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PSICODETECTIVES, GLI INVESTIGATORI DELL'ETEREO
Genova, 13 ottobre 1993. La polizia scopre il corpo di un'anziana signora uccisa a coltellate. L'assassino è penetrato nella casa della donna, l'ha aggredita e ha infierito per ventidue volte. Dopodiché ha rubato una costosa coppa di quarzo rosa e si è allontanato. L'anziana signora, Maria Sconfienza, di professione antiquario, da tempo soffriva di turbe psichiche e sosteneva di udire «delle voci che uscivano dal camino e che dicevano: Morirai! Ti uccideremo!». Sul suo dossier la polizia scrive «derubata da un creditore» e per il resto brancola nel buio. Un giorno arriva una segnalazione da Ancona. Durante una seduta spiritica una medium in trance ha dichiarato: «Cercate Luigi che abita sotto un portale». Gli investigatori non prendono nemmeno in considerazione la veggenza. Poi, un giorno, viene fermato un uomo di Monza, tale Vanin, che stava cercando di vendere ad un antiquario una coppa di quarzo rosa di Diana, la stessa rubata a Maria Sconfienza. interrogato, l'uomo dichiara di averla avuta da un'altra persona, l'assassino, che viene così finalmente identificato. Vanin di Monza abita accanto ad un portale. E di nome si chiama Luigi!
GLI INVESTIGATORI PARANORMALI
Il caso che abbiamo appena illustrato rientra nella discussa fenomenologia delle psico-investigazioni, ovvero in tutta quella serie di episodi in cui i sensitivi mettono le proprie facoltà a servizio della giustizia, per rintracciare assassini e malviventi, ma anche persone scomparse o uccise. Questa fenomenologia è discussa per due motivi fondamentali. In primo luogo, non avendo la parapsicologia un riconoscimento ufficiale scientifico, esistono molte resistenze da parte delle forze di polizia nell'affidarsi ai medium e agli psicodetectives, come ha dimostrato l'episodio dell'antiquario genovese; in secondo luogo le visioni degli investigatori sensitivi non sempre sono affidabili al cento per cento. In un'occasione, nel 1975, un innocente venne accusato ingiustamente di omicidio da un sensitivo. L'uomo in questione si chiamava Forrset Hoxsie e viveva a Narragansett, nel Rhode Island. Ad accusarlo era William J.Finch, un preteso sensitivo che lo incolpava della sparizione di Jason Foreman, un bambino di cinque anni scomparso da casa senza lasciare traccia. Sebbene la polizia non tenesse in gran conto le rivelazioni di Finch, l'opinione pubblica fu tutta contro Hoxsie, che venne sottoposto ad un vero e proprio linciaggio morale. Sette anni dopo venne scoperto ed arrestato il vero colpevole, uno studente ventitreenne squilibrato. Episodi di questo tipo spiegano la prudenza o la ritrosia sia della Forza Pubblica che degli stessi parapsicologi nei confronti degli episodi di psico-investigazioni. Trattandosi di situazioni enormemente delicate, e legate al dolore di una famiglia, qualsiasi intromissione non supportata da prove sicure risulta oltremodo inopportuna.
