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Discussione: Immigrati news

  1. #101
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    Gazzettino di Padova 16/11/2002

    MONTEBELLO Operazione antidroga
    Inseguimento sulla statale Ricercato uno straniero
    Restano gravi le condizioni della poliziotta

    Montebello V.
    (F.Pen.) Un inseguimento sul filo dei 120 km orari, poi la sbandata, una serie di carambole, lo schianto. Due poliziotti della Polstrada di Verona e una ragazza feriti nell'incidente. Un extracomunitario, presumibilmente di origine marocchina, attivamente ricercato. E un carico di droga (si parla di oltre un chilo di "roba") finito da qualche parte. È il bilancio dell'operazione condotta l'altro ieri notte dalla Polstrada di Verona. Tutto è cominciato alle 22,40 a Soave quando una pattuglia ha dato l'alt ad un'Alfa 155 con due persone a bordo. Invece di fermarsi la vettura ha accelerato fuggendo verso Vicenza. Immediato l'inseguimento. All'altezza di Montebello l'Alfa ha sbandato per la velocità e l'asfalto viscido finendo nella corsia opposta e scontrandosi con una Fiat Punto. In quel mentre sopraggiungeva un autotreno che per evitare l'impatto con le due vetture si è spostato nella corsia da cui stava provenendo l'auto della Polizia. Violento l'urto fra i due mezzi che ha fatto rimbalzare la vettura contro un platano. Il conducente dell'Alfa, un extracomunitario presumibilmente di origine marocchina, si era intanto allontanato a piedi. Nell'auto è rimasta la passeggera, ferita. Feriti anche il conducente della Pantera e il capo pattuglia, una donna, ricoverata in rianimazione. La Polizia sta cercando il fuggiasco e un grosso involucro che è stato gettato fuori dall'Alfa durante la fuga.

  2. #102
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    Mattino di Padova 19/11/2002

    Piove di Sacco. Dibattito della Lega col segretario del sindacato di polizia Sap
    «Mani legate davanti ai clandestini»

    PIOVE DI SACCO. Ormai anche a Piove è sempre più frequente incontrare extracomunitari magrebini, che si insediando nel tessuto sociale anche con strutture fisse, come la macelleria islamica nel quartiere Sant'Anna. Inevitabile che nella difficile tranquillità ritrovata della città di Piove, la Lega Veneta stia pigiando sull'acceleratore e facendo scendere i propri uomini forti. Così dopo la fiaccolata con l'europarlamentare leghista Borghezio, c'è stato un dibattito dalla Liga Veneta sulla legge Bossi-Fini di regolamentazione dell'immigrazione. All'incontro ha partecipato Michele Dressadore, segretario regionale del sindacato autonomo di polizia (Sap), che ha puntato l'indice sulla difficoltà operativa, da parte delle forze dell'ordine a dare attuazione a questa legge, soprattutto a causa di una magistratura che spesso vanifica il lavoro degli uomini in divisa. Fermi che non vengono convalidati, processi che vengono annullati o che si prolungano nel tempo con mille scusanti, non ultima quella di carenza d'interpreti. Ma ci sono anche difficoltà di carattere organizzativo, mancano i centri d'identificazione e di permanenza, e ci sono mille scappatoie perché gli immigrati clandestini continuino a rimanere in Italia dopo i loro sbarchi. Dressadore ha fatto vari esempi di difficoltà operative, come quella della mancanza di flagranza di reato se non viene preso subito alla frontiera un clandestino che magari era già stato espulso, e quindi viene trattato come fosse entrato in Italia per la prima volta. Le mani legate sembrano averle più le forze di polizia che i clandestini, soprattutto chi tra loro s'infiltra con scopi tutt'altro che nobili. Ora sembra essere stata data una responsabilizzazione agli imprenditori che regolarizzano gli immigrati, ma non sarà sufficiente a creare un clima stabile. Su questo ha puntato l'indice il consigliere regionale Flavio Tosi, che ha posto l'accento anche sul costo sociale di questa immigrazione, spesso clandestina, che chiede diritti come quello agli alloggi popolari. Ma il problema forte rimane la penetrazione del fondamentalismo islamico in un tessuto storico-culturale cristiano e cattolico.

