Firenze, le capricciose quotazioni dei bookmaker


di Diego
Gabutti

Social Forum: ci sarà un po' di "sana" guerriglia?
Il meeting è incerto nella logistica e negli esiti
Perché lo stesso movimento è schizofrenico
Una somma di eresie più che un progetto vero


Non si sa bene come si metteranno le cose tra qualche giorno a Firenze. Ci sarà un po' di sana guerriglia urbana oppure niente? Andrà come a Porto Alegre (scampagnate, happening e conferenze stampa) o come a Genova (estintori che volano e passamontagna calati sul viso)? E si terrà davvero, poi, una manifestazione del social forum a Firenze?

Molte e capricciose le quotazioni dei bookmaker. Franco Zeffirelli, per esempio, fiorentino di scuola particolarmente catastrofica, prevede guai per l'ordine pubblico e disgrazie anche peggiori per il patrimonio artistico nazionale, mentre il presidente della Regione Toscana, il diessino Claudio Martini, che dev'essere un ottimista nato, si dichiara invece fiducioso. "Questa è un'occasione", dice, "per cercare di far vincere il dialogo tra istituzioni, movimenti e cittadini".

Quanto a Vittorio Agnoletto, con quella sua espressione eternamente rapita e soave, da cappellano dei movimenti che dovrebbero dialogare con le istituzioni e i cittadini, tranquillizza i pessimisti e garantisce assemblee pacifiche e manifestazioni incruente, a meno (si capisce) di provocazioni dei servizi segreti. Luca Casarini, un generalissimo delle tute bianche, preferisce la faccia feroce (è la sua parte in commedia) e annuncia invece "niente trattative, solo lotta".

È lo stesso Casarini, d'altra parte, che i ragazzi del Cpa, un centro sociale fiorentino, promettono di riempire "di botte, altroché, se soltanto s'azzarda a camminare su questo marciapiede", essendo Casarini colpevole "d'andare ormai nei ristoranti costosi" (il sibaritismo, evidentemente, è la malattia senile dell'estremismo).

Intanto il governo, dopo aver prudentemente stabilito che ci saranno controlli alle frontiere per evitare (auguri) l'infiltrazione di black block e d'altri encontrolados, sta esplorando la possibilità di rimandare la manifestazione a data e luogo più propizi. Ciò indigna la sinistra del centrosinistra, che dalla manifestazione fiorentina si ripromette un buon ritorno d'immagine. Sia che il social forum vada liscio, sia che degeneri in guerriglia, il massimalismo italiano ne uscirà infatti benissimo, nel primo caso vantando la compostezza dei manifestani, nel secondo denunciando le provocazioni del ministero degl'interni.

Ma l'idea di rimandare la manifestazione fiorentina sembra non indignare affatto il centro del centrosinistra: la Margherita e (senza dirlo troppo apertamente) anche la maggioranza dalemian-riformista dei diesse non si metterebbero certo in lutto se la manifestazione fosse rimandata a data e luogo da destinarsi (come non avrebbero avuto niente in contrario, qualche giorno fa, se fosse fatto rimandato sine die lo sciopero generale della Cgil). A destra di Bertinotti e della Fiom, dei verdi e d'Agnoletto, dei focolarini e di Pax Christi sono tutti stanchi e stufi della sinistra dell'Ulivo e del cattolicesimo engagé (sempre sotto i riflettori, mentre ai riformisti toccano soltanto le briciole dello show).

Morale: il social forum fiorentino, oltre che incerto sul piano logistico, è anche imprevedibile nei suoi esiti. Non è detto che si faccia e, se si farà, è impossibile dire dove andrà a parare e chi ne prenderà la testa (forse gl'irriducibili, forse i boy scout). Raramente un movimento politico di queste dimensioni è apparso più ballerino e imperscrutabile agli occhi degli osservatori e dei suoi stessi militanti.

È un movimento che, quando si riunisce in questa o quella città del pianeta, può partire praticamente per tutte le tangenti, nessuna esclusa. Senza tradire le proprie premesse, e conservando intatta la propria identità, quale che sia, il movimento no global (o "new global", come dicono gli snob) può decidere di prendere d'assalto il Palazzo d'Inverno come di sedersi intorno a un tavolo "con le istituzioni e i cittadini".

È quella che nel gergo delle assemblee e dei fogli militanti passa per "una ricchezza". In realtà è la somma di molte povertà in lotta tra loro: logge antagoniste e culture contradditorie riunite in un concilio perenne degli spropositi. Sembra una nuova setta. Invece è uno zibaldone delle solite eresie.

Movimento cangiante e schizofrenico, il social forum spiazza i politici, abituati a trattare con avversari riconoscibili, mentre qui si trovano di fronte una Creatura di Frankenstein, senza leader, senza progetti evidenti, avventurosamente assemblata con le parti cadaveriche delle ideologie morte e sepolte nello scorso millennio. Ma spiazza anche i suoi stessi militanti, che si danno ogni volta un appuntamento al buio, senza sapere dove e con chi si finirà prima a cena e poi a letto.