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Discussione: Finalmente la ripresa.

  1. #1
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    Predefinito Finalmente la ripresa.

    A noi spagnoli dell'11 settembre non ce ne frega un cazzo. Il nostro ministro non si chiama mica TresMontes.


    Mercoledì 27 Novembre 2002, 9:41


    Spagna, Pil terzo trimestre salito dell'1,8% su anno
    MADRID (Reuters) - Il Pil spagnolo è cresciuto nel terzo trimestre del 2002 dello 0,8% rispetto ai tre mesi precendenti, e dell'1,8% se confrontato allo stesso periodo del 2001. Lo comunica l'ufficio nazionale di statistica Ine.


    I dati sono in linea con le stime preliminari della Banca di Spagna.


    Nel secondo trimestre la crescita su trimestre era stata dello 0,4% su trimestre e del 2% su anno.


    Anche noi inglesi ce ne fottiamo dell'11 settembre. Mica c'abbiamo Threemountains, noi, non siamo mica fessi de votare un Berlusca.

    La maggior crescita da due anni a questa parte.


    GB: +1,8% annuo Pil 3 trim rivisto da +1,7%
    27/11/2002 10:41
    Londra, 27 nov - In Gran Bretagna il Pil ha registrato nel terzo trimestre 2002 una crescita dello 0,8% trimestrale e dell'1,8% annuo, rivista rispetto alla stima preliminare rispettivamente di +0,7% e +1,7%. Lo rende noto l'Ufficio nazionale di statistica. Gli analisti non si aspettavano modifiche del dato preliminare. Il tasso di crescita e' il piu' ampio dal secondo trimestre 2000.
    Nel secondo trimestre 2002 l'economia britannica era cresciuta dello 0,6% trimestrale e dell'1,3% annuo, ha precisato l'ufficio Statistico sottolineando che la festivita' del Jubilee bank ha frenato la cresciuta nel secondo trimestre ma ha spinto quella del terzo. Il Pil ha beneficiato soprattutto del contributo del settore dei servizi che e' cresciuto dello 0,9% trimestrale e del 2,3% annuo (rivisto da 0,8% e 2,2% preliminare). Il settore industriale e' migliorato dello 0,4% trimestrale ma e' regredito del 2,8% annuo. Il comparto manifatturiero e' cresciuto dell'1,1% su base trimestrale e pur mantenendo una tendenza annua negativa del 3%, ha invertito la rotta per la prima volta dal quarto trimestre 2000. Il deflatore del Pil britannico e' aumentato dello 0,3% trimestrale e del 3,4% annuo.

    Noi invece non c'abbiamo nè Tresmontes nè Threemountains. Noi c'abbiamo gli Uomini del Fare, noi c'abbiamo avuto il Pacchetto dei 100 giorni, e con noi l'11 settembre perciò se l'è presa a morte.


    Giovedì 21 Novembre 2002, 10:11


    Ocse: Crescita Italia Minima; Solo 0,3% Nel 2002, 1,5% Nel 2003
    (AGI) - Roma, 21 nov. - L'Ocse passa al riduttore le previsioni di crescita dell'Italia e per il 2002 indica un aumento 'minimo' del Pil dello 0,3% seguito da una ripresa all'1,5% nel 2003 si poretera' nel 2004 al 2,5%. Sono queste le nuove previsioni dell'organizzazione di Parigi contenute nell'Outlook presentato oggi, che ha drasticamente rivisto la crescita dell'1,5%-2,8% per il 2002 e 2003 indicata nel rapporto di aprile. "La crescita nella prima meta' del 2002 e' stata minima - si legge nel capitolo del rapporto dedicato all'Italia - e si attende solo una leggera ripresa nella seconda parte dell'anno".

  2. #2
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    Come pensavo. La ripresa sta per iniziare.

    Per gli altri.

    Sabato 28 Dicembre 2002, 16:58


    2003: Vaciago, Ripresa Economica Potrebbe Non Riguardarci
    Di (Eca/Rs/Adnkronos)

    ITALIA HA FRENO A MANO TIRATO, PLAUDIREMO CHI SI RIPRENDERA' Roma, 28 dic. - (Adnkronos) - La ripresa economica potrebbe non riguardare l'Italia se il paese continua ad avere il freno a mano tirato. Cosi', affinche' il 2003 sia un anno positivo per l'Italia, e' necessario che il Governo mantenga le sue promesse e inizi a cancellare le leggi superflue semplificando la vita dei cittadini. A sostenerlo, conversando con l'Adnkronos, e' l'economista, Giacomo Vaciago. ''La ripresa economica - afferma - potrebbe non riguardarci. La ripresa ci sara'. Il problema e' sapere chi riprendera'. L'Italia ci sara' o non ci sara' quel giorno? Se avremo ancora il freno a mano tirato, noi non ripartiremo: plaudiremo chi riparte. Noi siamo sportivi, ci piace plaudire gli altri...i piu' bravi'' ironizza.

