Effetto-Van Gogh, «invasione» a Treviso
Alla mostra 9000 visitatori in due giorni, la città strapiena di turisti

(Alessandro Zago)

TREVISO. Città presa d'assedio ieri per la giornata dedicata alla cucina trevigiana e il primo weekend della mostra «L'impressionismo e l'età di Van Gogh» allestita a Ca' dei Carraresi. In soli due giorni, i visitatori hanno sfiorato quota novemila. Ieri Treviso sembrava una grande città d'arte, poliglotta, piena di turisti.
Una domenica con tanta gente, traffico sostenuto sul Put ma senza maxi-ingorghi. Una domenica giusta per fare una passeggiata in centro e assaggiare le leccornie degli stand di piazza Borsa, il vino novello in piazza San Vito. E poi c'è la mostra su Van Gogh: in questo primo week-end ha registrato quasi novemila presenze - 4.300 solo ieri - ossia seimila in più rispetto al primo fine settimana della mostra dello scorso anno.



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Una domenica su misura. Con tanta gente, traffico sostenuto sul Put ma senza maxi-ingorghi. Una domenica giusta per una passeggiata in centro, per fare shopping, bere un caffè con gli amici, assaggiare le leccornie degli stand allestiti in piazza Borsa per «Le giornate dei sapori», il vino novello in piazza San Vito. E poi c'è la mostra «L'impressionismo e l'età di Van Gogh» a Ca' dei Carraresi: al secondo giorno di apertura i visitatori sono già quasi novemila, da tutta Italia e dall'estero. Ieri sembrava di essere in una grande città d'arte: c'erano turisti emiliani, lombardi, toscani ma anche americani, cinesi e tedeschi.
La cassa di risonanza di iniziative come «Treviso città aperta» sta avendo effetto: la domenica - al di là della cronica mancanza di parcheggi e delle solite code - può essere davvero un giorno ideale per godersi Treviso. E infatti anche ieri il centro storico ha accolto migliaia di visitatori. E' piaciuta la kermesse culinaria di piazza Borsa, organizzata dalla Confartigianato a scopo benefico, apprezzatissimi i gelati e i dolci agli stand.
E poi c'è la mostra a Ca' dei Carraresi, che in questo primo week-end ha registrato quasi novemila presenze - 4.300 solo ieri - ossia seimila in più rispetto al primo fine settimana della mostra allestita lo scorso anno. Simili eventi non sono solo business, flusso di denaro anche per l'indotto alberghiero e della ristorazione: sono un modo per pervadere di un tono diverso una città piccola e spesso distratta come Treviso. E sono proprio i turisti a dare quel tono in più. Quelli della toccata e fuga di un giorno, provenienti un po' da tutte le regioni, ma anche quelli - stranieri e non - che si fermano in città qualche giorno per godersi i quadri di Ca' dei Carraresi e insieme gli scorci inattesi del centro, le chiese, la cucina. Già dalla fine della scorsa settimana hanno cominciato a «sfilare» con le loro valigie a rotelle dalla stazione lungo via Roma, diretti ai pochi alberghi della città. Passeggiare ieri in Pescheria dava un'impressione piacevole: sembrava di essere a Venezia, in via Margutta, davanti al Duomo di Firenze. C'era tanta «bella» gente. Curiosa. Tanti dialetti, lingue, occhi a mandorla e pallori britannici. Belle facce di persone in viaggio per il piacere di essere qui. Quello che a volte manca a Treviso per sentirsi meno provinciale.