  3. #103
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    Tribuna di Treviso 19/11/2002

    Rissa con feriti in Strada delle Cisole
    Litigio per futili motivi tra nomadi e un avventore di un locale pubblico

    Rissa con feriti ieri sera, verso le 20, in Strada delle Cisole, nel quartiere Santa Bona, nei pressi del campo da rugby, a poca distanza del «Bar Per Bacco». Per motivi non ancora chiariti, in strada quattro nomadi si sono scagliati contro un avventore del locale pubblico. Ne è risultato un violento parapiglia. Dopo la violenta scazzottatura, la rissa si è spenta.
    Sul posto è intervenuta un'ambulanza associata al servizio di emergenza dell'Usl 9 che ha trasportato al pronto soccorso la persona ferita.
    I medici, in ogni caso, hanno potuto constatare che l'uomo ferito non ha riportato nulla di grave. Solamente qualche contusione che è stata giudicata guaribile in pochi giorni.
    In ogni caso in Strada delle Cisole ci sono stati attimi di paura. Alcuni cittadini preoccupati di quanto stava accadendo, hanno avvisato la polizia che ha inviato sul posto una volante per i rilievi di quanto accaduto.
    Gli agenti non hanno rintracciato gli autori della rissa, ma hanno raccolto dati utili per capire cosa possa aver fatto scoppiare la violenta scazzottatura. Sembra comunque, dalle prime informazioni raccolte sul posto, che il litigio è scoppiato per futili motivi.
    Faccia a faccia si sono trovati i quattro nomadi con un avventore del bar. E' scoppiata una rissa con una violenta scazzottatura.
    Sul posto sono intervenuti un'autolettiga del servizio associatao al Suem e gli agenti di una volante della polizia di Treviso che stanno cercando di ricostruire ciò che è accaduto ieri sera in Strada delle Cisole.


    IL CONSIGLIO RAGAZZI DI RONCADE
    «Integriamo gli stranieri»
    Gli studenti si confrontano con i consiglieri «adulti»

    RONCADE. Il Consiglio comunale dei ragazzi rischia di rubare elettorato a maggioranza e minoranza, dimostrando una sensibilità che sorprende gli adulti, verso le categorie deboli e la tutela dell'ambiente. Sabato mattina, i due Consigli, quello dei grandi e quello dei piccoli, si sono confrontati. Erano presenti gli studenti delle elementari e delle medie, i due sindaci e quasi tutti i consiglieri «adulti». Il consiglio dei ragazzi nasce cinque anni fa, con una regolare campagna elettorale e una votazione tra i banchi delle scuole medie del comune di Roncade. Dal progetto non vengono escluse le classi quarte e quinte elementari che impiegano parte delle ore di studi sociali in un'attività di preparazione e di informazione sui compiti e doveri dell'organo amministrativo comunale. I lavori iniziano con la consegna del tricolore del gruppo Lega, Roncade Domani e Iniziativa Civica al giovane «sindaco» Andrea. La discussione poi si accende rispettando i regolamenti e l'ufficialità del posto che, per una mattina, occupano anche i più piccoli. Il consiglio inizia con le sue richieste: maggior cura degli impianti sportivi, una biblioteca e un centro giovani nell'ex scuola elementare e una maggior integrazione degli extracomunitari. Maggioranza e minoranza ascoltano prendendo appunti e si inseriscono con qualche dichiarazione di stima e di appoggio. I più piccoli, di quarta e quinta elementare, hanno la possibilità di dire la loro dalla «platea»: chiedono la ripavimentazione di Piazza Primo Maggio, qualche albero in più nel giardino della scuola elementare, «ma non pioppi perché fanno venire le allergie!», e soprattutto una casa di riposo per anziani. Al sindaco Ivano Sartor non resta che estendere l'invito alla commemorazione del 4 novembre 2003 a tutto il consiglio ragazzi.

