Dal Sole24Ore
" Il Sole 24 ore del 30/10/2002
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Il leader di Confindustria D'Amato sprona il Parlamento sulla delega lavoro e il Governo sulle misure per il Mezzogiorno
«Subito le riforme, Europa piu' forte»
La sintonia di Valori: è tempo di scelte strutturali non una tantum
Luigi Lazzi Gazzini
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ROMA - Una sollecitazione al Parlamento, perché approvi rapidamente il disegno di legge sul mercato del lavoro, «una delle poche riforme vere che abbiamo in questo momento tra le mani». E poi un nuovo invito al Governo ad andare avanti su questa strada: «E' sempre troppo tardi per fare le riforme vere di cui il Paese ha bisogno». Antonio D'Amato parla di fronte agli industriali romani, riuniti in occasione dell'assemblea. Prima di lui, Giancarlo Elia Valori e Jacques Delors avevano sottolineato l'importanza dell'integrazione europea. Ed è proprio riflettendo sulla Convenzione Ue che il presidente di Confindustria rilancia la sfida della competitività: il rafforzamento politico e istituzionale europeo deve essere accompagnato da una maggiore efficienza sul piano internazionale e da una maggiore competitività. E anche l'allargamento a Est, secondo D'Amato, è una sfida per creare una Ue più forte e progettuale, più competitiva sul piano economico, per superare le differenze che esistono tra i Paesi.
Gli industriali avrebbero voluto una Finanziaria di svolta, che non c'è stata. E quindi continuano a premere perché il Governo realizzi le riforme strutturali promesse. In questa richiesta, D'Amato e Valori, presidente dell'Unione di Roma, sono in sintonia. Sul mercato del lavoro, il presidente di Viale dell'Astronomia si augura che «anche l'opposizione sappia riconoscere in questa legge gli elementi necessari per rilanciare più flessibilità e creare più occupazione vera».
Quanto all'articolo 18, contenuto nel disegno di legge 848 bis (insieme ad altri temi del Patto per l'Italia, tra cui gli ammortizzatori sociali), D'Amato rimarca che il provvedimento non è rimasto nel cassetto e auspica che possa avere inizio il dibattito parlamentare al più presto possibile, subito dopo l'approvazione del disegno di legge 848. « Ogni volta che perdiamo tempo nelle riforme del mercato del lavoro abbiamo qualche disoccupato in più o qualche lavoratore sommerso in più », ha detto il presidente di Confindustria. Altro tema cruciale, il Sud: la Finanziaria va cambiata. Ed il Governo dovrebbe recepire le proposte delle parti sociali, mettendo a disposizione risorse e strumenti veri. La verifica delle intenzioni dell'Esecutivo ci sarà a stretto giro, nell'incontro a Palazzo Chigi. E per quell'occasione D'Amato si aspetta di avere sul tavolo le modifiche necessarie al Sud per crescere.
Parlare d'Europa, per il presidente degli industriali vuol dire anche rilanciare gli obiettivi di Lisbona sull'occupazione, attuare finalmente le liberalizzazioni, ancora asimmetriche e che permettono a «monopoli pubblici stranieri di intervenire nelle privatizzazioni dei Paesi membri». E anche Valori parte dall'Europa per affrontare il tema delle riforme: « Alla Ue si chiede di riformare il proprio modello economico e sociale», ha affermato il presidente degli industriali di Roma, per arrivare a sostenere qui in Italia «Ia necessità di ridurre sprechi e assistenzialismo», sollecitando il Governo a giocare d'anticipo con «interventi a medio-lungo termine». La scelta del concordato fiscale per Valori è un intervento di breve respiro, lo stesso si può dire per il blocco delle tariffe, che ha l'effetto di ritardare le liberalizzazioni e quindi la riduzione reale dei prezzi dei servizi. Anche se non parla esplicitamente di riforma delle pensioni, il presidente degli industriali romani sostiene che l'invecchiamento della popolazione pone una sfida reale per la finanza pubblica: «I tassi crescenti di dipendenza degli anziani contribuiscono a una espansione della spesa e contemporaneamente determinano una riduzione del gettito contributivo». Quindi bisogna intervenire: e Valori sottolinea che anche in sede europea e' stato chiesto ai Paesi membri di realizzare una strategia organica di riforma, il cui punto centrale è l'aumento dell'età di pensionamento . "
Saluti liberali




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