Dalla ML del MGP
Da: "Lorenzo Busi" <lorenzo.busi@t...>
Data: Dom Ott 27, 2002 108 pm
Oggetto: R: [mgp-padania] Cecenia
Caro Marcell,
da nazionalitario lombardo e indipendentista padano-alpino come te concordo
pienamente sul dovere da parte nostra di lottare per il diritto
all'autodeterminazione di tutti i popoli che lo desiderino, compreso quello
della Cecenia, come sono assolutante convinto che i tagliagola islamici al
soldo della CIA che hanno preso in ostaggio il teatro di Mosca rappresentino
una minoranza di quel popolo; dopotutto la nostra è anche la posizione di quel
grande patriota russo di Solghenystyn. E infatti tanti leaders ceceni come
Maskhadov, Kadyrov, Noukhaed hanno capito dove si voglia arrivare ed hanno
sempre preso le distanze da questi Uçkappini del Caucaso. Mi preoccupa invece
il fatto che nell'opinione pubblica non sia chiaro il contesto geopolitico in
cui vada inquadrata la politica di appoggio USA alla destabilizzazione
dell'area. E sono francamente spaventato dal fatto che in ambito leghista, a
parte Borghezio dai banchi di Strasburgo e una nostra manifestazione di alcuni
mesi fa davanti al consolato turco di Milano, i nostri leader non abbiano
ancora espresso una posizione chiara e definitiva contro l'entrata della
Turchia nella UE, cosa che sarebbe auspicabile fare al più presto, visto che
solo per un pelo Ankara non è già stata inserita nel primo girone dei nuovi
ammessi del 2004.
Al termine della commovente manifestazione Padanista del 19, parlavo con un
amico proprio del fronte ceceno e di come il solito viscidissimo governo
americano stesse, nelle ultime settimane, minacciando Vladimir Putin per la
sua politica decisa contro Eduard Chevardnazde, il presidente fantoccio e
filoyankee della Georgia, tristemente noto per essere il grande protettore, per
conto di Washington, della guerriglia islamica di Cecenia e Daghestan. Alcune
considerazioni non possono a mio parere essere ignorate:
1) al contrario del nazionalismo palestinese (fino a 10 anni fa assolutamente
laico e ancora oggi con una massiccia componente cristiana), la guerriglia
cecena di sinceramente indipendentista non ha nulla, visto che mira a
sciogliere il paese nella 'federazione' turcofona dall'Adriatico alla Mongolia
(che Ankara sta realizzando con l'appoggio degli USA) e più in generale nella
"ummah" islamica. Basti pensare alla Bosnia, dove la seconda lingua ufficiale
della repubblica è l'arabo (e Izebegovich rispetto ad Basajev è un agnellino).
Infatti gli islamo-tirapiedi di Bush che avevano in mano il teatro, hanno
liberato soltanto gli spettatori di religione islamica. La Cecenia, al momento
della nascita della federazione russa, era uno stato quasi indipendente; questo
non toglie il diritto ai ceceni a rivendicare pesantemente il diritto ad
autodeterminarsi, ma nessuno può parlare di tentativi di Mosca di imporre
religione e lingua russa come quanto avviene ad esempio in Tibet o SudTirolo. E
col presidente Aslan Maskhadov la Cecenia fu, dal settembre 1996 all'estate
1999, di fatto uno stato indipendente con l'appoggio di Mosca; poi però
ripresero le azioni di sabotaggio degli oleodotti russi per conto della CIA, le
bombe nelle città russe fino al ristabilimento dell'istituto della schiavitù.
2) da quando è al governo, il presidente russo fa arrivare decisi avvertimenti
agli USA affinchè interrompano il sostegno logistico e diplomatico al
terrorismo ceceno e daghestano; stessi avvertimenti ad altri tre grandi alleati
di Washington, col vizietto di finanziare l'espansione islamica ai danni
dell'Europa, cioè Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Da notarsi poi la foggia
occidentale delle mimetiche dei terroristi asserragliati: un altro regalo
natalizio.. pardon, ramadanizio dello Zio Tom? Parallelamente Putin cerca
agganci con l'Europa occidentale (non scordiamo il viaggio di Bossi a Mosca
poco dopo la nascita del governo) per sviluppare un'alleanza capace di
autodeterminare il continente dalla morsa turco-americana.