    INSEGUIMENTI IN CENTRO
    Prima le offese, poi il coltello. Denunce incrociate tra africane

    CONEGLIANO. Due tentativi di accoltellamento hanno coinvolto nei giorni scorsi quattro immigrate di colore residenti in città: l'episodio più grave è capitato in via Tintoretto, dove due donne ghanesi di 34 e 35 anni, conviventi nello stesso alloggio, sono state protagoniste di uno scontro violentissimo dopo una presa in giro. «Hai i baffi come un uomo» ha detto una all'altra. La reazione non si è fatta attendere: dito in un occhio, ferro da stiro in faccia e inseguimento giù per le scale con un coltello di 35 centimetri in mano. Le due si sono azzuffate in strada, colpendosi a pugni, calci e graffi, finché i residenti non sono intervenuti a separarle, nascondendo il coltellaccio da cucina e chiedendo l'intervento della polizia. Si sono denunciate a vicenda per minacce aggravate e lesioni. In via XI Febbraio la rissa si è invece scatenata tra due camerunensi di 28 e 30 anni per motivi economici. Prima di lasciare l'appartamento per una nuova dimora, una delle due ha chiesto all'altra la restituzione di 500 euro versati in anticipo come cauzione. Al diniego è scoppiata la zuffa coltello alla mano con inseguimento attorno al tavolo della cucina, finché una delle due si è rivolta alla polizia per poter recuperare la borsetta dimenticata nell'alloggio occupato dall'altra senza rischiare una coltellata. La settimana scorsa erano stati due marocchini, in via Zandonai, ad azzuffarsi per futili motivi. Anche in quel caso era spuntato un coltello sequestrato dagli agenti del commissariato.

  4. #104
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    La Nuova Venezia 19/11/2002

    PROCESSATO
    Aggredisce 4 agenti senza motivo

    VENEZIA. Nicolas Valero, 35 anni, nato in Germania ma naturalizzato francese è stato arrestato sabato a notte inoltrata per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale dopo aver aggredito quattro agenti della Questura che hanno dovuto ricorrere alle cura del pronto soccorso. L'uomo, che ha detto di lavorare come chef nelle cucine dell'Orient Express, era in compagnia di 4 amici, tutti piuttosto alticci, all'interno della discoteca Casanova, in Lista di Spagna. Verso l'una di notte il titolare del locale ha chiesto l'intervento della forza pubblica perchè i 4 erano ubriachi e disturbavano gli altri clienti. Alla vista degli agenti i 4 si rendevano subito disponibili ad essere trasportati con la lancia in Questura per accertamenti. Ma mentre il gruppetto saliva in barca, Nicolas Valero aggrediva improvvisamente con pugni e calci gli agenti di polizia. Trasportati in ospedale i poliziotti sono stati dimessi con prognosi massime di 7 giorni. Per lo chef dell'Orient Express si sono invece aperte le porte del carcere e ieri Niclas Valero è stato processato per direttissima. Davanti al giudice Rocco Valeggia l'uomo ha patteggiato una pena di tre mesi che è stata sospesa, ottenendo l'immediata scarcerazione.


    Blitz anti-abusivi, sei senegalesi espulsi

    VENEZIA. Ennesimo controllo da parte della polizia municipale, domenica pomeriggio, per tenere sotto controllo il fenomeno dei venditori abusivi. Pattuglie del Reparto operativo- Pronto intervento, insieme ai colleghi della sezione Moto ondoso e Ambientale, hanno setacciato la zona compresa tra l'Accademia e Piazza San Marco fermando sei senegalesi che si erano piazzati in campo Santo Stefano con i loro teli e abbondante mercanzia.
    Accompagnati negli uffici della Polizia municipale per accertamenti, i sei extracomunitari sono risultati clandestini e, oltre alla denuncia per ricettazione e vendita di merce con marchio contraffatto, nei loro confronti sono scattate immediatamente le pratiche di espulsione. Oltre trecento, invece le borse finite sotto sequestro.
    Venerdì scorso, nel corso di un analogo blitz, altri quattro senegalesi che vendevano borse in via XXII Marzo, erano finiti nei guai. I quattro extracomunitari - tutti clandestini - erano stati accompagnati nella centrale della polizia municipale, fotosegnalati e, per gli effetti della nuova legge sull'immigrazione, nei loro confronti era scattata l'espulsione immediata. Un centinaio le borse finite sotto sequestro, tutte con marchio contraffatto.


