Silvia, il problema e' che le cose che hai citato tu dovrebbero essere normali, dove in Messico c'e' l'esercito, verso Cuba c'e' l'embargo e la Nato uccide con le sue bombe, senza alternative.
O no?


Silvia, il problema e' che le cose che hai citato tu dovrebbero essere normali, dove in Messico c'e' l'esercito, verso Cuba c'e' l'embargo e la Nato uccide con le sue bombe, senza alternative.
O no?


Yurj, la Chiesa ha le sue regole e, giuste o sbagliate che siano, i suoi membri sono tenuti a rispettarle… Don Vitaliano certamente lo sapeva quando ha preso i voti, e forse ora dovrebbe decidere se fare il sacerdote o il rivoluzionario, perché le due cose – per la Chiesa (che è ipocrita finché vuoi, ma che comunque non obbliga nessuno a farne parte attivamente) - sono inconciliabili.
Ciao.![]()


In teoria si può pensare che uno sta dentro anche se la pensa diversamente, per cambiare la Chiesa dall' interno.Originally posted by Silvia
Yurj, la Chiesa ha le sue regole e, giuste o sbagliate che siano, i suoi membri sono tenuti a rispettarle… Don Vitaliano certamente lo sapeva quando ha preso i voti, e forse ora dovrebbe decidere se fare il sacerdote o il rivoluzionario, perché le due cose – per la Chiesa (che è ipocrita finché vuoi, ma che comunque non obbliga nessuno a farne parte attivamente) - sono inconciliabili.
Ciao.![]()
In pratica mi sembra utopico, perchè alcune delle posizioni che Don V. ha contestato sono nell' ABC della morale cattolica da sempre, e comunque la Chiesa non è un'organizzazione democratica che dia mezzi legittimi per affermare posizioni diverse.
Molte persone in situazioni simili se ne sono andate sbattendo la porta.
Pertanto percepisco + che altro l' incoerenza e l' aspetto patetico di questo prete che vuole stare nella Chiesa e fare il contrario.


