punto mi sono convinto che questa roba "tira", altroché "Pena di Morte", qui c'è lavoro per i pornografi che lavorano nei media, e i media vivono di pubblico.
    Ha ragione Henzemberger quando scrive che questa è l'epoca della guerra: non solo quella gigante, ma soprattutto quella civile (serials killer idolatrati, ultras che vanno in giro a regolare i conti con i marocchini, gente che che tiene la pistola in casa e poi decide di chiudere il diverbio con il vicino...).
    Per dirla con Jachim Fest, se un gruppo rock decide di intitolare un album Appetite for distruction o balenghi mentecatti come Marilin Manson vanno per la maggiore un motivo c'è.
    Altroché pena di morte. C'è qualcosa nel sistema che non funziona. Basti dire che gli States, che hanno la pena di morte, sono all'apice di questa pornografia della violenza.
    Prima pensiamo a recuperare il senso della decenza, poi parliamo di pena di morte (per la quale sarei comunque contrario).
    Ciao.
    Concordo sulla morbosa crescita della cronaca nera che viene ad assorbire sempre maggiore spazio sui media e come la logica di mercato insegna se c'è un prodotto che "tira" ciò significa che c'è "richiesta"... La "richiesta" è fatta dalla massa quindi la decenza deve essere recuperata in primis da questa e di conseguenza da coloro che fungono da megafono del malcostume odierno.
    Per quanto concerne l'ovvia osservazione sulle evidenti pecche della pena di morte negli States è evidente che nella maglia ci sono delle grandi falle...per esempio ritengo quantomai singolare adottare la pena di morte e poi avere libertà di vendere ed acquistare armi...Forse bisognerebbe approfondire come in altri regimi "meno democratici" l'applicazione della pena capitale abbia o meno effetto deterrente.

    Ciao

    MarcoL.

  5. #5
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    [QUOTE]Originally posted by MarcoL.
    [B]

    Concordo sulla morbosa crescita della cronaca nera che viene ad assorbire sempre maggiore spazio sui media e come la logica di mercato insegna se c'è un prodotto che "tira" ciò significa che c'è "richiesta"... La "richiesta" è fatta dalla massa quindi la decenza deve essere recuperata in primis da questa e di conseguenza da coloro che fungono da megafono del malcostume odierno.

    Già. Il prodotto piace, ma perché? Francamente ti confesso di non credere alla televisione che influenza il pubblico, e mi sembra di capire che non ci credi nemmeno tu. La tv, e gli altri media, raccolgono la richiesta, sono una sorta di specchio della società.
    Mi permetto di dirti come la penso, anche se l'ho già espresso qua e là:
    viviamo in un'epoca fortemente narcisista. Non solo perché dà occasione di esaltare le parti peggiori dell'ego su uno schermo (pensa ai manifesti di Forza Italia: Cieli azzurri, nuvolette, il sorriso di Silvio che rassicura, la famiglia, la villetta ecc: insomma, un'Italia che non esiste ma che tutti vorrebbero), ma soprattutto perché il narcisismo è una malattia mentale: chi ne soffre si specchia in una immagine che vorrebbe essere la sua, grandiosa e priva di limiti, anche se è falsa. Inoltre quest'immagine distoglie dalla realtà, dal sentirla, vivere i sentimenti e le emozioni con gli altri: i familiari veri (non quelli proiettati in tv), gli amici; impedisce di adoperare i sensi e "sentire". Si perde l'interesse per le cose reali, così che anche l'amore e l'odio diventano non sentibili, mentre ci si immedesima sulla rappresentazione di essi. Pur di avere un'emozione o un sentimento si cerca l'evento forte, sebbene rappresentato: l'assassino, l'innamorato abbandonato, gli amanti che si reincontrano, la lacrima davanti alla telecamera diventano qualcosa in cui immedesimarsi, perché è così che si dovrebbe sentire, mentre noi siamo individui amorfi, lontani dalla vita davvero sentita.

    Per quanto concerne l'ovvia osservazione sulle evidenti pecche della pena di morte negli States è evidente che nella maglia ci sono delle grandi falle...per esempio ritengo quantomai singolare adottare la pena di morte e poi avere libertà di vendere ed acquistare armi...

    Qui si potrebbe aprire un thread. Personalmente sono contro l'uso delle armi, tuttavia la costutizione americana parla chiaro. E' stata scritta da uomini straordinari, colti e intelligenti, che con questo emendamento, all'epoca, sapevano di rischiare. Insomma: i cittadini delle comunità americane avevano lottato contro gli inglesi, fondato la democrazia. Non intendevano delegare il potere a dei nuovi oppressori, quindi si è costituito questo patto: noi vi deleghiamo a dirigere, ma voi ci lasciate le armi, perché così non avete tutto il potere. Se mettete su una dittatura, noi siamo pronti a difenderci!
    Mi sembra una grande conquista. Il problema sta nel fatto che l'America, rispetto a quegli emendamenti, è cambiata. Non siamo più di fronte a comunità in stati federali, ma in un minestrone d'individui ego-emotivisti. Ora le armi sono diventate pericolose, perché la società stessa è impazzita.

    Forse bisognerebbe approfondire come in altri regimi "meno democratici" l'applicazione della pena capitale abbia o meno effetto deterrente.

    Considero la democrazia, quella vera: d'influenza ateniese, partecipativa, mediatrice di conflitti e favorente discussione e proposte, interazione e collaborazione tra gli individui e le comunità, il miglior governo possibile (non il meno peggio, come voleva Churchill). Sono contro il totalitarismo e l'autoritarismo. Nei paesi non democratici la pena di morte può anche funzionare, ma è uno strumento in mano il Potere. Io sarei in pericolo, e forse anche voi.
    Ciao

 

 

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