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  1. #31
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    Immigrazione:

    Dal Catechismo della Chiesa Cattolica

    2241 Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l'ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono.

    Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l'esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L'immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri.

    2242 Il cittadino è obbligato in coscienza a non seguire le prescrizioni delle autorità civili quando tali precetti sono contrari alle esigenze dell'ordine morale, ai diritti fondamentali delle persone o agli insegnamenti del Vangelo. Il rifiuto d'obbedienza alle autorità civili, quando le loro richieste contrastano con quelle della retta coscienza, trova la sua giustificazione nella distinzione tra il servizio di Dio e il servizio della comunità politica. « Rendete [...] a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio » (Mt 22,21). « Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini » (At 5,29).

    « Dove i cittadini sono oppressi da un'autorità pubblica che va al di là delle sue competenze, essi non ricusino quelle cose che sono oggettivamente richieste dal bene comune; sia però loro lecito difendere i diritti propri e dei propri concittadini contro gli abusi di questa autorità, nel rispetto dei limiti dettati dalla legge naturale ed evangelica ». 162

    2243 La resistenza all'oppressione del potere politico non ricorrerà legittimamente alle armi, salvo quando sussistano tutte insieme le seguenti condizioni: 1. in caso di violazioni certe, gravi e prolungate dei diritti fondamentali; 2. dopo che si siano tentate tutte le altre vie; 3. senza che si provochino disordini peggiori; 4. qualora vi sia una fondata speranza di successo; 5. se è impossibile intravedere ragionevolmente soluzioni migliori.
    Gli ultimi due articoli c'entran poco ma mi piacevano

    Devolution:

    Il Papa in visita al parlamento ( )

    Per le ricchezze della sua lunga storia, come per la molteplicità e vivacità delle presenze e iniziative sociali, culturali ed economiche che variamente configurano le sue genti e il suo territorio, la realtà dell'Italia è certamente assai complessa e sarebbe impoverita e mortificata da forzate uniformità.

    La via che consente di mantenere e valorizzare le differenze, senza che queste diventino motivi di contrapposizione ed ostacoli al comune progresso, è quella di una sincera e leale solidarietà. Essa ha profonde radici nell'animo e nei costumi del popolo italiano e attualmente si esprime, tra l'altro, in numerose e benemerite forme di volontariato. Ma di essa si avverte il bisogno anche nei rapporti tra le molteplici componenti sociali della popolazione e le diverse aree geografiche in cui essa è distribuita
    Quindi
    - sull'immigrazione: piena coincidenza col pensiero libertario e non contrasto con i sentimenti delle gente padane;
    - sulla devolution: non inconciliabilita' con una riforma federalista (cosa che la devolution non e'...ricordiamolo..)

    Ora toccherebbe a te provare una volta per tutte che se oggi non viviamo su una terra libera e' per colpa del Vaticano...

    Detta fuori dai denti, ho paura che questo odio nei confronti della Santa Sede, piu' che rettaggio del periodo secessionista, sia un modo per ammansire la propria coscienza: "scarico le colpe sugli altri per nascondere le mie (piccole, per carita') mancanze".
    Si perche' il vero colpevole dello sputtanemento del messaggio secessionista e' uno solo, ma "complici" (seppure, ovviamente, in buona fede) lo sono tutti quelli che son rimasti leghisti fino all'altro ieri, tutti quelli che si son tappati il naso di fronte alle palesi giravolte del buffone da Gemonio, tutti quelli che hanno, nonostante l'evidenza, messo da parte la propria "onesta' intellettuale" per aver "fede" in un cialtrone.

    "Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?" Lc 6, 41

    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  2. #32
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    Quando si cita la maleodorante carcassa slava, sarebbe cosa buona e giusta farlo x intero oppure, in alternativa, mettere, per onestà intellettuale, anche i passaggi che ci suonano meno graditi

    Ho scelto quindi alcuni dei brani papali meno noiosi e stupidi(impresa ardua, lo so ) che integrano quelli postati sopra.
    Tralascio tutti i vomitevoli riferimenti al "popolo italiano", al "bene comune" e la restante fuffa.Tanto perchè che si sappia che il pap(p)a, e quindi la Chiesa, non sono esattamente secessionisti o indipendentisti...



    Davvero profondo è il legame esistente fra la Santa Sede e l'Italia!
    Ben sappiamo che esso è passato attraverso fasi e vicende tra loro assai diverse, non sfuggendo alle vicissitudini e alle contraddizioni della storia. Ma dobbiamo al tempo stesso riconoscere che, proprio nel susseguirsi a volte tumultuoso degli eventi, esso ha suscitato impulsi altamente positivi sia per la Chiesa di Roma, e quindi per la Chiesa Cattolica, sia per la diletta Nazione italiana.





    La realtà italiana

    Seguendo con attenzione amica il cammino di questa grande Nazione, sono indotto inoltre a ritenere che, per meglio esprimere le sue doti caratteristiche, essa abbia bisogno di incrementare la sua solidarietà e coesione interna. Per le ricchezze della sua lunga
    storia, come per la molteplicità e vivacità delle presenze e iniziative sociali, culturali ed economiche che variamente
    configurano le sue genti e il suo territorio, la realtà dell'Italia
    è certamente assai complessa e sarebbe impoverita e mortificata da forzate uniformità.La via che consente di mantenere e valorizzare le differenze, senza che queste diventino motivi di contrapposizione ed ostacoli al comune progresso è quella di una sincera e leale solidarietà. Essa ha profonde radici nell'animo e nei costumi del popolo italiano eattualmente si esprime, tra l'altro, in numerose e benemerite forme di volontariato. Ma di essa si avverte il bisogno anche nei rapporti tra le molteplici componenti sociali della popolazione e le diverse aree geografiche in cui essa è distribuita.