    Rissa tra immigrati, giovane accoltellato
    Nei giardini davanti a piazza Mercato troppi fatti di sangue, residenti in rivolta:

    MARGHERA. Un accoltellamento tra extracomunitari e sale la protesta dei residenti. L'ennesimo fatto di sangue che ha avuto come teatro i giardini di fronte a Piazza Mercato a Marghera, infatti, ha innescato un coro di proteste per una situazione che pare stia diventando sempre più critica. L'altra notte, infatti, intorno all'una e mezza, in una rissa tra magrebini è rimasto ferito un giovane straniero, ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Umberto I di Mestre per un profondo taglio su un braccio. Si tratta di un sedidente marocchino, tale Hamed Mahur, di circa 28 anni che successivamente la polizia ha scoperto già in possesso di un decreto di espulsione e quindi, dopo averlo piantonato in corsia, l'ha arrestato.
    Ieri gli agenti delle Volanti della Questura veneziana hanno proceduto a presentargli al nosocomio la notifica di arresto (dopo averlo identificato nonostante gli alias), così come prescritto dalla nuova legge sull'immigrazione Bossi-Fini.
    Il giovane era stato bloccato e segnalato la prima volta più di cinque giorni fa, durante un controllo di routine per la prevenzione e la lotta contro lo spaccio. Sprovvisto di documenti e risultato clandestino, al nordafricano era stato consegnato il decreto di espulsione con l'obbligo di uscire dal territorio nazionale entro cinque giorni. Ma così non è stato. Anzi, la sua permanenza si è legata all'ennesimo episodio delittuoso accaduto nei giardinetti di Marghera, connesso probabilmente al mondo dello spaccio. Forse un regolamento di conti, forse il tentativo di fargli pagare di uno sgarro.
    «La cosa non ci stupisce più di tanto - spiega Ciro Gebbani, presidente dei commercianti di Piazza Mercato a Marghera - anche se parlare di queste cose è sempre difficile, perché c'è il rischio di passare per razzisti. Ma non è così. Più tempo passa e meno questo posto è vivibile».
    Gebbani si fa portavoce di un diffuso malessere. Più di un residente ha osservato che da qualche tempo la situazione in quella zona di Marghera è peggiorata. «Alcuni locali pubblici cominciano a tirare giù le serrande anche prima del dovuto - continua Gebbani - già Marghera in passato si è fatta una brutta nomea, non vorrei che ora la zona si trasformasse in un far west». Far west addirittura? «Sì, un far west - chiude - Anni fa il Comune aveva promesso di costruire una nuova caserma dei carabinieri a Marghera. Ed invece niente. Allora mi chiedo: se si inaspriscono i controlli contro i vu' cumprà in centro storico perché non lo si fa anche qui contro la malavita?».

  5. #105
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    L'Arena di Verona 18/11/2002

    Clandestino arrestato dalla polizia di Bardolino e Verona Sud a Valeggio
    Si ritrova a inseguire il ladro in autostrada Gli viaggiava davanti sul furgone rubato

    Quando si dice la casualità. L’11 novembre a Romolo Hudorovich, uno slavo regolare sul territorio italiano era stato rubato, a Sirmione, un furgone Fiat Ducato. Sabato, l’uomo viaggiava sull’autostrada A4 e nei pressi di Verona Est gli è sembrato di riconoscere, in un furgone che lo precedeva, proprio il suo, quindi attraverso il cellulare ha chiamato la polizia, sempre seguendo il mezzo. Arrivato al casello di Sommacampagna, l’autista del furgone, anziché fermarsi alla sbarra del telepass l’ha abbattuta, dirigendosi verso Custoza e Valeggio. Ma il Ducato è stato intercettato da due pattuglie della polizia stradale, una di Bardolino e l’altra di Verona Sud a Valeggio sul Mincio, in località casa Zana, sulla ex strada statale 249. Quando l’uomo ha visto le auto della polizia ha fermato il Ducato ed è scappato a piedi, lasciando nell’abitacolo la moglie S.H., con la figlioletta di due anni.
    Ma gli agenti non si sono dati per vinti e hanno rincorso a piedi l’uomo, che è stato acchiappato e identificato. Si tratta di Roki Halilovic, senza fissa dimora, che poi è stato portato in carcere a Montorio a disposizione dell’autorità giudiziaria.
    Gli agenti hanno potuto constatare che il furgone aveva la portiera del lato guida con la serratura forzata e nel blocco di accensione non c’era la chiave, ma un cacciavite. Inoltre le targhe, che sostituivano quelle vere, erano state posizionate con viti, ma di recente. Anche i documenti mostrati dall’uomo erano all’apparenza contraffatti. (a.v.)


