Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    stanziale
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    Arrow nessuno tocchi Pontida!

    Il leader della Lega contrario alla costruzione di una strada sul luogo simbolo del partito. Ma il Comune: l’arteria si farà


    Bossi: «Nessuno tocchi il prato di Pontida, qui è passata la storia»


    BERGAMO - Umberto Bossi ha tuonato da Radio Padania: «Lo storico prato di Pontida non si deve toccare, nessun piano regolatore può permettere di cambiare la storia con una piazzetta o con il passaggio di una strada». Ma nessuno è profeta in patria, nemmeno la Lega a Pontida, da sempre culla del movimento guidato da Bossi. Il pratone che ha ospitato tutti i raduni e i giuramenti del popolo leghista rischia ora infatti di essere «sfregiato» da una strada che lo taglierà a metà. Sarebbe un vero e proprio colpo di grazia, dopo che già due anni fa, su una porzione della spianata, è stato costruito un centro commerciale.
    Quel che ne è rimasto, 21 mila metri quadrati, è stato acquistato dai leghisti attraverso una mega sottoscrizione che ha consentito di raccogliere oltre 2 miliardi e mezzo di vecchie lire. Ma proprio in mezzo a quell’area rimasta vergine il Comune di Pontida, retto da una lista civica composta in gran parte da ex democristiani che ora si riconoscono nell’Udc, vuole realizzare una strada.
    «Una pura e semplice scelta urbanistica, inserita già nel vecchio piano regolatore, destinata a funzionare da valvola di sfogo per il traffico che sovraccarica la statale Briantea» hanno sempre sostenuto gli amministratori del paese che nel lontano 1167 ospitò lo storico giuramento dei Comuni lombardi contro il Barbarossa. La Lega di Bossi, per contro, intravvede una chiara manovra politica per punire un movimento malvisto. Umberto Bossi in persona e la Pontidafin, la società che materialmente ha acquistato il prato, hanno presentato due osservazioni al piano regolatore per cancellare lo «sfregio» stradale. Ma la maggioranza, nonostante le pressioni, non ha voluto sentire ragioni e nei giorni scorsi ha respinto le richieste dei lumbard . Risultato? La strada si farà.
    Ma il segretario provinciale leghista, Franco Colleoni, non sembra disposto a cedere: «Quel prato è un patrimonio di tutti. È un luogo che ha segnato tappe importanti della politica italiana. A Pontida, forti della maggioranza, non hanno voluto capire. Dove comandiamo noi (per esempio in Regione) ci faremo valere. Di sicuro la battaglia non finisce qui».

  2. #2
    ilariamaria
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    Chiunque è stato anche una volta sola a Pontida sa bene che non c'è niente di meno adatto di quel prato per costruire una strada... troppo argilloso e tendente ad allagarsi. noi ne sappiamo qualcosa vero? E' in una conca che non è possibile riempire.

    fra l'altro sarà uno scempio dal punto di vista naturalistico e taglierà in due lo scolo dell'acqua dalla montagna.

    Quella strada farà allagare sia il supermercato sia le case intorno al prato. Sarebbero disposti a qualcunque cosa pur di dimostrare il loro odio....
    però i soldi per l'acquisto del prato li hanno intascati...


    chissà se il comunew e l'amministrazione di Pontida hanno una e. mail cui poter inviare le nostre proteste....