    L'Italia e l'Europa


    Un'Italia fiduciosa di sé e internamente coesa costituisce una
    grande ricchezza per le altre Nazioni d'Europa e del mondo. Desidero condividere con voi questa convinzione nel momento in cui si stanno definendo i profili istituzionali dell'Unione Europea e sembra ormai alle porte il suo allargamento a molti Paesi dell'Europa centro-orientale, quasi a suggellare il superamento di una innaturale divisione.E' quindi necessario stare in guardia da una visione del Continente che ne consideri soltanto gli aspetti economici e politici o che indulga in modo acritico a modelli di vita ispirati ad un consumismo indifferente ai valori dello spirito.




    Illustri Rappresentanti del Popolo italiano,

    dal mio cuore sgorga spontanea una preghiera: da questa antichissima e gloriosa Città -da questa 'Roma onde Cristo è Romano', ( )secondo la ben nota definizione di Dante (Purg. 32, 102) -chiedo al Redentore dell'uomo di far sì che l'amata Nazione italiana( )possa continuare, nel presente e nel futuro, a vivere secondo la sua luminosa tradizione, sapendo ricavare da essa nuovi e abbondanti frutti di civiltà, per il progresso materiale e spirituale del mondo intero.

    Dio benedica l'Italia! '.



  3. #33
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Ce n'è a sufficienzxa per una colica renale...lavoro facile, aran.

  4. #34
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    Io 'sto grande schifo non ce lo vedo.
    Sarà che vedo le parole del papa come quelle di un capo spirituale e non politico. Solidarietà, in bocca al papa, non significa assistenzialismo, ma carità volontaria. Perchè fate finta di non capirlo?

  5. #35
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    Originally posted by ARI6
    . Solidarietà, in bocca al papa, non significa assistenzialismo, ma carità volontaria. Perchè fate finta di non capirlo?
    Perchè lo vediamo nella realtà..."solidarietà" in mano alla chiesa significa grossi affari...per "loro" e i "loro amici"...e a rimetterci sono sempre gli stessi...noi....

  6. #36
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    Originally posted by aran banjo
    Quando si cita la maleodorante carcassa slava, sarebbe cosa buona e giusta farlo x intero oppure, in alternativa, mettere, per onestà intellettuale, anche i passaggi che ci suonano meno graditi
    E per quale motivo avrei dovuto postare tutto l'intervento del Papa quando mi si chiedeva una cosa specifica?
    Sai com'e,' io son abituato a rispondere alle domande che si fanno e a ribatter punto su punto le affermazioni che non mi piacciono, te, evidentemente, a svicolare o a spostare l'argomento....direi..differenti concezioni di onesta' intellettuale


    Ho scelto quindi alcuni dei brani papali meno noiosi e stupidi(impresa ardua, lo so ) che integrano quelli postati sopra.
    Tralascio tutti i vomitevoli riferimenti al "popolo italiano", al "bene comune" e la restante fuffa.Tanto perchè che si sappia che il pap(p)a, e quindi la Chiesa, non sono esattamente secessionisti o indipendentisti...
    Mi vorresti dire dovo in questo thread sosterrei tale assurda tesi?
    Lo ripeto, le parole del Papa delineano una
    - sulla devolution: non inconciliabilita' con una riforma federalista (cosa che la devolution non e'...ricordiamolo..) [/b]
    Dimostra il contrario se ne sei capace..


    Sull'immigrazione vedo che non parli
    ...

    Non rispondi a questo:

    Ora toccherebbe a te provare una volta per tutte che se oggi non viviamo su una terra libera e' per colpa del Vaticano...
    E sorvoli sulle mie accuse..


    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  7. #37
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    Originally posted by Nanths


    Perchè lo vediamo nella realtà..."solidarietà" in mano alla chiesa significa grossi affari...per "loro" e i "loro amici"...e a rimetterci sono sempre gli stessi...noi....
    A dir la verita' quella sara' la solidarieta' spuria delle societa' para-statatali-para-cattoliche-para-culate...

    Io quando penso alla solideriata' cattolica penso a tutte quelle opere costruite nel terzo mondo dai missionari cattolici che aiutano a costruire un'alternativa alla migrazione per quelle genti sfortunate...

    Poi se voliamo far del qualunquismo facciamolo...ma non spacciamolo per discorso serio

    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  8. #38
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    Originally posted by Nanths


    Perchè lo vediamo nella realtà..."solidarietà" in mano alla chiesa significa grossi affari...per "loro" e i "loro amici"...e a rimetterci sono sempre gli stessi...noi....
    Anche se non è vero, o per lo meno non sempre (in realtà i missionari son gli unici di cui fidarsi quasi pienamente) mettiamo che lo sia, e che i soldi dati alla chiesa per opere di bene se li intaschi il papa. Il rimedio sarebbe facile facile: smettere di sborsarli, o almeno destinarli a qualcun altro. Vuoi mettere con tasse, espropri e via rapinando (la solidarietà in salsa statale)? No, via: non c'è confronto.

 

 
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