Eccezionale Gribisi che difende gli ebrei dalle persecuzioni e poi avvalla quelle contro i gay...
x Silvia: leggi queste testimonianze, almeno per capire di chi e che cosa si parla
--
L’obbedienza non è una virtù
Caro direttore, la rimozione di don Vitaliano
Della Sala con la scusa che la sua partecipazione
ai global forum e al gay pride
avrebbe turbato i parrocchiani, è una bella
lezione per i tanti democratici laici che battono
le mani ad ogni uscita del Papa. La
Chiesa di Roma, come ogni chiesa, si regge
sull’obbedienza cieca e assoluta non ai
principi predicati ma alle gerarchie ecclesiastiche.
Aspetto ancora di sapere quali
denunce alle autorità giudiziarie sono state
fatte a carico di preti pedofili dai loro superiori
gerarchici; quali scomuniche per frodatori
in porpora (Marcinkus ti ricorda qualcosa?);
quali condanne per l’allegro Milingo
che se le spassa alla faccia del celibato
ed ha poi avuto la benedizione di Karol
Wojtyla. A Don Vitaliano e ai tanti preti del
dissenso una stretta di mano da un non credente.
Salvatore D’Alessio via e-mail
Siamo indignati
Caro direttore, Don Vitaliano Della Sala,
il parroco irpino protagonista di tante battaglie
della società civile e colpevole per la
chiesta di aver espresso le proprie opinioni,
è stato cacciato dalla sua parrocchia di
Sant’Angelo a Scala. L’abate di Montevergine
dal quale dipende la parrocchia di Don
Vitaliano gli ha comunicato che deve lasciare
il suo incarico perché la sua condotta
come prete al fianco dei ragazzi no global
ha creato sconcerto e caos tra le file delle
alte gerarchie ecclesiastiche. La chiesa
non può permettere che una sua umile
pecorella possa esprime liberamente le
proprie opinioni su guerra, fame nel mondo,
globalizzazione selvaggia, gay pride. Siamo
indignati per questo gesto d’inciviltà di
stampo dittatoriale, perpetrato da una
chiesa miope ed ipocrita, ed esprimiamo la
più sentita solidarietà al parroco. Noi gay,
lesbiche, bisessuali e transessuali, persone
che credono nella libertà di essere, pensare,
amare, abbiamo apprezzato sempre
la vicinanza di Don Vitaliano. E’ grazie a lui
che abbiamo capito che esistono anche nella
chiesa persone capaci di pensare liberamente
e non completamente assoggettate
alla ipocrita moralità della chiesa cattolica.
Massimo Mazzotta
presidente Circolo di cultura
omosessuale “Mario Mieli”
Un sacerdote particolare
Caro direttore, tornando da Cosenza al
termine di quella straordinaria manifestazione
contro gli arresti delle compagne e dei
compagni ordinati dalla Procura calabrese,
ho avuto la possibilità di viaggiare fino a
Napoli con Don Vitaliano. Possono dire che
si è trattato di una conoscenza che mi ha
lasciato sicuramente tanto. Vitaliano rappresenta
quel genere di sacerdote di cui
tanto tanto avrebbe bisogno la Chiesa e che
purtroppo si possono contare sulle dita di
pochissime mani. La grande solidarietà
manifestata in queste ore da tutti i suoi concittadini
deve coincidere con quella di noi
tutti e il gesto sconsiderato di un Vescovo,
imbarazzato dall’opera di Don Vitaliano, ci
fa comprendere ancora meglio quegli
intrecci politico-mafiosi in cui più volte le
alte gerarchie ecclesiastiche sono state
coinvolte.
Stefano Frezza L’Aquila
--
Intervista al prete no global licenziato dal suo vescovo e circondato dalla solidarietà dei parrocchiani e dei suoi compagni di strada Don Vitaliano: «Sono come un operaio Fiat» Checchino Antonini L'ultima volta che Liberazione lo aveva incontrato era alla recente manifestazione romana degli operai Fiat quando, rivolgendosi agli Agnelli, aveva voluto citare S. Ambrogio: «Quello che il ricco ha di più, ha rubato al povero». E ora si dichiara licenziato (vivrà di un sussidio simile a una pensione) proprio «come un operaio della Fiat», come dice subito dopo aver letto la raccomandata del vescovo, l'Abate di Montevergine Tarcisio Nazzaro, che lo rimuove dalla parrocchia di S. Angelo a Scala, 800 anime tra le montagne dell'avellinese, ormai famosa per l'ospitalità ai campeggi dei disobbedienti meridionali o per l'accoglienza a gay e transessuali.
Poi spiega meglio: «C'è un risvolto positivo in tutto ciò: che per un po' di tempo, cercando di sopravvivere, condividerò la vita dei disoccupati e degli sfrattati di cui mi sono sempre occupato "a pancia piena"».
