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    Predefinito tratto dal sito web: http://www.pri.it

    Trasporti Milano/Pri e Pr: incontriamoci con altri partiti

    Giacomo Properzi e Massimo Torchiana del Partito Repubblicano Italiano e Alessandro Litta Modignani, capogruppo dei Radicali in Consiglio regionale, preoccupati per la situazione prevista per domani con l' annunciato sciopero dei trasporti pubblici, chiedono un incontro con tutte le altre forze politiche per definire le scelte della citta' su traffico e relazioni sociali. ''Lo sciopero previsto per domani dei dipendenti Atm - dicono - rischia, come al solito, di sfuggire dalle mani dei sindacati e di svilupparsi in modalita' tali da provocare gravi danni a tutti gli incolpevoli cittadini, comprese le categorie piu' disagiate''. ''Tutto cio' - secondo repubblicani e radicali - e' dovuto all' aver trascinato per troppo tempo il rinnovo del contratto, mettendo in serie difficolta' economiche quei dipendenti che nel frattempo subivano gi effetti del passaggio all' euro e dell' inflazione realmente percepita. I risultati di una politica furbastra, sia dell' Amministrazione che dei sindacati, che vedeva nello stesso momento prolungare le trattative, investire nelle obbligazioni Cirio e aumentare il trattamento economico di qualche amministratore, ha portato a risultati negativi mai visti nella storia della citta'''. ''Il vero problema - concludono - sta nella mancanza di un reale rapporto con la politica cittadina che questi lavoratori, essenziali per la vita della metropoli, sono venuti a perdere negli ultimi dieci anni''. Per tutti questi motivi Repubblicani e i Radicali propongono alle altre forze politiche di Milano un incontro immediato che, prescindendo dalle forme istituzionali, valuti iniziative e proposte ''volte a ristabilire rapporti utili non solo con questi lavoratori, ma con tutti gli operatori del traffico, al fine di ripristinare una concreta e positiva interlocuzione, come e' avvenuto in altre epoche della storia cittadina''.

    Roma, 8 gennaio 2004 (Ansa)

  3. #13
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    Predefinito comunicato stampa della Federazione Lombarda del Pri

    SCIOPERO ATM: REPUBBLICANI E RADICALI CHIEDONO UN INCONTRO ALLE FORZE POLITICHE PER DEFINIRE LE SCELTE DELLA CITTA’ SU TRAFFICO E RELAZIONI SOCIALI

    Giacomo Properzj e Massimo Torchiana del Partito Repubblicano Italiano e Alessandro Litta Modignani, capogruppo dei Radicali in Consiglio regionale
    , preoccupati per la grave situazione prevista per domani con l’annunciato sciopero dei trasporti pubblici, hanno congiuntamente emesso la seguente dichiarazione:

    "Lo sciopero previsto per domani dei dipendenti A.T.M. rischia, come al solito, di sfuggire dalle mani dei sindacati e di svilupparsi in modalità tali da provocare gravi danni a tutti gli incolpevoli cittadini, comprese le categorie più disagiate.

    "Tutto ciò è dovuto all’aver trascinato per troppo tempo il rinnovo del contratto, mettendo in serie difficoltà economiche quei dipendenti che nel frattempo subivano gli effetti del passaggio all’Euro e dell’inflazione realmente percepita.

    "I risultati di una politica furbastra, sia dell’Amministrazione che dei sindacati, che vedeva nello stesso momento prolungare le trattative, investire nelle obbligazioni Cirio e aumentare il trattamento economico di qualche amministratore, ha portato a risultati negativi mai visti nella storia della città.

    "Il vero problema sta nella mancanza di un reale rapporto con la politica cittadina che questi lavoratori, essenziali per la vita della metropoli, sono venuti a perdere negli ultimi dieci anni.

    "I Repubblicani e i Radicali, firmatari di questo comunicato, propongono alle altre forze politiche di Milano un incontro immediato che, prescindendo dalle forme istituzionali, valuti iniziative e proposte volte a ristabilire rapporti utili non solo con questi lavoratori, ma con tutti gli operatori del traffico, al fine di ripristinare una concreta e positiva interlocuzione, come è avvenuto in altre epoche della storia cittadina".

