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Discussione: Per Gundam........

  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Angry Per Gundam........

    Caro amico, ho pensato bene di postarti questo articolo preso dalla Tribuna di Treviso di ieri, sai quante volte noi abbiamo discusso nel forum etno, che io non frequento più, di questa cosa, ecco leggi e dimmi se noi dobbiamo ancora sopportare questa associazione a delinquere che sono gli industriali del nord-est, purtroppo devo dar ragione a Felix che in questa parte del paese, almeno certa popolazione sta guardando troppo al portafoglio senza nessun ritegno, senza pensare al male che porta a tutto il resto della cittadinanza......bene così....facciamoci del male.....cari industriali costruite capannoni, ampliate quelli che già avete, e naturalmente fate venire tanti, ma tanti extracomunitari che chi come me ne soffre la presenza quotidianamente vi degnerà del massimo rispetto

    ---------------------------------------------------------------------
    Treviso, mercoledì 6 novembre 2002, S. Leonardo


    PRIMO PIANO

    Sergio Bellato

    Antonio Padoin

    Il presidente di Unindustria Treviso boccia la proposta dell'assessore regionale che vorrebbe concentrare gli stabilimenti in un'unica area
    «Non si può arrestare lo sviluppo»
    Bellato: «No a capannone selvaggio, ma questa è la maniera sbagliata»
    «Il dirigismo non serve, meglio la concertazione Assieme si può fermare subito la speculazione immobiliare»

    di Nicola Pellicani

    TREVISO. «Non è realistico bloccare lo sviluppo delle zone industriali. E francamente mi spaventerebbe se la Regione dovesse assumere un piglio dirigistico, pretendendo di dettare nuove regole per il governo del territorio senza prima consultare i Comuni e le imprese». L'uscita di Antonio Padoin, assessore regionale all'Urbanistica coglie di sorpresa Sergio Bellato. Il presidente di Unindustria è convinto da tempo che si debba chiudere, una volta per tutte, la stagione di «capanonnone selvaggio».
    Ma è altrettanto convinto che «la soluzione del problema va ricercata nella concertazione. Il decisionismo fine a stesso è un modo d'agire che non condivido».
    Assodato che il territorio della Marca è saturo d'industrie, bisogna pur cominciare ad invertire la tendenza. Vede alternative a quella d'introdurre nuove regole urbanistiche?
    «L'analisi di Padoin è condivisibile. L'assessore parte dalla considerazione che il territorio è saturo d'industrie. Siamo cresciuti troppo in fretta ed ora paghiamo le conseguenze. Per progettare lo sviluppo del futuro è necessario cambiare registro».
    E' d'accordo con Padoin?
    «Condivido l'analisi, ma non il punto d'arrivo. Non è ipotizzabile un blocco improvviso delle zone industriali, bisogna invece pensare a razionalizzare l'esistente, selezionando le nuove richieste e modificando gli standard urbanistici».
    Come?
    «Serve una nuova legge regionale che utilizzando lo strumento della concertazione conduca ad una graduale razionalizzazione degli insediamenti industriali. Vanno modificati i criteri decisionali».
    Che significa? Che decidete tutto voi industriali?
    «No, significa decidere assieme. Solo così si potranno distinguere le reali esigenze delle aziende dalle speculazioni immobiliari. Se Padoin intede bloccare la speculazione, siamo d'accordo con lui».
    Speculazione immobiliare?
    «Sì, la priorità è bloccare la speculazione. Io giro la provincia in lungo e in largo e dietro ad ogni curca vedo capannoni vuoti con la scritta: "vendesi" o "affittasi". E' pieno di capannoni inutilizzati, eppure se un'imprenditore cerca d'acquistare un'area per la propria attività non trova un metro quadro libero»
    Vuol dire che le zone industriali vengono decise a tavolino senza considerare le vere esigenze delle imprese? Ma non spetta ai Comuni la pianificazione territoriale?
    «Significa che molto spesso la collaborazione tra Comuni e costruttori porta alla realizzazione di zone industriali senza seguire le esigenze delle aziende».
    Così le imprese edili lavorano e i Comuni incassano l'imposta dell'Ici, che rappresenta la principale fonte d'entrate per gli Enti locali...
    «E' un circolo vizioso che solo una nuova legge regionale può fermare. Insomma, dobbiamo uscire da una logica di speculazione immobiliare».
    C'è molta speculazione, ma è un dato di fatto che le aziende fanno un pressing incredibile sulle ammnistrazioni comunali.
    «La razionalizzazione può avvenire solo gradualmente. Uno stop totale bloccherebbe la crescita industriale della Marca. Unindustria sta favorendo la delocalizzazione nell'Est Europa e nel Sud Italia».
    Padoin punta a concentrare tutta la crescita in una sola area industriale della provincia. In ogni caso sviluppando solo attività leggere.
    «E' un'ipotesi impraticabile. Oggi ci sono oltre 300 aree industriali, puntare solo su una di esse, mi sembra velleitario. Ed è altrettanto irrealistico pensare di fermare la crescita dell'industria manifatturiera».