Vitaliano Della Sala, trentanove anni, originario di un paese, Mercogliano, a dieci chilometri dalla sua parrocchia, trova una somiglianza tra la propria condizione attuale e quella dei suoi compagni di strada arrestati dalla procura cosentina. «Posso dire che "sono" un senza casa e senza lavoro, non che gli "sto vicino". Proprio come Francesco (Caruso, ndr) quando ringrazia i magistrati per avergli consentito di conoscere da dentro la condizione carceraria».
«Incatenato al telefono», Della Sala non ha neppure il tempo di leggere i messaggi di solidarietà che hanno intasato la sua casella di posta elettronica e la memoria del cellulare che continua a squillare. Uno dopo l'altro arrivano, anche in redazione, i messaggi di Vittorio Agnoletto, del movimento dei disobbedienti, del segretario avellinese Prc, della rete No global della Campania, del "collega" don Gallo e di Tommaso Sodano, senatore di Rifondazione che lo definisce «un licenziato politico».
Per una curiosa coincidenza, il provvedimento del vescovo, che lo accusa di frequentare centri sociali e associazioni violente, lo raggiunge a poche ore dal proscioglimento genovese dall'accusa di aver incitato a distruggere un blindato dei carabinieri negli scontri che portarono all'omicidio di Carlo Giuliani dopo la carica a freddo di un corteo autorizzato. «Ma le coincidenze sono troppe», dice ancora il prete "no global" riferendosi però alla stretta repressiva che si accanisce sugli ambienti di movimento all'indomani del clamoroso successo del forum sociale europeo di Firenze. «Certo, non vorrei fare fantapolitica - precisa - ma come si fa a non notare la concomitanza con gli arresti del 15 novembre, con l'apertura del processo a Luca Casarini e agli altri per i fatti di Mobiletibio del 2000?». E il modello cui sembra essersi ispirata la curia gli sembra lo stesso che ispira i licenziamenti alla Fiat. «Al momento non ritengo di assegnarti ad altro ufficio - si legge nella missiva di Nazzaro a Della Sala, il sacerdote che ha messo Gesù nel presepio a bordo di un gommone degli scafisti, che ha accusato i cardinali Pio Laghi e Sodano di «aver fatto carriera sulla pelle dei desaparecidos», che ha sfilato in clergyman al Gay pride. Ordinato dieci anni fa, Della Sala ha studiato teologia «da esterno» a Roma.
Perché da esterno?
Perché mi avevano cacciato da sei seminari, tra cui quelli di Napoli e di Benevento, più o meno per le stesse ragioni di ora.
E adesso cosa farai?
Obbedirò, come sempre. Non farò le barricate. Incontrerò l'Abate al più presto. Sono sereno, non ho fatto nulla di male portando la parola del Signore e la solidarietà agli operai in lotta contro coloro che affamano la gente.
Come l'hanno presa i tuoi parrocchiani?
Non bene, ne parleremo più tardi al bar. I paesani vogliono sapere, si sentono scavalcati da una decisione. Bisognerà stare molto attenti a reazioni spropositate, mi meraviglia che il vescovo non ci abbia pensato. Certo, poteva venire qui, spiegarsi, anziché scrivere. Le raccomandate sono fredde, non si rompe mai così con una parrocchia.
Hai «continuato a dissentire pubblicamente», ti si rimprovera. Ma che tipo è il tuo vescovo?
E' una brava persona, un "buono", mica un reazionario.
E allora come ti spieghi le ammonizioni, prima, e la rimozione, ora?
Forse avrà subito tantissime pressioni. E tutta questa storia non nasce a Montevergine ma a Roma.
Che cosa vuol dire la rimozione dalla parrocchia?
Significa che non vengo considerato adatto alla cura delle anime. Per un prete è la presa d'atto di un fallimento. Non è come nel caso di una sospensione a divinis dettata da questioni dottrinali. Con la rimozione vieni messo in discussione come persona.
Ma credi di «aver dato scandalo»?
No, casomai danno scandalo i preti pedofili, per i quali comunque serve comprensione. Io credo di aver interpretato in un senso preciso il mio sacerdozio.
Ma ti opporrai al provvedimento?
C'è un margine per fare ricorso alla Congregazione del clero e lo farò. Ma non bisogna agire d'istinto, ci vuole lucidità: lasciamo passare la nottata. Intanto, però, vorrei poter restare almeno fino a domenica per dire la messa un'ultima volta.
Dunque non ti ritieni pentito.
Citando Simone Weil, filosofa ebrea francese, considero la revoca il coronamento naturale della mia carriera.
---


