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  1. #31
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Originally posted by yurj
    a) ma si deve proprio per forza festeggiare?

    b) Drugooooo, io li compio il 25 Dicembre, ora manca la Befana e facciamo un bel trio

    Pensiero, non e' che ci fai la Befana?

    Vedo che ti sei ripreso anche troppo bene dall'influenza!!!!

  2. #32
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    Predefinito Re: Re: Ke farete la sera dell'ultimo?

    Originally posted by Goyassel La Zucca


    Cosa farò l'ultimo giorno dell'anno?
    Credo proprio che, come ogni sera, intorno alle sette e tre quarti mi siederò a tavola e consumerò la mia cena; una cena frugale. Frugalissima. Una tazza di latte caldo con gli Oro Saiwa ed uno yogurt (si scrive così?) al sapore di frutti di bosco di quelli che compro al Discaunt. Rifletterò qualche minuto sui guaj della vita e poi, conchiusa la cena, metterò sotto l'acqua del rubinetto di cucina sia la tazza sia il barattolino dello yogurt (che non butto mai, ma conservo sempre). Li metterò a mollo, ma non li laverò subito. A queste cose ci si pensa di mattina, non la sera quando è bujo!
    Nel frattempo, come faccio sempre, intorno alle otto - otto e dieci andrò in camera da letto ad accendere lo scaldasonno "Imetec"; infatti, come ho già avuto più volte modo di scrivere sulle colonne di questo sito, in casa mia, la casa dove sono tornato a vivere da poco (dopo mesi e mesi al Camposanto), la casa dove sono nato e dove sono morto, non c'è il riscaldamento e non c'è mai stato (anche se mio figlio ha una mezza idea di metterlo). E poiché la casa è vecchia ed ha le pareti spesse, c'è sempre molto gelo. Un gelo che definire polare sarebbe fin troppo riduttivo.
    Sono perciò obbligato, per proteggermi da questo notturno gelo, a riscaldare la stanza dove passo gran parte della giornata con la stufetta elettrica e poi il letto dove mi corico la notte con lo scaldasonno "Imetec". Che è proprio - debbo ammetterlo - una ottima invenzione! Un'invenzione comoda e pratica che, alla sera, mi fa trovare il letto caldo come fosse estate!
    Figurarsi che io, quando mia nipote, anni fa, me lo propose, ero molto scettico e non ne volevo sapere! Ah! Come si cambia!

    Ebbene, acceso lo scaldasonno, mi metterò in pigiama e in vestaglia e tornerò nella stanza a guardare un poco di televisione.
    L'altro giorno ho controllato sul calendario: mi pare che l'ultimo dell'anno sia martedì. Nell'illusoria speranza che nessuno si diverta a sconvolgere i palinsesti, mi auguro di tutto cuore che la Televisione di Stato trasmetta, sui suoi teleschermi, come ogni martedì, la graziosissima trasmissione "Novecento", condotta da Giuseppe Baudo y Pirracchio, ch'è il più grande presentatore che la nostra televisione possa schierare.
    Poi, verso le dieci e mezzo - dieci e tre quarti, principiando ad avvertire i primi segnali del sonno incombente, spegnerò l'apparecchio televisivo attraverso il c.d. "telecomando", spegnerò la luce della stanza e poi m'avvierò in direzione della stanza da bagno.
    Fatte le mie cose nella stanza da bagno (tutte cose di cui il tacer è bello), mi recherò in camera da letto, preparandomi per la sopravveniente notte. Mi siederò sul mio letto d'ottone, mi sfilerò da' piedi le vecchie e strappate pantofole, spegnerò lo scaldasonno "Imetec" (questo me lo debbo ricordare sempre), ed entrerò, come ogni notte, sotto le coltri e sotto il piumone danese.
    Poi, infilatami in capo la papalina da notte che lascio sempre appesa a' pomi d'ottone del mio letto, attraverso l'interruttore che ho vicino al comodino, spegnerò la luce del lampadario di camera e mi preparerò psicologicamente per la nottata.
    Entro venti minuti - mezz'ora sarò immerso nel sonno più profondo. A patto che - beninteso! - al momento d'addormentarmi, non mi vengano cattivi pensieri. E a patto che nessuno, dalla strada, si diverta a festeggiare la mezzanotte con spari e petardi vari (come succede spesso).
    Mah! Che vi devo dire? Speriamo bene!
    Che Iddio Onnipotente e Misericordioso (o chi per Lui) ci assista e si soccorra!

