Venerdì, 1 Novembre 2002
VILLORBA Approvato a maggioranza in Consiglio comunale un ordine del giorno sulla necessità del ricupero di un simbolo cristiano legato alla cultura veneta
La Lega: «Crocifissi nelle scuole e negli uffici pubblici»
Per gli esponenti della minoranza è possibile consigliare questa pratica ma non imporla a presidi e responsabili degli enti
Villorba
I crocifissi tornino nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici del territorio. A suggerirlo è un ordine del giorno approvato l'altra sera dal consiglio comunale dopo oltre due ore di accesa discussione. Il documento, proposto dai capigruppo di maggioranza Fausto Massarotto e Dario Galiazzo, partendo da una serie di considerazioni relative all'identità cristiana e veneta e all'importanza che il crocefisso riveste in esse, "invita" autorità pubbliche e scolastiche a tornare ad affiggere questo simbolo in uffici e aule da cui negli ultimi anni è stato spesso rimosso. Per il sindaco Liviana Scattolon, quella di essere dei cristiani è una rivendicazione del tutto legittima che passa anche attraverso la riproposta della principale icona di questa religione, un simbolo che deve essere esposto anche a fini evangelizzatori, com'é nello spirito della religione cattolica, dal momento che, vedendolo, cittadini appartenenti ad altre religioni potrebbero anche decidere di convertirsi. Non solo: quella di esporre il crocefisso è vista, dal primo cittadino, come una rivendicazione di una precisa appartenenza culturale rispetto alle altre. Le minoranze hanno criticato non tanto l'idea di riappendere i crocefissi alle pareti, quanto quella di imporre la cosa a dirigenti scolastici, insegnanti e così via. Per le opposizioni, che hanno presentato un contrordine del giorno alternativo, questi soggetti andrebbero solo invitati a considerare l'opportunità della cosa, non a farla e basta: "Sono individui pensanti - ha sottolineato Giovanni Fontana del Centrosinistra -: il consiglio non può permettersi ingerenze di questo tipo". Lo stesso contrordine suggeriva inoltre di impegnarsi a sostenere iniziative concrete in sintonia col messaggio cristiano. I capigruppo hanno cercato di accordarsi su un testo unico, e la cosa pareva anche fatta: tornati in consiglio, però, una delle due parti ha fatto marcia indietro. Alla fine, il documento ha ottenuto il voto favorevole della maggioranza e quello contrario di tutte le opposizioni.Stessa sorte è toccata all'ordine del giorno relativo ai progetti finalizzati al recupero dell'identità veneta finanziati dalla Regione, e quindi alla consistente variazione di bilancio che l'amministrazione si è trovata a proporre avendo incassato nelle ultime settimane entrate inattese. In tutto, 288mila euro derivanti da diverse fonti, che la giunta ha deciso di redistribuire in questo modo: 65mila euro in spesa corrente per la fornitura di servizi e l'acquisizione di beni, 69mila da destinare a investimenti e in particolare al potenziamento del Ced e all'acquisto di arredi per gli edifici pubblici, 18mila per la manutenzione delle scuole, 93mila per quella delle strade, 23mila per quella dell'acquedotto e altri 20mila per varianti parziali al Prg




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