Ilda Boccassini chiede condanne pesanti anche per gli altri imputati
I legali hanno chiesto la sospensione, ma il presidente ha detto no
Imi-Sir, inizia la requisitoria
"Per Previti 13 anni di carcere"
I giudici hanno già detto che non ci sarà sentenza
prima del verdetto della Consulta sul legittimo sospetto


MILANO - Tredici anni di carcere. E l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. E' questa la pena chiesta dal pubblico ministero Ilda Boccassini per Cesare Previti, imputato per concorso in corruzione di atti giudiziari nel processo Imi Sir-Lodo Mondadori.

Una pena severa, dunque, quella chiesta dalla pubblica accusa nelle prime battute di una requisitoria che è iniziata stamatina, ma potrebbe proseguire per molte sedute, e che arriva dopo quasi due anni e mezzo di udienze e una infinita serie di eccezioni e sospensioni.

Assieme al deputato di Forza Italia Previti sono imputati, tutti per lo stesso reato, l'ex capo dei gip di Roma, Renato Squillante, i giudici romani Filippo Verde e Vittorio Metta, gli avvocati Attilio Pacifico e Giovanni Acampora, la vedova dell'industriale Nino Rovelli, Primarosa Battistella, e il figlio Felice Rovelli. Per questi, le pene richieste dai pm oscillano dai 13 ai 5 anni di reclusione.

La vicenda al centro del dibattimento riguarda una presunta tangente di 66 miliardi che sarebbe stata versata nel 1994. Secondo l'accusa la famiglia del petroliere Rovelli avrebbe consegnato somme ingenti agli avvocati Previti (21 miliardi), Pacifico (33 miliardi) e Acampora (13 miliardi) per "aggiustare" - corrompendo i giudici romani Squillante, Verde e Metta - la causa tra la Sir di Rovelli e l'Imi. L'inchiesta Lodo Mondadori, invece, prende in esame un pacchetto di azioni in mano alla famiglia Formenton che passarano nelle mani della Fininvest grazie ad una sentenza della Corte d'Appello che, secondo l'accusa, sarebbe stata anch'essa "aggiustata".

Ora, dopo l'unificazione dei due procedimenti, si è arrivati alle battute finali, anche se la conclusione del processo è legata a doppio filo alle decisioni da un lato della Consulta, e dall'altro del Parlamento. I giudici dell'Alta Corte, infatti, si esprimeranno tra pochi giorni sul "legittimo sospetto" sollevato dai legali degli imputati, mentre al Senato prosegue il forcing della maggioranza per approvare in tempi rapidi la legge Cirami che prevede la sospensione automatica dei processi (anche di quelli in corso) in caso di istanza di legittimo sospetto.

I difensori degli imputati hanno chiesto stamane di spostare la discussione a dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale e a dopo la conclusione dell'iter legislativo sulla proposta di legge Cirami. La richiesta è stata però respinta dal presidente Paolo Carfì, secondo il quale "La sospensione si deve avere solo in caso di assoluta necessità".

I giudici del processo hanno comunque già detto che nessuna sentenza verrà emessa prima della pronuncia della Consulta sulla istanza di legittimo sospetto presentata dai legali. "Questo tribunale non ha alcuna intenzione di emettere sentenza prima di conoscere la decisione della Consulta", aveva annunciato giorni fa il presidente Carfì, aggiungendo che "se poi dovesse intervenire la nota legge di cui sappiamo (la legge Cirami ndr), non emetteremo proprio sentenza".

da www.repubblica.it


19.10.2002
Imi-Sir: chiesti 13 anni di reclusione per Previti. Ma la Cirami incombe sul processo
di red.

Tredici anni di reclusione per Cesare Previti, avvocato di Berlusconi, ex ministro del primo governo Berlusconi e parlamentare di Forza Italia, accusato di corruzione giudiziaria nel processo per la vicenda Imi-Sir. Li ha chiesti il pubblico ministero Ilda Boccassini al termine della sua requisitoria, nella quale ha proposto pesanti condanne anche per gli altri imputati: 13 anni e mezzo di carcere per l'ex giudice Vittorio Metta, 13 anni per l'avvocato Attilio Pacifico, 7 anni per l'avvocato Giovanni Acampora e per gli ex giudici Filippo Verde e Renato Squillante, 7 anni per Felice Rovelli e 5 anni e 4 mesi per Primarosa Battistella, rispettivamente figlio e moglie dello scomparso finanziere Nino Rovelli. Per tutti è stata chiesta l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, mentre per Acampora, Pacifico e Previti è stata richiesta l'interdizione per 5 anni dalla professione di avvocato.

Silvio Berlusconi, anch'egli inizialmente imputato nel processo, è riuscito a sfilarsi grazie ad una sconcertante decisione della Corte di Cassazione che ha dichiarato prescritto il reato di cui era imputato il presidente del Consiglio, avendolo derubricato in corruzione semplice da corruzione giudiziaria. Un escamotage tecnico che lo sottrae al giudizio della Corte milanese.

Il processo Imi-Sir nasce da un presunto pagamento di tangenti a tre magistrati di Roma per favorire nel 1990 la società Sir della famiglia Rovelli - che ottenne un risarcimento di 670 miliardi di lire dalla banca Imi - e nel 1991 la Fininvest di Silvio Berlusconi, che conquistò la Mondadori strappandola a De Benedetti.

Ma difficilmente si arriverà ad una sentenza, almeno con questa corte. A impedirlo sarà probabilmente la legge cosiddetta sul “legittimo sospetti”, ribattezzata anche dall'opposione “leggi salva-Previti”. E, in ogni caso, la Corte pre pronunciare il proprio verdetto attenderà la pronunzia della Corte costituzionale che il 22 ottobre dovrà inioziare ad occuparsi del caso, su sollecitazione della difesa di Previti e degli altri. Gli avvocati della difesa hanno già chiesto lo spostamento dei procedimenti da Milano a Brescia, proprio invocando il «legittimo sospetto» che i giudici milanesi non possano giudicare serenamente a causa del presunto clima ostile agli imputati che si sarebbe creato nel Palazzo di Giustizia del capoluogo lombardo.

da www.unita.it