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  1. #21
    Hanno assassinato Calipari
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    Silvia, il problema e' che le cose che hai citato tu dovrebbero essere normali, dove in Messico c'e' l'esercito, verso Cuba c'e' l'embargo e la Nato uccide con le sue bombe, senza alternative.

    O no?

  2. #22
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    Yurj, la Chiesa ha le sue regole e, giuste o sbagliate che siano, i suoi membri sono tenuti a rispettarle… Don Vitaliano certamente lo sapeva quando ha preso i voti, e forse ora dovrebbe decidere se fare il sacerdote o il rivoluzionario, perché le due cose – per la Chiesa (che è ipocrita finché vuoi, ma che comunque non obbliga nessuno a farne parte attivamente) - sono inconciliabili.

    Ciao.

  3. #23
    Cavaliere
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    Originally posted by Silvia
    Yurj, la Chiesa ha le sue regole e, giuste o sbagliate che siano, i suoi membri sono tenuti a rispettarle… Don Vitaliano certamente lo sapeva quando ha preso i voti, e forse ora dovrebbe decidere se fare il sacerdote o il rivoluzionario, perché le due cose – per la Chiesa (che è ipocrita finché vuoi, ma che comunque non obbliga nessuno a farne parte attivamente) - sono inconciliabili.

    Ciao.
    In teoria si può pensare che uno sta dentro anche se la pensa diversamente, per cambiare la Chiesa dall' interno.
    In pratica mi sembra utopico, perchè alcune delle posizioni che Don V. ha contestato sono nell' ABC della morale cattolica da sempre, e comunque la Chiesa non è un'organizzazione democratica che dia mezzi legittimi per affermare posizioni diverse.
    Molte persone in situazioni simili se ne sono andate sbattendo la porta.
    Pertanto percepisco + che altro l' incoerenza e l' aspetto patetico di questo prete che vuole stare nella Chiesa e fare il contrario.

  4. #24
    Hanno assassinato Calipari
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    Eccezionale Gribisi che difende gli ebrei dalle persecuzioni e poi avvalla quelle contro i gay...

    x Silvia: leggi queste testimonianze, almeno per capire di chi e che cosa si parla

    --

    L’obbedienza non è una virtù
    Caro direttore, la rimozione di don Vitaliano
    Della Sala con la scusa che la sua partecipazione
    ai global forum e al gay pride
    avrebbe turbato i parrocchiani, è una bella
    lezione per i tanti democratici laici che battono
    le mani ad ogni uscita del Papa. La
    Chiesa di Roma, come ogni chiesa, si regge
    sull’obbedienza cieca e assoluta non ai
    principi predicati ma alle gerarchie ecclesiastiche.
    Aspetto ancora di sapere quali
    denunce alle autorità giudiziarie sono state
    fatte a carico di preti pedofili dai loro superiori
    gerarchici; quali scomuniche per frodatori
    in porpora (Marcinkus ti ricorda qualcosa?);
    quali condanne per l’allegro Milingo
    che se le spassa alla faccia del celibato
    ed ha poi avuto la benedizione di Karol
    Wojtyla. A Don Vitaliano e ai tanti preti del
    dissenso una stretta di mano da un non credente.
    Salvatore D’Alessio via e-mail
    Siamo indignati
    Caro direttore, Don Vitaliano Della Sala,
    il parroco irpino protagonista di tante battaglie
    della società civile e colpevole per la
    chiesta di aver espresso le proprie opinioni,
    è stato cacciato dalla sua parrocchia di
    Sant’Angelo a Scala. L’abate di Montevergine
    dal quale dipende la parrocchia di Don
    Vitaliano gli ha comunicato che deve lasciare
    il suo incarico perché la sua condotta
    come prete al fianco dei ragazzi no global
    ha creato sconcerto e caos tra le file delle
    alte gerarchie ecclesiastiche. La chiesa
    non può permettere che una sua umile
    pecorella possa esprime liberamente le
    proprie opinioni su guerra, fame nel mondo,
    globalizzazione selvaggia, gay pride. Siamo
    indignati per questo gesto d’inciviltà di
    stampo dittatoriale, perpetrato da una
    chiesa miope ed ipocrita, ed esprimiamo la
    più sentita solidarietà al parroco. Noi gay,
    lesbiche, bisessuali e transessuali, persone
    che credono nella libertà di essere, pensare,
    amare, abbiamo apprezzato sempre
    la vicinanza di Don Vitaliano. E’ grazie a lui
    che abbiamo capito che esistono anche nella
    chiesa persone capaci di pensare liberamente
    e non completamente assoggettate
    alla ipocrita moralità della chiesa cattolica.
    Massimo Mazzotta
    presidente Circolo di cultura
    omosessuale “Mario Mieli”
    Un sacerdote particolare
    Caro direttore, tornando da Cosenza al
    termine di quella straordinaria manifestazione
    contro gli arresti delle compagne e dei
    compagni ordinati dalla Procura calabrese,
    ho avuto la possibilità di viaggiare fino a
    Napoli con Don Vitaliano. Possono dire che
    si è trattato di una conoscenza che mi ha
    lasciato sicuramente tanto. Vitaliano rappresenta
    quel genere di sacerdote di cui
    tanto tanto avrebbe bisogno la Chiesa e che
    purtroppo si possono contare sulle dita di
    pochissime mani. La grande solidarietà
    manifestata in queste ore da tutti i suoi concittadini
    deve coincidere con quella di noi
    tutti e il gesto sconsiderato di un Vescovo,
    imbarazzato dall’opera di Don Vitaliano, ci
    fa comprendere ancora meglio quegli
    intrecci politico-mafiosi in cui più volte le
    alte gerarchie ecclesiastiche sono state
    coinvolte.
    Stefano Frezza L’Aquila