    P.S.: Non me ne vogliano gli amici di questo forum ma è l'unico posto dove posso comunicare con Gundam

  2. #2
    Veneta sempre itagliana mai
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    Più di 67 mila aziende
    315 zone industriali nei 95 Comuni
    L'INCHIESTA Nel Veneto quasi 400 mila imprese

    n.p.

    TREVISO. La lezione francese è ancora fresca. In Alsazia gli ottanta sindaci, portati a spasso da Unindustria, hanno visto cose dell'altro mondo per chi vive in provincia di Treviso. Hanno visitato un territorio simile alla Marca, ma così lontano. Mentre il pullman correva indicavano il paesaggio pedemontano allargando il sorriso: «Guarda gli stessi colli». «I vigenti come i nostri». «E il Reno, non ricorda il Piave?».
    Tutto vero, ma quando Michel Reverdi, docente d'Urbanistica all'Università di Strasburgo, ha tradotto la grammatica pianificatoria hanno scoperto una distanza siderale con l'Alsazia. Quando Riverdi ha parlato di zone industriali intercomunali o addirittura di un «piano transfrontaliero» che pianifichi il territorio di qua e di là del Reno, dove si parla tedesco, l'interesse per la materia era pari allo stupore: «Ooooh...». Che roba! Roba dell'altro mondo, appunto. Qui nella Marca il territorio soffoca di fabbriche. Le zone industriali sono tre volte tanto i campanili. I capannoni hanno travolto chilometri e chilometri di campagna. In Alsazia la campagna è una ricchezza, da noi è un impiccio. Reverdi sonocciola criteri guida di sviluppo da noi finora sconosciuti: «L'Alsazia si è sempre distinta per la protezione delle falde freatiche, della qualità dell'aria e della vita». I sindaci ascoltano. E non possono che approvare: «Bravi! Complimenti!». Chapeau ai francesi.
    Ma voi che fate? Chiedono loro. Già che facciamo? Nella Marca i Comuni litigano, si fanno la concorrenza tra loro, si costruiscono zone industriali uguali da una parte e dall'altra del confine, comunale. Altro che falde freatiche, qui i capannoni sono cresciuti dappertutto. «E' vero - commenta l'assessore regionale all'Urbanistica Antonio Padoin - ma la conformazione del nostro territorio è diversa. E si parte da dati socio-economici altrettanto diversi. L'urbanizzazione del Veneto si è sviluppato attorno a 4.500 centro storici. Ci sono ragioni ben precise - insiste l'assessore snocciolando i dati di una ricerca compiuta dalla Regione che fotografa la realtà produttiva della provincia di Treviso - che hanno portato in pochi anni ad uno sviluppo di grandi proporzioni».
    In cifre oggi la provincia di Treviso ha la più alta densità di aziende della regione. Il 2,8 per cento del territorio è sacrificato sull'altare dello sviluppo. Nelle altre province la percentuale è più bassa. Anche se Padova e Vicenza si avvicinano molto. «In compenso - aggiunge Padoin - sul 5,8 per cento del territorio provinciale c'è una tutela integrale. Non si può costruire. E' completamente inedeficabile».
    La mappa elaborata dalla Regione mette a fuoco una provincia in carenza d'ossigeno: «Mancano le strade e le aziende hanno saturato il territorio. Il Veneto è la seconda regione, dopo la Lombardia per numero di aziende». Padoin spara un numero che fa impressione: 377.770.
    In provincia di Treviso ci sono 67.434 imprese, di cui 22.886 attive nell'industria, 10.533 nel commercio, 21.660 in altri servizi e 4.229 nel cosiddetto quarto settore che comprende enti pubblici e altre istituzioni. Tante? «Troppe - ragiona Padoin - ma rappresentano la ricchezza del nostro territorio. Oggi i riflettori della collettività sono tutti concentrati sui disagi provocati dalle aziende. La gente si lamenta, spesso a ragione, perché le fabbriche sono fonte d'inquinamento, di traffico e di disagi sociali. E' tutto vero, ma non dobbiamo dimenticare che sono state la fonte della nostra ricchezza».
    Ma la provincia di Treviso rischia il collasso. Perché: il censimento, non ancora concluso della regione, ha calcolato che i capannoni occupano una superficie di 30 milioni di metri quadri: «In nessun'altra provincia della regione - precisa l'assessore all'Urbanistica - c'è una tale dimensione di aziende. Anche se Padova e Vicenza si avvicinano molto». In 30 milioni di metri quadri si sviluppano 315 zone industriali distribuite in 95 Comuni - 3,5 in ogni Comune -. A queste si aggiunge un numero imprecisato e impossibile da censire di zone industriali improprie.
    Ovvero le innumerevoli aziende sparse per il territorio, cresciute in mezzo alle case.

