L'immigrato non è solo un lavoratore ospite»
Critiche alla “Bossi-Fini” nell'incontro del Social Forum di Piacenza. «Integrazione sempre più difficile»

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Un fronte comune contro la legge “Bossi-Fini” sull'immigrazione. Ieri sera nell'incontro organizzato dal “Social Forum Piacenza” al centro di documentazione per la pace di via XXI Aprile il denominatore comune degli interventi è stato proprio questo, una bocciatura a tutto campo della legge sull'immigrazione. L'incontro è stato presentato da Gustavo Conni del “Social Forum” che dopo aver espresso preoccupazioni per il momento di tensione che si sta vivendo all'interno del “movimento” in seguito agli arresti di alcuni suoi componenti ha ribadito la necessità del dialogo per riportare la situazione alla normalità. Padre Gianromano Gnesotto responsabile della “Migrantes” diocesana ha invece illustrato le novità della “Bossi-Fini” puntando sulle recenti restrizioni che rendono ancora più difficile l'ingresso degli immigrati nel nostro Paese. Secondo padre Gnesotto il punto che sta alla base della legge è il cosiddetto modello del “lavoratore ospite” che non deve mettere le radici e che deve tornare a casa quando sono finite le sue funzioni. «In tutto questo - ha detto - c'è una funzione dell'immigrazione vista come male necessario. C'è una filosofia di fondo per cui l'immigrato è una risorsa difficile da controllare a cui si deve ricorrere in maniera più limitata possibile: in questo senso anche le politiche di integrazione vengono compromesse». E infine una considerazione: «C'è una politica di rifiuto dell'immigrazione». Bruno Carrà, dell'Ufficio stranieri della Cgil, dà invece un giudizio parzialmente positivo sulla sanatoria che si è appena chiusa: «Ha fatto emergere un problema, ma il vero giudizio finale verrà dato solo alla fine quando parleranno i numeri e si saprà quante posizioni di immigrati sono state sanate». Ma sulla legge Bossi Fini arriva una stroncatura netta: «E' una legge razzista - dice Carrà - che limita i diritti e le possibilità di integrazione dello straniero. Legare indissolubilmente il permesso di soggiorno al lavoro contraddice gli stessi ordinamenti internazionali che si stanno affacciando». La legge Bossi Fini, ha detto poi Carrà nega nella pratica anche la possibilità di asilo politico. E infine un richiamo alle politiche di cooperazione internazionale: «Il nostro governo è assolutamente assente su queste questioni». Giuseppe Magistrali, esperto di politiche sociali ha parlato invece dell'impatto che avrà la legge sulla gente. «Si tratta di norme - ha detto Magistrali - che hanno sposato il modello tedesco dove l'immigrato è un “fuori terra” o un “lavoratore ospite”». Il rischio grosso che si corre, secondo l'esperto, è un aumento delle difficoltà verso una reale integrazione degli stranieri: «Si vincola in maniera troppo rigida il permesso di soggiorno all'attualità di un rapporto di lavoro». Critiche di Magistrali anche alle restrizioni sui ricongiungimenti familiari: «Si costringe ad una condizione di solitudine e di incertezza l'immigrato. Una situazione che può portare stati di crisi di queste persone e anche a momenti di rivolta violenta».