    --

    Intervista al prete no global licenziato dal suo vescovo e circondato dalla solidarietà dei parrocchiani e dei suoi compagni di strada Don Vitaliano: «Sono come un operaio Fiat» Checchino Antonini L'ultima volta che Liberazione lo aveva incontrato era alla recente manifestazione romana degli operai Fiat quando, rivolgendosi agli Agnelli, aveva voluto citare S. Ambrogio: «Quello che il ricco ha di più, ha rubato al povero». E ora si dichiara licenziato (vivrà di un sussidio simile a una pensione) proprio «come un operaio della Fiat», come dice subito dopo aver letto la raccomandata del vescovo, l'Abate di Montevergine Tarcisio Nazzaro, che lo rimuove dalla parrocchia di S. Angelo a Scala, 800 anime tra le montagne dell'avellinese, ormai famosa per l'ospitalità ai campeggi dei disobbedienti meridionali o per l'accoglienza a gay e transessuali.

    Poi spiega meglio: «C'è un risvolto positivo in tutto ciò: che per un po' di tempo, cercando di sopravvivere, condividerò la vita dei disoccupati e degli sfrattati di cui mi sono sempre occupato "a pancia piena"».

    Vitaliano Della Sala, trentanove anni, originario di un paese, Mercogliano, a dieci chilometri dalla sua parrocchia, trova una somiglianza tra la propria condizione attuale e quella dei suoi compagni di strada arrestati dalla procura cosentina. «Posso dire che "sono" un senza casa e senza lavoro, non che gli "sto vicino". Proprio come Francesco (Caruso, ndr) quando ringrazia i magistrati per avergli consentito di conoscere da dentro la condizione carceraria».

    «Incatenato al telefono», Della Sala non ha neppure il tempo di leggere i messaggi di solidarietà che hanno intasato la sua casella di posta elettronica e la memoria del cellulare che continua a squillare. Uno dopo l'altro arrivano, anche in redazione, i messaggi di Vittorio Agnoletto, del movimento dei disobbedienti, del segretario avellinese Prc, della rete No global della Campania, del "collega" don Gallo e di Tommaso Sodano, senatore di Rifondazione che lo definisce «un licenziato politico».