  4. #14
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    La Fgr di Roma partecipa alla manifestazione organizzata dall'Associazione Luca Coscioni

    La Fgr Roma ha preso parte nella giornata di Martedì 10 Febbraio alla manifestazione tenuta in Piazza Montecitorio dall'Associazione Luca Coscioni in occasione dell'approvazione del disegno di legge in materia di procreazione medicalmente assistita, lesivo del diritto alla salute delle coppie infertili e indebitamente limitativo nei confronti delle ricerche scientifiche basate sulle cellule staminali. La delegazione dei giovani della FGR Roma, capeggiata da Giovanni Postorino e Riccardo Masini, ha così voluto portare il proprio contributo alla battaglia in difesa della libertà e della laicità del nostro Paese condotta in Parlamento dal senatore repubblicano Antonio Del Pennino, anche in vista delle prossime iniziative referendarie per l'abrogazione di tali disposizioni illiberali e oscurantiste.

  5. #15
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE DELLA SERA 14 febbraio 2004

    FECONDAZIONE

    Legge o referendum

    Gaspare Barbiellini Amidei, sul Corriere di giovedì, definisce un errore di metodo il clima di scontro che ha caratterizzato i lavori parlamentari relativi alla legge sulla procreazione medicalmente assistita, e conclude che, proprio per evitare ulteriori ragioni di scontro, «una legge può sempre essere migliorata..., senza ricorrere alla mannaia del referendum». Avendo noi dichiarato, all’indomani dell’approvazione della legge da parte del Senato che dopo il rifiuto di apportare al testo ogni modificazione, la strada referendaria ci appariva l’unica perseguibile, ci sia consentito di esporre le ragioni per cui riteniamo sia illusorio pensare ad una modifica per via legislativa delle norme approvate.
    Durante il dibattito al Senato era stata prospettata la necessità di modificare quelle disposizioni che rappresentavano elemento di discriminazione nei confronti delle coppie portatrici di malattie genetiche, o costituivano un pericolo per la salute della donna, o rischiavano di tradursi in un vincolo per la ricerca scientifica che avrebbe penalizzato l’Italia nei confronti di altri Paesi. Le proposte, anche le più moderate e ragionevoli, sono state tutte respinte da una trasversale maggioranza di parlamentari «cattolici» che non hanno voluto minimamente porsi come «elementi di conciliazione delle coscienze anche per rivali che sentono gli stessi valori» (per usare le parole di Barbiellini), ma si sono invece irrigiditi per affermare che i diritti della donna e della coppia dovevano essere sacrificati rispetto a quelli del concepito, rovesciando così un principio di valore costituzionale che era stato sancito dalla Consulta.
    L’incongruenza della normativa approvata era ed è di tale evidenza che la stessa ministro Prestigiacomo dichiara che il testo approvato è «orribile» e che devono essere previste delle deroghe. Ma poi nei fatti esclude ogni iniziativa governativa. Mentre altri sostenitori della legge dichiarano che qualora dalle valutazioni del mondo scientifico dovessero emergere gravi rischi e scarse possibilità di successo delle tecniche di procreazione assistita, si potrebbe intervenire anche modificando le disposizioni del presente testo.
    Ma allora sorge spontanea la domanda: perché nel corso della discussione si sono rifiutate tutte le indicazioni provenienti dal mondo scientifico? E quale affidamento può essere dato che gli stessi parlamentari che si sono irrigiditi nella difesa del ne varietur rispetto al testo inizialmente approvato alla Camera, spontaneamente ritrovino la capacità di cogliere, non diremo le altrui ragioni, ma almeno quelle del diritto e della scienza? L’esperienza dice nessuna.
    Non vogliamo rievocare le stagioni dei referendum che contrapponevano credenti e non credenti, ma vogliamo scegliere l’unico strumento che può realisticamente consentire di modificare una legge che, come è stato detto dagli scienziati stranieri auditi dalla Commissione Sanità del Senato, «farà percepire dal mondo accademico ed intellettuale esterno l’Italia come un Paese completamente in ritardo».

    Antonio Del Pennino (Senatore Pri)
    Daniele Capezzone (Segretario Radicali italiani)

  6. #16
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    Predefinito tratto da SESTO POTERE 16 febbraio 2004

    IL FORLIVESE LAURO BIONDI (PRI) LANCIA LA CANDIDATURA DI MARCO PANNELLA SENATORE A VITA

    FORLI' - 15 febbraio 2004 - Andrea Ansalone, membro del Comitato Nazionale Radicali Italiani e
    Coordinatore Radicali Forlì-Cesena, comunica che nel corso dell'assemblea dei Radicali Forlì-Cesena svoltasi ieri nella saletta della Banca di Forlì a Forlì il consigliere comunale del Pri Lauro Biondi ha testimoniato la vicinanza dei Repubblicani alla storia Radicale ed ha anticipato all'assemblea che la direzione nazionale dell'Edera richiederà al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la nomina dell'europarlamentare radicale Marco Pannella a senatore a vita.