    Cordiali saluti a tutti,

    G.L.-

    Gentilissimo e pirotecnico signor Goyassel,
    la sua leggenda è poca cosa se paragonata alla sua saggezza.
    Da quando ho visto il titolo di questo thread, neri e angusti pensieri hanno cominciato a solcare e cavalcare la mia anima, come i bisonti della seconda versione del video di "One" degli U2...ehm, vabbè, immagini solamente un sacco di polvere insieme ad uno zoccolare di zoccoli di bisonti selvaggio e duro, le giuro, e tutto questo nella mia testa senza uno straccio di make up "artist", come si chiamano adesso, che mi rassettasse il crine e incipriasse le gote!
    Il Capodanno!!!!!!
    Sappia che la mia infanzia adolescenziale è stata marchiata da severi divieti in merito al Capodanno: cene interminabili fra le facce affrante di parenti acquisiti anche se non lo erano, e chiusura finale col mio dito lupinesco nell'imbottitura del panettone, mamma sbronza dopo mezzo bicchiere di chamapagne, e Show del Moulin Rouge in televisione.
    Anni e anni di questo trattamento hanno fatto si che io, una volta raggiunta l'età della ragione, che il governo vuole coincida con quella in cui si prende la patente, abbia girovagato non semplicemente attraverso luoghi, bensì attraverso le più disparate modalità di festeggiare il primo dell'anno.
    Le ho fatte tutte, credo.
    Ho fatto il Capodanno in mezzo ad un gruppo di astrofisici in mezzo alle colline, l'ho passato travestita da Cappuccetto Rosso-terrorista (avevo un fucile a canne mozze rubato a mio cugino sotto la mantellina, uguale-uguale alla pubblicità di Chanel n.5!), mi sono ritrovata in mezzo a rockstar o supposte tali in preda a crisi depressive da caipiroska dell'ultim'ora, l'ho intravisto nei fiumi dell'alcool reggendo ad uno stato di sbronza continua dalle 20 del 31 sino alle 13 del 1, l'ho assaporato lucidissima (beh, non proprio "issima") aspettando il sole sorgente da Montemorello, ho giocato e vinto una partita a scacchi sino allo scoccare dell'una e tre e un'altra volta, l'ho passato in mezzo ad una mandria di sconosciuti assatanati invitata dal mio ex grande amore del mare, travestito da zebra di peluche, ascoltando Califano e poi abbandonata da sola in una stazione e senza occhiali (che avevo lasciato a casa....).
    Tutti gli anni con persone diverse, tutti gli anni, finiti insieme solo per riuscire a fuggire dalla tremenda condanna di non sapere cosa fare e in che modo sopravvivere al Capodanno.
    Il giorno dopo, sms per controllare se si è vivi, e poi più nulla, ognuno nel suo vuoto, pneumatico come una big-babol...
    Mio gentilissimo messere, lei, dalla sua età veneranda, deve aver capito tutto e letto nel mio cuore di giovinastra turbolenta: lo sa quel'è il mio desiderio più grande?, quello più grande in assoluto, così grande che non lo voglio nemmeno esprimere per paura che ove espresso trovi un dispiacevole impedimento che non potrei non vedre come una mortal ferita al cuore, ossia alle spalle inflittami dal mio assurdo e malandrinoso destino?, lo dico perchè almeno esorcizzo il mio timore.
    Passare il Capodanno sotto le coperte, accompagnata gentilmente da chi gentilmente mi accompagna, avendo per sola luce quella del televisore, gatto ai piedi del letto, sigarette e calici sbrecciati intorno, lontana da ogni clamore, coccolata, coccolata, coccolata, e presto a letto.
    Senza coccarde, nè vodka, nè lustrini...silentium post clamores...tutto il casino che ho sempre fatto e che continuo a fare è per arrivare a questo.
    Minimo, invece, anche quest'anno mi ritroverò sbronza in qualche macchina di chissà chi piena di travestiti alti mezzo metro più di me, con l'unica consolazione di poter sfoggiare la mia stola di piume fuxia giapponese.
    Glielo giuro sulla testa del mio gatto, piccino amato, non vedo l'ora di arrivare alla sua età. Eppure, con tutti i miei eccessi, avrei dovuto invecchiare più in fretta...forse il governo ha paura che lo faccia per avere la pensione, che ingenuo
    Salutamu