    Per una curiosa coincidenza, il provvedimento del vescovo, che lo accusa di frequentare centri sociali e associazioni violente, lo raggiunge a poche ore dal proscioglimento genovese dall'accusa di aver incitato a distruggere un blindato dei carabinieri negli scontri che portarono all'omicidio di Carlo Giuliani dopo la carica a freddo di un corteo autorizzato. «Ma le coincidenze sono troppe», dice ancora il prete "no global" riferendosi però alla stretta repressiva che si accanisce sugli ambienti di movimento all'indomani del clamoroso successo del forum sociale europeo di Firenze. «Certo, non vorrei fare fantapolitica - precisa - ma come si fa a non notare la concomitanza con gli arresti del 15 novembre, con l'apertura del processo a Luca Casarini e agli altri per i fatti di Mobiletibio del 2000?». E il modello cui sembra essersi ispirata la curia gli sembra lo stesso che ispira i licenziamenti alla Fiat. «Al momento non ritengo di assegnarti ad altro ufficio - si legge nella missiva di Nazzaro a Della Sala, il sacerdote che ha messo Gesù nel presepio a bordo di un gommone degli scafisti, che ha accusato i cardinali Pio Laghi e Sodano di «aver fatto carriera sulla pelle dei desaparecidos», che ha sfilato in clergyman al Gay pride. Ordinato dieci anni fa, Della Sala ha studiato teologia «da esterno» a Roma.


    Perché da esterno?

    Perché mi avevano cacciato da sei seminari, tra cui quelli di Napoli e di Benevento, più o meno per le stesse ragioni di ora.


    E adesso cosa farai?

    Obbedirò, come sempre. Non farò le barricate. Incontrerò l'Abate al più presto. Sono sereno, non ho fatto nulla di male portando la parola del Signore e la solidarietà agli operai in lotta contro coloro che affamano la gente.


    Come l'hanno presa i tuoi parrocchiani?

    Non bene, ne parleremo più tardi al bar. I paesani vogliono sapere, si sentono scavalcati da una decisione. Bisognerà stare molto attenti a reazioni spropositate, mi meraviglia che il vescovo non ci abbia pensato. Certo, poteva venire qui, spiegarsi, anziché scrivere. Le raccomandate sono fredde, non si rompe mai così con una parrocchia.


    Hai «continuato a dissentire pubblicamente», ti si rimprovera. Ma che tipo è il tuo vescovo?

    E' una brava persona, un "buono", mica un reazionario.


    E allora come ti spieghi le ammonizioni, prima, e la rimozione, ora?

    Forse avrà subito tantissime pressioni. E tutta questa storia non nasce a Montevergine ma a Roma.


    Che cosa vuol dire la rimozione dalla parrocchia?

    Significa che non vengo considerato adatto alla cura delle anime. Per un prete è la presa d'atto di un fallimento. Non è come nel caso di una sospensione a divinis dettata da questioni dottrinali. Con la rimozione vieni messo in discussione come persona.


    Ma credi di «aver dato scandalo»?

    No, casomai danno scandalo i preti pedofili, per i quali comunque serve comprensione. Io credo di aver interpretato in un senso preciso il mio sacerdozio.


    Ma ti opporrai al provvedimento?

    C'è un margine per fare ricorso alla Congregazione del clero e lo farò. Ma non bisogna agire d'istinto, ci vuole lucidità: lasciamo passare la nottata. Intanto, però, vorrei poter restare almeno fino a domenica per dire la messa un'ultima volta.


    Dunque non ti ritieni pentito.

    Citando Simone Weil, filosofa ebrea francese, considero la revoca il coronamento naturale della mia carriera.


    ---

  5. #25
    Cavaliere
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    Originally posted by yurj
    Eccezionale Gribisi che difende gli ebrei dalle persecuzioni e poi avvalla quelle contro i gay...

    O non capisci o fai finta di non capire.
    Difenderesti un extracomunitario che chiede la tessera della Lega Nord e gliela rifiutano?
    E se non lo difendi, avalli le persecuzioni contro gli extracomunitari?

