Le pagine freudiane che più spingono alla riflessione su questo tema sono quelle del 1919 raccolte intorno alla nozione di “unheimlich”, parola intraducibile che è stata resa nella traduzione italiana delle opere di freud, con “perturbante”. Il fatto è che questo concetto è indefinibile e la stessa parola tedesca è indefinibile e finisce per coincidere con il suo opposto heimlich. Heimlich significa sia familiare, di casa, che segreto, nascosto e si avvicina quindi ai significati del suo opposto unheimliche, che è ciò che è spaventoso, sconosciuto, estraneo. Un'unica parola sembra indicare una cosa e l'opposto di essa, la dimensione di ciò che è noto, di ciò che è di casa, ma anche l'opposto cioè la dimensione di ciò che è estraneo, di ciò che è altro.




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