All’uscita ha arroventato molto prevedibilmente mille polemiche su pluralismo, compostezza, obbiettività dell’informazione.
In fondo due ore in diretta per parlarci di altri italiani, che esistono e sono tanti, diversi ma non per questo “non politicamente corretti”.
Quelli che sono contro l’aborto, che amano la Madonna, che si scandalizzano per le persecuzioni del cristiani nel mondo, che vogliono bene al Papa e financo all’Amor nostro Berlusconi (come dice Andrea Mercenario).
Italiani che detestano l’opposizione dei girotondini e lo snobismo delle girandole, che pensano al comunismo come ad un incubo storico ancora non digerito dalle élite europee, che non andrebbero mai al Palasport di Assago appresso a Micromega, che fanno figli in continuazione, che vestono con nonchalance capi di abbigliamento capaci di far inorridire le Aspesi, che non svengono di paura e di orrore se stringono la mano a Previti o a Fini.
Esistono altri mondi, altre biografie, altre idee che non siano le solite.
Esiste gente diversa dal lettore medio del Foglio e di Repubblicas, del Corsera e della Stampa, diversi dagli ascoltatori di Radio3 e dai devoti del Diario di Deraglio….e dagli ascoltatori di Radio radicale.
Eccoli: con Antonio Socci sono arrivate in Tv e le persone assennate e non faziose devono fare loro molti auguri.
Socci è uno che non frequenta gli ambulacri della corporazione (dei giornalisti,ndr) ma li conosce bene, uno che polemizza appassionatamente e se occorre aspramente con le star dell’intellighenzia di sinistra, che passa da una stroncatura irridente di Tabucchi ad un accorato appello per Sofri: Socci è uno che professa un cattolicesimo militante ma non ha niente del pallore politico di certo giornalismo democristiano d’antan, è uno che ha scritto libri e saggi ma non su se stesso e i suoi rapporti con Enzo Siciliano, bensì sul senso del sacro, è anche uno che non ha niente della furbizia ideologica e manipolatoria a cui ci hanno abituato la tv delle piazze e dei salotti elettronici.
Forse quello di giovedì non era appunto un programma furbo, mancava di un po’ di sana ipocrisia e finiva col risultare anche troppo sovraeccitato , ma che importa?
Il Beato Saccà l’ha buttato nello studio, e lui è stato se stesso.
Mille volte meglio di un paludamento innocuo, di una riverenza ruffiana agli idola fori.
Volevamo il pluralismo dell’informazione?
Eccolo.
Così il contestatore del CUdC Conduttore unico delle Coscienze Giuliano Ferrara.
Diversa, opposta, ancorché velata da un isterico liberalismo, il giudizio di Lerner, che comunque chiosa dichiarando di non aderire a boicottare Socci: “E’ una sfida da seguire”.
Alcune sue osservazioni: “.. l’ho vista tutta, contavo di guardarla per soli dieci minuti”. Rapito? “Praticamente sì, dal mio disagio, dal mio imbarazzo, dal mio fastidio. Ho visto consumarsi la sconfitta della campagna lanciata da Ferrara contro il CUdC. Credo che presto Socci si accorgerà di non essere più una minoranza repressa che vede la luce ma un conduttore della tv pubblica messo lì dalla parte politica che ha vinto. Seguo con interesse la sfida”.
( Sulla LA7 Lerner è settimanalmente un CUdC. Sempre sulla LA7 è stato l’altra parte della coppia con Ferrara in 8 ½, trasmissione politica). Come mai?
Per Lerner “…va benissimo che la destra abbia il suo talk show. Poi, nel merito, la cultura e la rabbia espresse da Socci sono molto specifiche: non sono di tutto il mondo cattolico” –io dico della parte del mondo cattolico che l’altra guancia la porge una volta soltanto, poi molla lo schiaffone – “ c’è un altro modo di affrontare la figura della Madonna e un altro modo di concepire il confronto. E non tutta la destra, per fortuna, scambia i no global per Pol Pot. Ma tutto ciò senza paura e senza scandalo”.
Ma con molto sussiego (la concessione per il talk show).
E molta arroganza, stupida e fuori posto, per quel…”non tutta la destra scambia i no global per Pol Pot .
Concludendo, Lerner dice:”Il punto è che per ore si è fatto un gioco ribaldo e strafottente: adesso comandiamo noi, avevate Santoro ma ora c’è Socci. Tutt’altro rispetto alla buona educazione raccomandata da Ferrara. Ma, anche se sono contrario al pan per focaccia, va benissimo, non mi scandalizzo, mi divertirò a guardare le prossime puntate”.
Non è neppure bravo, Gad Lerner, a dire le sue innocue bugie.
Tra l’altro: Ferrara gli ha risposto; avete letto sopra?.
saluti




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