    ---------------------------------------------------

    Treviso, mercoledì 6 novembre 2002, S. Leonardo


    PRIMO PIANO

    Nella Marca il record di concentrazione di capannoni

    LA RICETTA PADOIN
    «Basta fabbriche in provincia di Treviso»

    n.p.


    Dice Antonio Padoin, assessore regionale all'Urbanistica: «E giunto il momento di dire stop. Una stagione si è chiusa. Non è più pensabile continuare ad usare in modo così spregiudicato il territorio. Rispetto dell'ambiente, razionalizzazione delle aree industriali non possono restare uno slogan». Di fronte alla saturazione del territorio la Regione sta già correndo ai ripari utilizzando in modo molto rigido le normative vigenti. Il grimaldello è nascosto nell'articolo 41 del Ptrc. (Piano territoriale regionale di coordinamento), una sorta di mega piano regolatore che interessa l'intero Veneto. «D'ora in poi - insiste Padoin - la Regione non concederà più l'autorizzazione per nuove aree industriali. L'ampliamento delle vecchie sarà rilasciato solo se sono già utilizzate almeno al 60 per cento. In ogni caso gli ampliamenti saranno modesti, escludendo industrie ad alto impatto ambientale. E saranno concessi solamente in un'area industriale per Comune. A regime il piano dell'assessorato regionale all'Urbanisitica prevede che sia individuata in provincia una sola area industriale d'espansione: «Chi vuole aprire un nuovo capannone o trasferire l'attività, andrà lì».

  3. #3
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    Predefinito Re Pensiero

    Approfitto di questo forum per rispondere a Pensiero e spero che i moderatori non me ne vorranno visto che la tematica interessa penso molte persone.
    Grazie a te Pensy di avermi messo al corrente di quanto è comparso sulla stampa veneta: certamente quello che hai postato è una pugnalata al cuore anche se sono cose che abbiamo, io e te, sempre cercato di mettere in evidenza nel forum (altro). Certamente il "benessere" del nordest ha divorato e schiacciato senza pietà il territorio producendo ferite non sanabili in base a tempi umani, le aree industriali ed artigianali hanno fagocitato borghi e paesi in un delirio costruttivo. Io e te sappiamo e conosciamo bene, purtroppo, la realtà degli "industriali" veneti, da tempo sappiamo del businnes che si cela dietro alla costruzione selvaggia di capannoni prefabbricati, di aree produttive che sorgono come d'incanto in zone rurali che vengono rapidamente urbanizzate con aumento immediato del valore, sappiamo bene che il veneto di oggi non è nemmeno la brutta copia del veneto di ieri, che la nostra fertile campagna non esiste quasi più: PERSINO LA REGIONE SE NE E' ACCORTA!!!!! tutto da ridere. Ora non nascondo il rammarico per il fatto che anche questo governo si è appiattito sulle richieste degli industriali vedi immigrazione e uso del territorio....

