Quelli come me
QUELLI COME ME
CHE SOFFRONO IN SILENZIO
QUELLI COME ME CHE PIANGONO NEL BUIO
PER L'ENNESIMO ABBANDONO
QUELLI COME ME
SOLI NEL FALLIMENTO
QUELLI COME ME
CHE RISALGONO IL FIUME
QUELLI COME ME
PER SAPERE UN PERCHE'
Cristiano de Simone


Quelli come me
QUELLI COME ME
CHE SOFFRONO IN SILENZIO
QUELLI COME ME CHE PIANGONO NEL BUIO
PER L'ENNESIMO ABBANDONO
QUELLI COME ME
SOLI NEL FALLIMENTO
QUELLI COME ME
CHE RISALGONO IL FIUME
QUELLI COME ME
PER SAPERE UN PERCHE'
Cristiano de Simone


Lo gnomo e la fata,
("Non ascoltare la voce del vento: ti perderai!")
Come un tuffo da una vetta impossibile
nel rifiuto candido
di un giorno perso nella mia memoria
così, senza poter più piangere
raccolgo ad uno ad uno
i ricordi trasparenti
delle parole che ti diedi.
Se non era amore
cosa lo è?
Un giorno
quando hai pensato che in fondo
un uomo può anche essere confinato
nel limbo di una calda menzogna
rassicurante,
quell'uomo è morto in parte.
E ora si trascina,
metà vivo
metà morto
e marcio,
grottesca via di fuga per linee
essenziali
nel dipinto di bagliori
e stagioni
che il tempo ritagliò
in un cielo di pioggia.
Giocare con le anime è
evidentemente
più facile che averne una.
Ma se il dolore
è ormai il pasto
dei miei sonni
esitanti,
stringo fra le dita
le promesse
i giuramenti
il rispetto
che furono
scherno e lama
nelle tue mani.
E spero che il vento mi dissolva
in nuvole impalpabili
di porpora alla sera.
Quando anche i sogni
fuggono
di fronte all'orrendo morire
di un sole.
Non avremo che ricordi
un giorno,
ma tu di me,
cosa ricorderai?
L'immenso odio che ti cagionò il mio amore.
Basta questo per morire ancora.
f.
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!


Ignoriamo il suo nome
Come grappoli di parole
pendono dalle labbra del vento
i lamenti di un orizzonte
fermo
nel suo pianto purpureo.
Ogni strada che conduca al respiro di un tramonto
è strada di voci, fredde.
Affiorano tra le mute pieghe del mare
i volti persi, ad uno ad uno.
Non raccontano gli occhi vuoti dei ricordi,
ma solo tremano
nel ghermire la brillantezza di acque,
speranze spente.
Non sono delle rocce bianche
quelle ombre,
pentimenti raccolti in sporchi petali di rosa,
fiore di rassegnazioni intinto nel buio
di una solitudine senza argini.
Non c’è tempo per ascoltare
tiepide promesse d’aurora;
cade l’ultima stella
ignoriamo il suo nome.
f.
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!


Originally posted by pensiero
Quelli come me
QUELLI COME ME
CHE SOFFRONO IN SILENZIO
QUELLI COME ME CHE PIANGONO NEL BUIO
PER L'ENNESIMO ABBANDONO
QUELLI COME ME
SOLI NEL FALLIMENTO
QUELLI COME ME
CHE RISALGONO IL FIUME
QUELLI COME ME
PER SAPERE UN PERCHE'
Cristiano de Simone
"Majakovskij ai secoli"
"Tutto perirà
ridotto a niente.
E colui
che muove la vita
brucerà l'ultimo raggio
dell'ultimo sole
contro l'oscurità dei pianeti.
E c'è soltanto
il mio dolore,
più acuto.
Cinto dalle fiamme,
io resto
sul rogo eterno
dell'amore impossibile."
Majakovskij
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!


L'assenza
Un bacio. Ed è lungi. Dispare
giù in fondo, là dove si perde
la strada boschiva, che pare
un gran corridoio nel verde.
Risalgo qui dove dianzi
vestiva il bell'abito grigio:
rivedo l'uncino, i romanzi
ed ogni sottile vestigio...
Mi piego al balcone. Abbandono
la gota sopra la ringhiera.
E non sono triste. Non sono
più triste. Ritorna stasera.
E intorno declina l'estate.
E sopra un geranio vermiglio,
fremendo le ali caudate
si libra un enorme Papilio...
L'azzurro infinito del giorno
è come seta ben tesa;
ma sulla serena distesa
la luna già pensa al ritorno.
Lo stagno risplende. Si tace
la rana. Ma guizza un bagliore
d'acceso smeraldo, di brace
azzurra: il martin pescatore...
E non son triste. Ma sono
stupito se guardo il giardino...
stupito di che? non mi sono
sentito mai tanto bambino...
Stupito di che? Delle cose.
I fiori mi paiono strani:
Ci sono pur sempre le rose,
ci sono pur sempre i gerani...
Guido Rozzano


Vola, canzone, presto
Vola, canzone, rapida
davanti a Lei e dille
che, nel mio cuor fedele,
gioioso ha fatto luce
un raggio, dissipando,
santo lume, le tenebre
dell'amore: paura,
diffidenza e incertezza.
Ed ecco il grande giorno!
Rimasta a lungo muta
e pavida - la senti?
- l'allegria ha cantato
come una viva allodola
nel cielo rischiarato.
Vola, canzone ingenua,
e sia la benvenuta
senza rimpianti
vani colei che infine torna.
Paul Verlaine


Sonetto 88
Quando ti disporrai a ignorarmi
l'occhio sprezzante volgendo ai miei meriti
avverso a me combatterò al tuo fianco:
spergiuro sei, ti proverò valente.
Assai conosco la mia debolezza
e a difenderti inventerò una storia
di colpe che mi macchiano in segreto
sì che ti venga, a perder me, gran gloria.
Ma così fra chi vince anch'io sarò,
ché i pensieri amorosi in te riparo,
tutti, e se i torti che in me stesso volgo
ti dan vantaggio, a me doppio lo danno.
Tale è il mio amore, così t'appartengo
che per darti valor m'addosso il peggio.
William Shakespeare


Il porto sepolto
Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d'inesauribile segreto
Giuseppe Ungaretti




"Gli uccelli bianchi"
"Io vorrei che noi fossimo, amore, uccelli bianchi su spuma di mare!
Di fiamma di meteora ci stanchiamo avanti che ci sfugga o che svanisca;
Fiamma di stella azzurra di crepuscolo, al margine del cielo
in basso appesa,
Nei nostri cuori ha suscitato, amore, una tristezza che non
può morire.
Viene stanchezza da questi sognatori, gravati di rugiada,
giglio e rosa;
Non sognare di loro, amata mia, la fiamma di meteora che scorre,
Fiamma di stella azzurra che s'indugia al calar di rugiada in basso appesa:
Io vorrei che noi fossimo mutati in bianchi uccelli su vagante spuma!
Isole innumerevoli mi turbano, e le rive fatate dove
il tempo
Ci scorderebbe, dove il dolore non ci raggiungerebbe mai;
Presto lontani dalla rosa e il giglio corrosi dalle fiamme
non saremmo,
Fossimo solo bianchi uccelli, amore, sospesi sulla spuma a navigare!"
W.B. YEATS
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!