
Originariamente Scritto da
pcosta
DIO E' MORTO
Alla sera, quando già si trovavano presso le Isole Echinadi, il vento cadde di colpo, e la nave fu trasportata dalla corrente fino a Paxo. All'improvviso si sentì una voce dall'isola di Paxo nella calma della sera, come di uno che gridasse il nome di Tamo, il pilota Egiziano.
Quando questi rispose al richiamo, la voce misteriosa, con tono più alto, disse: "Quando sarai a Palode, annuncia che il grande Pan è morto"
Quando infine arrivarono a Palode, non un soffio di vento, non un'onda. Allora Tamo, sulla poppa, guardò verso terra e gridò:"Il grande Pan è morto". Non aveva quasi finito di dirlo che subito si levò un gran gemito, non di una persona sola ma di moltitudini, piene di stupore.
Così, in questo passo del "De Defectu Oraculorum", Plutarco annuncia la scomparsa del Dio Pan, figlio di Ermes e Penelope (Ulisse, si sa, era spesso lontano da casa...).
La sua morte, siamo nel diciannovesimo anno del regno di Tiberio, coincide con la resurrezione di Cristo e la sconfitta del Nemico col quale venne poi ad identificarsi nell'aspetto fisico, per le corna, gli zoccoli ai piedi e la coda da capro, fino a entrare in pianta stabile nell'iconografia cristiana come l'immagine del Diavolo: anche il Gran Dio Pan, quindi, muore per tre giorni e poi risorge, come Diavolo anziché Dio.
Ad altri antichi dèi è andata anche peggio: il dio Luperco, per il quale a metà febbraio si celebravano antichi riti d'amore e purificazione, è stato sostituito prima con uno scialbo vescovo e martire di Terni; poi con un mito del consumismo moderno, del quale celebreremo i fasti fra dieci giorni.