  7. #17
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    Predefinito tratto da VIRGILIO Notizie 9 agosto 2004

    CDL/ 'AUTOCANDIDATURA' DI PANNELLA LASCIA FREDDA LA MAGGIORANZA

    09/08/2004 - 19-51

    Attestati di simpatia, ma anche sospetto di una provocazione

    Roma, 9 ago. (Apcom) - La candidatura, anzi, l'autocandidatura di Pannella ad un ministero targato Cdl, lascia perplessa - quasi fredda - la maggioranza. Il leader dei radicali smuove un po' la politica agostana lanciando quello che in molti, nella Cdl, sospettano essere solo l'ennesima provocazione nei confronti dei "palazzi" del potere. Prova ne sia il "timido" suggerimento che Pannella avrebbe dato indicando come "più adatto" alla propria storia il dicastero della Giustizia citando la vittoria del 'referendum Tortora', ma evitando di ricordare il proprio impegno per la grazia a Sofri.

    Pannella, comunque, lancia la sfida e, forte di una maggioranza che necessita di puntelli anche extraparlamentari, spiega che non sarebbe "contro natura" un suo ingresso in un governo che ragiona su una rivisitazione della legge sull'aborto o sulla creazione di un superministero contro la droga: "i misfatti che il governo opera - ha infatti premesso - non mi creano problemi. L'importante - è il suo ragionamento - è che su molte altre cose possiamo lavorare insieme".

    Ma non più tardi di due mesi fa Pannella aveva già stilato una sorta di piattaforma per rendere possibile una futura collaborazione con la maggioranza: abrogazione della legge sulla fecondazione medicalmente assistita, libertà di ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali, avvio dei negoziati per l'ingresso della Turchia nell'Unione europea, sostegno a un'eventuale richiesta di Israele, modello presidenzialista, federalista, anglosassone per la Ue, libertà di lavoro e impresa contro il corporativismo della concertazione, lo statalismo e il protezionismo, "giustizia giusta" con la separazione delle carriere e responsabilità civile dei giudici e, ovviamente, diritti civili e libertà individuali. Temi, questi, che Pannella ha portato al centro della campagna elettorale per le europee, e che nascevano da una mozione approvata agli inizi di aprile dal Comitato nazionale che accoglieva l'offerta di dialogo formulata da esponenti sia della maggioranza che dell'opposizione.

    E oggi, come allora, l'apertura dei radicali continua a non essere a senso unico, preferendo concentrarsi sulle proprie ricette piuttosto che sulla provenienza dei "cuochi". Riprende quota allora la strategia dei "contratti" elettorali per poter offrire agli elettori un "terzopolismo laico", alternativo, quasi trasversale, ai due di centrodestra e centrosinistra. Oggi come allora, non sono mancati gli attestati di "simpatia" - non da ultimo quello del vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto - che però tracciano netta la linea tra "dialogo possibile" e "collaborazione interna" (quest'ultima decisamente avversata dal ministro Calderoli).

    L'accelerazione impressa da Pannella alla ricerca di una "stretta politica per definire le possibilità di accordi o alleanze", dunque, non convince la maggioranza della Cdl che ricorda anche la postilla dei radicali all'apertura "all'uno o all'altro campo". C'è, ovviamente, chi non si nasconde l'opportunità di una possibile futura alleanza elettorale - il 2006, del resto, è alle porte - che, tra l'altro, è già stata sondata dal nuovo Psi di Bobo Craxi con la proposta della creazione di un'area laico-socialista con radicali e i repubblicani di La Malfa.

    Ma il "corteggiamento" dei radicali ai due schieramenti
    - con l'ago della bilancia che oggi pende un po' più verso il centrodestra - potrebbe ancora una volta portare a un nulla di fatto, e i "due o tre punti in comune" che Capezzone indicava prima delle europee come sufficienti per stipulare un "contratto politico" - poi mai sottoscritto - potrebbero ancora una volta essere insufficienti legando sempre di più i radicali alla sintesi del suo segretario che definì la storia del partito "una storia di sconfitte", anche se "non di sconfitti".

    copyright @ 2004 APCOM
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/NICUZZA.mid[/mid]

  8. #18
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    Predefinito tratto da IL TEMPO 10 gennaio 2005