  3. #3
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    Anche la Germania riparte. Italia sempre al palo. C'ha al piede le palle degli Uomini del Fare che la rallentano.


    Lunedì 13 Gennaio 2003, 11:49


    L'industria tedesca stupisce il mercato
    Di MiaEconomia.it

    La produzione industriale tedesca ha segnato a novembre un balzo del 2,5% su base mensile (dato destagionalizzato) e una flessione dello 0,9% a livello annuale.
    Il dato mensile è notevolmente superiore alle previsioni degli analisti, che stimavano un rialzo dello 0,3%.

    Lo ha reso noto oggi il ministero dell'Economia e del lavoro.
    A ottobre la produzione industriale aveva segnato una flessione dell'1,3% e a settembre dello 0,8%.

  4. #4
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    Predefinito Io intanto aspetto....

    ...che si avveri la profezia di AngelodiCentro secondo la quale il governo tedesco sarebbe caduto dopo pochi mesi, a seguito del naufragio economico della politica socialdemocratica.

    Hei, Angiolino, se ci sei batti un colpo....
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  5. #5
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    Calo del 25% degli ordini di macchine industriali meccaniche negli USA. O e' un balzo tecnologico pauroso, oppure non sono messi bene.

  6. #6
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    signori, si riparte. E' iniziata la ripresa...

    Venerdì 17 Gennaio 2003, 12:40


    Zona euro, produzione industriale cresce oltre attese a novembre

    BRUXELLES (Reuters) - La produzione industriale della zona euro a novembre 2002 ha riportato il maggior incremento da oltre un anno con una crescita dell'1% dal mese precedente e del 3% rispetto a un anno prima, ha comunicato Eurostat.


    L'incremento mensile rappresenta il massimo da agosto 2001 mentre quello tendenziale è il maggiore da marzo 2001.


    Le cifre superano le stime degli economisti che avevano previsto un aumento dello 0,1% su mese e dell'1,2% su anno.


    Una disaggregazione delle cifre mostra che sono stati i beni di consumo durevoli a registrare il maggior incremento mensile (+2,1%). La produzione di beni di investimento è cresciuta dell'1,6%, massimo da giugno 2002.


    ... PER GLI ALTRI

    Corriere, 17.1.2003
    ECONOMIA
    Indice destagionalizzato: +0,8% sul mese precedente
    Industria: produzione -1,2% a novembre
    Nei primi undici mesi del 2002 calo del 2,4% rispetto al 2001. Beni di consumo -3,2%, beni d'investimento -1%



    BENI DI CONSUMO -3,2% - Nei primi undici mesi dell'anno scorso la produzione industriale ha subito un calo del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2001. L'indice della produzione dei beni di consumo, continua l'Istat, presenta su base annua una diminuzione del 3,2% dovuta a una flessione del 13% dei beni semidurevoli e ad aumenti del 2,5% per i beni non durevoli e dello 0,8% per i beni durevoli. L'indice dei beni d'investimento registra una diminuzione sempre su base annua dell'1% che deriva da flessioni del 9,7% per i mezzi di trasporto e del 6,4% per gli altri beni di investimento, mentre le macchine e apparecchi mostrano un aumento del 2,7%. L'indice dei beni intermedi segna infine un calo tendenziale dello 0,5% dovuto alla diminuzione del 2,8% dei beni intermedi per beni di consumo e dello 0,4% dei beni intermedi a destinazione mista. I beni intermedi per beni di investimento crescono dell'1,9%. Negli undici mesi si registrano rispetto al 2001 diminuzioni del 4,7% per i beni d'investimento, del 3,2% per i beni di consumo e dell'1,5% per i beni intermedi.
    17 gennaio 2003

  7. #7
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    Bene, bene. Indici di produzione in ripresa dappertutto. Fusse che fusse la vorta'bbona.

    Lunedì 3 Marzo 2003, 102


    Francia, Pmi manifattura febbraio accelera a 51,5 da 50,0
    PARIGI (Reuters) - L'indice dei direttori acquisti per il settore manifatturiero francese segna a febbraio un'accelerazione a 51,5 da 50,0 di gennaio, facendo registrare il primo mese di espansione da settembre dell'anno scorso.

    Lunedì 3 Marzo 2003, 101


    Germania, Pmi manifattura febbraio sale a 49,9 da 48,3

    BERLINO (Reuters) - Su base destagionalizzata l'indicatore registra in febbraio un recupero a 49,9 da 48,3 di gennaio, restando dunque al di sotto della soglia dei 50 punti che identifica un'espansione del settore.