VISIONI CONFUSE
Sfortunatamente il più delle volte gli psicodetectives non hanno prove sicure ma solo visioni confuse, come spesso accade con le percezioni paranormali. Proprio il decano degli investigatori paranormali, l'olandese Gérard Croiset, ha riconosciuto la difficoltà dell'utilizzo pratico delle sue sensazioni. «Ho sempre molte perplessità - ha ammesso - quando devo intervenire per un caso di furto o omicidio, perché ho paura di incolpare un innocente. Difatti io potrei avere, per esempio, una visione assai precisa del luogo ove è avvenuto un crimine e descrivere una persona che magari è un semplice passante innocente e non l'omicida...Le mie visioni non sono nettissime. É come se vedessi apparire una specie di polvere impalpabile che, a poco a poco, forma dei punti, poi delle linee. E da queste linee sorgono forme, quindi scene, dapprima in due dimensioni, in seguito in rilievo. Le mie visioni sono in genere in bianco e nero, anche se qualche volta, di solito quando vedo un cadavere, riesco a coglierne i colori...». «La gente conserva di Croiset un'immagine deformata.- ha dichiarato il professor Wilhelm Tenhaeff, il parapsicologo dell'università di Utrecht che studiò per anni le doti del sensitivo - Per quanto egli potesse essere considerato un brillante investigatore psichico, nel 90% dei casi giudiziari di cui si occupò, si dichiarò incerto sull'identità del colpevole. Ciò non toglie, comunque, che riuscisse a fornire preziose indicazioni agli inquirenti. Nel caso delle scomparse accidentali, per contro, i suoi successi raggiungevano l'80%...». Dicevamo che la diffidenza della polizia verso i sensitivi dipende dalla scarsa affidabilità delle visioni. Di questa opinione è la psicologa americana Louise Ludwig del Los Angeles City College che, nel 1979, ha condotto, per conto della polizia, un test su dodici psicodetectives. «I risultati, però, sono stati deludenti. Tutto considerato, dai dodici veggenti che parteciparono all'esperimento si ottennero poche informazioni utili sui quattro delitti che ci interessavano. C'era ben poco accordo fra i veggenti e ben poca accuratezza nelle risposte. Sono costretta ad affermare che l'utilità dei veggenti nelle investigazioni criminali non è stata convalidata». Ma se da una parte in certi casi le visioni paranormali non risultano utili, esiste una casistica parimenti ampia che dimostra che in altrettante occasioni informazioni esatte non sono state prese in considerazione. Durante il caso del rapimento di Aldo Moro, il politico democristiano sequestrato dalle Brigate Rosse nel 1978, uno dei medium che si rivolse alla polizia disse di avere visualizzato la parola Gradoli. La profezia non venne tenuta in alcun conto; diverso tempo dopo venne scoperto un covo terrorista a Roma, in via Gradoli, ove lo statista democristiano era stato rinchiuso per alcuni giorni. Nel 1990, durante le indagini sul rapimento della giovane Patrizia Tacchella, arrivò al giornale genovese Il lavoro la segnalazione di una medium. Massimo Calandri, il cronista che seguì il caso, in seguito dichiarò: «La medium ci indicò un indirizzo preciso, via S.Lorenzo alla Costa 17. Interessai i carabinieri che, poco convinti, decisero di accompagnarmi sul posto. Non trovammo nulla, quel numero civico non esisteva nemmeno. Tempo dopo la bimba venne ritrovata in via S.Lorenzo 17 ma a S.Margherita Ligure, a 30 km Genova!» In questo caso la percezione ESP aveva indicato il punto esatto, senza però individuare la località precisa.
LE VISIONI DI GÉRARD CROISET
Ma come avviene una percezione investigativa? Gli psicodetectives spesso utilizzano i sistemi più disparati per crearsi il vuoto mentale e concentrarsi sulla persona da rintracciare, il che spiega molti dei pregiudizi che il grosso pubblico ha nei loro confronti. Alcuni utilizzano, come fosse uno specchio magico, la sfera di cristallo (il che li fa rassomigliare a dei maghi), altri le carte, il pendolino o la radioestesia. Croiset, in particolare, toccando oggetti appartenuti ad una persona, riusciva a ricostruirne gli ultimi istanti e ad individuarne il punto esatto. Altre volte, mettendo una foto della persona scomparsa su una cartina geografica, avvertiva il luogo ove bisognava cercare. Questa facoltà, chiamata psicoscopia, si rivelava particolarmente utile nella ricerca di persone affogate. «E casi di questo genere - commentava il professor Tenhaeff - in Olanda, la nazione dei canali, se ne registravano molti. Le particolari doti di Croiset erano forse collegate ad un incidente accadutogli a dieci anni. Il ragazzo era scivolato in un canale e, semiaffogato, era stato salvato a fatica da un compagno. Da allora ci fu sempre uno strano legame fra Croiset, l'acqua e gli incidenti, come se l'episodio avesse fatto nascere in lui una particolare predisposizione, ponendolo in grado di vedere con nettezza altri sfortunati caduti in acqua o annegati. Buona parte dei casi sottoposti a Croiset, quando viveva in Olanda, riguardavano proprio episodi di questo tipo...». Tenhaeff si diceva convinto delle facoltà del veggente olandese. «Ho studiato ben 47 casi di medium e veggenti, ma Croiset è il mio soggetto preferito. Era sempre disposto ad aiutare la gente e nel farlo non accettò mai denaro. L'ho sottoposto ripetutamente al test delle sedie. Gli mostravo una sala piena di sedie e, con un anticipo di una settimana, gli chiedevo di descrivermi la persona che sette giorni dopo si sarebbe seduta su una determinata sedia. E Croiset indovinava sempre. Le uniche volte in cui non riusciva a rispondere, si scopriva che il posto indicato era rimasto vuoto...». Gérard Croiset morì il 20 luglio 1980, all'età di 71 anni. Uno dei suoi figli, Gérard Junior, sembra avere ereditato le doti del padre. Dotato di notevoli poteri paranormali, Croiset Junior ha avuto occasione di dare una dimostrazione pubblica delle sue capacità nel caso di due ragazzine scomparse nella Carolina del Sud. Le due erano uscite per una passeggiata a Folly Beach, vicino Charleston, e non avevano più fatto ritorno a casa. Croiset si concentrò su una pianta della zona, che mai aveva visitato, e visualizzò la scena. Dopodiché spedì una lettera ai familiari indicando il punto preciso ove si trovavano le ragazze. Scavando nel punto indicato da Croiset, la polizia trovò i cadaveri delle due ragazze, assassinate e seppellite da un maniaco.
