Chirurgo dei Parioli denunciato per violenza sessuale su due giovanissime pazienti. Ad accusarlo due sorelle capoverdiane, studentesse, da anni in Italia con regolare permesso di soggiorno. Il professionista, A.B. 54 anni, medico di famiglia, le avrebbe molestate, col pretesto di una visita, nel proprio studio a due passi da piazza Euclide dove le ragazze, 16 e 20 anni, si erano recate per un banale controllo. Dapprima, a fine agosto, Luciana, la più grande, e poi appena ieri mattina Teresa (i nomi sono di fantasia).
Sono le 10,30 (di ieri) quando la ragazzina di colore ferma per strada in via Domenico Chelini una pattuglia della polizia. E' agitata: «Avevo l'occhio sinistro gonfio per una congiuntivite - dice Teresa - e sono andata dal dottor per farmi prescrivere un medicinale. E' il nostro medico da qualche mese, in estate ero già stata visitata dalla figlia dermatologa per delle macchie che mi erano all'improvviso comparse sulla pelle. Stavolta lui mi ha controllato l'occhio, poi si è avvicinato con la scusa di vedere se quelle macchie ci fossero ancora mi ha fatto sollevare il maglione, io sono rimasta a torso nudo e lui ha cominciato a palpeggiarmi dappertutto, anche dove non avevo mai avuto quelle chiazze. Mi ha chiesto se avessi voglia di baciarlo. A quel punto ho dato uno spintone e sono scappata».
Negli uffici del commissariato Salario Parioli, dove nel frattempo viene portato anche il medico, arriva anche la madre di Teresa e la sorella maggiore. E davanti alla polizia vien fuori l'altra metà della storia. «Ad agosto - aggiunge Luciana - ero stata da quel medico dopo una visita dal mio ginecologo di fiducia. Avevo solo bisogno di una ricetta, lui invece mi ha fatto una visita strana. Mi ha toccata nelle parti intime senza usare alcuno strumento o tampone. Continuava a chiedermi se ero eccitata...Non l'ho denunciato. Mi vergognavo».




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