  3. #33
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    Se non ricordo male, il 31 dicembre 1999 (giorno) l'ho trascorso in sala settoria, assistendo a un'autopsia... Di sera a casa, come ogni anno e come farò anche stavolta... Io, a dicembre, festeggio il Solstizio d'Inverno e basta...

    Saluti.

  4. #34
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    Predefinito

    Originally posted by Goyassel La Zucca

    [...]Mi siederò sul mio letto d'ottone, mi sfilerò da' piedi le vecchie e strappate pantofole, spegnerò lo scaldasonno "Imetec" (questo me lo debbo ricordare sempre), ed entrerò, come ogni notte, sotto le coltri e sotto il piumone danese.
    [...]
    Come il piumone danese? Lei mi ha deluso egregissimo La Zucca. Che è danese, passi, ma il piumone, suvvia, non mi pare adatto. Ecco quel che ci vuole: lenzuolino, coperta di lana grossa, eventuale ulteriore strato di plaid vecchiotto, copriletto leggero sennò si soffoca, il tutto rinsaccato per benino sotto il materasso, acciocchè non venga fuori durante la notte, lasciando all'addiaccio estremità varie. Il tutto mi parrebbe più dignitoso per la sua augusta e vegliarda figura. Salutoni.

  5. #35
    MILANESE DI UNA VOLTA
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    Originally posted by yurj
    Spero di non ricordarmelo il giorno dopo
    Bella Yuri!

  6. #36
    MILANESE DI UNA VOLTA
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    Predefinito Re: Ke farete la sera dell'ultimo?

    Originally posted by Oli
    Boh, proprio nn saprei.

    Così x curiosità, viricordate ke avete fatto l'ultimo tra il 1999 e il 2000?!?!?

    Di solito ke fate?
    Non so, non me ne preoccupo mai molto, decido il giorno stesso.

    La notte dell'ultimo fra il 1999 e il 2000 l'ho passata solo a casa con la mia ragazza...

  7. #37
    sempre soccombente
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    Predefinito Re: Re: Re: Ke farete la sera dell'ultimo?