3) nelle ultime settimane Putin ha lanciato un chiaro avvertimento alla
Georgia, repubblice delle banane che per conto degli USA nasconde le bande
islamiche caucasiche dopo i propri attentati anti-russi, arrivando a parlare di
azioni militari contro il paese di Chevardnadze. Ora, viste le ultime posizioni
di Jhon Wayne Bush, la scelta di Putin avrebbe dovuta essere apprezzata dagli
stati uniti. E invece il dipartimento di stato ha minacciato mafiosamente 'di
conseguenze' Putin qualora prendesse iniziative di questo genere. Andrà poi
approfondita la questione delle telefonate intercettate dai russi dei
terroristi ceceni ad "ambasciate occidentali".
4) la presa degli ostaggi a Mosca si verifica dopo due fatti molto sgraditi a
Washington: l'opposizione di Putin alla guerra all'Iraq, contraria agli
interessi russi ed europei e le dichiarazioni di due giorni prima del ministro
Antonov contro "quegli interessi" che adoperano il terrorismo islamico contro
la Russia. Così i russi imparano a non fare i 'bravi'... Ma qualcosa si sta
muovendo, perchè dopo la presa del teatro, Putin ha ripetuto le accuse di
Antonov parlando di 'ingerenze di paesi stranieri nel Caucaso', riferendosi
chiaramente ad americani, turchi, sauditi e pakistani. Dunque un presidente che
ha scelto la strada del coraggio, non facendo un passo indietro dopo le minacce
yankee ed il causualissimo, successivo fattaccio. Russia, Germania e Francia
proseguono nella via del no alla guerra petrolifera americana e non mi
meraviglirei se succedesse presto qualcosa di brutto a Parigi o Berlino, come
già a Mosca: vien da pensare al misterioso 'attentato' di un mese fa alla
petroliera francese nello Yemen. Ma Putin è riuscito a liberare la maggior
parte degli ostaggi e i tantativi di far apparire la Russia debole e incapace
di proteggere la propria gente sono falliti: cessata l'emergenza, Mosca
prosegue come un treno alla guida del blocco russo-tedesco-francese per la
difesa degli interessi petroliferi europei. Solo Aznar che pareva contrario
alla guerra (ma ha dovuto ritrattare per l'aiuto che la CIA gli sta dando
contro i separatisti) e l'itaglione Berlusconi (che dopo aver sottoscritto
parola per parola quanto detto da Putin ha fatto marcia indietro) preferiscono
rimanere asserviti.
Sono fra l'altro reduce da un interessante convegno del Centro "antiunitario"
Albertario di Milano, con ospite Mauro Bottarelli, che ha spiegato come gli USA
abbiano adoperato dai primi anni 90' i Taliban (con cui hanno mantenuto ottimi
rapporti fino a due mesi prima dell'11 settembre) e i Ceceni per destabilizzare
l'area e garantire i propri interessi sul petrolio russo del Caspio, una
risorsa che garantirebbe l'eterna autonomia energetica dei popoli europei e la
nostra libertà dai ricatti arabi. Il giornalista de 'la Padania' ha poi
spiegato come USA e Iran Khomeynista si stiano simpaticamente riavvicinando
nella speranza di spazzar via Saddam: una guerra a cui si son opposti perfino i
separatisti Kurdi anti-Iraq. Bottarelli ha tristemente fatto notare che la
concessione delle basi che la Turchia affitterà al suo fratellone americano per
attaccare l'Iraq, sarà una scusa che gli USA adopereranno per obbligare la UE
ad accettare i turchi entro il 2007; Ankara potrà così risanare la sua economia
a nostre spese (altro che cassa del mezzogiorno) e all'interno dell'Unione farà
da cane da guardia per gli interessi americani. E sempre Bottarelli ha fatto
notare come alle prossime politiche turche il Partito Islamico, che già è al
governo dei comuni di Istambul e Ankara, risulterà primo a livello nazionale
superando il 30% dei voti. Sarà una vera libidine per tutti noi avere una
repubblica degli ayatollah a dettare legge nel cuore di Bruxelles e un nutrito
gruppo parlamentare islamico a Strasburgo: God bless America.