    I pannelliani chiedono ospitalità ai Poli

    IL Comitato nazionale dei Radicali Italiani, a chiusura della tre giorni di lavori, ha approvato la mozione generale
    che fa propria la proposta di Marco Pannella per un'intesa politica elettorale con Berlusconi, o in alternativa con Prodi, per le regionali e per quelle politiche del 2006. Nella mozione si sollecita una modifica delle regole elettorali per impedire il ripresentarsi di brogli come si è verificato alle precedenti elezioni regionali del 2000.
    «A questo punto, già in zona Cesarini forse chiediamo a chi è interessato a questo di sedersi a un tavolo di trattative per raggiungere rapidamente accordi politici ed elettorali che valgano per queste elezioni regionali e per quelle politiche del 2006. Da mesi e mesi sentiamo dalla Cdl parole che auspicano il dialogo con i radicali, a partire da Cicchitto a Bondi, fino a Gasparri. Da sinistra abbiamo anche avuto contatti con Di Pietro, il Mre, Giuliano Amato, ma in nessun caso e con nessuno sono più seguiti poi altri contatti, nessuna telefonata», anche se dalla Cdl i segnali sono più costanti. Sulla proposta di Pannella è intervenuto il segretario dei radicali, Daniele Capezzone. «Mi auguro — ha detto — in primo luogo che la Cdl trovi nuova forza e nuova convinzione per capovolgere i no che ci dice da dieci anni; in secondo luogo spero che almeno una voce si levi per smentire il tono frettoloso e liquidatorio con cui Vannino Chiti ha commentato la nostra apertura».
    Dalla Gad arriva solo il commento di Paolo Cento, coordinatore politico dei Verdi: «È utile che Prodi e tutto il centrosinistra aprano un confronto programmatico con i radicali per verificare fino in fondo se esistono le condizioni per una alleanza politica in vista sia delle prossime regionali che del 2006».
    Nella Cdl ci sono invece risposte diverse. Possibilista Francesco Giro, responsabile nazionale di FI per i rapporti con il mondo cattolico: «in vista delle elezioni regionali, un'intesa con i radicali è possibile e dovrà fondarsi su un patto di programma circoscritto e su punti qualificanti». Più dubbioso il senatore di An Riccardo Pedrizzi: «Se i radicali cambiassero le loro idee e rivedessero le loro posizioni; se difendessero la legge sulla procreazione medicalmente assistita che riduce il danno insito in tale pratica; se si battessero contro la legalizzazione della droga e dell'eutanasia, contro l'aborto, contro l'equiparazione giuridica, sociale e culturale della convivenza di fatto alla famiglia naturale fondata sul matrimonio, e a favore della protezione e della promozione di quest'ultima allora l'accordo si potrebbe, e dovrebbe, fare».

  9. #19
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    Predefinito tratto da L'OPINIONE 13 gennaio 2005

    Conversando con “ Il Riformista” Daniele Capezzone ha lanciato
    un grido di dolore lamentandosi del fatto che il centro sinistra,
    sempre pronto a mobilitarsi quando Clemente Mastella starnuta
    ed avanza richieste impossibili, ha praticamente snobbato l’idea di una intesa con i radicali alle prossime regionali ed alle successive politiche. Il tutto, ha aggiunto Capezzone, benchè il settanta per cento dell’elettorato della Gad condivida le battaglie sui diritti di Marco Pannella. Un consiglio a Capezzone. Se spera che Prodi, Fassino e Rutelli accolgano il suo grido di dolore si illude. Sono troppo impegnati a tamponare gli starnuti minacciosi di Mastella per poter prendere in considerazioni gli starnuti lamentosi degli imitatori di Mastella. Anche se sono imitatori radicali!

  10. #20
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    Originally posted by Alberich
    I radicali sono straordinariamente bravi a chiedere posti e poltrone: ammiriamo il loro spirito di servizio, però hanno un po' rotto i maroni, e presidente della repubblica, e commissario europeo, e ministro in iraq, e ministri in italia....
    ... Alberich ... ai radicali non son bastate le figuracce rimediate in occasione delle ultime elezioni dove si sono ritrovati ad elemosinare dei posti a chi proprio non se li considera ... minimamente .... ed ora sembra che schiaccino sull'acceleratore della conversione a sinistra .... cosi' facendo ridurranno ai minimi termini l'eredita' radicale ... spero vivamente che Capezzone, Benedetto Della Vedova e Marco Taradash sappiano raccogliere il testimone della radicalita' e lo sappiano tenere ben alto ad illuminare la tradizione liberaldemocratica dei radicali italiani ....

 

 
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