    Secondo l'indagine, il miglioramento dell'indice è da ricondurre alla crescita delle componenti nuovi ordini (salita a 51,2 da 50,4) e produzione (passata a 51,7 da 49,8), che insieme rappresentano la metà circa dell'indice complessivo.


    Lunedì 3 Marzo 2003, 10:04


    Italia, rallenta la crescita del settore manifatturiero


    MILANO (Reuters) - Rallenta la crescita del settore manifatturiero italiano a febbraio e l'indice direttori acquisti Reuters/Adaci scivola verso la soglia di stagnazione di 50, fermandosi a 50,7.

    La decelerazione nella crescita dei nuovi affari si è riflessa nell'andamento della produzione. Il relativo sottoindice, pur continuando a segnalare una produzione in ascesa, retrocede da 53,9 a 52,3, il livello più basso da settembre 2002

  8. #8
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    Bene bene, migliorano tutti tranne noi. Che siamo in recessione, peggio che nel 92.

    Venerdì 8 Agosto 2003, 124


    Italia, economia in recessione tecnica in primo semestre

    Clicca per ingrandire
    MILANO (Reuters) - Registrando due trimestri consecutivi di crescita negativa l'economia italiana è scivolata in recessione tecnica nella prima metà dell'anno, condizione che non si verificava dal 1992.


    Le stime provvisorie diffuse stamane da Istat per il periodo aprile-giugno mostrano che il prodotto interno lordo italiano ha replicato la flessione dello 0,1% riportata nei primi tre mesi del 2003, con un conseguente assottigliamento del tasso di crescita tendenziale a 0,3 da 0,7% (rivisto da 0,8%).


    Venerdì 8 Agosto 2003, 13:04


    Italia, indice economico Ocse giugno cala a 103,9 da 104,1
    PARIGI (Reuters) - Il leading indicator composito relativo all'Italia elaborato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) segna a giugno una lieve correzione passando a 103,9 dal 104,1 di maggio, quando l'indice aveva invece segnato un recupero di tre decimi sul mese di aprile.


    La contrazione dell'indice nazionale, per quanto leggera, appare in netta controtendenza all'andamento delle principali controparti europee e delle grandi aree economiche mondiali.

    Quanto ai singoli paesi, migliora nettamente l'indice di Stati Uniti (132,6 da 130,9) e Gran Bretagna (102,2 da 101,5), più moderato il recupero della Germania (122,8 da 122,2).


    Recuperano posizioni anche Giappone (102,6 da 101,5), Francia (118,8 da 118,4) e Canada (131,5 da 130,9).


    l'Uomo dei Miracoli

  9. #9
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    tra la dorica e la dotta.
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    [QUOTE]In origine postato da brunik
    [B]Bene bene, migliorano tutti tranne noi. Che siamo in recessione, peggio che nel 92.

    Venerdì 8 Agosto 2003, 124


    Italia, economia in recessione tecnica in primo semestre

    ..........................................

    Ma no, Brunik, tutto sta andando per il meglio anzi, tutto secondo le previsioni. Per ora godiamoci le vacanze e per fare ancora meglio, indebitiamoci, così faremo ferie più goderecce. Poi vedrai che, secondo le previsioni <nostre>, alla ripresa del lavoro, il lavoro .......non ci sarà più!!!!!

  10. #10
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    amici pollisti, grandi notizie dal mondo dell'economia: la ripresa è alle porte!! (per il resto del mondo).

    Giovedì 4 Settembre 2003, 105


    Ripresa ciclo europeo potrebbe lasciare indietro Italia

    Di Valeria Andreoli


    MILANO (Reuters) - Quando finalmente l'economia dell'area euro tornerà a tassi di crescita più floridi, l'Italia corre il rischio di mancare il treno della ripresa, evocato ancora ieri sera, dall'altra parte dell'oceano, da un Beige Book della Fed piuttosto roseo. E' questa l'opinione ricorrente tra gli economisti interpellati da Reuters.


    "Le altre maggiori economie dell'area euro stanno dando segnali di miglioramento, per esempio a livello di fiducia delle imprese in Germania e Francia, ma in Italia è allarmante che non ci sia niente del genere", commenta Fedele De Novellis, economista senior di Ref, secondo cui il rischio è che "il volano della domanda, quando l'economia globale riprenderà slancio, venga smussato dalle peculiari debolezze della situazione italiana". Il Dpef vede la crescita del Pil 2003 allo 0,8%, quella del 2004 al 2%.