Potrà sembrare una banalizzazione, ma ogni volta che vedo qualche mussulmano
prezzolato da Washington fare del male a degli europei (fino ad ora dell'est,
domani..?) penso che sia sempre più attuale lo schema già rilevato in Kosovo e
Methoja:
YANKEE = MANDANTI
ISLAMICI = SICARI
EUROPEI = VITTIME (PIù O MENO COSCIENTI)
Questo pensiero darà fastidio a quei fratelli che in buona fede si illudono che
senza USA non si possa battere l'islam, ma il punto è proprio questo: per
sconfiggere l'espansione islamica bisogna combattere innanzitutto quegli
interessi che da oltreoceano la promuovono. E' triste, ma non si può essere
antislamici senza essere antiamericani. Allo stesso modo è inutile sperare
nella secessione della Padania se non si punta il dito contro chi ha
l'interesse geopolitico a tenere in vita la baracca tricolore, sempre gli USA.
Insomma, per uccidere il drago bisogna colpire la testa e non illudersi che
stuzzicare la coda sia sufficiente. Ovviamente non mi riferisco alla gente
comune che vive negli USA, men che meno a quegli Identitari del Dixieland, dei
Pellerossa, dell'Alaska e di altri popoli che portano avanti una lotta
dall'interno contro gli stessi interessi. Diciamo piuttosto che senza la
politica estera americana l'Europa rischierebbe di NON essere islamizzata.
Inutile poi sperare che la strategia filo-islam di Washington cambi. Già ci si
era illusi di ciò dopo l'11 settembre e nel frattempo il dipartimento di stato
ha mandato l'Uçk al governo della islamizzanda Macedonia, ha premuto
spudoratamente per l'entrata della Turchia nella UE e ha pubblicamente
appoggiato il terrorismo ceceno: chissà cosa d'altro hanno in cantiere. Per ora
si dedicano alla parte orientale del continente, ma sono convinto che a breve,
grazie alle premurose attività di coordinamento della CIA, salteranno fuori dei
guerriglieri islamici anche in Padania, Francia, Germania e quando i nostri
popoli oseranno prendere provvedimenti, il Clinton o il Bush di turno verrà a
parlare di 'diritti umani' e 'ingerenza umanitaria' con una bella pioggia di
uranio impoverito sulla Lomellina o sul Polesine. Finchè le basi NATO e USA
rimarranno sul suolo padano, l'islamizzazione andrà avanti e sarà ben tutelata:
dopotutto cosa fanno i soldati NATO (fra cui i mercenari itaglioni) in Kosovo,
se non proteggere gli albanesi nella loro opera di devastazione delle poche
Chiese e monasteri rimasti e di edificazione di moschee wahabb coi fondi
sauditi? Ecco perchè le chiacchiere della Fallaci (che non a caso definiva noi
leghisti "quattro beceri in camicia verde") sono ben lontane dalle denunce
documentate e coraggiose di un Del Valle, di un Ferrari o di un Bottarelli:
inutile invitare l'occidente a 'svegliarsi' se è proprio l'occidente americano
e americanizzato ad addestrare l'Uçk, i Taliban e i terroristi ceceni contro
l'Europa.
I vaccari a stelle e strisce hanno armato la mano di chi per anni ha riempito
le metropolitane russe di trirolo: cosa ci fa pensare che non faranno la stessa
cosa contro una nostra città? Il tempo è poco e la scelta che dovremo fare a
breve sarà determinante per la sopravvivenza dei nostri popoli: o ci accorgiamo
realmente di quanto la connection islamo-americana sia devastante (come
ciprioti, croati, serbi, macedoni, russi e a breve bulgari hanno fatto sulla
propria pelle) o caschiamo nel tranello di vedere in Bush, Sharon (e nel loro
carissimo alleato turco Bùlent Ecevit) dei novelli crociati e ci scaviamo la
fossa. Non dimentichiamo che dietro ai tagliagola del teatro di Mosca ci son
gli stessi che hanno creato e continuano ad appoggiare l'Uçk, cioè un gruppo
paramilitare composto da immigrati islamici (il 90% degli albanesi del Kosovo e
Macedonia sono stati fatti arrivare da Tito dal dopoguerra in poi per mettere
in difficoltà la Serbia all'interno della federazione). Sempre più d'attualità
il sito http://digilander.libero.it/kosovocrocifisso/ Ti saluto e ti faccio i
miei ringraziamenti per il lavoro che stai portando avanti col coordinamento
linguistico da mesi.
Per l'autodeterminazione di tutte le nazioni negate della Terra,
e la secessione della Padania dall'itaglia!
Per la liberazione dell'Europa dei Popoli
dall'America filoislamica!
saluti padanisti
e pan-insubrici
dalla Capitale
del Ducato
lorenzo




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