IL RIFIUTO DEGLI SCETTICI
Le posizioni ufficiali sul fenomeno delle psico-investigazioni sono molto contrastanti. Il colonnello dei carabinieri di Roma Umberto Pinotti ha dichiarato: «Come carabiniere, non mi rivolgerei mai ad un sensitivo». Sulla stessa posizione è lo scienziato Lorenzo Montali. «Guardate che sono i parenti che portano i medium dai carabinieri; non sono le Forze Armate che li richiedono. Esistono degli studi ufficiali dell'Esercito e della polizia statunitensi circa l'utilizzo degli psicodetectives. Queste statistiche dimostrano che solo nel 25% dei casi si è ricorso ai veggenti e mai si è avuto un risultato significativo. Le affermazioni di questi sensitivi sono sempre generiche e fumose. É vero che ci sono stati dei successi, ma questi rientrano nel normale calcolo delle probabilità. Tutti i casi, se estrapolati, diventano impressionanti, ma scompaiono su base statistica. É ovvio che con decine di migliaia di previsioni e centinaia di persone che contattano la polizia profetizzando, prima o poi qualcuno che è rimasto nel vago casualmente azzecca...». Di diverso parere è invece il detective Al Lubertazzi, della polizia di Nortley, New Jersey: «Sono convinto che prima o poi le persone dotate di capacità medianiche avranno un ruolo fondamentale nei nostri dipartimenti di polizia, dato che noi non possiamo risolvere tutto. Con questo, non voglio convincere gli altri funzionari. Debbono capirlo da soli...». Ma perché una simile collaborazione diventasse fattiva, sarebbe necessaria una revisione del modo tradizionale di pensare degli investigatori tradizionali. La vicenda capitata ad Etta Smith, una giovane impiegata americana che un giorno scoprì di avere facoltà extrasensoriali, rappresenta un tipico episodio di caccia alle streghe. Etta, che non aveva mai manifestato poteri paranormali, mentre si trovava un giorno in macchina, visualizzò con molta precisione il luogo di un omicidio. Vedeva una curva, una collinetta circondata da cespugli e, tra la vegetazione, un paio di gambe femminili, con calze e scarpe bianche da infermiera. «Non ho mai detto di avere poteri medianici. - ha dichiarato Etta - Sono i miei familiari a dirlo. Io sento che esistono dei doni inspiegabili e forse il mio è uno di questi. Quando negli anni Ottanta visualizzai, per la prima volta, un omicidio, corsi a rivolgermi alla polizia. Indicai la zona dettagliatamente. I poliziotti si recarono sul posto e trovarono il cadavere di un'infermiera scomparsa da alcuni giorni. Credete che mi ringraziarono? Niente affatto. Non credettero alle mie visioni e mi arrestarono con l'accusa di omicidio. Pensavano che la colpevole fossi io, perché solo l'omicida poteva sapere dove era stato nascosto il cadavere della giovane infermiera...Fortunatamente, poco tempo dopo il vero assassino confessò ed io venni rilasciata...».




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