Sbattezzarsi? La Cei: ora si può
I parroci, su decreto del loro vescovo, annoteranno sul libro dei battesimi la volontà di "sbattezzarsi" di chi ne farà richiesta.
PERUGIA – Bagnati di acqua santa, tra lacrimoni e sorrisi dei parenti, si entra nella "grande famiglia della Chiesa cattolica", il più delle volte in tenerissima età, quando si è ancora troppo piccoli per decidere. E se da adulti si sente l'esigenza di sbattezzarsi? Cosa rispondere a quegli italiani che vogliono “liberarsi” del sacramento del battesimo? Fino a oggi lo hanno chiesto solo alcune decine di persone, eppure il problema i vescovi italiani hanno dovuto affrontarlo.
In un documento approvato oggi dalla Cei e formulato dal vescovo di Palestrina, Eduardo Davino, la Chiesa italiana ha deciso che i parroci, su decreto del loro vescovo, annoteranno sul libro dei battesimi la volontà di “sbattezzarsi” di eventuali interessati. Nel documento sono descritte anche le modalità con cui ottenere l'annullamento del Battesimo .
Si tratta però di un atto del tutto formale. Infatti: “Il battesimo – dice il cardinale Ruini – non può essere annullato”. Opinione condivisa e sostenuta anche dal garante della privacy, Stefano Rodotà.Il delicato argomento è stato affrontato dai 250 vescovi del nostro Paese, riuniti in assemblea generale a Collevalanza, vicino Perugia.
(21 NOVEMBRE 2002, ORE 19.37)




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a meno che non si abbia già un'altra cittadinanza.