  6. #26
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    Originally posted by yurj
    x Silvia: leggi queste testimonianze, almeno per capire di chi e che cosa si parla

    Yurj, magari ti sembrerà strano, ma già sapevo di chi e di cosa si parlasse…
    Comunque, ho letto queste testimonianze (ed anche altre, la rete è strapiena di messaggi di solidarietà…), ma resto della mia idea… Come dice giustamente gribisi, non si può pretendere di sfidare i “sacri palazzi” e di continuare a operare al loro interno. Don Vitaliano combatta pure per le cause in cui crede, magari da militante laico, o magari candidandosi alle prossime elezioni.

  7. #27
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    Originally posted by damps


    Ha ragione, signora Silvia,
    per sfidare i "sacri palazzi" (come dice lei)
    "e continuare a operare al loro interno" (come ben dice Lei)
    bisogna avere alle spalle un partito di peso
    e forte istituzionalmente.


    I preti come don Vitaliano è giusto
    che non se lo possano permettere.
    Gentile signor Damps, mi risulta che l’adesione al progetto socialista di Craxi sia costata a Don Baget Bozzo la sospensione “a divinis” per circa dieci anni. E, nonostante le attuali “potenti protezioni”, non mi pare che a tutt'oggi sia titolare di una parrocchia.


  8. #28
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    Da quanto ho capito Don Vitalino e la Chiesa Cattolica hanno due visioni diverse su molte tematiche riguardanti l'interpretazione del Cristianesimo... liberissimi entrambi di farlo ma per coerenza o Don Vitalino esce da tale organizzazione e si fonda magari una nuova Chiesa con lui come capo che interpreta il messaggio Cristiano in modo diverso da come lo interpreta la Chiesa Cattolica oppure Don Vitalino si allinea all'interpretazione Cattolica... poi a noi che lui sia di una Chiesa o dell'altra che ce frega... basta che voi tutti Suoi simpatizzanti gli costruite una Chiesetta nel suo paese, lui esce dal Cattolicesimo e da vita a una nuova Chiesa... lui continua a fare messa la Domenica nella sua nuova Chiesetta nel suo paesino e chi è Cattolico va nella Chiesa Cattolica chi è Vitaliano va nella Chiesa di Don Vitalino... già successo decine di volte all'interno della Chiesa Cattolica... ultimo caso celebre proprio Milingo... che a causa del suo forte seguito ha costretto a trattare la Chiesa Cattolica per paura di un nuovo scisma...

  9. #29
    fantasia al potere
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    Come ho già scritto non sono cattolico. Lo sono stato (o almeno ho cercato di esserlo) fino a 22 anni, poi la vicenda di un prete "lavoratore" (nel senso che lavorava per soppravivere) mi ha fatto abbandonare la chiesa e con me molti altri compagni (era il nostro padre spirituale). Per cui come ho già scritto qualcosa di religione di Cristo conosco e mi risulta che tra i suoi discepoli ci fosse solo gente povera (di denaro) tra cui anche maria maddalena, una puttana, e Cristo mi risulta che non la trattasse con disprezzo, i suoi apostoli mi risulta fossero pescatori (gli operai dell'epoca), inoltre mi risulta che non fosse allineato col potere dell'epoca tant'è che l'hanno crocifisso. Per me don vitaliano è uno che cerca (umilmente) di seguire la dottrina di Cristo delle origini, forse ha ragione chi sostiene che la religione cattolica è un'altra cosa, lo dimostrano secoli di preti seduti alla mensa dei "padroni".

  10. #30
    Asteroids
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    I problemi della Chiesa devono riguardare la chiesa stessa, come ho però già fatto notare non è che le posizioni di Don Vitaliano anche se più marcate sono un caso isolato ma riguardano molte associazioni Cattoliche che hanno partecipato al meeting dei noglobal a Firenze. La realtà è che il Papa ha si sempre la stessa autorevolezza morale degli anni passati ma ha perso per via dell'età l'energia necessaria per guidare una Chiesa sempre più divisa e dalla molteplici visioni.

 

 
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