    Originally posted by Unheimlich
    Gentilissimo e pirotecnico signor Goyassel,
    la sua leggenda è poca cosa se paragonata alla sua saggezza.
    Da quando ho visto il titolo di questo thread, neri e angusti pensieri hanno cominciato a solcare e cavalcare la mia anima, come i bisonti della seconda versione del video di "One" degli U2...ehm, vabbè, immagini solamente un sacco di polvere insieme ad uno zoccolare di zoccoli di bisonti selvaggio e duro, le giuro, e tutto questo nella mia testa senza uno straccio di make up "artist", come si chiamano adesso, che mi rassettasse il crine e incipriasse le gote!
    Il Capodanno!!!!!!
    [...]
    Glielo giuro sulla testa del mio gatto, piccino amato, non vedo l'ora di arrivare alla sua età. Eppure, con tutti i miei eccessi, avrei dovuto invecchiare più in fretta...forse il governo ha paura che lo faccia per avere la pensione, che ingenuo
    Salutamu
    Egregia Sig.ra (o Sig.na) Unheimlich (si scrive così?),
    lieto di fare la sua conoscenza, colgo, innanzitutto, l'occasione per ringraziarla infinitamente per le cortesi parole che ha avuto la bontà di rivolgere al mio indirizzo. Parole che, ci tengo a dirlo, io non credo, per svariati motivi, di meritare appieno.
    Che dirle, mia gentile interlocutrice?
    Non vede l'ora di arrivare alla mia età, lei scrive.
    Io, invece, quando avevo la sua, temevo moltissimo il trascorrere del tempo. Lo temevo al tal punto che maledicevo, pressoché quotidianamente, il giorno che mi aveva veduto venire alla luce (oh, quante "v"!). Temevo il decadimento fisico, temevo il decadimento mentale... temevo il declino, il tracollo, la crisi... temevo tutto.
    E invece? E invece, egregia Sig.ra (o Sig.na), a conti fatti, debbo constatare che un poco di ragione lei ce l'ha. Non si sta poi male a novant'anni. Tanto più se si è personaggi fasulli come io sono.
    Dal canto mio, inoltre, credo d'essermi mantenuto sempre eguale a me stesso e di non aver avvertito poi tanto i segni del tempo, come accade ad altri.
    - Ma davvero è passato così tanto? Ma davvero son passati novant'anni?! - mi chiedo, alle volte, ragionando meco e osservando la mia strana immagine, riflessa in quel camaleontico e pappagallesco aggeggio che ha nome specchio. Novant'anni, Dio Cristo, Novanta! Mica caramelle! Non riesco, in tutta sincerità, a capacitarmene e a rassegnarmene, non ci riesco davvero. Perché, debbo dirlo, non mi sento così tanto vecchio come dovrei; si figuri che quando io avevo la sua età - ed è passato assai più di mezzo secolo - mi sentivo un vecchio. Adesso mi succede assai meno. Si figuri che oggi, che son prossimo a' novanta (il 21 di dicembre: se ne rammenti!), pajo, incredibilmente, un giovincello di belle speranze, un fanciullo con dinanzi un avvenire radioso!
    Oggi che - A.D. 2002 - m'incammino, a passi da gigante, sulla soglia de' novanta, posso dire, senza tema di venir smentito da nessuno, d'essermi conservato assai meglio della gran parte de' miei coetanei. Quelli che, beninteso, son vivi o che, potendo vantare un decesso alle spalle, seguitano a comportarsi come mi comporto io (se ve ne sono!). Strana cosa, la vecchiaja. E, considerando - come ha ricordato una volta la Sig.na Oriana Fallaci - qual è l'alternativa, tutto sommato non posso lamentarmi. Anzi!
    E pur tuttavia ricordo ancora una volta a chi mi legge che, essendo un personaggio fasullo, io non faccio testo. Punto e basta.

