Ed eccomi qui di ritorno da un viaggio progettato, sognato, desiderato per anni. Eppure il senso di delusione mi accompagnerà ancora così a lungo, fino alla prossima visita in quelle terre che per troppo tempo avevo ridicolmente immaginato. Sono stata ad Alba con intenzioni ben precise. Mi aspettavo un paesino delle langhe avvolto nella nebbia, pieno di storia, di ricordi, di altre vite che mi parlavano da quelle case. Sono andata a cercare Johnny, Milton, quei partigiani di cui mi ero innamorata nei libri di Fenoglio. Sono andata a cercare persone che se ne erano innamorati come me, Sono andata a cercare la terra di uomini che avevano accompagnato i miei pensieri per anni. E quindi eccomi sbarcare in questa ridente cittadina gremita di vita... troppa vita rispeto a quanto me ne aspettassi. Gli alberghi pieni mi avrebbero dovuto far riflettere sulla moda del momento ma la profonda ingenuità e stupidità che mi muove mi spingevano a credere in qualche manifestazione per commemorare i 23 giorni della città di Alba. La puzza di tartufo aleggiante nell'aria mi ha presto smentito. L'agriturismo è il futuro. Coglioni del mondo venite ad Alba a mangiare tuberi puzzolenti e cari come il petrolio. bevete litri di velenoso vino e rimpinguate le tasche degli Albesi (si chiameranno così). La verità è che le Langhe non hanno nulla di romantico. E' una terra godereccia dove ci si deve recare solo per mangiare, bere e avere un alito fetido. nulla più. Non ci si azzardi a chiedere altro. Non esiste. Dubbiosa circa la vericità della mia prima impressione mi avvicino al tipico chioschetto di informazioni turistiche e chiedo alla tipica bionda fanciulla se esiste una casa museo su Fenoglio. Atipicamente perplessa la ragazza bionda mi guarda con disgusto. Ma come, non voglio andare in una tipica osteria mangiasoldi a mangiare il tipico tartufo bianco e a bere il tipico barolo? No, le ripeto, vorrei sapere cosa c'è ad Alba di Fenoglio. La poverina si rivolge alle sue tipicamente bionde colleghe e dopo un consulto mi danno il responso. Ad Alba non c'è nulla su di lui, la sua casa è stata abbattuta e non esiste nient'altro. Io non mi scoraggio e chiedo almeno se esista un museo della resistenza. Eheh. Come se gli avessi chiesto: scusa avete per caso l'astronave di indipendece day conservata nel comune? ovvio che no!!! Cosa ci dovrebbe fare un museo della resistenza nella terra dei partigiani, lungo la linea gotica?!? Ma la ragazza è carina e gentile, e mi sta simpatica, quindi insisto e lei mi dice di provare nel palazzo di città dove c'è anche IL TIPICO MERCATO DEL TIPICO TARTUFO! Ok, le chiedo solo la strada per Santo Stefano Belbo, so che la casa museo di Pavese esiste e almeno quella la voglio vedere, Lei me la indica e mi riempie di opuscolini su tartufi e osterie, di cui una proprio dentro la casa di Pavese. Yuppy che gioia. Vado via. Entro nel luogo da lei indicato e cosa scopro? Non mi aveva mentito, esiste veramente qualcosa dedicata a Fenoglio! una targhetta blu su una sala della biblioteca, naturalmente chiusa. In compenso l'odore di tartufi è nauseabondo. Fuggo via verso santo stefano imprecando contro tutti gli agriturismi del mondo e questa moda del cazzo che trascina milioni di motociclisti in queste vacanze in mezzo al verde a ingozzarsi di prodotti tipici. Arrivo a Santo stefano. La visita alla casa di Pavese è disurbata dalla presenza dell'osteria , NELLA STESSA CASA, piena di tedeschi ubriachi e puzzolenti di tartufo, e ce li hanno portati con un pulmino!!!! Ho bisogno di normalità, vado via, passo da Cuneo a comprarmi i cunnesi al Rhum che tanto piacevano ad Hemingway, ho scoperto, e minchia! ci credo! sono fortissimi. Ubriaca di cioccolato, di turisti e di puzza di tartufo passo da Mondovì e ritrovo un pò di quello che mi aspettavo, una fredda cittadina del Piemonte avvolta in una fredda nebbiolina. Sono Felice, quasi, e faccio anche la foto davanti alla casa di Giolitti. Non era per lui che ero venuta da queste parti, ma dopo il tartufo, sento di voler bene anche a lui. Torno a Roma con un opuscoletto su Fenoglio di una mostra fotografica organizzata due anni fa. Era proprio bello. Eppure non mi so spiegare!! A Lamezia Terme 2 scuole sono intitolate a Francesco Fiorentino, una a Giovanni Nicotera e una a Pietro Ardito. E su ognuna delle loro case c'è una bella targa. Ora, a parte nicotera, chi cazzo sono gli altri due??? Cosa hanno fatto di così importante per la cultura italiana? Eppure ad Alba di Fenoglio non c'è traccia. Mi hanno detto che tra un annetto faranno un centro studi su di lui. Ok, ripasserò, ma non in periodo di tartufi.




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