O non capisci o fai finta di non capire.Originally posted by yurj
Eccezionale Gribisi che difende gli ebrei dalle persecuzioni e poi avvalla quelle contro i gay...
Difenderesti un extracomunitario che chiede la tessera della Lega Nord e gliela rifiutano?
E se non lo difendi, avalli le persecuzioni contro gli extracomunitari?


Yurj, magari ti sembrerà strano, ma già sapevo di chi e di cosa si parlasse…Originally posted by yurj
x Silvia: leggi queste testimonianze, almeno per capire di chi e che cosa si parla
Comunque, ho letto queste testimonianze (ed anche altre, la rete è strapiena di messaggi di solidarietà…), ma resto della mia idea… Come dice giustamente gribisi, non si può pretendere di sfidare i “sacri palazzi” e di continuare a operare al loro interno. Don Vitaliano combatta pure per le cause in cui crede, magari da militante laico, o magari candidandosi alle prossime elezioni.![]()


Gentile signor Damps, mi risulta che l’adesione al progetto socialista di Craxi sia costata a Don Baget Bozzo la sospensione “a divinis” per circa dieci anni. E, nonostante le attuali “potenti protezioni”, non mi pare che a tutt'oggi sia titolare di una parrocchia.Originally posted by damps
Ha ragione, signora Silvia,
per sfidare i "sacri palazzi" (come dice lei)
"e continuare a operare al loro interno" (come ben dice Lei)
bisogna avere alle spalle un partito di peso
e forte istituzionalmente.
![]()
I preti come don Vitaliano è giusto
che non se lo possano permettere.
![]()


Da quanto ho capito Don Vitalino e la Chiesa Cattolica hanno due visioni diverse su molte tematiche riguardanti l'interpretazione del Cristianesimo... liberissimi entrambi di farlo ma per coerenza o Don Vitalino esce da tale organizzazione e si fonda magari una nuova Chiesa con lui come capo che interpreta il messaggio Cristiano in modo diverso da come lo interpreta la Chiesa Cattolica oppure Don Vitalino si allinea all'interpretazione Cattolica... poi a noi che lui sia di una Chiesa o dell'altra che ce frega... basta che voi tutti Suoi simpatizzanti gli costruite una Chiesetta nel suo paese, lui esce dal Cattolicesimo e da vita a una nuova Chiesa... lui continua a fare messa la Domenica nella sua nuova Chiesetta nel suo paesino e chi è Cattolico va nella Chiesa Cattolica chi è Vitaliano va nella Chiesa di Don Vitalino... già successo decine di volte all'interno della Chiesa Cattolica... ultimo caso celebre proprio Milingo... che a causa del suo forte seguito ha costretto a trattare la Chiesa Cattolica per paura di un nuovo scisma...


Come ho già scritto non sono cattolico. Lo sono stato (o almeno ho cercato di esserlo) fino a 22 anni, poi la vicenda di un prete "lavoratore" (nel senso che lavorava per soppravivere) mi ha fatto abbandonare la chiesa e con me molti altri compagni (era il nostro padre spirituale). Per cui come ho già scritto qualcosa di religione di Cristo conosco e mi risulta che tra i suoi discepoli ci fosse solo gente povera (di denaro) tra cui anche maria maddalena, una puttana, e Cristo mi risulta che non la trattasse con disprezzo, i suoi apostoli mi risulta fossero pescatori (gli operai dell'epoca), inoltre mi risulta che non fosse allineato col potere dell'epoca tant'è che l'hanno crocifisso. Per me don vitaliano è uno che cerca (umilmente) di seguire la dottrina di Cristo delle origini, forse ha ragione chi sostiene che la religione cattolica è un'altra cosa, lo dimostrano secoli di preti seduti alla mensa dei "padroni".
I problemi della Chiesa devono riguardare la chiesa stessa, come ho però già fatto notare non è che le posizioni di Don Vitaliano anche se più marcate sono un caso isolato ma riguardano molte associazioni Cattoliche che hanno partecipato al meeting dei noglobal a Firenze. La realtà è che il Papa ha si sempre la stessa autorevolezza morale degli anni passati ma ha perso per via dell'età l'energia necessaria per guidare una Chiesa sempre più divisa e dalla molteplici visioni.