    Il capodanno, lei dice!
    Io non ho, ahimè, molti ricordi da poterle narrare sul capodanno. Da giovane stavo nella mia casa di San Gaspare, da grande e da vecchio nella casa di Sammaruglia. Punto. Mi torna alla mente, se proprio debbo spremermi le c.d. meningi, soltanto uno spiacevole episodio verificatosi sul principio dell'A.D. 2000; e, più precisamente, nel corso della nottata tra il 31 dicembre ed il 1° di gennajo. La notte, per intenderci, di passaggio da un millennio all'altro. Me lo rammento come fosse jeri. E non è - si badi bene - una rimembranza piacevole. Nel cuore della notte, infatti, proprio allo scoccare della mezzanotte, quando la gente dabbene dovrebbe essere a dormire da almeno un'ora abbondante, ebbi ad esser svegliato di soprassalto da' frastuoni sguajati che provenivano della strada. E, sceso come una furia in istrada, successe quello che successe [mi si perdoni il cambio di soggetto] e che, per carità di patria, non vo' rivangare...
    Maledetti sciagurati! Mai mi sono sentito così ridicolo!
    Passare le nottate per le vie cittadine al pari di banditi e di delinquenti...! Passare le nottate a far schiamazzi, molestando la gente dabbene ch'è immersa nel sonno più profondo...!
    Sciagurati! Vergognosi!
    Mah! Che dirle?
    Diffidi, cara mia, sinché è in tempo, dalle cattive compagnìe. Non si faccia trascinare su' sentieri della perdizione. Sentieri che pajono allettanti, ma che, alla lunga, si rivelano traditori. Dia retta a me, sinché è in tempo. Certe cose che ho letto nel suo pur cortese messaggio non mi son garbate né poco e né punto; ed anzi, auspico di non dover leggere più, né sulle colonne de' giornali, né sulle colonne di questo forum di Internèt, racconti tanto pieni di vizio e di beata incoscienza. Non finisca, turbolenta giovinastra (la definizione è sua), nella autovettura di chissà chi, circondata da gente poco raccomandabile, magari dedita a disturbare la quiete pubblica e, magari, il sonno de' galantuomini con schiamazzi d'ogni sorta. Si ravveda, gentile Sig.ra (o Sig.na) Unhm... ecc.., sinché è in tempo! Metta in atto il proposito che cova nel profondo del suo cuore: trascorra il capodanno come meglio desidera (che è anche un modo, a mio modestissimo parere, più intelligente e più piacevole), lasciando, però, da parte le sigarette che fanno solo male alla salute! Metta in atto il suo sano e onesto proposito e non si lasci, questo glielo ripeto ancora una volta e col cuore in mano, distogliere dalle cattive e invidiose compagnìe, il cui unico interesse è quello di farle del male! Stia attenta, mia gentile interlocutrice! Eviti le lusinghe di certa gente poco onesta e poco pulita! Per carità di Dio! Faccia attenzione, che con la gente che circola oggi è sempre bene avere cento occhi! Se ne rammenti, per l'amor di Dio (o di chi per lui)!

  8. #38
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    Originally posted by Pentothal

    Come il piumone danese? Lei mi ha deluso egregissimo La Zucca. Che è danese, passi, ma il piumone, suvvia, non mi pare adatto. Ecco quel che ci vuole: lenzuolino, coperta di lana grossa, eventuale ulteriore strato di plaid vecchiotto, copriletto leggero sennò si soffoca, il tutto rinsaccato per benino sotto il materasso, acciocchè non venga fuori durante la notte, lasciando all'addiaccio estremità varie. Il tutto mi parrebbe più dignitoso per la sua augusta e vegliarda figura. Salutoni.

    Egregio Sig. Pentothal (si scrive così?),
    E' meglio il piumone: perché se mi rigiro nel letto, segue i miei movimenti e non mi lascia mai scoperto. Un toccasana.
    Se metto la coperta o altra roba di sopra, invece, la ritrovo sistematicamente per terra. Parlo per esperienza personale, sia chiaro. Poi ognuno faccia come gli pare.

    Cordiali saluti,

    G.L.-

  9. #39
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    Non è per snobberia o simili cose, ma ho già dato, mi spiace. Come tutti ho fatto il mio ultimo dell'anno ubriaco in feste e festini, altre volte l'ho passato a letto con la febbre, altre volte a letto senza febbre e con persona cara ( forse i migliori). Quello del 1999 in casa con i miei fino ad una certa ora poi a festa in piazza dove avevo appuntamento con altri disgustatori del capodanno. Capodanno 2000 invece in Piazza Tien- Am- Men assieme ad un milione e passa di cinesi.Basta, non ne posso più!!!! Già cominciano a dirmi che fai l'ultimo dell'anno????Persone della mia età!! Ma basta!!! Se non vado in discoteca tutte le altre sere dall'anno, perchè dovrei andarci l'ultimo???perchè lo fanno tutti?? Motivo questo per non andare. Ho volgia di fare un viaggio, quello si, e forse approfitterò delle feste di natale per farlo, forse a Sofia.
    saluti
    echiesa

  10. #40
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Ke farete la sera dell'ultimo?

