TRIBUNE RAI : BELTRANDI, "RAI NON VUOLE ESEGUIRE GLI ORDINI DELL’AGCOM’"
“ La Rai dichiara di non volere eseguire una delibera dell’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; i radicali preannunciano azioni legali ed esprimono il loro sconcerto di fronte ad un comportamento di pubblici funzionari che pretende di ignorare l’immediata eseguibilità di una delibera”.
Dichiarazione di Marco Beltrandi, della Direzione di Radicali Italiani
Roma, 27 novembre 2002. “Rai: di tutto, di più. Così si potrebbe commentare la lettera con cui la Rai preannuncia non solo la presentazione di un ricorso al Tar verso la delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha riconosciuto i danni subiti dai radicali nella ripartizione dei tempi nelle tribune politiche tematiche e che ha sanzionato la concessionaria del servizio pubblico per questo, ma anche la richiesta allo stesso Tar di una sospensiva di questa delibera.
Certo ricorrere è legittimo e doveroso quando si ritiene di aver ragione, ma stupisce e preoccupa la determinazione della Rai di negare l’esecuzione di una delibera che è immediatamente esecutiva, indipendentemente dai ricorsi che si intendono presentare. La Rai sospende l’esecuzione dell’ordine dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni prima che il giudice amministrativo conceda eventualmente la sospensiva; se ne assumerà la responsabilità di fronte alla magistratura.
Tutto questo poi per evitare di riconoscere ciò che è ovvio e incontestabile, e cioè che la concessionaria del pubblico servizio nel determinare la ripartizione dei tempi di accesso alle Tribune politiche tematiche ha sminuito fortemente il peso della rappresentanza della forze politiche al Parlamento Europeo, senza che ciò risulti previsto in alcun modo da alcun regolamento della Vigilanza, e neppure dalla legge.
Il sospetto è che l’unico obiettivo della Rai sia quello di evitare di dover riconoscere pubblicamente l’errore nel computo dei tempi (come richiesto dalla delibera sanzionatoria), e l’ostinazione con cui ha voluto perseverare questo errore per ben quattro cicli di tribune , pur avendo i radicali diffidato l’azienda pubblica dal farlo in attesa della pronuncia dell’Autorità dopo il primo ciclo.
Ancora una prova dell’arroganza e della protervia con cui si gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo in Italia. Una prova ulteriore che il suo assetto va rivisto con urgenza, nel senso di privatizzare l’azienda di stato e di affidare il servizio pubblico ad aziende private mediante gara (modello “Radio Radicale”).”
Wolare
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