    Quanto all'andamento dei conti pubblici, l'Italia con ogni probabilità supererà nel 2003 il target del 2,3% di deficit/Pil, mentre per il 2004 l'opinione generalmente condivisa è che le misure straordinarie contenute nella prossima Finanziaria consentiranno di non infrangere la barriera del 3% posta dal Patto di Stabilità, a differenza di Francia e Germania, pur non rispettando l'obiettivo governativo dell'1,8%.


    PRODUTTIVITA' E INCERTEZZA POLITICA I PUNTI DEBOLI


    Se non proprio il treno della ripresa, l'Italia potrebbe perdere un'occasione: secondo Aurelio Maccario, economista di Ubm, "l'Italia beneficerà meno della ripresa globale a causa delle sue deficienze strutturali, prima fra tutte una bassa produttività".


    Per De Novellis, la ripresa internazionale potrebbe determinare "esternalità negative per l'Italia, per esempio il rialzo dei prezzi delle materie prime, e la crescita dei tassi".


    Che il problema sia a livello di sistema industriale lo dimostrano anche gli indicatori congiunturali più recenti, che già segnalano una discesa della posizione italiana in una ideale classifica entro le maggiori economie europee. Il Pmi manifatturiero di agosto, che per Francia, Germania e area euro nel suo complesso è migliorato, in Italia ha mostrato una brusca accelerazione del tasso di contrazione.


    Le indagini sulla fiducia delle imprese vanno nella medesima direzione: in Francia e Germania in luglio il clima dell'economia si è leggermente rasserenato, mentre l'Italia ha visto una caduta dell'indice di fiducia su tutti i settori produttivi, e un deciso peggioramento delle aspettative per i prossimi tre mesi.


    Secondo De Novellis, la peculiarità italiana deriva da diversi fattori, tra cui "una situazione politica interna che a luglio ha fatto trapelare seri problemi entro la maggioranza, lasciando gli imprenditori perplessi". Lo stesso Dpef presentato prima della pausa estiva aveva scarse indicazioni sulle politiche economiche del governo, come ha riconosciuto lo stesso esecutivo.


    Un clima di incertezza per le imprese che si è tradotto "in un crollo della produzione industriale fino a giugno, e anche per luglio e agosto non si prospettano recuperi", secondo l'economista di Ref.


    A maggio l'output dell'industria italiana ha fatto registrare la sua performance più debole da dicembre 1998 per quanto riguarda la variazione congiunturale e da gennaio 2002 per quella tendenziale. In giugno è rimasta invariata su mese, calando del 2,1% su anno.


    Le imprese italiane, inoltre, hanno subito passivamente l'apprezzamento dell'euro che nei primi otto mesi dell'anno è stato di circa l'11% in termini effettivi reali rispetto alla media di gennaio-agosto 2002, incidendo sugli scambi commerciali italiani che in giugno hanno visto un allargamento del deficit sia verso i paesi Ue sia complessivo.


    Un ulteriore problema per l'Italia viene dal tasso d'inflazione, che si ostina a rimanere poco sotto il 3% a fronte di un limite del 2% imposto dalla Banca centrale europea.


    "Siamo in forte controtendenza rispetto al resto d'Europa - nota Antonio Cesarano, capo economista di Mps Finance - a dimostrazione del fatto che l'inflazione in Italia non dipende dalla domanda, ma da fattori strutturali dal lato della produzione e della distribuzione: se ripresa ci sarà, il vero problema è questo, perché rimarrà elevato il differenziale con gli altri paesi".


    CONTI PUBBLICI: ITALIA NON RISPETTERA' IMPEGNI PRESI CON UE


    Sul fronte dei conti pubblici, è opinione comune degli economisti interpellati che l'Italia non sia in grado di rispettare gli impegni presi in sede europea a livello di deficit, ma anche che non rischi di superare il limite del 3% del Pil né quest'anno né il prossimo.


    Nel 2003 Ref prevede un disavanzo al 2,4-2,5% del Pil, se la crescita non sarà come previsto allo 0,8% ma a un ben più modesto +0,4%. Nel 2004 "la nostra previsione di crescita prima degli ultimi sviluppi era dell'1,4%", spiega Salvatore Parlato, di Ref. "Se ipotizziamo che il peggioramento di quest'anno si scarichi appieno sul 2004, avremo un deficit al 3,2-3,3% del Pil, che però con la Finanziaria 2004 verrà riportato sotto il 3%".


    Maccario nota che "con questo trend già non stiamo rispettando l'impegno dello 0,5% annuo di correzione del deficit strutturale", e prevede "un disavanzo sotto il 3%, al 2,5-2,6% del Pil, mentre per l'anno prossimo tutto dipende dalla Finanziaria, e dall'eventuale ricorso a misure una tantum, peraltro non ben viste dalla Commissione europea".

 

 
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