  3. #3
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    PONTIDA - L’on. Bossi spiega chi e perché vuole asfaltare il Sacro Prato
    Fuori i mercanti dal Comune
    Si chiama Gabriella Donadoni. È il sindaco ex Dc di Pontida. Venerdì sera ha fatto respingere dal consiglio comunale le osservazioni al nuovo Piano regolatore generale presentate dalla Lega e dalla società proprietaria dell’area, la Pontidafin. Queste osservazioni si proponevano di salvare dalla cementificazione il prato di Pontida, da vent’anni assunto a simbolo della libertà del Nord, schiacciato dal centralismo romano. Sì dunque all’asfalto sul Sacro Prato di Pontida, sì alla strada che taglia, deturpa, vìola la sacralità del terreno storico dei raduni della Lega Nord. L’on. Umberto Bossi ha dichiarato che «si tratta di un atto contro il Nord, la sua storia, i suoi simboli, portato da gente che non conosce la propria storia o che pensa che essa si possa scambiare con un vicolo, una piazzetta, o un affare edilizio. Spesso purtroppo si scoprono persone che entrano nei Comuni, gente troppo motivata da visioni mercantilistiche. Una cosa indegna. Già in passato sul terreno di Pontida era stata concessa la costruzione di un centro commerciale al signor Caprotti, presidente della Esselunga. Egli aveva acquistato un pezzo del terreno storico di Pontida per costruire un supermercato. Si sa come funzionano questi affari... Poi si disfò rapidamente dell’imbarazzante supermercato e lo vendette ai tedeschi della Penny Market. Ma la risposta della sindachessa è stata: ancora asfalto sul prato. Bisogna proprio seppellirlo quel prato storico!».
    Bossi ha certamente ragione di individuare i due problemi: l’affare e l’uso dello strumento urbanistico per distruggere il prato. I supermercati andrebbero consentiti in minima parte poiché sono il cavallo di Troia per vendere la produzione straniera e non la nostra. Non occorre essere un mago per capire che qualcosa di molto strano è alla base di questo affare che coinvolge la Regione e il Comune...
    Per la sindachessa, evidentemente, la distruzione deve continuare nel nome e per conto di Roma, dell’affare e della contrapposizione con la Lega e il Nord. «È proprio vero - osserva l’on. Bossi - che il consumismo ha cancellato il romanticismo, le nostre bandiere, gli inni, i simboli e gli ideali. Ma questa volta però la sindachessa è andata troppo oltre nel cercare di cancellare le radici di una storia che sta portando al federalismo e sta cambiando il Paese». Esistono dei crimini storici indefinibili dal punto di vista penale: eppure sono crimini.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    E’ come costruire in piazza Duomo
    abbattendo la Cattedrale
    di Alessandro Morelli

    «È una cosa assurda, per noi sarebbe come pensare di costruire una strada in piazza Duomo a Milano abbattendo la cattedrale. Una pura assurdità che, finché la Lega Nord sarà presente in Regione Lombardia, e ora lo è con due assessori e 10 consiglieri, non passerà mai».
    Questo il duro commento del capogruppo in Regione per il Carroccio, Davide Boni, all’ipotizzata modifica del piano regolatore del comune di Pontida che approva la costruzione di una strada proprio sul mitico pratone, ora di proprietà della Lega, dove nel 1167 si tenne il giuramento dei comuni del Nord alleati contro il Barbarossa.
    «La questione è puramente politica, - ha affermato Boni - noi ne prendiamo atto e proprio per questo ci muoveremo il più velocemente possibile per fermare una decisione che non va assolutamente nella direzione di dare un beneficio ai cittadini del comune di Pontida, ma intende unicamente offendere la sensibilità di centinaia di migliaia di leghisti, e non solo, che ritengono quel prato sacro».
    E così, da parte dell’amministrazione comunale è arrivata una scelta netta: fuori chi cerca di difendere la storia, la cultura e la sacralità del mitico prato di Pontida, fuori chi si oppone ad una scelta politica che è più uno “sgarbo” verso il crude popolo leghista che un miglioramento per i cittadini, sì, invece, all’asfalto per ricoprire il sacro suolo del giuramento dei comuni del Nord e di milioni di persone, 900 anni più tardi, con il Sole delle Alpi nel cuore. Non sono state sufficienti 98 osservazioni al Prg, tra cui una firmata dal ministro Bossi in persona, per bloccare la scellerata scelta della giunta che con il suo vicesindaco e assessore all’urbanistica, Rolando Medolago, in testa hanno portato avanti la decisione. Molti leghisti giunti nella sede comunale hanno protestato, ma tutto è stato inutile. Addirittura il consigliere regionale lombardo Daniele Belotti è stato buttato fuori dalle forze dell’ordine su richiesta della sindaca Gabriella Donadoni perché stava protestando in maniera troppo accesa, paragonando lo scempio in atto a Pontida dal punto di vista storico a quello fatto da altri personaggi nella Valle dei Templi di Agrigento. Fuori quindi, fuori come i consiglieri di opposizione che hanno scelto di non assistere neppure al voto di una maggioranza impazzita, pronta a cancellare la nostra storia con un’alzata di mano. Il consigliere leghista di Pontida, Arveno Mazzoleno, ha affermato nel suo intervento: «Questa strada sarebbe uno scempio, il nostro movimento si vede rappresentato da questo prato, è un valore che va rispettato». Proteste e sospensioni si sono susseguite fino alla votazione che ha decretato la fine del prato, almeno finché la richiesta non dovrà passare in Regione.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  5. #5
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    Una scelta politica a cui la Lega risponderà
    di Giacomo Stucchi