    Terrazzo
    «Molla» quattro figli nel camper

    Li ha abbandonati per ore e ore. «Prigionieri» nel vecchio camper chiuso a chiave dall'esterno. Ma il loro pianto non è passato inosservato. Alcuni cittadini non hanno infatti potuto fare a meno di sentire le grida dei piccoli. Qualcuno ha deciso di aspettare, sperando di vedere arrivare presto i genitori dei bimbi. Niente da fare. E, allora, è scattata la segnalazione ai carabinieri. Anche per i militari l’attesa è stata particolarmente lunga. Per più di un'ora, hanno fatto la guardia al camper. E alla fine è arrivato anche il papà: un serbo di 26 anni, residente a Terrazzo. Per il giovane papà, che non ha saputo giustificare quell’assenza così prolungata, è dunque scattata immediatamente la denuncia a piede libero per abbandono di minore. Un provvedimento inevitabile perchè i bambini - tre maschietti di 1, 6 e 8 anni e la sorellina di 3 anni - sono stati chiusi nel caravan e lasciati al loro destino per più di quattro ore. (l.b.) Ancora liti tra immigrati. Nel pomeriggio è stata la volta di Nordafricani in via Interrato dell’Acqua morta. Una donna è stata trovata a terra dalla polizia, chiamata sul posto da alcuni passanti. La donna ha detto di aver avuto un diverbio con alcuni familiari. In serata, sempre la polizia è intervenuta per una lite familiare in via delle Coste. Una donna cingalese è stata picchiata dal marito che le ha rotto il setto nasale con un pugno. La lite è nata per futili motivi. n IN STAZIONE. È costata un anno di reclusione da scontare in carcere la resistenza a pubblico ufficiale messa in atto dal marocchino Mohamed Barman, 23 anni, sedicente e clandestino. Gli agenti hanno accertato che l’uomo era già stato espulso dal territorio nazionale e glielo hanno comunicato. Ma il marocchino, per evitare d’essere rimpatriato li ha spintonati cercando di darsi alla fuga in direzione della stazione ferroviaria, ma è stato raggiunto e arrestato.

  6. #106
    P.N.F.
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    Corriere della Sera-Cronaca di Milano 19/11/2002

    VIA SANNIO
    Amputa la mano a connazionale In manette un ecuadoregno

    In quattro, tutti ecuadoregni, hanno cenato l’altra sera nella cucina di un appartamento di via Sannio 18. Poi, per motivi che la polizia non è ancora riuscita a chiarire, uno degli ospiti ha afferrato una mannaia e, con un colpo secco, ha staccato di netto una mano a Henry C., 34 anni. Il feritore, Riccardo B., 42 anni, è stato poco dopo catturato dalla polizia.

  7. #107
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    Corriere della Sera-Cronaca di Roma 19/11/2002

    APRILIA
    Romeno ucciso per una donna, in manette tre connazionali

    Sono tre le persone arrestate con l’accusa di concorso in omicidio per la morte di Lulu Moisa, 44 anni, ucciso venerdì scorso ad Aprilia. I fermati, di 43, 38 e 26 anni, romeni come la vittima, sono stati portati nel carcere di Latina. Il delitto sarebbe legato a una lite per una donna.


    A Roma sono 104 mila le richieste di sanatoria per ottenere ...

