Il carissimo Orwell voglia scusarmi, dall'ignota locazione dove si trova adesso, se sfrutto sconsideratamente il titolo di uno dei suoi più bei romanzi per comunicarvi che ho superato la più brutta crisi della mia vita. Non voglio coinvolgervi nel lagnoso e malinconico vortice di commenti sbiascicati: semplicemente mi accorgo di essere caduto in depressione. Nel vero senso della parola. Così l'ho avvertita lunedì mattina, così l'hanno chiamata i miei amici più cari che mi vedevano spento e perso, così infine l'ha diagnosticata la mia psicologa. Non certo di tipo grave o irreversibile, ma depressione. Proprio quella. Che merda.
E' stata una settimana di inferno. Lasciare passare il tempo senza trarrae alcuna soddisfazione nè gioia nè interesse da quello che fai. Macerarti nella noia e nello sconforto senza avere voglia di fare un bel niente. Ma è passata, o almeno credo. Mi sento vivo e casinaro come sono sempre stato. Ho voglia di ridere, di leggere, di scrivere, di stare su POL. Che questa boccata d'aria sia solo momentanea o invece sia riuscito a restare a galla, non mi è dato saperlo. Ma ci tengo a dirvelo, anche se può non interessarvi (e che male ci sarebbe?).
Ciao a tutti.
Franci




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