Caro amico, ho pensato bene di postarti questo articolo preso dalla Tribuna di Treviso di ieri, sai quante volte noi abbiamo discusso nel forum etno, che io non frequento più, di questa cosa, ecco leggi e dimmi se noi dobbiamo ancora sopportare questa associazione a delinquere che sono gli industriali del nord-est, purtroppo devo dar ragione a Felix che in questa parte del paese, almeno certa popolazione sta guardando troppo al portafoglio senza nessun ritegno, senza pensare al male che porta a tutto il resto della cittadinanza......bene così....facciamoci del male.....cari industriali costruite capannoni, ampliate quelli che già avete, e naturalmente fate venire tanti, ma tanti extracomunitari che chi come me ne soffre la presenza quotidianamente vi degnerà del massimo rispetto![]()
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Treviso, mercoledì 6 novembre 2002, S. Leonardo
PRIMO PIANO
Sergio Bellato
Antonio Padoin
Il presidente di Unindustria Treviso boccia la proposta dell'assessore regionale che vorrebbe concentrare gli stabilimenti in un'unica area
«Non si può arrestare lo sviluppo»
Bellato: «No a capannone selvaggio, ma questa è la maniera sbagliata»
«Il dirigismo non serve, meglio la concertazione Assieme si può fermare subito la speculazione immobiliare»
di Nicola Pellicani
TREVISO. «Non è realistico bloccare lo sviluppo delle zone industriali. E francamente mi spaventerebbe se la Regione dovesse assumere un piglio dirigistico, pretendendo di dettare nuove regole per il governo del territorio senza prima consultare i Comuni e le imprese». L'uscita di Antonio Padoin, assessore regionale all'Urbanistica coglie di sorpresa Sergio Bellato. Il presidente di Unindustria è convinto da tempo che si debba chiudere, una volta per tutte, la stagione di «capanonnone selvaggio».
Ma è altrettanto convinto che «la soluzione del problema va ricercata nella concertazione. Il decisionismo fine a stesso è un modo d'agire che non condivido».
Assodato che il territorio della Marca è saturo d'industrie, bisogna pur cominciare ad invertire la tendenza. Vede alternative a quella d'introdurre nuove regole urbanistiche?
«L'analisi di Padoin è condivisibile. L'assessore parte dalla considerazione che il territorio è saturo d'industrie. Siamo cresciuti troppo in fretta ed ora paghiamo le conseguenze. Per progettare lo sviluppo del futuro è necessario cambiare registro».
E' d'accordo con Padoin?
«Condivido l'analisi, ma non il punto d'arrivo. Non è ipotizzabile un blocco improvviso delle zone industriali, bisogna invece pensare a razionalizzare l'esistente, selezionando le nuove richieste e modificando gli standard urbanistici».
Come?
«Serve una nuova legge regionale che utilizzando lo strumento della concertazione conduca ad una graduale razionalizzazione degli insediamenti industriali. Vanno modificati i criteri decisionali».
Che significa? Che decidete tutto voi industriali?
«No, significa decidere assieme. Solo così si potranno distinguere le reali esigenze delle aziende dalle speculazioni immobiliari. Se Padoin intede bloccare la speculazione, siamo d'accordo con lui».
Speculazione immobiliare?
«Sì, la priorità è bloccare la speculazione. Io giro la provincia in lungo e in largo e dietro ad ogni curca vedo capannoni vuoti con la scritta: "vendesi" o "affittasi". E' pieno di capannoni inutilizzati, eppure se un'imprenditore cerca d'acquistare un'area per la propria attività non trova un metro quadro libero»
Vuol dire che le zone industriali vengono decise a tavolino senza considerare le vere esigenze delle imprese? Ma non spetta ai Comuni la pianificazione territoriale?
«Significa che molto spesso la collaborazione tra Comuni e costruttori porta alla realizzazione di zone industriali senza seguire le esigenze delle aziende».
Così le imprese edili lavorano e i Comuni incassano l'imposta dell'Ici, che rappresenta la principale fonte d'entrate per gli Enti locali...
«E' un circolo vizioso che solo una nuova legge regionale può fermare. Insomma, dobbiamo uscire da una logica di speculazione immobiliare».
C'è molta speculazione, ma è un dato di fatto che le aziende fanno un pressing incredibile sulle ammnistrazioni comunali.
«La razionalizzazione può avvenire solo gradualmente. Uno stop totale bloccherebbe la crescita industriale della Marca. Unindustria sta favorendo la delocalizzazione nell'Est Europa e nel Sud Italia».
Padoin punta a concentrare tutta la crescita in una sola area industriale della provincia. In ogni caso sviluppando solo attività leggere.
«E' un'ipotesi impraticabile. Oggi ci sono oltre 300 aree industriali, puntare solo su una di esse, mi sembra velleitario. Ed è altrettanto irrealistico pensare di fermare la crescita dell'industria manifatturiera».
P.S.: Non me ne vogliano gli amici di questo forum ma è l'unico posto dove posso comunicare con Gundam




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