    Ne approfitto per ricordare ai forumisti che il nordest è l'esempio evidente di cosa succede quando il tornaconto e l'economia prevalgono su tutti gli aspetti della società!!!! Questo è ovviamente alla base anche della richiesta di manodopera extracomunitaria

    ( Vi risparmio i dati sul traffico,sulla qualità delle acque sotterranee e dell'aria sempre nel ricco nordest!!)

    Ringrazio il forum per l'ospitalità
    CIAO Pensiero ( a presto )


  4. #4
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    Predefinito Re: Per Gundam........

    Originally posted by pensiero
    sai quante volte noi abbiamo discusso nel forum etno, che io non frequento più...
    com'è mai, se è lecito?
    Ciao Pensy

  5. #5
    Orazio Coclite
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    Siamo noi stessi italiani ed europei a vendere la nostra patria ancestrale per quattro spicci e qualche occhiata di benevolenza dal padrone a stelle e strisce...

    (A proposito, andatevi a leggere il nuovo numero di Orion, ancora più incentrato, se possibile (!!), sull'antiamericanismo pù radicale).

    ITALIA,LA MIA TERRA

  6. #6
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    Perchè non ci andate a voi a lavorare nelle fabbriche trevigiane? Mi pare che stiate da quelle parti no?

  7. #7
    Veneta sempre itagliana mai
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    Originally posted by asburgico
    Perchè non ci andate a voi a lavorare nelle fabbriche trevigiane? Mi pare che stiate da quelle parti no?

    Senti Asburgico, ne abbiamo discusso un'infinità di volte ci abbiamo perfino litigato su questo discorso....ti ripeto che se gli industriali vogliono costruire industrie dove oramai non c'è più spazio per muoversi, se le vanno a fare all'estero così hanno anche la manodopera a portata di mano.
    A noi non serve più produttività, quella che abbiamo ci basta e avanza .........ce ne bastava anche di meno visto che per lavorare devono assumere extracomunitari con tutte le conseguenze del caso.......ti ricordo che il tuo è un caso a parte sia x il tipo di azienda che per il settore in cui operi, perciò piantala una volta x tutte di sentirti chiamato in causa.

  8. #8
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Re: Re: Per Gundam........

    Originally posted by Bellarmino


    com'è mai, se è lecito?
    Ciao Pensy
    Incompatibilità con un moderatore......

  9. #9
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    Originally posted by pensiero



    Senti Asburgico, ne abbiamo discusso un'infinità di volte ci abbiamo perfino litigato su questo discorso....ti ripeto che se gli industriali vogliono costruire industrie dove oramai non c'è più spazio per muoversi, se le vanno a fare all'estero così hanno anche la manodopera a portata di mano.
    A noi non serve più produttività, quella che abbiamo ci basta e avanza .........ce ne bastava anche di meno visto che per lavorare devono assumere extracomunitari con tutte le conseguenze del caso.......ti ricordo che il tuo è un caso a parte sia x il tipo di azienda che per il settore in cui operi, perciò piantala una volta x tutte di sentirti chiamato in causa.
    Non mi sento affatto chiamato in causa, sottolineo la vostra ipocrisia, basta.

  10. #10
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito

    Originally posted by asburgico


    Non mi sento affatto chiamato in causa, sottolineo la vostra ipocrisia, basta.

    Intanto, per tua norma ti invito a dare dell'ipocrita a qualche parente più stretto che forse conosci meglio.
    Per quanto mi riguarda e te lo dico ancora una volta, la mia
    è un'attività a conduzione quasi familiare, i due tecnici esterni
    sono uno di Treviso e uno di Padova, quindi nulla a che fare
    con allogeni vari, non ho nessuna intenzione e nessun
    bisogno di chiedere ampliamenti di capannone, anche se
    lo sai bene che il settore informatico e telefonia sta andando
    piuttosto bene, te l'ho già detto.......rinuncio a delle assistenze
    se mi dovessi veder costretta ad assumere extracomunitari.
    Piuttosto la mia politica è quella di far crescere dei ragazzi
    che stanno studiando informatica, e difatti le scuole ce li mandano a fare degli stage, quelli sono il nostro futuro, altro che gli allogeni.
    Perciò mio caro Asburgico, piantala na volta x tutte e almeno in un forum dove ho chiesto momentaneo spazio non venirmi a rompere le balle.

 

 
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