I leader dei 19 paesi membri della Nato ieri mattina, in apertura del vertice di Praga, hanno formalmente invitato Bulgaria, Romania, Slovenia, Slovacchia, Estonia, Lituania e Lettonia ad entrare nell'Alleanza atlantica, allargando entro il 2004 per la seconda volta nella storia l'organizzazione capeggiata dagli Stati Uniti a nazioni ex sovietiche o satelliti dell’Urss.
In occasione dell’apertura del vertice, i due gemelli d’Occidente, Tony Blair e Berlusconi, hanno sottolineato come vi sia unanimità di vedute tra gli alleati Nato circa la necessità di “disarmare” l'Iraq altrimenti verrà aggredito. In questa stessa direzione va inquadrata anche l’approvazione della proposta, sollecitata da Washington, della creazione di una Forza di reazione rapida, composta da 20 mila militari, pronti ad intervenire tempestivamente in qualsiasi zona del mondo in cui sorga una minaccia “contro l’occidente”. Mentre nella capitale ceca si decidono, o meglio qualcuno cerca di accelerare le decisioni sulla sorte del popolo iracheno, il capo degli ispettori Onu per il disarmo, Hans Blix, fa giungere notizie inutilmente confortanti sull’esito dei primi incontri avvenuti a Baghdad ad inizio settimana.




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