    Nella seduta del Consiglio Comunale di Pontida di venerdì 15 novembre 2002 si è consumato un gravissimo attacco ad un luogo storico per la Lega Nord e, più in generale, per tutti i padani. In tale occasione, infatti, è stata approvata la proposta dell’Amministrazione Comunale di prevedere, nell’ambito di una variante al Piano Regolatore, la realizzazione di una strada sul terreno da sempre utilizzato per i raduni leghisti, suolo sacro ed emblema di libertà. Per la cronaca bisogna dire che la Lega Nord, avendo subito intuito il pericolo è l’assurdità di tale decisione, aveva presentato due osservazioni alla proposta di variante, di cui una a firma del Segretario Federale onorevole Umberto Bossi, che chiedevano di eliminare tale previsione. E le ragioni, addotte a sostegno di tali osservazioni non potevano che essere politiche, o meglio, storico\politiche, sicuramente condivisibili da qualsiasi persona di buon senso.Evidentemente, però, nella maggioranza guidata dal sindaco Gabriella Donadoni il buon senso e il lume della ragione non sono di casa. Per questo, rifugiandosi dietro banali aspetti urbanistici, hanno consapevolmente portato a termine il loro obiettivo politico: colpire la Lega Nord. E che il contenuto di tale scelta fosse squisitamente politico è stato confermato ufficialmente, durante una fase dell’energica protesta dei militanti leghisti intervenuti al Consiglio, anche dal tecnico incaricato per la redazione della variante, il quale si è rimesso per la scelta definitiva alla maggioranza consiliare. La vigorosa protesta leghista, che tra l’altro ha portato alla sospensione della seduta, ha fatto quindi cadere la maschera alla signora Donadoni che, trovandosi in fortissima difficoltà, non è riuscita a balbettare più nulla di sensato, arrivando addirittura a sostenere che la Lega non aveva proposto soluzione alternative! Ma come, mi chiedo, è così difficile capire che per i padani la scelta da fare non poteva essere tra il tracciato individuato o uno posto a 20 metri di distanza, ma sempre su quel terreno! L’unica soluzione alternativa logica e coscienziosa era, e doveva essere, così come proposto, l’eliminazione di tale previsione viabilistica! La signora Donadoni però non si illuda di aver vinto. La variante del Piano Regolatore dovrà ora ottenere il via libera da parte della Regione Lombardia e, in quella sede, la Lega conta, conta moltissimo. A questo si aggiunga poi che, in ultima analisi, seppur dovesse essere confermata la previsione di tale tracciato stradale, la realizzazione dello stesso sarebbe subordinata alla edificazione del lotto di terreno di proprietà della Lega Nord. E questa eventualità, alla luce dell’amore che i padani nutrono per il loro sacro suolo, per tutti i leghisti, dal Segretario Umberto Bossi al semplice simpatizzante, è semplicemente inesistente. Concludendo ricordiamo un’ultima cosa alla signora Donadoni. Se la situazione si evolverà come il rispetto per la storia impone, la sua si trasformerà in una vittoria di Pirro, e con lei soccomberanno politicamente anche gli eventuali mandanti.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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