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    Predefinito Immigrazione, è scontro tra An e la Lega

    Una circolare del Viminale proroga di sei mesi la regolarizzazione
    e Bossi attacca: "Va contro la legge, fa il gioco della sinistra"

    Ma La Russa difende il sottosegretario Mantovano


    ROMA - Maggioranza divisa sulla circolare del Viminale per regolarizzare gli immigrati. Il testo del sottosegretario di An Alfredo Mantovano sulla possibilità per gli immigrati irregolari di portare in giudizio il proprio datore di lavoro (e di fatto rimandare di sei mesi l'uscita dal Paese) ha provocato le critiche di Umberto Bossi che lo definisce "fuorilegge". An si dichiara invece contraria al ritiro del provvedimento, annunciando di essere pronta allo scontro per difendere il ministro dell'Interno Pisanu e soprattutto Mantovano.

    "Questa circolare non va bene, è contro la legge" ribadisce il leader del Carroccio. "Noi siamo contrari perché così si fa il gioco della sinistra. La questione della lotta all'immigrazione clandestina" ha aggiunto Bossi "è una fatto politico, non deve passare nelle mani della magistratura, come vorrebbe la sinistra. La nostra legge punta a fare chiarezza e far entrare solo quelli che hanno contratti di lavoro, gli altri chiunque li abbia fatti entrare, la Caritas o chi altro, devono andarsene".

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    Diversa la posizione del presidente dei deputati di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa. "La circolare del Ministero degli Interni che vuole garantire gli extracomunitari contro ipotesi di sfruttamento in nero del loro lavoro, rispecchia, nel contenuto, la tesi da sempre sostenuta da An: massima severità verso i clandestini che vanno perseguiti ed espulsi, ma piena solidarietà verso chi rispetta le regole e ha un lavoro, e che perciò merita tutela".

    "Nel caso specifico" prosegue La Russa, "non si tratta di una circolare che modifica la legge, cosa che, come correttamente dice Bossi, è improponibile per la gerarchia delle fonti, ma al contrario si richiama a una norma esistente applicata lecitamente in via di interpretazione analogica". La Russa conclude con una mediazione: "Non credo" dice "che si aprirà una polemica con la Lega, perché anche a Bossi, come a noi, stanno a cuore entrambi i principi: quello della severità per chi contravviene alla legge e quello della solidarietà per chi rispetta le regole".

    Ma la circolare viene criticata anche dal collega di partito di Mantovano, Gianpaolo Landi di Chiavenna, responsabile del dipartimento demografia e immigrazione di An. Quattro, per il deputato, i punti di critica del documento. Primo, questa circolare non può introdurre "un nuovo istituto quale sarebbe il permesso di soggiorno per l'extracomunitario denunciante"; secondo, per Landi "la regolarizzazione prevede la facoltà e non l'obbligo per il datore di lavoro" cioè al datore è lasciata la discrezionalità di gestire il rapporto di lavoro "sorto contra legem". Terzo punto, contrapporre giudiziariamente il datore italiano e il lavoratore extracomunitario, prosegue Landi, "incide negativamente sulla politica di integrazione che ha come presupposto il reciproco rispetto delle parti". L'ultimo punto riguarda la "strumentalizzazione politica e giudiziaria" che ostacolerebbe la "corretta e rigorosa applicazione" della legge Fini-Bossi.

    "Come responsabile immigrazione di An, ritengo pertanto" spiega Landi "che i datori di lavoro italiani debbano convincersi, e comunque essere aiutati e non puniti, a regolarizzare i clandestini" sapendo che se non lo faranno entro il 10 novembre "incorreranno nelle sanzioni civili e penali". Gli immigrati, conclude Landi, sappiano però che non vi sarà "possibilità di scorciatoie giudiziarie per evadere la regola che in Italia si entra e si rimane nel rispetto della legge".

    (7 novembre 2002)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Predefinito

    Il ministro per le Riforme contro
    la circolare del Viminale che aiuta i clandestini
    Bossi: «Fa il gioco della sinistra»
    ROMA - La Lega conferma il no alla circolare del ministero dell’Interno che prevede la possibilità di concedere un permesso di soggiorno di sei mesi per gli immigrati che aprono una vertenza contro il datore di lavoro che si è rifiutato di metterli in regola. Un no deciso da parte del Carroccio perché sottoporre il problema «alla magistratura fa il gioco della sinistra» e inoltre una circolare «non può essere contro la legge». Il ministro per le Riforme Umberto Bossi commenta così l’ennesimo trappolone «degli apparati burocratici collegati ai ben noti caritatevoli di turno». «Questo è un problema politico - afferma Bossi - degli eletti del popolo. Portarlo alla magistratura significa fare il gioco della sinistra. Io ho letto per anni Le Monde diplomatique e so bene che è questo lo scopo delle sinistre in tutta Europa: spostare il problema dell’immigrazione nelle aule dei tribunali in modo che i magistrati blocchino la possibilità di buttare fuori questa gente. La legge invece voleva fare chiarezza, fare entrare solo quelli che hanno i contratti di lavoro. Gli altri, chiunque li abbia fatti venire, la Caritas o altri, sono contro la Lega e noi siamo contro questa gente». La conferma alle parole di Bossi arriva dallo stesso Viminale che precisa come questa circolare sia «un provvedimento tecnico predisposto dagli uffici competenti e non emanazione del vertice politico del ministero». Quanto alla posizione assunta dal capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa, favorevole alla circolare, «si concilierà», rassicura il ministro Bossi, anche perché «la circolare è contro la legge e una circolare non può essere contro la legge». In An si registrano posizioni nettamente divergenti. A contrastare la tesi di La Russa, infatti, è lo stesso responsabile immigrazione di An, Giampaolo Landi Di Chiavenna, che dà un giudizio non positivo sulla “circolare Mantovano” nella quale vede «luci e ombre». Dario Galli, vicepresidente del gruppo del Carroccio a Montecitorio , invece ribadisce che «la circolare emanata dal ministero dell’Interno è palesemente contraria alla legge Bossi Fini e quindi deve essere immediatamente ritirata». «La regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari - dice Galli - può essere fatta solo dai datori di lavoro in accordo con il lavoratore. Dare la possibilità agli extracomunitari illegali di intentare causa contro qualunque cittadino italiano, al fine di ottenere un permesso di soggiorno darebbe origine ad una quantità enorme di contenziosi fittizi al solo scopo di allungare i tempi». «Inoltre - prosegue l’esponente leghista - si tornerebbe, da un punto di vista politico, alla situazione della Turco-Napolitano quando in molti casi era il cittadino italiano a doversi difendere dalle accuse mossegli da qualunque extracomunitario irregolare». Della stessa opinione il senatore della Lega Nord Antonio Vanzo che chiede al ministero dell’Interno di «ritirare presunte circolari che diano adito a confusioni» nell’applicazione della legge Bossi-Fini. «Denunciare un datore di lavoro che si rifiuta di regolarizzare un lavoratore non è previsto dalla Bossi-Fini, altrimenti sarebbe un’ennesima sanatoria incondizionata», protesta Vanzo. «Se denuncia contro il lavoro in nero deve essere fatta - conclude Vanzo - ci sono gli organi preposti e non c'entra assolutamente la Bossi-Fini che è nata con lo spirito, sì, di far emergere il lavoro nero ma con regolari contratti di soggiorno e lavoro».
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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