Borghezio. L’uomo di Bossi, Maroni e Castelli con gli antisemiti. Al premier sta bene così
Perchè i tre ministri della Lega non hanno preso le distanze da Mario Borghezio, che in un tripudio di cori inneggianti al duce, saluti romani, striscioni «boia chi molla» e bandiere con croci celtiche parlava del «tentativo mondialista di imbastardire il nostro sangue»? Perché nessun altro esponente del governo ha detto nulla su quell’europarlamentare leghista che mentre da sotto il palco qualcuno urlava «ai forni» citava la frase «peggio della peste è l’usura» di Ezra Pound e si chiedeva «come mai nel ghetto di Roma non vedo mai un vu cumprà, un vu lavà, un vu spaccià»? E perché il ministro dell’Interno Pisanu, così sollecito nel lanciare allarmi preventivi sul Social Forum di Firenze, non ha avuto niente da ridire su una manifestazione il cui motto era «orgogliosi di rifarci a Mussolini» e durante la quale sono stati aggrediti dei giornalisti?
Se la manifestazione di Forza Nuova di sabato sera inquietava per toni e contenuti, il silenzio del governo inquieta ancora di più. A lanciare l’allarme sono associazioni, rappresentanti delle comunità ebraiche, esponenti del centrosinistra. Come il deputato Ds Fabio Mussi, che parla di «un silenzio che getta un’ombra funesta su una manifestazione apertamente in contrasto con la Costituzione repubblicana dell’Italia e con la legge Mancino», che colpisce chi istiga all’odio razziale. O come la senatrice diessina Daria Bonfietti, che giudica «indecente» il fatto che «nessun ministro sia intervenuto né prima, per scongiurare un’iniziativa così carica di odio, né dopo per sconfessare le parole di Borghezio». O come il deputato Verde Paolo Cento, che parla di «un fatto grave, reso ancora più grave dal silenzio del centrodestra».
Un’altra questione si pone: che c’è dietro il sodalizio che si è consumato sabato sera su quel palco montato a pochi passi dal balcone di piazza Venezia tra l’esponente leghista Borghezio e il capo di Fn Roberto Fiore? Cento un’idea ce l’ha. E cioè che se anche l’europarlamentare era lì a titolo personale, «è evidente che la Lega attraverso Borghezio cerca saldature con ambienti di estrema destra». Il motivo? Facile da intuire: «Alleanze elettorali in vista delle elezioni amministrative, come farebbe pensare anche il silenzio di Storace e Moffa».
I parlamentari del centrosinistra fanno sapere che metteranno in campo iniziative per denunciare quanto accaduto e per mantenere alto il livello di indignazione. «L’assuefazione dà luogo al peggio», nota Mussi. E poco importa che in piazza fossere due o trecento a portare avanti quelle idee «già sconfitte dalla ragione, dal senso morale e civile e dalla storia», sottolinea Daria Bonfietti: «Sono espressioni pericolose che non sappiamo cosa potrebbero seminare».
Forte preoccupazione viene anche dal mondo delle associazioni. «Con manifestazioni come queste - accusava già sabato sera il presidente dell’Anpi Massimo Rendina - si autorizza l’apologia del fascismo». Si autorizza e, visto il silenzio, verrebbe da dire che non si disapprova. Si chiedono gli esponenti dell’associazione Articolo 21: «Perché i tre ministri della Lega hanno taciuto? Che cosa ne pensa il ministro Castelli, così sollecito nel censurare i giudici “disobbedienti”? Cosa ne pensa di questi “eccessi” il ministro Pisanu, così sollecito invece, nel censurare “possibili futuri eccessi” di migliaia e migliaia di giovani a Firenze?». Interrogativi che sorgono spontanei di fronte a quanto visto e udito sabato al raduno di Forza Nuova. E ancora più spontanei e inquietanti se da parte del governo non si sente neanche una parola.




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