    Originally posted by Goyassel La Zucca


    Egregia Sig.ra (o Sig.na) Unheimlich (si scrive così?),
    lieto di fare la sua conoscenza, colgo, innanzitutto, l'occasione per ringraziarla infinitamente per le cortesi parole che ha avuto la bontà di rivolgere al mio indirizzo. Parole che, ci tengo a dirlo, io non credo, per svariati motivi, di meritare appieno.
    Che dirle, mia gentile interlocutrice?
    Non vede l'ora di arrivare alla mia età, lei scrive.
    Io, invece, quando avevo la sua, temevo moltissimo il trascorrere del tempo. Lo temevo al tal punto che maledivo, pressoché quotidianamente, il giorno che mi aveva veduto venire alla luce (oh, quante "v"!). Temevo il decadimento fisico, temevo il decadimento mentale... temevo il declino, il tracollo, la crisi... temevo tutto.
    E invece? E invece, egregia Sig.ra (o Sig.na), a conti fatti, debbo constatare che un poco di ragione lei ce l'ha. Non si sta poi male a novant'anni. Tanto più se si è personaggi fasulli come io sono.
    Dal canto mio, inoltre, credo d'essermi mantenuto sempre eguale a me stesso e di non aver avvertito poi tanto i segni del tempo, come accade ad altri.
    - Ma davvero è passato così tanto? Ma davvero son passati novant'anni?! - mi chiedo, alle volte, ragionando meco e osservando la mia strana immagine, riflessa in quel camaleontico e pappagallesco aggeggio che ha nome specchio. Novant'anni, Dio Cristo, Novanta! Mica caramelle! Non riesco, in tutta sincerità, a capacitarmene e a rassegnarmene, non ci riesco davvero. Perché, debbo dirlo, non mi sento così tanto vecchio come dovrei; si figuri che quando io avevo la sua età - ed è passato assai più di mezzo secolo - mi sentivo un vecchio. Adesso mi succede assai meno. Si figuri che oggi, che son prossimo a' novanta (il 21 di dicembre: se ne rammenti!), pajo, incredibilmente, un giovincello di belle speranze, un fanciullo con dinanzi un avvenire radioso!
    Oggi che - A.D. 2002 - m'incammino, a passi da gigante, sulla soglia de' novanta, posso dire, senza tema di venir smentito da nessuno, d'essermi conservato assai meglio della gran parte de' miei coetanei. Quelli che, beninteso, son vivi o che, potendo vantare un decesso alle spalle, seguitano a comportarsi come mi comporto io (se ve ne sono!). Strana cosa, la vecchiaja. E, considerando - come ha ricordato una volta la Sig.na Oriana Fallaci - qual è l'alternativa, tutto sommato non posso lamentarmi. Anzi!
    E pur tuttavia ricordo ancora una volta a chi mi legge che, essendo un personaggio fasullo, io non faccio testo. Punto e basta.