    A Roma sono 104 mila le richieste di sanatoria per ottenere il permesso di soggiorno. «È la città italiana con il numero maggiore di domande - spiega il prefetto Emilio Del Mese - ma non siamo affatto preoccupati». Per accelerare il lavoro sono in apertura dodici sportelli polifunzionali: nove saranno collocati in uffici dell’Inps, un altro sarà in un locale della Provincia, a piazza Vittorio, qui saranno in funzione tre sportelli. In questi uffici saranno esaminate le domande di richiesta di soggiorno. Entro venticinque giorni dall’inizio dello studio della pratica l’extra-comunitario e il suo datore di lavoro saranno chiamati per la risposta. Da quel momento, se la documentazione è giusta, inizia la pratica per la firma del contratto e il rilascio del codice fiscale. «Ovviamente se ci accorgiamo che molte domande provengono dalla provincia - continua il prefetto - apriremo anche sportelli nella città vicine». E ancora presto per dire in quanto tempo tutte le pratiche di regolarizzazione saranno esaminate. Intanto gli inviti a presentarsi partiranno dal 9, forse 10 dicembre: da quella data la grande macchina della sanatoria comincerà a fare i primi passi.
    «Tutti gli sportelli saranno cablati - dice il Prefetto - appena l’informatizzazione sarà completata noi partiremo. Non possiamo, già da ora, sapere quanto tempo ci vorrà per terminare il lavoro. Perché è ovvio che le domande complete, con la documentazione regolare, saranno sbrigate in tempi minori, di quelle in cui sarà necessario un supplemento d’integrazione di documenti o che devono essere perfezionate. In quei casi il cedolino di presentazione vale come permesso di soggiorno».
    Ma diversa è la situazione dei lavoratori extra-comunitari in vertenza di lavoro contro i datori di lavoro che non vogliono metterli in regola. Un telex del Viminale ha fissato ad oggi il termine per consegnare in questura la copia della denuncia, e chiedere il permesso di soggiorno semestrale promesso dalla «circolare Mantovano». Ma «Senza Confine», l’associazione di volontariato antirazzista, denuncia che molti commissariati di Pubblica Sicurezza, nei quali è decentrata l’operazione, chiedono agli immigrati copia dell’affitto o addirittura la presenza fisica del padrone di casa. E rifiutano, in caso contrario, di accettare l’istanza. «Come si può pretendere da stranieri costretti al lavoro nero e spesso licenziati - dice Dino Frisullo, segretario di Senza Confine - quella perfetta regolarità d’affitto che tanti italiani non possiedono. Denunceremo i responsabili degli uffici di polizia che rifiutano di adempiere ai loro obblighi, così come chiederemo alla magistratura di riaprire i termini per le denunce. Fissati lo stesso giorno in cui gli immigrati hanno saputo del rifiuto del loro datore di lavoro a metterli in regola».

  8. #108
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    Questo, se è vero che sono stranieri è il caso più grave della giornata, che Dio li maledica



    Venezia: rapina in villa, ucciso il proprietario


    Paolo Biasiolo di 57 anni, è stato ucciso da un colpo d'arma da fuoco esploso da un rapinatore


    VENEZIA - Il proprietario di un'abitazione di Fiesso d'Artico (Venezia), Paolo Biasiolo di 57 anni, è stato ucciso da un colpo d'arma da fuoco esploso da un rapinatore. Il fatto è avvenuto all'alba quando due uomini armati hanno fatto irruzione nell'abitazione, a scopo di rapina, trovando la vittima, la moglie e il figlio della stessa.

    Secondo una prima ricostruzione, al vaglio delle forze dell'ordine, i due rapinatori, che non si esclude siano stranieri, sarebbero penetrati in una prima abitazione dove hanno eseguito un furto. Quindi sono entrati in quella di Biasiolo in via Milano, verso le 6, bloccando i tre componenti della famiglia.

    I malviventi, di cui uno certamente armato di pistola, sempre secondo una prima ricostruzione dei fatti, dopo aver compiuto la rapina si stavano allontanando ma a quel punto è successo qualcosa - tra le ipotesi non si esclude un tentativo di reazione di Biasiolo o per inesperienza mista a paura che potesse dare subito l' allarme - e hanno esploso un colpo di pistola all'indirizzo dell'uomo uccidendolo.

    Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno operando su più fronti. Lungo la strada dove è avvenuto l' omicidio, vi sono una serie di abitazioni modeste e la stessa casa della vittima, un pensionato pare non particolarmente facoltoso, appartiene a questa tipologia.

