Massima solidarietà al senatore azzurro Jannuzzi, condannato a 2 anni di carcere per alcune vecchie bufale rifilate ai suoi lettori quando didrigieva IL GIORNALE DI NAPOLI.
Quelle che il suo amico berlusconi chiamerebbe “uso criminoso dell’informazione”. Ora l’anziano giornalista , provvisoriamente in esilio a Parigi chiedeva di potersi dividere tra il carcere e il senato .
Il mandato parlamentare come alternativa all’ora d’aria. Ma il giudice di sorveglianza di Napoli ha respinto la richiesta di affidarlo ai servizi sociali, un beneficio che di solito e’ come il sigaro: non si nega a nessuno.
Motivo “Jannuzzi ha continuato a delinquere”: Cioe’ a rifilare balle ai suoi lettori. La penultima e’ il famoso vertice delle toghe rosse a Lugano : Boccassini, Del Ponte, Castresana e Paciotti riuniti in svizzera per incastrare il Cavaliere. Un anno fa, Panorama e il Giornale sparano lo scoop in copertina: Poi si scopre che la Boccassini quel giorno era a Milano, Castresana a Madrid, Paciotti a Bruxelles e Del Ponte in Tanzania. Tutto inventato . Anziche’ scusarsi Jannuzzi tiene duro, annuncia fantomatici assi nella manica per dimostrare che ha ragione e aggiunge che “comunque il problema esiste”. Ora, sarebbe piu’ facile assicurargli la solidarieta’ se chiudesse il bufalificio almeno per un po’. Invece niente. Continua. Ieri, sul Giornale ne ha sfornata un’altra delle sue. Ha scritto per l’ennesima volta che le procure di Palermo e Perugina hanno impedito a Tano Badalamenti di testimoniare nei due processi Andreotti perchè non potesse smentire le “bugie” di Buscetta”. “il vero mistero dei processi ad Andreotti-rivala Jannuzzi- e’ questo: che non e’ mai stato consentito a Badalamenti di venire a deporre in Italia, nemmeno nel processo di Perugina, per smentire in dibattimento le accuse di Buscetta”. Badalamenti “era pronto a testimoniare”. Ma non ci fu verso.
Palermo e Perugina non volevano. Di Peggio, di piu’: il maresciallo Lombardo che lo aveva convinto alla decisiva trasvolata oceanica “è stato suicidato”. Da chi, e’ facile immaginare.
Il giallo, riconosciamolo, e’ avvincente. Peccato che non sia vero nulla. Badalamenti e’ un mafioso irriducibile, condannato negli USA a 40 anni per traffico di droga e in Italia per i delitti Impastato e Pecorelli. Non si e’ mai pentito di nulla, nega a tutt’oggi di essere mafioso, nega persino che essita la mafia. Proprio come Riina. Ma, soprattutto, e’ stato sentito una decina di volte dai pm e dai giudici di Palermo e Perugina nei due processi Andreotti e nel processo Impastato. Caselli e gli altri andarono a interrogarlo varie volte in america nel 93-94.
Poi al dibattimento chiesero di sentirlo con ogni mezzo , anche con il trasporto in Italia. Ma lui si opose, come riconobbe il suo avocato americano (“è stato in effetti Badalamenti a non consentire il proprio trasferimento in Italia”). Cos’ fu disposto il collegamento in teleconferenza Palermo-America: ma don Tano era così ansioso di vuotare il sacco e sbugiardare Buscetta che si avvalse della facolta’ di non rispondere. Poi tento’ di avvicinare Buscetta per convincerlo ad aggiustare le sue dichiarazioni, e Don Masino lo mandò a stendere. Così finisce miseramente l’ultima bufala di Lino Jannuzzi. Titolo : Tano da morire. Dal ridere.




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