    Il capodanno, lei dice!
    Io non ho, ahimè, molti ricordi da poterle narrare sul capodanno. Da giovane stavo nella mia casa di San Gaspare, da grande e da vecchio nella casa di Sammaruglia. Punto. Mi torna alla mente, se proprio debbo spremermi le c.d. meningi, soltanto uno spiacevole episodio verificatosi sul principio dell'A.D. 2000; e, più precisamente, nel corso della nottata tra il 31 dicembre ed il 1° di gennajo. La notte, per intenderci, di passaggio da un millennio all'altro. Me lo rammento come fosse jeri. E non è - si badi bene - una rimembranza piacevole. Nel cuore della notte, infatti, proprio allo scoccare della mezzanotte, quando la gente dabbene dovrebbe essere a dormire da almeno un'ora abbondante, ebbi ad esser svegliato di soprassalto da' frastuoni sguajati che provenivano della strada. E, sceso come una furia in istrada, successe quello che successe [mi si perdoni il cambio di soggetto] e che, per carità di patria, non vo' rivangare...
    Maledetti sciagurati! Mai mi sono sentito così ridicolo!
    Passare le nottate per le vie cittadine al pari di banditi e di delinquenti...! Passare le nottate a far schiamazzi, molestando la gente dabbene ch'è immersa nel sonno più profondo...!
    Sciagurati! Vergognosi!
    Mah! Che dirle?
    Diffidi, cara mia, sinché è in tempo, dalle cattive compagnìe. Non si faccia trascinare su' sentieri della perdizione. Sentieri che pajono allettanti, ma che, alla lunga, si rivelano traditori. Dia retta a me, sinché è in tempo. Certe cose che ho letto nel suo pur cortese messaggio non mi son garbate né poco e né punto; ed anzi, auspico di non dover leggere più, né sulle colonne de' giornali, né sulle colonne di questo forum di Internèt, racconti tanto pieni di vizio e di beata incoscienza. Non finisca, turbolenta giovinastra (la definizione è sua), nella autovettura di chissà chi, circondata da gente poco raccomandabile, magari dedita a disturbare la quiete pubblica e, magari, il sonno de' galantuomini con schiamazzi d'ogni sorta. Si ravveda, gentile Sig.ra (o Sig.na) Unhm... ecc.., sinché è in tempo! Metta in atto il proposito che cova nel profondo del suo cuore: trascorra il capodanno come meglio desidera (che è anche un modo, a mio modestissimo parere, più intelligente e più piacevole), lasciando, però, da parte le sigarette che fanno solo male alla salute! Metta in atto il suo sano e onesto proposito e non si lasci, questo glielo ripeto ancora una volta e col cuore in mano, distogliere dalle cattive e invidiose compagnìe, il cui unico interesse è quello di farle del male! Stia attenta, mia gentile interlocutrice! Eviti le lusinghe di certa gente poco onesta e poco pulita! Per carità di Dio! Faccia attenzione, che con la gente che circola oggi è sempre bene avere cento occhi! Se ne rammenti, per l'amor di Dio (o di chi per lui)!
    Dolcissimo messere,
    le giuro che non volevo farla preoccupare. Mi rendo conto che tutto quello che dico detto così assume i colori della cronaca nera sui reportage da iperivista strafiga sui dolori e il vuoto dei ggiovani d'oggi, ma è tutt'altro che vuoto, è perdita di tempo in modo pieno e creativo.
    Io sono un cercatore di verità, verità relative e non teorematiche, la teorematicità, Goedel insegna, è incompatibile persino con le verità logiche, si figuri con quelli illogiche della vita reale (che sono poi, per quanto mi riguarda, le uniche degne di essere considerate perchè non possono mai diventare regola...).
    Jeri (ha notato la pirandelliana "J"?) sorseggiavo un caffè macchiato con un mio caro amico notorio per essere un uomo di strabiliante bellezza e intelligenza, ma anche per essere una persona fredda e logica, al di là da ogni quisquilia che abbia a che fare con l'umanità.
    Ebbene, ora che da un mese si è alfine laureato con lode del magico alloro governativo, ha perso la testa per una ragazza del popolo. Lascio stare le ovvie considerazioni contrappassistiche e contrappuntistiche dell'era ora e del prima o poi ci sarebbe cascato; quello che mi preme dire è che siamo tutti, in gran parte, delle burrasche cristiane che necessitano di un pò di paganesimo, e in questo non so vedere altro che un atto di sanità.
    Poi, ognuno nella vita ha i suoi tempi e il suo destino.
    Non so che ne sarà di me da qui a un mese, non mi riesco ad immaginare se non con i problemi di sempre, se non trovo il modo di risolvermeli adesso.
    Le dirò solo questo, avrò a Capodanno quello che mi merito, non si può che raccogliere quello che si è seminato, ma in ogni modo, qualunque cosa accada, davanti a un camino o per le piazze gonfia di tequila, sempre e comunque avrò rispetto per il meritato sonno altrui.
    Caso mai dovessi passare insieme ai travestiti nei pressi di Sommaruglia, non suonerò il suo campanello per poi scappare: le lascerò un post-it appeso e sopra l'impronta di un bacio.
    Che poi le labbra che lo imprimano siano le mie o di Cacace Gennaro, poco importa: quello che conta è che arrivi un sincero augurio di anno nuovo e felice anche a lei.
    Se poi fa uno strappo alla regola e si accoda insieme a noi, le faccio volentieri posto nella cadillac: tisana alla malva per tutti, e letizia nel cuore sia...
    Affettuosamente redenta nel cuore come Giamburrasca e Franti,
    Unhetcetcetc

 

 
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