    Solo la scorsa notte c'erano stati altri due furti nel Veneziano, compiuti probabilmente, secondo gli investigatori, dalla stessa banda che poi ha freddato Paolo Biasiolo nella sua villetta a Fiesso d'Artico. Si tratta di colpi che avevano fruttato entrambi un magro bottino, non superiore a qualche centinaio di euro in oro e preziosi. I malviventi erano prima entrati nella villa di un piccolo imprenditore in via 4 novembre, a due passi dall' abitazione dei Biasiolo, poi nella modesta casetta di una vedova, anch' essa vicinissima alla villetta della tragedia. Da qui però si erano allontanati senza essere visti dai proprietari. Il tentativo di rapina in casa di Biasiolo doveva quindi essere l' ultimo - si avvicinava ormai l' alba - della ''notte brava'' dei due rapinatori, probabilmente di origine straniera. Gli investigatori non sono però ancora certi dell' etnia dei malviventi, il cui identikit è ora in fase di ricostruzione. Secondo i primi accertamenti, Biasiolo è stato ucciso da un solo colpo sparato con una pistola di piccolo calibro che lo ha raggiunto ad un fianco


    da Il Nuovo 19/11/2002 ore 10.15

  9. #109
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    Pare fossero nordafricani o albanesi,ma non e' sicuro.
    In ogni caso e' stata una vigliaccata che ripagherei fucilandoli davanti ai propri familiari.

  10. #110
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    La Nuova Venezia 20/11/2002

    FIESSO D'ARTICO. Irruzione di due banditi nella villetta di un operaio del Petrolchimico
    Assassinato per 200 euro
    Freddato con un colpo di pistola davanti a moglie e figlio
    Parlavano in arabo e prima dello sparo uno ha detto: viva Saddam

    FIESSO D'ARTICO. Freddato con un colpo di pistola sotto gli occhi della moglie e del figlio, per 200 euro. Paolo Biasiolo, 57 anni, operaio dell'Enichem, è stato ucciso così ieri mattina, alle 6, durante una rapina nella sua villetta, in via Milano 10 a Fiesso. Due banditi, che parlavano fra loro in arabo, avevano appena messo a segno altri due furti in abitazione, raccogliendo però un magro bottino. In quella di Biasiolo speravano nel colpo grosso e cercavano una cassaforte che non c'era. Delusi e arrabbiati, hanno raggranellato quella somma di 200 euro e poi hanno sparato al fianco al padrone di casa, recidendogli l'aorta.
    Una feroce esecuzione, stando alla moglie Ivana De Lorenzi e al figlio Massimiliano, costretti dai banditi sotto le coperte del letto matrimoniale: prima di sparare un bandito avrebbe esaltato il leader iracheno dicendo «viva Saddam». L'autopsia esclude che la vittima abbia reagito. La sorella Vittorina conclude: «Gente così merita la pena di morte». Il padre Italo si limita a dire: «Non ce l'ho con gli immigrati, ma non si può morire così. Il governo deve fare di più». E ora il paese ha paura.


    ZELARINO
    Espulsi nove moldavi

    MESTRE. Avevano trasformato due stanze abbandonate del Forte Mezzacapo, a Zelarino, nel loro accampamento. Nove materassi buttati a terra, una stufa, un fornelletto, l'allacciamento abusivo della luce. Vivevano lì da qualche settimana e probabilmente avrebbero continuato a farlo per parecchio tempo se gli uomini delle Volanti non fossero arrivati a loro grazie a un'auto sospetta e a un portafogli dimenticato sul cruscotto. Tutti e nove - di cui sette moldavi e due russi - sono stati denunciati per furto aggravato (dell'eneregia elettrica), ricettazione, e nei loro confronti - in quanto clandestini - sono state subito avviate le pratiche di espulsione. La scoperta della piccole comunità di moldavi è stata fatta l'altra sera, quando nei pressi di via Gatta era stata segnalata la presenza di un'auto sospetta con a bordo tre individui. All'arrivo delle Volanti i tre se la sono data a gambe lasciando la Fiat Tempra con gli sportelli aperti. L'auto era poi risultata rubata e, sul cruscotto, c'era il portafogli con i documenti di un moldavo. Sotto il tappetino, invece, svariati arnesi per lo scasso. I poliziotti hanno inseguito i tre che stavano scappando e li hanno infine raggiunti nell'edificio fatiscente di Forte Mezzacapo dove li hanno bloccati.

 

 
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